ANGELUS DEL 17 FEBBRAIO: GRANDE FOLLA E LUCCICONI - DI GIUSEPPE RUSCONI - 'CORRIERE DEL TICINO' DEL 18 FEBBRAIO 2013

Il primo momento del commiato di papa Ratzinger dal popolo cattolico si è consumato ieri a piazza san Pietro. Per il penultimo Angelus di Benedetto XVI sono convenute in piazza San Pietro e via della Conciliazione circa 70mila persone.

 

Lucciconi agli occhi, ma anche tanta comprensione – in particolare da parte dei tanti giovani - per un gesto inaudito in tale forma e reso necessario dal bene di una Chiesa il cui Pastore deve essere in grado in un prossimo futuro di esercitare il suo servizio con energie fisiche e psichiche adeguate alla gravità della sfida lanciata dall’individualismo dilagante.

Non a caso, nel suo tradizionale commento al Vangelo del giorno (quello delle tentazioni di Gesù nel deserto), il Papa ha rilevato che “nei momenti decisivi della vita, ma, a ben vedere, in ogni momento, siamo di fronte a un bivio: vogliamo seguire l’io o Dio?” . La scelta, ha evidenziato, non è facile, perché “il tentatore è subdolo”. Egli “non spinge direttamente verso il male, ma verso un falso bene, facendo credere che le vere realtà sono il potere e ciò che soddisfa i bisogni primari”; infatti “le tentazioni sono anche false immagini di uomo”, che si travestono “da proposte convenienti ed efficaci, addirittura buone”. Come non pensare qui all’avanzata dei ‘nuovi diritti’ in campo antropologico? Se si segue il tentatore, “Dio diventa secondario (…), in definitiva diventa irreale, svanisce”.

Benedetto XVI non ha mancato, come in tante altre occasioni, di richiamare la Chiesa “a rinnovarsi nello spirito, a ri-orientarsi decisamente verso Dio, rinnegando l’orgoglio e l’egoismo per vivere nell’amore”. Certo per conseguire tale traguardo le difficoltà non mancano: “Ciò comporta sempre una lotta, un combattimento spirituale, perché lo spirito del male naturalmente si oppone alla nostra santificazione”.

In Piazza già sono ricomparsi i grandi striscioni, tra cui spiccavano quelli di Comunione e Liberazione (“L’incredibile libertà di un uomo afferrato da Cristo. Grazie, Santità!) e dei tanti gruppi neocatecumenali (“Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito. Egli salva gli spiriti affranti”). Caldi gli applausi prima e dopo l’Angelus, molti i cellulari e i videofonini in azione per immortalare un’ultima volta il Papa che ha stupito il mondo. I prossimi due appuntamenti, prima del ritiro a Castelgandolfo, saranno domenica 24 e mercoledì 27 febbraio, per un’udienza generale che si annuncia ad alto tasso emotivo. Intanto, da ieri sera, il Papa con la Curia ha incominciato gli esercizi spirituali, predicati dal cardinale Ravasi, uomo di grande cultura biblica, affabulatore suggestivo, ma oggettivamente con scarsissime possibilità di succedere a Joseph Ratzinger. “Tempo del silenzio”, “Tempo della preghiera” titolavano ieri ‘L’Osservatore Romano” e l’ “Avvenire”, invitando ad attenuare la ridda di congetture spesso fantasiose che accompagnano questi giorni, prodotto di una società dei lustrini e dei talk show. Non saranno ascoltati, ma certo non hanno tutti i torti.