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    ONU, FAMIGLIA, ITALIA: DA 'ROSSOPORPORA' A PALAZZO MADAMA

    ONU, FAMIGLIA, ITALIA: DA 'ROSSOPORPORA' A PALAZZO MADAMA – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 12 luglio 2014

     

    La segnalazione di ‘Rossoporpora.org’ sul ‘no’ dell’Italia alla risoluzione per la protezione della famiglia, approvata dal Consiglio dei diritti umani dell’’Onu, ha suscitato anche un’interpellanza parlamentare su tale rifiuto. Nell’interpellanza i firmatari chiedono se il Presidente del Consiglio era al corrente e ha condiviso questa decisione.

     

     

     

    I contenuti dell’articolo di domenica 6 luglio “Onu/diritti umani: sì alla protezione della famiglia”, (cui ha fatto seguito quello di martedì 8 intitolato “Onu, famiglia, Italia, Arabia Saudita e Vaticano: qualche nota”), sono approdati anche nel Parlamento italiano. Infatti sei senatori appartenenti a un partito governativo, il Nuovo centrodestra, hanno chiesto spiegazioni sul comportamento del rappresentante italiano all’Onu di Ginevra che ha respinto – insieme con tutti gli altri Stati europei membri del Consiglio dei diritti umani, a felice eccezione della Russia – una risoluzione in favore della protezione della famiglia. La nostra segnalazione aveva già provocato un ampio e onesto articolo ‘riparatorio’ di Avvenire (che non si era accorto del voto italiano), un bel servizio di Radio Vaticana (con intervista a Carlo Cardia e dichiarazione del nunzio-osservatore permanente Silvano Maria Tomasi), una presa di posizione del presidente del ‘Forum delle famiglie’ e tutta una serie di articoli di rincalzo su numerosi blog cattolici, noti e meno noti.

    L’eco è giunta anche in Parlamento, dove sei senatori del Nuovo centrodestra (Giovanardi, Albertini, Bianconi, Chiavaroli, Compagna e Formigoni) hanno inoltrato un’interpellanza in materia al presidente del Consiglio e al ministro degli Esteri. E’ un’interpellanza che pensiamo possa essere condivisa anche da altri all’interno dei partiti di governo, oltre che da senatori della Lega Nord, dell’ex-galassia montiana, di Fratelli d’Italia e perfino da qualche superstite di una Forza Italia dudù-pascalizzata. Vediamone il testo.

     

    Premesso per conoscere

     

    che il 25 giugno 2014 il Consiglio dei Diritti umani delle Nazioni Unite ha approvato unaRisoluzione sulla protezione della famiglia e dei suoi membri nella quale si trova scritto: “Incombe in primo luogo agli Stati di promuovere e proteggere i diritti dell’uomo e le libertà fondamentali di tutti gli esseri umani, in particolare delle donne, dei bambini e degli anziani”; che si dichiara “cosciente che spetta alla famiglia in primo luogo allevare e proteggere i bambini e che essi, per poter raggiungere una completa e armoniosa maturazione della loro personalità, devono crescere in un quadto familiare e in una atmosfera di felicità, amore e comprensione”; si dice “convinto che la famiglia, unità fondamentale della società e ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri ed in particolare dei bambini, deve ricevere la protezione e l’assistenza di cui ha bisogno per poter assumere in pieno il suo ruolo nella comunità”; e infine riafferma che “la famiglia è l’elemento naturale e fondamentale della società e che essa ha diritto alla protezione della società e dello Stato”;

     

    che la Risoluzione è stata approvata con 26 voti a favore, 6 astenuti e 14 contrari tra cui l’Italia;

     

    che in Italia è ancora in vigore una Costituzione che all’art. 29 definisce la famiglia come società naturale fondata sul matrimoniofra uomo e donna, come più volte ha sottolineato la Corte Costituzionale;

     

    che agli interpellanti non risulta tale norma sia stata abrogata,

     

    che il contenuto della Risoluzione del Consiglio dei Diritti umani delle Nazioni Unite è totalmente conforme ai principi fondamentali della nostra Costituzione e non c’è frase usata che non possa essere totalmente condivisa,

     

    (i sottoscritti senatori chiedono)

     

        . perché i rappresentanti italiani nel Consiglio dei Diritti umani abbiano così radicalmente cambiato la linea di sempre sui diritti della famiglia, che l’Italia aveva sempre sostenuto con forza in sede internazionale, senza interpellare il Parlamento, finendo in minoranza nel Consiglio dei Diritti umani, con una posizione politica che non ha tenuto nessun conto del contenuto della Risoluzione;

     

       . se il presidente del Consiglio era al corrente e ha condiviso questa decisione.”

     

    Attendiamo con curiosità la risposta di chi sarà delegato a farlo. Dovremo sentire ancora (speriamo proprio di no)… eh ma l’Europa… non possiamo rompere il fronte europeo…non possiamo autoemarginarci dal ‘progresso’ della società… la Risoluzione era ispirata dai principi dell’Arabia Saudita e del Pakistan in materia di famiglia…? E magari anche l’ormai logora e tuttavia persistente strumentalizzazione: anche il Papa, ecc… ecc… Come abbiamo già notato nell’articolo precedente, se i promotori e i firmatari della Risoluzione sono così ‘impresentabili’, perché continuare con loro i rapporti commerciali? Ah, dimenticavamo: pecunia non olet. Inoltre, last but non least: meglio non entrare nel mirino dalla nota lobby finanziario-culturale…

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