“L’IMPEGNO” DI GIUSEPPE RUSCONI ALL’UNIVERSITA’ DI TERAMO – www.rossoporpora.org – 17 dicembre 2013

 

Dell’indagine sull’enorme dimensione del servizio sociale che il mondo cattolico rende alla comunità in Italia si è discusso nella città abruzzese in un seminario promosso dalla Facoltà di Scienze politiche della locale Università

 

 

“L’impegno”, il libro di Giuseppe Rusconi (Rubbettino editore) su come la Chiesa, nelle sue variegate espressioni, accompagna la società italiana nella vita di ogni giorno, è stato presentato martedì 17 dicembre presso l’Università di Teramo in un Seminario proposto dalla Facoltà di scienze politiche. Al primo ampio intervento dell’autore, che ha illustrato origini, contenuti, sviluppo ed effetti della sua inchiesta, hanno fatto seguito le considerazioni in materia dei professori Everardo Minardi e Paolo Savarese.

Numerosi gli studenti (cattolici e scettici) convenuti nell’Aula parlamentare della Facoltà, data l’attualità bruciante del tema trattato da Giuseppe Rusconi. Il quale – introdotto da Giovanni Franchi (docente di Teoria della politica in Facoltà) – ha esordito citando diversi esempi significativi e assai diffusi di un indubbio malessere che non pochi giovani (ma non solo) hanno espresso negli ultimi anni verso l’agire di una Chiesa considerata ‘parassita’ dello Stato italiano. “L’impegno” è nato proprio per indagare sull’argomento, cercando – senza polemiche, con uno stile sobrio - di evidenziare la verità dei fatti quali sono emersi da un’esperienza vissuta con onestà di intenti. Certo “L’impegno” non è esaustivo di tutto quanto fa il mondo cattolico per la società di cui è parte; l’autore ha indagato infatti su una ventina dei molti ambiti in cui tale mondo è particolarmente attivo. Tuttavia dall’indagine esce un quadro chiaro della situazione, che si può riassumere così: il mondo cattolico con il suo servizio sociale rende alla comunità in Italia molto di più di quanto non riceva dallo Stato. Rusconi ha sottolineato come la quantificazione economica dell’aiuto cattolico sia stata spesso assai ardua: in un caso, quello riguardante l’aiuto socio-assistenziale (che è di pertinenza comunale), l’autore ha ad esempio rinunciato a proporre una cifra complessiva del risparmio per lo Stato dell’impegno cattolico. In altri la valutazione finale è frutto di una mediazione razionale tra cifre diverse, desunte dagli ambiti stessi e dai grandi istituti nazionali di indagine. Rusconi ha spiegato anche il titolo, “L’impegno”, che comprende in sé cinque gesti: l’individuazione di chi è in difficoltà, la segnalazione conseguente agli organi competenti dello Stato, il tamponare concretamente la situazione nei casi di emergenza, il ridare quella speranza necessaria per proseguire, l’accompagnare con mente e cuore nel cammino da fare.

Il professor Everardo Minardi (Facoltà di Scienze della Comunicazione, direttore del Dipartimento di teorie e politiche dello sviluppo sociale) ha attribuito a “L’impegno” il merito tra l‘altro di aver dato visibilità a fenomeni invisibili, dati molto spesso per scontati. Per Minardi la società italiana è soggetta ormai a un grave processo di impoverimento, ma nel contempo nel suo seno è sorta e si sta rafforzando una sorta di ‘economia civile’, una risposta solidale che affianca l’economia pubblica e quella di mercato: sono sempre di più le persone e i gruppi della società civile che producono un valore fondamentale per la sostenibilità della vita quotidiana di tanti sfortunati. Il relatore ha poi accennato ad alcuni degli ambiti contenuti nel libro, evidenziandone la valenza di promozione sociale e non assistenziale: il progetto ‘Policoro’ (ormai esteso a livello nazionale  e non più limitato ai soli giovani del Sud) e il ‘Prestito della speranza’ (che offre a chi è in difficoltà la possibilità di riprendere il cammino con dignità).

Ha preso poi la parola il professor Paolo Savarese (Filosofia del diritto, Facoltà di Scienze Politiche), che ha evidenziato come i contenuti de “L’impegno” mettano in luce una grande quantità di problematiche che toccano le categorie del politico e dell’umano. Solidarietà e sussidiarietà non sono parole vuote: la prima ha un senso compiuto nell’ambito della seconda. La quale già si ritrova in nuce nella caverna di Platone, quando qualcuno rompe i ceppi che immobilizzavano i prigionieri; e si sviluppa con Aristotele, riemergendo poi pubblicamente nella seconda metà dell’Ottocento.

Nello spazio a disposizione dei convenuti (che hanno seguito il seminario con grande attenzione) il professor Luciano Stella ha riassunto l’esperienza concreta e quotidiana della San Vincenzo de’ Paoli. Giuseppe Rusconi e Paolo Savarese hanno poi risposto alla domanda di una studentessa: l’autore de “L’impegno” ha richiamato la complessità della figura di papa Francesco, che punta prioritariamente (prima dunque di ogni altra cosa) al contatto con le periferie materiali e spirituali del mondo.  

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Interviste

La presentazione

Foto di Romano Siciliani