SOLIDARIETA’ A MATTEO SALVINI – PERCHE’ AVVENIRE ANCORA NELLE CHIESE? - di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 31 agosto 2018

 

Solidarietà a Matteo Salvini per i continui attacchi da parte anche del mondo catto-fluido, di cui è voce principale ‘Avvenire’. Un inaudito editoriale di Maurizio Fiasco che – traendo spunto dal caso Diciotti – incita i militari alla disobbedienza contro Salvini. ‘Avvenire’ e la documentazione addotta per illustrare la situazione dei migranti in Libia: foto e video non sono quasi certamente riferibili alle torture nel Paese nordafricano.

  

Matteo Salvini disturba. Disturba tanto e disturba tanti… diciamo larga parte dei poteri politici, economici, sociali, mediatici costituiti. Disturba ad esempio il quieto vivere di chi in questi anni ha molto lucrato sul business della cosiddetta accoglienza. Perciò va colpito, va demonizzato, va isolato per impedirgli di tentare di costruire in consonanza con la maggioranza del Paese un’Italia nuova. Un desiderio finora frustrato ma che è diventato un’esigenza per milioni di italiani. Che a tale esigenza hanno dato voce con il voto politico nazionale del 4 marzo e con le successive elezioni amministrative. Un voto i cui esiti i poteri già citati vogliono sovvertire. Politicamente con il tentativo di spaccare il movimento 5 Stelle ( e dunque mettere in crisi il Governo) appoggiandosi sul presidente della Camera Roberto Fico. Mediaticamente con una ininterrotta cascata di insulti e fake news tesi a screditare in primo luogo Matteo Salvini. Per via giudiziaria con le accuse allo stesso Ministro dell’Interno - in relazione al ‘caso’ dei migranti raccolti dalla nave militare Diciotti – di sequestro di persona, arresto illegale, abuso d’ufficio, cui i solerti magistrati di Agrigento ipotizzerebbero di aggiungere anche quelle di “sequestro di persone a scopo di coazione” (pressione sull’Unione europea) e di omissione di atti d’ufficio. Sono accuse che magistrati di provata e positiva esperienza come Alfredo Mantovano hanno smontato con facilità in varie interviste.

 

AVVENIRE: CASO DICIOTTI, LA PROSSIMA VOLTA I MILITARI SI RIBELLINO AL MINISTRO DELL’INTERNO

Avvenire di oggi, venerdì 31 agosto - in un editoriale di seconda pagina a firma dell’ormai noto Maurizio Fiasco (https://www.rossoporpora.org/rubriche/italia/800-avvenire-al-peggio-non-c-e-mai-limite.html ) - invita addirittura a passare all’azione. Sotto il titolo “Ordini errati e ingiusti non vanno eseguiti” (occhiello: “Caso ‘Diciotti’, scelte della politica, leggi e principi”) il Fiasco conclude così la sua requisitoria anti-Salvini: “La prossima volta che dovesse ripetersi analoga sofferenza degli stremati profughi dall’Eritrea e da altri Paesi dell’Africa (NdR: stremati…ma se erano ben rifocillati? profughi…non c’erano magari tanti migranti?) e un ufficiale di Marina li facesse scendere prontamente a terra sul suolo italiano, egli seguirebbe con scrupolo quanto detta l’ordinamento militare. E nel contempo si adopererebbe per salvare l’onore delle Forze Armate della Repubblica. Che non meritano più di essere investite dal fango che il titolare, pro-tempore, del Viminale, sta rovesciando sulla vasta e delicata amministrazione dell’Interno. Oltre che, beninteso, su tutta la comunità nazionale”.   Pro-tempore? Curiosa definizione con intenti spregiativi… ma tutti siamo pro-tempore su questa terra, compreso il Fiasco… una volta vuotato  lo si butta nelle campane di vetro). Un vero delirio livoroso e sovversivo ospitato con tutti gli onori dal quotidiano catto-fluido dei vertici della Conferenza episcopale italiana.

 

AVVENIRE: VIGNETTA RIPUGNANTE DI GRAZ, PROPAGANDA DELLA BOLDRINI

Il quale quotidiano negli ultimi giorni non aveva certo cessato di irridere e demonizzare Salvini, al quale va tutta la nostra convinta solidarietà. Qualche perla.

. Sabato 25 agosto la vignetta a pagina 2 di Alberto Graziani, vicentino, che si firma “Graz” era di una raffinatezza sublime. Vi si raffigurava un tizio pensoso con accanto una frase: “Da Montezuma a Salvini il potere continua a nutrirsi di sacrifici umani”.  Una riflessione veramente esemplare sul giornale della Chiesa dell’inclusione e della misericordia. Da notare che il “Graz”, già redattore della nausente rivista “satirica” Cuore, in un’intervista a Veneto Vox,  ha detto di sé:  “Ho avuto una formazione cattolica, sono andato a dottrina, facevo il chierichetto ai funerali e mi piaceva in modo immenso spargere i fumi dall’incensiere, ho frequentato l’oratorio, sono stato boy scout (una sezione cristiano-maoista nei mitici anni Settanta)”

. Martedì 28 agosto era il giorno dell’incontro di Milano tra Salvini e Orban e allora il foglio catto-fluido e boldrino ha casualmente intervistato la sua patrona (Primo piano, pagina 11). La nota Laura Boldrini coglie l’occasione per dire tra l’altro che “Salvini è rimasto completamente solo, non gli dà retta più nessuno”: che l’ex-presidente della Camera soffra di allucinazioni? Ancora: “Il paradosso è che il ‘patriota’ Salvini è amico di chi crea problemi all’Italia. Non dimentichiamo che Orban è destinatario di più procedure di infrazione per l’immigrazione. Parliamo di un leader che ha introdotto il reato di solidarietà per chi aiuta i migranti (ahi, ahi, Boldrini, manca un aggettivo essenziale: migranti illegali!), ma anche di un premier che sta comprimendo i diritti dei suoi stessi cittadini (i quali lo votano in massa… masochisti per la Boldrini!)”. Sempre l’ ex-presidente della Camera ‘lancia’ – attraverso Avvenire – un appello per le prossime europee affinchè si possa costituire una lista unitaria di centro-sinistra: “Servono candidature nuove, espressione dell’associazionismo laico e cattolico, dei sindaci, dell’ambientalismo”. Ecco un’occasione imperdibile per il direttor Tarquinio e per i suoi accoliti: forza… c’è posto per voi!!!

 

I MAESTRI DELLA LOTTA CONTRO LE FAKE NEWS PESCATI IN FALLO: IL CASO DELLE FOTO E DEI VIDEO “SULLE TORTURE DEI MIGRANTI IN LIBIA”

Intanto domenica 26 agosto, la succursale di Repubblica aveva riferito – nell’ambito dei suoi servizi dal decaduto Meeting ciellino di Rimini – di una tavola rotonda particolare. A pagina 10 metà dello spazio è occupata dalla cronaca del dibattito sulle fake news, cui hanno partecipato tra gli altri il direttor Tarquinio e il direttor Lucio Brunelli (TG 2000), due campioni della verità giornalistica. Titolo baldanzoso, a tutta pagina: “Giornalisti a prova di fake news. La ricetta delle ‘buone notizie’ “. Sommario: Propaganda e distorsioni, tutti i pericoli dei social media. Brunelli: andare alle fonti. Tarquinio: il bello c’è, va scelto”.

Ma ma ma… giunge martedì 28 agosto ed ecco – sempre su Avvenire, a pagina 9, un articolo – a firma di Nello Scavo – riferito a quanto detto dal Papa nella conferenza-stampa in aereo di ritorno da Dublino sui video da lui visti, riguardanti quanto accade nelle prigioni libiche. L’articolo dello Scavo è accompagnato da due foto orribili di tre persone appese per le caviglie a testa in giù e costretti a reggersi con le mani e di un’altra persona legata e torturata. Didascalia: “Le due immagini a fianco (si tratta delle meno cruente) sono tratte dal video che Bergoglio aveva voluto vedere alcune settimane fa, trovate nei cellulari di chi è riuscito a fuggire dai lager libici”.

Purtroppo per Avvenire - che sempre si erge a maestro di correttezza professionale – è stato appurato (da siti specializzati in materia come Snopes.com o cacciatori di bufale come David Puente o Francesca Totolo) che:

  1. le due foto pubblicate NON sono state tratte dai video cui si riferisce Avvenire;
  2. le due foto pubblicate quasi certamente NON sono di migranti in Libia, ma forse di episodi accaduti in Nigeria o da altre parti.
  3. i video cui Avvenire fa riferimento o non sono riferiti alla Libia (ma al Brasile) o (in un caso) non c’è prova che siano stati ripresi in Libia.

Avvenire (che ha agito in coppia armonica con Repubblica) ha pubblicato giovedì 30 agosto un articolo, sempre di Nello Scavo, in cui si scusa, ma solo per la didascalia delle foto. Per il resto conferma. Alla faccia della lotta alle fake news.

Evidentemente la pubblicazione aveva un preciso intento anti-Salvini, così da indurlo a recedere dal proposito di far riportare i migranti in Libia (dove pur accadono cose orribili… ma le foto e i video quasi certamente non riguardavano la situazione libica!).

 

MA CHE CI FA ANCORA AVVENIRE NELLE CHIESE?

A questo punto la conclusione è spontanea: ma che ci fa ancora nelle chiese un giornale come Avvenire? Che divide il mondo cattolico e criminalizza chi non è ‘allineato’. Che continua a insultare chi è stato eletto democraticamente dagli elettori. Che vuole sovvertire gli esiti del voto del 4 marzo. Che per questo è impegnato in una campagna di odio, irrisione, resistenza di inaudita violenza e non si fa scrupolo di pubblicare fake news. Ripetiamo: che ci fa ancora nelle chiese un giornale così? 

P.S. :  Su ‘Repubblica’ del 29 agosto appare un’intervista al cardinale Raymond Burke sul caso Bergoglio-Viganò, a firma di Paolo Rodari. Il simpatico ma tremebondo vaticanista stavolta si sente un leone, poiché c’è da azzannare Matteo Salvini, condannando nel contempo il porporato statunitense. Che cosa chiede Rodari, pervaso per l’occasione da una vena inquisitoria sismografica, insomma badillera? “Ci sono foto di Lei con Matteo Salvini (NdR: gravissimo… un reato almeno da gulag!). E’ lecito che un credente voti chi ostenta il crocifisso, ma sui migranti ha posizioni contrarie al Vangelo? (NdR: una cosa inaudita… mettete al bando la democrazia e si ritorni alla dittatura del proletariato!)”. Pacata la risposta del cardinal Burke: “Ho incontrato Salvini in diverse occasioni. Credo che sui migranti vi siano posizioni legittimamente divergenti anche tra i cattolici. Non ho motivo di dubitare della sincerità dell’espressione di fede cattolica da parte del ministro”. E così l’ex-mite e tremebondo collega è servito. Di barba e di cappa magna.