SCUOLE CATTOLICHE, PROTESTA CLAMOROSA: AVVENIRE LA PUGNALA – DI GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 17 maggio 2020

 

Martedì 19 e mercoledì 20 maggio le scuole paritarie cattoliche, su iniziativa di Cism e Usmi, interromperanno le lezioni online in segno di protesta contro il governo Conte, per il quale sono “invisibili”. Un’iniziativa inedita, doverosa, coraggiosa, fantasiosa. Ma ‘Avvenire’ la pugnala, soprattutto con un commento affidato a Maria Grazia Colombo.Un appello da Savona.

 

Per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana le scuole paritarie cattoliche protesteranno in modo clamoroso contro un governo, l’odierno esecutivo rossogiallo. Martedì 19 e mercoledì 20 maggio 2020 (date in cui è previsto l’avvio del voto in Parlamento sugli emendamenti pro-scuole paritarie al ‘Decreto Rilancio’) gli istituti interromperanno le lezioni online, esporranno gli striscioni “Noi siamo invisibili per questo governo”, tratteranno sui loro social i temi attinenti alla libertà di scelta educativa (organizzando anche dirette e flash mob con insegnanti, studenti, genitori).  

L’inedita, doverosa, coraggiosa e fantasiosa iniziativa, frutto di un ampio consulto nazionale a livello di scuole paritarie cattoliche, è stata però pugnalata da Avvenire di stamattina, domenica 17 maggio, soprattutto attraverso un commento (in evidenza) di Maria Grazia Colombo, odierna vicepresidente del Forum delle Associazioni familiari (e già presidente dal 2006 al 2012 dell’Associazione genitori scuole cattoliche). Già il titolo del commento stronca l’iniziativa: “Ma gesti eclatanti ora non servono”. Non c’è limite al vergognoso clericalismo turiferario di Avvenire e delle associazioni dipendenti (money, money!) dalla Conferenza episcopale italiana (in effetti di questi tempi: Conferenza episcopale della Chiesa patriottica sino-italica), tappetini del governo dell’inquilino di Palazzo Chigi (sponsorizzato dal dirimpettaio di Santa Marta). Quel che è certo è che la protesta appare indebolita, agli occhi del governo rossogiallo, dalla pugnalata fratricida di Avvenire. Diranno:… ma se neanche Avvenire la sostiene….

E’ fuor di dubbio che il protrarsi del blocco delle attività produttive e le gravi restrizioni ai diritti di libertà (di movimento, di manifestazione, di culto, di commercio, ecc…) - ordinato dal governo rossogiallo (su imposizione del Comitato di salute pubblica tecnico-scientifico) – abbia provocato danni immani (economici, sociali, psicologici) a gran parte della popolazione del Belpaese. Oggi l’Italia è più povera economicamente, sono drammaticamente aumentate le famiglie che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese, si è accresciuto di molto il disagio psicologico. Con conseguenze potenzialmente esplosive sull’ordine sociale.

Tra i settori più penalizzati quello delle scuole paritarie, gran parte delle quali fatica da sempre a far quadrare i bilanci. Ce ne siamo occupati dettagliatamente nell’articolo del 5 maggio scorso (vedi https://www.rossoporpora.org/rubriche/italia/945-coronavirus-paritarie-in-parlamento-ora-o-mai-piu.html ), al momento della discussione in sede parlamentare di alcuni emendamenti intesi a perlomeno alleviare le sofferenze (aggravatesi ai tempi del coronavirus) degli istituti in larga parte di matrice cattolica. Ma gli emendamenti sono stati bocciati. Ora la questione si ripropone in sede parlamentare a partire da martedì 19 maggio, con la discussione del neonato ‘Decreto Rilancio’.  

 

L'ANNUNCIO DELLA PROTESTA PUBBLICA E CLAMOROSA 

In vista dell’appuntamento così importante i gestori delle scuole paritarie cattoliche, rappresentati dalla Cism (Conferenza italiana dei Superiori maggiori e dall’Usmi (Unione Superiore maggiori d’Italia), hanno lanciato un nuovo drammatico appello alla classe politica (dopo quelli di marzo e aprile). Stavolta però associandovi una forma clamorosa di protesta.

Nella lettera datata 15 maggio 2020 - a firma dei due presidenti, padre Luigi Gaetani ( Ordine dei Carmelitani scalzi) e madre Yvonne Reungoat (Figlie di Maria Ausiliatrice) – si legge tra l’altro:

“Il 12 maggio u.s. si è svolta la tavola rotonda organizzata dalle presidenze nazionali dell’USMI e della CISM, fortemente sollecitata dai Superiori/e Maggiori preoccupati, in quanto primi responsabili delle scuole pubbliche paritarie cattoliche, della fatica di tante famiglie a pagare le rette, dell’indebitamento di tante scuole paritarie che non ce la fanno più a pagare gli stipendi dei docenti e del personale amministrativo.

Più di 300 partecipanti collegati, dal Sud al Nord del nostro Paese, per due ore di confronto in merito alla situazione delle famiglie e del nostro impegno civico e culturale nella scuola pubblica paritaria. Il nostro grido di allarme, insieme a quello della CEI (NdR: però anche Avvenire è voce della Cei...) e del mondo associativo, nasce dalla verifica del disagio civico ed economico di tante famiglie e dalla sordità del governo giallorosso che continua a trattare la scuola pubblica paritaria ideologicamente, come un oggetto estraneo alla convivenza civile e culturale di questo Paese, elargendo briciole, trattandoci meno delle biciclette e dei monopattini, per i quali stanzia 120 milioni di euro per il 2020 e il bonus sarà pari al 60% della spesa sostenuta, meno degli ombrelloni. Noi siamo gli invisibili per questo governo”.

Dopo l’invito a interrompere le lezioni (online) per il 19 e il 20 maggio e ad attivarsi pubblicamente all’insegna del “Noi siamo invisibili per questo governo”, Cism e Usmi annotano:

“Il nostro gesto simbolico intende essere un ‘rumore educativo’- un ‘rumore costruttivo’. Un ‘rumore costruttivo’, che obblighi i nostri parlamentari, che saranno impegnati nella discussione degli emendamenti nell’aula parlamentare, a non lasciare indietro nessuno perché o l’Italia riparte dalla scuola, da questo grembo dove si entra bambini e si esce cittadini di uno Stato democratico, o non ripartirà. O sarà disposta a fare i conti che c’è qualcosa che viene prima dei programmi, degli esami, del distanziamento sociale, che è quel di più della relazione educativa che può rendere adulto un ragazzo, o non ripartirà. La scuola deve tornare a far rumore, perché è l’impresa più grande di un Paese democratico, l’investimento migliore sul futuro, la grammatica più efficace di ogni integrazione culturale”.

Il giorno successivo, 16 maggio, comunicato ulteriore di Cism e Usmi , in cui si legge tra l’altro:

Le Presidenze nazionali dell’USMI e della CISM, tenendo in alta considerazione tutte le Associazioni di categoria e accogliendo l'appello delle famiglie, dei docenti, degli alunni e di tutto il comparto associativo cattolico, di ispirazione cristiana (gestori, Agidae -Fidae-Fism-Cdo opere educative, Confap-Cnos Scuola; genitori Agesc-Faes-Age-Forum Famiglie, e delle numerose realtà rappresentative anche dei docenti), Laico (Aninsei-Filins), promuovono un gesto simbolico nella viva speranza che sia appoggiato da tutti, in rappresentanza delle 12 mila scuole paritarie, i 900 mila allievi coinvolti, i 180 mila dipendenti. Perché se due giorni di sciopero responsabile e con didattica alternativa possono creare disagio, questo rappresenta solo un accenno al disastro di un servizio che potrebbe riprendere solo parzialmente a settembre”.

 

LA PUGNALATA DI AVVENIRE

Ci siamo chiesti come avrebbe reagito Avvenire all’inedito iniziativa promossa dalle  scuole cattoliche. E stamattina, domenica 17 maggio….

In prima pagina un misero strillino, sotto l’occhiello “Scuole, fronte caldo”: “Paritarie, via alla mobilitazione”. Subito sotto la seconda riga: “Maturità, in classe il colloquio”. Insomma due argomenti in un solo colpo. Si rimanda per la lettura al “primo piano” di pagina 8, con articoli a firma Colombo e Ferrario. Vi ricordate i titoloni e le foto di prima pagina dello stesso Avvenire per il 25 aprile, il Primo maggio, i Venerdì gretini e i Sabato sostenibili… oltre che per ogni parola o gesto di Salvini e altri sui migranti? Quelli sì sono argomenti che stanno a cuore alla neo-Pravda del governo Conte!

Dentro, a pagina 8, un titolone: “Paritarie, via alla mobilitazione”, cui segue un ampio articolo di Paolo Ferrario (che però depura – o deve depurare… conosciamo gli usi e costumi della casa - i comunicati di Cism-Usmi da ogni riferimento critico al governo Conte). Accanto, sotto forma di “Lettera” (e invece, per il rilievo dato, è il commento di Avvenire) lo scritto di Maria Grazia Colombo (con fotina), dal titolo che dice tutto: “Ma gesti eclatanti ora non servono”. Del lungo commento citiamo alcuni passi molto significativi:

. Che senso ha questa iniziativa in questo momento così delicato per il nostro Paese? Conosco tutte le motivazioni serissime che stanno alle spalle di questa inconsueta decisione, ma non sono d’accordo prima di tutto perché non è stata condivisa con gli altri soggetti che fanno scuola” (NdR: Ohhhh… la Colombo è permalosa… O Signur, non è stata consultata!)

. Non condivido il metodo, i genitori e le famiglie hanno bisogno non di minacce o gesti eclatanti, ma di uno stile che rassicuri (NdR: O Signur, la Colombo chiami subito Amazon per una fornitura monstre di  tappetini su cui venerare Palazzo Chigi!)

. Uno sciopero oggi inasprisce solo gli animi, divide, non aiuta a combattere una battaglia di civiltà, non ci rende più convinti e motivati (NdR: O Signur, fa’ che le scuole paritarie muoiano felici e contente, ringraziando sentitamente i boia e i loro complici!)

. Tutti abbiamo imparato che i passi occorre farli insieme, fughe in avanti pagano solo momenti isolati di celebrità (NdR: O Signur, ma la stizza della Colombo per l’offesa fatta non consultandola è proprio irrefrenabile!).

 

IL PALLINO IN MANO AI PARLAMENTARI: UNA GRAVE RESPONSABILITA' VERSO IL PAESE

Da martedì 19 in Parlamento si voteranno gli emendamenti al Decreto ‘Rilancio’. Sono gli stessi già presentati dal centro-destra e da aree della maggioranza in Italia Viva e nel Pd. I più importanti per la scuola paritaria riguardano la detrazione delle rette scolastiche in tempi di covid-19, il potenziamento digitale delle scuole paritarie e la stabilizzazione dei precari, il rimborso delle rette scolastiche, la creazione di un fondo straordinario destinato alle realtà paritarie, il sostegno a scuole e famiglia soprattutto per la fascia 0-6 anni, un contributo straordinario per scontare le rette, perfino uno (“tutele degli esiliati”) di Drago (M5S).

Chi vuole strangolare le scuole paritarie (in larga parte cattoliche) bocci gli emendamenti. Assumendosi la responsabilità pesante di aver cancellato una parte significativa delle radici dell’identità italiana. Anche quella di aver reso insostenibile la situazione della scuola statale pubblica, che – già sovraccaricata da mille gravi problemi – sarà costretta a confrontarsi a settembre con centinaia di migliaia di alunni in più. E pure quella di aver costretto lo Stato (ovvero i cittadini contribuenti) a spendere altri miliardi aggiuntivi perché la stessa scuola statale pubblica possa tentare di reggere l’urto.

I parlamentari, prima di premere il bottone, ci pensino. E molto. Soprattutto quelli che nella maggioranza persistono a definirsi di area cattolica e che fin qui han fatto tante chiacchiere - fuori dell'Aula - e fatti zero.  

P.S. Siamo curiosi di appurare se, confrontata con un’ondata di proteste suscitata dal commento della Colombo (e, de facto, del giornale),  la neo-Pravda clericale  martedì mattina fingerà, sepolcro imbiancato quale è, di correggere un po’ il tiro…

P.S. 2/ Riceviamo e pubblichiamo volentieri alcuni passi significativi dell’appello che segue alle massime istituzioni della Repubblica italiana:

La CONGREGAZIONE delle SUORE FIGLIE di NOSTRA SIGNORA di MISERICORDIA,

con sede principale a Savona, RESPONSABILE DI 7 SCUOLE CATTOLICHE disseminate sul territorio italiano ( 5 scuole in Liguria - 1 a Milano - 1 a Roma) con rammarico, dolore e disappunto ha appreso che, nell’ultimo decreto della Presidenza del Consiglio, presentato sulla Tv nazionale dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo anni di appelli, richieste, dibattiti presentati dalle varie voci levate da più parti del mondo politico, NON SI FA ASSOLUTA MENZIONE delle SCUOLE PUBBLICHE PARITARIE e degli AIUTI ECONOMICI FINANZIARI che SPETTEREBBERO LORO DI DIRITTO PERCHE’ SONO ANCH’ESSE PARTE INTEGRANTE DEL SISTEMA SCOLASTICO NAZIONALE. (…)

Dopo 183 anni di questo lavoro educativo accanto a migliaia e migliaia di ragazzi, portato avanti con generazioni differenti, da tante religiose e docenti laici che hanno speso la loro vita per la scuola, ma sempre con passione, dedizione, entusiasmo, arriviamo ad un OGGI in cui SIAMO INVISIBILI PER QUESTO GOVERNO, INESTISTENTI, DISCRIMINATE, LASCIATE SOLE E ALLA DERIVA… TANTO DA SPINGERCI, SE NON CI SARANNO FINANZIAMENTI, COME E’ GIUSTO CHE SIA, ALLA EUTANASIA e CONDANNANDOCI ALLA CONSEGUENTE CHIUSURA DI TANTE NOSTRE SCUOLE.

IN EUROPA, L’ITALIA, ASSIEME ALLA SOLA GRECIA, È L’UNICO STATO CHE EMARGINA LA NOSTRA REALTÀ, non riconoscendo nulla di quanto in tanti anni è stato realizzato in campo educativo e formativo! COME E’ POSSIBILE? E’ INAUDITO E DEPLOREVOLE, soprattutto, se ci definiamo un PAESE DEMOCRATICO e APERTO. (…)

Nell’ultimo Decreto l’UNICA CONCESSIONE FATTA NEI CONFRONTI DELLE SCUOLE PARITARIE SONO GLI 80 MILIONI PREVISTI PER LE SCUOLE MATERNE PARITARIE AI QUALI, FORSE, SI AGGIUNGERANNO ALTRI 62 MILIONI DALLA PRIMARIA ALLA SECONDARIA DI 2° GRADO.

MA COSA SONO QUESTE SOMME?

SOLO BRICIOLE. (…)

A nome delle 7 SCUOLE PUBBLICHE PARITARIE GESTITE DALLE FIGLIE DI NOSTRA SIGNORA DI MISERICORDIA, dei loro insegnanti e del personale Ata (185 persone), degli alunni (1280) e delle loro rispettive famiglie, sottoscrivono la presente lettera aperta le seguenti istituzioni scolastiche:

1. Scuola Rossello, Via Carlo Goldoni 68, MILANO

2. Scuola Rossello, Via Flaminia, 353, ROMA

3. Istituto Mater Misericordiae, Via Gioberti 36, SANREMO

4. Istituto N.S. della Misericordia, Via G. Verdi 29, IMPERIA

5. Scuola Rossello, Via S. Stella 53, LOANO

6. Scuola Rossello, Via Monte Grappa 5, SAVONA

7. Scuola Isabella Chiara Ghersi, Via Coni Zugna 15, GENOVA PONTEDECIMO