AVVENIRE: AL PEGGIO NON C’E’ MAI LIMITE – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 1 agosto 2018

 

Siamo costretti a tornare sui numeri di martedì 31 luglio e di mercoledì 1 agosto del quotidiano ex-cattolico. ‘Avvenire’ ogni giorno di più semina divisione nella comunità ecclesiale, con un direttore ossessionato dal politicamente corretto (e magari redditizio). Quotidianamente ‘Avvenire’, con l’evidente e penoso appoggio dei vertici della Cei, scarica veleni e odio contro Salvini e i milioni di elettori leghisti. Il ventiduesimo quotidiano nazionale (per le vendite in edicola) si è gonfiato come la rana di Fedro…

Oggi è il Primo Agosto, giorno in cui convenzionalmente si fa risalire la nascita della Confederazione svizzera con la firma di un patto di alleanza, sul praticello del Grűtli, tra i rappresentanti di Uri, Svitto e Unterwalden. Sventolano le bandiere rossocrociate e la sera si accendono i falò in ricordo dei fuochi che comunicarono all’epoca la liberazione di quelle terre dal dominio asburgico.

Il Primo Agosto si fa memoria anche del vescovo e teologo napoletano sant’Alfonso Maria de’ Liguori (1696-1787, fondatore dei Redentoristi), di cui sono popolari alcune melodie natalizie come “Tu scendi dalle stelle” o “Fermarono i cieli” (che abbiamo avuto più volte il privilegio di assaporare con il coro di Pablo Colino e la celestiale voce solista di Cristina Vinci).

L’attualità tuttavia ci offre qualcosa di molto meno accattivante ovvero la conferma dell’inarrestabile decadenza di Avvenire, quotidiano un tempo bandiera del cattolicesimo italiano, ridotto in questi anni al ruolo di portavoce di un gruppo di cattofluidi votati al politicamente corretto e all’insulto contro il leader della Lega nonché ministro dell’Interno Matteo Salvini e contro i milioni di cattolici che lo sostengono.

Non c’è proprio limite al peggio per il ventiduesimo quotidiano italiano secondo le vendite in edicola (dati ADS del maggio 2018): il numero di ieri, martedì 31 luglio, è di un’impudenza che fa a gara con quella di Famiglia (cosiddetta) cristiana della settimana scorsa (Vade retro Salvini) e quello di oggi trasuda ipocrisia clericale da ogni poro. Entriamo in qualche dettaglio.

 

AVVENIRE  DI MARTEDI’ 31 LUGLIO 2018

 

Titolo d’apertura del quotidiano cattofluido: Vergogniamoci. Sotto la foto del “volto tumefatto” di Daisy Osakue, ‘azzurra’ dell’atletica di origini nigeriane. Didascalia: “Il frutto dell’odio”. Accanto un corsivo del Tarquinio in veste nazional-penitenziale, preceduto dal titolo: “Quel mostro da riconoscere”. Così esordisce il direttore dell’ex-quotidiano cattolico: “Chi guarda il volto di Daisy Osakue può fare solo una cosa: vergognarsi. Noi italiani dovremmo vergognarci tutti insieme”. Saio di massa e cenere in testa perché – spiega il Tarquinio dolente - “quel volto segnato, è certamente il volto di una cittadina italiana dalla pelle nera, una giovane donna e atleta bersagliata solo e soltanto per la sua ‘inermità’ e ‘diversità’, ma è ancor più il volto del nostro Paese nella stagione amara che stiamo attraversando”.

Insomma nel Bel Paese dev’essere successo un fatto di gravità inaudita motivato dal razzismo degli autori. Eppure…ascoltate ancora il predicator Tarquinio, un Savonarola mancato: “Dicono che non c’è razzismo in ciò che è accaduto e per di più il ministro dell’Interno Salvini (e ti pareva che non entrasse nella concione tarquinica…) ha ritenuto di liquidare come ‘sciocchezze’ gli allarmi di quanti denunciano il clima xenofobo e i rischi di escalation razzista. Pesi bene le parole (Mamma, che paura… il Tarquinio ‘avverte’). (…) Negare l’evidenza di diversi episodi non fa altro che assolvere e ingigantire il mostro. Vergogniamoci, e reagiamo di civiltà”. (NdR: è civiltà spargere odio e veleni?)

Ma che cos’è accaduto veramente? Una bravata criminale di alcuni teppisti notturni - che hanno lanciato da un’auto in corsa delle uova contro un gruppo di persone a Moncalieri (Torino) - ha provocato il ferimento a un occhio (fortunatamente non in modo grave) di una giovane, Daisy Osakue, azzurra dell’atletica, di origine nigeriana e dunque di pelle nera, in procinto di partire per gli europei di Berlino (cui comunque parteciperà). Questa la parte più significativa della prima dichiarazione dell’atleta, resa ai carabinieri locali: “Il gesto non è stato accompagnato da insulti a sfondo razziale. Io penso che nessuno a mezzanotte vada in giro con un uovo in mano. Se non lo avessero lanciato contro di me, forse lo avrebbero lanciato contro un palazzo”. Che poi la Osakue, ricordandosi di essere una giovane Pd militante abbia modificato e appesantito ad uso dei media tale sua prima e istintiva versione, conta poco: quando si entra nel circo politico-mediatico diventa difficile resistere alle pressioni dei potenti e assillanti mestatori nel torbido.  

A beneficio di chi non ha seguito la vicenda, ricordiamo che altri lanci di uova (forse da parte della stessa banda di delinquenti) si erano verificati a Moncalieri nel corso del mese di luglio: contro un pensionato alla guida dell’auto, contro la casa di un altro pensionato, contro un passante, contro tre donne. Sentiamo una di loro, vedi La Verità del Primo Agosto: “Saranno state le 23.00 o le 23.30. Ci siamo fermate a chiacchierare, ed è a quel punto che ci hanno colpito le uova. Abbiamo sentito un motore che rombava, e questa macchina ha accelerato, poi ci è arrivato addosso qualcosa. (…) Una mia amica è stata colpita al braccio, le faceva male”. I bersagliati erano tutti di pelle bianca: qualche giornale, telegiornale, radio ne ha parlato, perdipiù con grande evidenza? 

La realtà è che la ripetuta bravata criminale non è motivata da razzismo, come ha subito sostenuto (insieme con altri della sua statura giornalistica e della sua parrocchia simil-boldrina ) il Tarquinio furioso. Di che cosa si dovrebbero vergognare “tutti insieme” gli abitanti di questo Paese? Di una bravata criminale di quelle che non raramente vengono concretizzate in diverse parti della Penisola (rammentate la ‘moda’ delinquenziale dei sassi contro le macchine dai cavalcavia dell’autostrada?). Di essere ‘razzisti’ perché non si sentono corresponsabili di tali bravate? Con tutta evidenzia il Tarquinio è giornalisticamente un cattivo maestro, abile nel creare mostri immaginari e a chiamare a una pubblica e allucinata assunzione di responsabilità: ma anche per una parte dei suoi lettori ormai il limite della pazienza è oltrepassato. Quo usque tandem abutere, Tarquinio, patientia nostra?   

A pagina 4 dello stesso Avvenire di martedì 31 luglio, ecco il grande titolo a due colonne: “Raid notturni, insulti, minacce. L’Italia si scopre a rischio razzismo”. E nel sommario: “Ferita la campionessa Osakue: ‘Colpita perché sono nera’ “. Evidentemente quando ha rilasciato la dichiarazione, la “campionessa” (ma fino all’altro ieri quanti la conoscevano?) si era già ricordata di essere una giovane attivista del Pd… Sempre a pagina 4, una colonna è dedicata alle reazioni di alcuni vescovi e religiosi vari contro “l’escalation di violenza, xenofobia e intolleranza”: care eccellenze, un po’ più di prudenza ovvero saggezza nelle dichiarazioni non guasterebbe, vero?

A pagina 5, dominata dal titolo d’apertura: “Il Pd chiama la piazza. Salvini: sciocchezze”, segnaliamo un’imperdibile intervista alla nota Laura Boldrini. Un paio di perle regalateci dall’ex-presidente della Camera dei deputati. La prima: “Salvini ha spaventato l’opinione pubblica, perché è il miglior professore della paura. Diffonde la cultura del capro espiatorio. E le persone si sentono così legittimate a spingersi oltre. Ieri, mentre lui twittava slogan mussoliniani (NdR: “Tanti nemici, tanto onore”, a imitazione di quanto detto ad esempio qualche tempo fa dall’insospettabile e indimenticata garrula Maria Elena Boschi, “Noi tireremo diritto”) , l’atleta italiana  Daisy Osakue è stata aggredita e ora rischia di non poter partecipare ai campionati europei”. NdR: ecco il mandante morale di un’aggressione razzista mai verificatasi in quanto tale: Matteo Salvini… La seconda, a proposito della proposta leghista di estensione della presenza del Crocifisso nei luoghi pubblici: “Io sono cattolica (NdR: e come no!..proprio, ma proprio fedelissima alla Dottrina sociale della Chiesa soprattutto nell’ambito dei principi non negoziabili), ma penso che riguardo alle scuole siano altre le priorità. Non si può arrivare a strumentalizzare il crocifisso , come è indegno strumentalizzare il Vangelo e il rosario, usarli a scopo propagandistico, facendone un elemento identitario (NdR: anche qui c’entra … Salvini!). Giù le mani”. Domanda: è quantificabile la faccia tosta della Boldrini?

Sempre sul numero di martedì 31 luglio, l’editoriale di prima pagina si intitola “Il partito dei violenti”, è preceduto dall’occhiello “Fatti, slogan assurdi, gravi domande” e, firmato da un certo Fiasco, così incomincia: “Dopo la mortale ‘caccia al ladro’ in provincia di Latina…”. Il Fiasco dà per bevuto (dai lettori) che quanto accaduto l’altro giorno ad Aprilia sia stato ben chiarito, dato che accusa con il suo incipit i residenti (ascrivibili, ça va sans dire, alla categoria dei ‘razzisti’) che hanno inseguito un pregiudicato marocchino -con gli arnesi per lo scasso in macchina - di averne provocata la morte. Ma le indagini al momento sono ancora in corso. Con il marocchino c’erano altri due pregiudicati italiani. Può darsi poi che il marocchino si sia procurato lesioni gravi alla testa sbattendo con la macchina in fuga contro un muro di cinta e dunque non sia stato ammazzato di pugni dagli inseguitori. Al posto del Fiasco saremmo stati più prudenti. Ma si vede che il Fiasco e Avvenire succhiano dalla stessa botte.  

  

AVVENIRE DI MERCOLEDI’ PRIMO AGOSTO 2018

 

Quanto accaduto a Moncalieri e pubblicato con grande evidenza il giorno prima (“Vergogniamoci”) viene declassato a semplice, misera finestrella nella parte bassa della destra della prima pagina. Vi si legge: “Caso Osakue – La Procura: no all’aggravante del razzismo”. Una sberla non da poco per la protervia esibita il martedì da Avvenire. L’ex-quotidiano cattolico non ha potuto far finta di niente, ma l’annuncio l’ha inserito senza dar troppo nell’occhio, perdipiù sovrastato da un titolo ben visibile, con foto, sui “Profughi riportati in Libia – Negato il diritto all’asilo” e seguito da un’altra finestrella laudativa dell’ “Altra Italia – A Policastro si accolgono i migranti”. Insomma il dispetto di Avvenire per la decisione della Procura di Torino è evidente, e la sua ipocrisia tipicamente clericale – che cerca di ‘annegare’ la notizia tra altre di sapore opposto – pure.

All’interno, a pagina 6, il titolo d’apertura così suona: “Torino, procura cauta sull’ipotesi razzismo” , con nel sommario: “I pm cercano ancora gli aggressori di Daisy” e “Quest’anno oltre 200 attacchi a stranieri”. Che sforzo immane per i parrucconi avveniristi!

Per fortuna lì vicino c’è il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, che in un box fustiga il razzismo, “che riemerge come un virus mai sufficientemente domato: si scaglia contro immigrati, rom, ebrei”: però, eminenza, che c’entra tutto ciò con il caso di Moncalieri? Nello stesso box si riportano estratti di una nota pubblica dell’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia sullo stesso tema, in cui si ribadisce che Torino e il suo territorio “vengono da una lunga tradizione di tolleranza e solidarietà, ecc….”. Però della nota di Nosiglia non si riporta un passo assai curioso e magari imbarazzante per Avvenire: “Certi titoloni di giornali finiscono per amplificare il clima di insicurezza in cui sembra che siamo immersi". Ohibò, che sia un riferimento velato anche a “certi titoloni” dello stesso quotidiano cattofluido, ormai maestro nel creare divisione, amplificando, insultando e demonizzando?

Sempre su Avvenire di stamattina Primo Agosto a pagina 3 tale Mauro Berruto rievoca le Olimpiadi del 1936 nella Berlino hitleriana e la vittoria del nero statunitense Jesse Owens. Come mai? Proprio a Berlino si disputeranno tra poco i campionati europei di atletica leggera. Nel 1936 la regista Leni Riefenstahl fece “animare” la statua del discobolo Lancellotti: grazie a una dissolvenza il marmo diventava un atleta impegnato nel lancio del disco. Tra qualche giorno a Berlino ci sarà un’altra atleta, pure lei discobola, Daisy Osakue, vittima “di una spaventosa (…) sequela di violenze che si stanno diffondendo nel nostro Paese”, in cui emergono “i capisaldi del disprezzo per gli ‘altri’, il motore della xenofobia e del razzismo, insomma”, scrive il Berruto imbevuto di politicamente corretto e palesemente non al corrente della decisione della Procura di Torino.

Owens-Osakue, ma Hitler…. La risposta la dà lo stesso Berruto, partendo da un saggio in cui si descrive il “cambio di volto” in pochi anni di una “tranquilla cittadina” germanica, Nordheim: l’adesione al nazionalsocialismo avvenne “quasi senza accorgersene, tra sottovalutazione e silenzio degli indifferenti” . E allora: “Chissà che cosa ne pensa il Ministro dell’Interno (NdR: come poteva mancare Salvini nell’audace – e anche osceno e anche offensivo per milioni di elettori - paragone di Berruto?) colui che dovrebbe garantire la sicurezza del Paese. Fra un tweet e l’altro, fra un emoticon e un ‘bacione’ ai suoi detrattori, viene da pensare che il clima che respiriamo sia frutto di una sorta di tragico lasciapassare”. L’Italia come la Germania nazista? Anche il Berruto, come il Fiasco, beve dalla stessa botte di Avvenire. Così che al peggio non c’è mai limite.