ITALIA E SCUOLA - ASSALTO ALLA POLONIA – RSI: DIBATTITO SU FRANCESCO - di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 29 ottobre 2020

Alcune annotazioni su temi di attualità. In Italia il governo rosso-giallo continua a maltrattare la scuola (statale e paritaria, quest'ultima già penalizzata da sempre), pregiudicando gravemente il futuro di bambini, ragazzi, adolescenti, giovani. Gravissimo attentato islamico a Nizza. In Polonia assalto alla Chiesa cattolica da parte di organizzazioni femministe e lgbt per la decisione della Corte costituzionale di abrogare la possibilità dell'aborto eugenetico. Martedì 27 ottobre un dibattito alla Radio svizzera di lingua italiana (trasmissione 'Millevoci') tra Giuseppe Rusconi e Luigi Sandri su papa Francesco e le unioni omosessuali.

 

POLONIA: IN CORSO L’ASSALTO ALLA CHIESA CATTOLICA – SITUAZIONE ESPLOSIVA

Su quali argomenti cercare di stimolare oggi la riflessione di chi ci legge? Non c’è purtroppo che l’imbarazzo della scelta.  Da qualche ora è giunta notizia del nuovo e gravissimo attentato del terrorismo islamico nella Basilica di Notre Dame a Nizza, con al momento tre fedeli morti (una donna sembra sia stata decapitata) e un ferito. L’assassino era arrivato a Lampedusa a settembre 2020 (e questo dovrebbe far pensare – sempre che in loro ci sia un residuo di senso di responsabilità - i paladini delle ‘porte aperte’, tra i quali si evidenziano i cattofluidi, buonisti a geometria variabile e sempre pronti a strepitare contro chi chiede un’accoglienza regolata da norme sensate).

E’ evidente che i cattolici sono nel mirino sia della jihad  islamica che in quello (per il momento non così sanguinario, ma molto arrogante e aggressivo nei toni) del fronte laicista  internazionale. In questi giorni ad esempio la Polonia cattolica è sotto irridente e feroce assedio da parte di turbe di scalmanate e di plagiate che protestano contro la sentenza della Corte Costituzionale (22 ottobre) che ha abolito la possibilità di aborto eugenetico (conformandosi così alla Costituzione vigente).

Centinaia domenica scorsa 25 ottobre le dimostrazioni davanti alle chiese, spesso imbrattate: in alcuni casi, come nella cattedrale di Poznan, le facinorose sono penetrate nel luogo sacro ostacolando le celebrazioni. La conferenza episcopale polacca, per voce del suo presidente Stanisław Gądecki (25 ottobre, arcivescovo di Poznan) e del suo Consiglio permanente (28 ottobre), si è detta molto preoccupata per le violenze, ha ribadito la dottrina della Chiesa in materia di difesa della vita dal concepimento, ha invitato a ritrovare la pace sociale. Le chiese sono ora difese anche da gruppi spontanei di cittadini cattolici, spesso appartenenti al partito maggioritario di governo ‘Diritto e Giustizia’, guidato da Jaroslaw Kaczyński. La situazione è esplosiva: le violente proteste sono sostenute da una parte importante dei media (di proprietà perlopiù tedesca e svizzero-tedesca) e da grandi ong come Amnesty International e compagnia prezzolata. Ci occuperemo più ampiamente della Polonia nel prossimo articolo.

 

ITALIA: SCUOLA DISPREZZATA, NUOVE GENERAZIONI PENALIZZATE, FUTURO RUBATO

Intanto stamattina abbiamo ricevuto un tweet dall’Associazione Guido Carli (governatore della Banca d’Italia, presidente di Confindustria, primo presidente della neonata università Luiss, morto nel 1993). Richiama sei versi di Dante (Purgatorio, VI, 139-144), quelli dell’apostrofe contro Firenze del Sommo Poeta:

“Atene e Lacedemona, che fenno 
l’antiche leggi e furon sì civili, 
fecero al viver bene un picciol cenno
verso di te, che fai tanto sottili 
provedimenti, ch’a mezzo novembre 
non giugne quel che tu d’ottobre fili”.    

(in italiano corrente: Atene e Sparta, che crearono le leggi antiche e furono così civili, contribuirono alla vita buona della società molto meno di te (Firenze), che elabori norme tanto fragili che la validità di quelle emanate a ottobre non giunge a metà novembre).

Ecco una sintesi efficace dell’azione del Governo rosso-giallo fin dalla nascita e particolarmente in questi tempi di Cinavirus. Certo non è facile governare in tali condizioni, ma il Governo rosso-giallo si sta superando in nefandezze da cui conseguono disastri sociali ed economici di enorme portata. In particolare si resta indignati per il trattamento riservato a un pilastro fondamentale per ogni comunità, la scuola, che certo da decenni in Italia è considerata (salvo eccezioni) come l’ultima ruota del carro (statale o paritaria che sia): tuttavia con questa maggioranza la scuola – che si era preparata con sforzi immani alla ripresa autunnale, cercando di concretizzare le talvolta confuse direttive governative - viene addirittura e palesemente disprezzata (come dimostra il tristo balletto dei Dpcm e delle conseguenti ordinanze, con pretese assurde in tempi, modi, contenuti di adeguamento pressoché immediato alle normative del giorno). Il fatto è che, massacrando tanto ignobilmente la scuola (per le gravi carenze di altri, vedi mezzi pubblici di trasporto), si rubano infanzia, adolescenza e giovinezza agli alunni, compromettendo gravemente il futuro del Paese: purtroppo pare che questo ragionamento  -semplice e nel contempo drammatico - sia troppo arduo da comprendere per chi comanda oggi a Palazzo Chigi e in Parlamento.  Ai rosso-gialli sembra che la scuola di questi tempi interessi solo quale luogo in cui poter diffondere la ‘cultura’ lgbt, imponendo un’oscena giornata nazionale e dando mano libera alla nota lobby: infatti mentre scriviamo la Camera dei deputati ha ripreso ad occuparsi del disegno di legge – tanto inutile quanto potenzialmente liberticida e in radice totalitario - contro “l’omofobia e la transfobia” e sta concludendo l’iter previsto. Queste sono le priorità rosso-gialle anche negli attuali momenti: delirio è. E anche pericoloso per la democrazia italiana.

 

UN DIBATTITO SU PAPA FRANCESCO ALLA RADIO SVIZZERA DI LINGUA ITALIANA (RSI)

Martedì 27 ottobre in fin di mattinata, nell’ambito della trasmissione “Millevoci” della Radio svizzera di lingua italiana (Rsi), abbiamo partecipato a un dibattito su  papa Francesco e il suo atteggiamento riguardo alle coppie omosessuali alla luce anche degli ultimi e noti sviluppi della settimana scorsa (vedi  https://www.rossoporpora.org/rubriche/papa-francesco/983-fischia-el-pampero-urla-la-bufera-cuore-rotto-eppur-bisogna-star.html ). A dibattere con noi il collega serio e molto collaudato Luigi Sandri (già corrispondente dell’ANSA a Mosca e Tel Aviv, vaticanista in particolare della rivista di dialogo interreligioso Confronti).

La puntata di “Millevoci” (55 minuti) è stata aperta dall’introduzione sull’argomento da parte di don André-Marie Jerumanis (ordinario di teologia morale presso la Facoltà di teologia di Lugano), che ha rievocato le affermazioni papali contenute nel documentario del regista Afineevsky, chiedendosi tra l’altro se fossero veramente espressione – così come presentate – del vero sentire di Bergoglio in materia ( “Che cosa ha detto realmente il Papa?”) e comunque non nascondendo che avevano provocato turbamento in molti cattolici.

ALCUNI SPUNTI ESTRAPOLATI DAL DIBATTITO

GIUSEPPE RUSCONI: LA CHIESA ‘FLUIDA’ E’ UNA CHIESA DESTINATA A NAUFRAGARE NEL GRAN MARE DI UN’UNICA IDENTITA’ MONDIALISTA

Dopo l’introduzione di don Jerumanis (circa un quarto d’ora), la conduttrice Maria Pia Belloni ha dato avvio al dibattito. Per parte nostra – premesso che non siamo pregiudizialmente ostili a papa Bergoglio, di cui riconosciamo anche qualità non comuni (ad esempio nel richiamare alla lotta contro la ‘cultura dello scarto’) – abbiamo segnalato che Francesco non ha avuto nulla (ma proprio nulla) da ridire sul montaggio del documentario, tanto che mercoledì 21 ottobre ha ricevuto in udienza privata il regista, offrendogli perfino la torta di compleanno e il giorno dopo ha consentito che fosse premiato addirittura nei Giardini vaticani.

Abbiamo poi abbordato il tema del valore magisteriale da attribuire alle affermazioni del documentario in materia di famiglia e coppie omosessuali: valore pari a zero, perché in quella sede Francesco ha espresso l’opinione personale di Jorge Mario Bergoglio. Ne consegue che i cattolici devono continuare a fondarsi sui documenti ufficiali vigenti (Catechismo, magistero dei predecessori di Francesco, documenti della Congregazione per la Dottrina della fede).

Nel dibattito è stata citata la pretesa “coerenza” di Jorge Mario Bergoglio in materia: ad esempio già in Argentina nel 2010 manovrava per una tutela giuridica delle coppie omosessuali, pur essendo contro il cosiddetto ‘matrimonio gay’ e il 28 luglio 2013 venne il famoso “Chi sono io per giudicare?” del 28 luglio 2013 (in realtà: “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?”). A tale proposito ci siamo permesso di evocare i punti 19-21 della Dichiarazione comune cattolica-ortodossa del 12 febbraio 2016 a Cuba, in cui tra l’altro, dopo l’affermazione “La famiglia si fonda sul matrimonio, atto libero e fedele di amore di un uomo e di una donna”, si legge: “Ci rammarichiamo che altre forme di convivenza siano ormai poste allo stesso livello di questa unione, mentre il concetto di paternità e di maternità come vocazione particolare dell’uomo e della donna nel matrimonio, santificato dalla tradizione biblica, viene estromesso dalla coscienza pubblica”. Chi erano i firmatari della Dichiarazione? Il patriarca ortodosso Kirill e papa Francesco. Domanda: quanto vale allora la firma di Francesco, che nella Dichiarazione non sembra certo in linea con le frasi del documentario? (vedi   https://www.rossoporpora.org/rubriche/papa-francesco/566-dichiarazione-kirill-francesco-quanto-vale-la-firma-del-papa.html ). Per rispondere basta memorizzare una frase papale del dicembre 2017: “Si fa come ho detto all’inizio: due passi in avanti e uno indietro, due in avanti, uno indietro… la storia ci insegna questo”. Insomma la strategia è quella: spostare i paletti della dottrina sempre più in là, facendo ogni tanto qualche passo indietro nel tentativo di non allarmare troppo.

Sull’opportunità di un’ “apertura” della Chiesa non agli omosessuali (nel senso che già sono accolti dalla stessa come persone), ma alle pretese della nota lobby, abbiamo richiamato il momento storico in cui viviamo, caratterizzato dalla tendenza mondiale a indebolire la persona per trasformarla in semplice individuo. Per indebolire la persona occorre allentare le sue relazioni: vedi gli attacchi alla famiglia, vedi il diffondersi della teoria dell’identità fluida come preteso fattore di libertà. Una volta che la persona – ormai priva di una rete solida di relazioni - si è trasformata in individuo, ecco che quest’ultimo si presenta come facilmente manipolabile, diventando un docile strumento dei poteri politici ed economici. E’ la famosa ‘rivoluzione antropologica’ perseguita ad esempio da uno speculatore come George Soros, che finanzia abbondantemente in diversi Paesi del mondo quelle organizzazioni che mirano a un rovesciamento della prospettiva umana di tipo giudaico-cristiano. Del resto lo stesso magnate di origine ebraica (ma – ed è molto significativo - ‘persona non grata’ in Israele) ha dichiarato in un’intervista dell’11 maggio 2020 a Project Syndicate: “Già prima che scoppiasse la pandemia mi ero reso conto che ci trovavamo in un momento rivoluzionario in cui ciò che sarebbe stato impossibile o addirittura inconcepibile in tempi normali non solo era divenuto possibile, ma forse anche assolutamente necessario”.  E a Repubblica del 12 agosto 2020 ha ribadito il medesimo concetto: “È una situazione rivoluzionaria con sviluppi imprevedibili. Quel che sembra impossibile nella normalità non solo diventa possibile, ma si verifica”.

Per tutto ciò, un’ “apertura” della Chiesa cattolica al ‘politicamente corretto’ sui temi della vita, della famiglia, dell’educazione costituirebbe una grave lesione della sua identità, che diverrebbe liquida secondo il desiderio dei tempi e dunque naufragherebbe nel gran mare di un’unica identità mondialista.

 

LUIGI SANDRI: UN NUOVO CONCILIO '"GENERALE" DI PADRI, MADRI E LGBT PER CAMBIARE LA DOTTRINA

Molto interessante quanto ha rilevato Luigi Sandri. Il collega vaticanista ha evidenziato che parole come quelle di Francesco non si erano mai sentite sulla bocca di un vescovo di Roma. E’ anche evidente che approvare le ‘unioni gay’ comporta conseguenze non da poco, ad esempio la discussione sulla possibilità delle coppie coinvolte di adottare bambini.

Le affermazioni di Francesco cozzano frontalmente contro il Catechismo, ha detto Sandri.  Eppure Jorge Mario Bergoglio ancora evita di confrontarsi direttamente con la normativa vigente. La logica da lui espressa dovrebbe portarlo a cancellare dal Catechismo i paragrafi sull’argomento (2357-2359). Ma fin qui Francesco ha voluto evitare uno scontro dirompente con una parte nutrita della Chiesa.

E’ chiaro che per poter cambiare la dottrina cattolica in questo ambito occorrerebbe convocare un nuovo Concilio "generale" cui dovrebbero partecipare padri, madri e lgbt. E il Concilio dovrebbe occuparsi di rispondere a una domanda fondamentale: “Davanti a Dio un gay può fare il gay praticante?” Se la risposta fosse positiva, il rischio di uno scisma sarebbe ben concreto, come è stato il caso sullo stesso tema per la Comunione anglicana.

Sandri ha citato qui le parole del cardinale Gerhard Ludwig Mueller (fino al 2017 prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, poi rimosso) in varie e recentissime interviste. A Repubblica del 23 ottobre 2020 il cardinale ha detto: “La dottrina della Chiesa è fondata sulla parola di Dio e di Gesù. Questa parola vale di più di quella privata del Papa”.

Francesco, ha concluso Luigi Sandri, è cosciente che molti cardinali, vescovi, fedeli la pensano come Mueller. Perciò fin qui cerca di evitare lo scoppio di un incendio devastante. Tuttavia, con il passare del tempo, l’idea espressa da Jorge Mario Bergoglio farà sempre più strada e allora è prevedibile si giunga alla resa dei conti. Che per la Chiesa cattolica sarebbe drammatica.

La puntata di “Millevoci” del 27 ottobre 2020 è scaricabile dal sito della Rsi cliccando su. https://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/intrattenimento/millevoci/Nel-nome-del-Papa-13470811.html">https://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/intrattenimento/millevoci/Nel-nome-del-Papa-13470811.html  (il titolo non è corretto – era quello previsto originariamente, con la presenza di Vito Mancuso,  ma l’audio è quello giusto).