INTERVISTA AL VESCOVO AUSILIARE EDUARDO HORACIO GARCIA – DI GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org , 17 marzo 2013

Il cinquantasettenne Eduardo Horacio Garcia è dal 2003 vescovo ausiliario di Buenos Aires, Pro-Vicario generale di un’arcidiocesi che conta circa due milioni e mezzo di cattolici.

 

Ha collaborato dunque strettamente per dieci anni con il nuovo Papa, creato vescovo ausiliare della capitale argentina nel 1992 e divenuto arcivescovo nel 1998. Vestito certo senza sfarzo, in modo dimesso, lo incontriamo fuori dell’Aula Nervi. 

Monsignor Garcia, come ha accolto la notizia dell’elezione a Papa del Suo arcivescovo?

 

Siamo restati tutti senza fiato. E’ stata una notizia assolutamente inattesa. Pensi che l’arcivescovo aveva già inoltrato come d’uso le proprie dimissioni per ragioni di età al Santo Padre e stavamo preparando la successione.

Da dieci anni Lei è vescovo ausiliare di Buenos Aires: come definirebbe in poche parole le caratteristiche di Jorge Mario Bergoglio?

 

Semplicità, verità e misericordia.

Come ha reagito il popolo di Buenos Aires all’elezione?

 

Con un’esplosione di gioia…

… come se l’Argentina avesse vinto un mondiale di calcio?

 

Non so se è come se avesse vinto un mondiale…è vero che papa Francesco è un grande tifoso di calcio. Penso sia stata una manifestazione grandiosa di sano orgoglio, derivato dal fatto che uno della nostra Chiesa, uno di noi, uno come noi, siede oggi su una cattedra di grande servizio, il più impegnativo di tutti: è diventato il Successore di Pietro.

Lei pensa che il Suo arcivescovo riuscirà ad essere sempre così semplice e diretto come Papa?

 

Sì, ne sono convinto, perché lui è così da sempre e lo resterà sempre. Le cose che ha fatto la sera dell’elezione alla Loggia delle Benedizioni non mi hanno per niente sorpreso. Sono gesti che fa sempre. Anche quando scrive una lettera, la chiude sempre con un “prega per me”. L’ha fatto anche in Piazza San Pietro, per mostrare a tutto il mondo l’importanza della preghiera.

Nell’incontro con la stampa in Aula Nervi papa Francesco ha espresso esplicitamente il suo auspicio di una Chiesa povera e per i poveri…

 

E’ un auspicio che ha messo e mette in pratica mette in pratica ogni giorno. Jorge Mario Bergoglio è un uomo povero, che vive con poco, sempre pensando ai poveri, ai bisognosi, come ha sempre fatto a Buenos Aires. La sua lotta contro il malaffare e la corruzione deriva proprio dalla consapevolezza che tutto ciò offende Dio e offende l’uomo, poiché toglie il pane ai bisognosi. I poveri delle ‘favelas’ lo sanno e lo amano molto.