VADE RETRO SALVINI: ‘FAMIGLIA (COSIDDETTA) CRISTIANA’ INCITA ALL’ODIO - di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 26 luglio 2018 

 

Il delirio cattofluido – quello che innalza muri, divide le comunità e svuota le chiese – non dà tregua. Stamattina in edicola l’ultimo numero di un settimanale già fiorente, oggi disastrato e ridotto – per raccattare qualche lettore nei centri sociali – a istigare fin dalla copertina all’odio contro Matteo Salvini e i molti cattolici che lo appoggiano.  ‘Famiglia (cosiddetta) cristiana' fa il paio con ‘Avvenire’ che oggi attacca violentemente su più fronti il Ministro dell’interno: sui rom, sull’immigrazione, sul Crocifisso.

 

Partiamo da don Giorgio de Capitani, presbitero ottantenne dell’arcidiocesi di Milano: dice messa nel Lecchese ed è tristemente noto per il suo odio viscerale oggi rivolto contro Matteo Salvini e i leghisti. Il 12 giugno 2018, intervistato dalla trasmissione radiofonica “La Zanzara”, ha esortato: “Buttiamo fuori i leghisti dalle chiese, dai consigli pastorali, dagli oratori”. Non contento del suo exploit da tipico rappresentante della Chiesa della Misericordia, ha proseguito: “Salvini si dice cristiano, ma è un blasfemo. Bisogna scatenare una guerra civile, bisogna mandare via i barbari dall’Italia, i razzisti. Fuori. Che vadano dove vogliono andare. Ma non in Italia. Una nazione che è sempre stata civile. Oggi abbiamo la disumanità, il Male. Certo tutti diciamo che esiste solo una razza, la razza umana. Tranne alcuni che non appartengono a questa razza umana. che sono i leghisti, che sono barbari. Salvini in primis”.

Direte: “Ma è un pazzo, un tipo perlomeno bizzarro, un prete che non conta niente…”. Invece da stamattina si può ben attestare ufficialmente che don Giorgio de Capitani è anche l’ispiratore di un settimanale che un tempo superava il milione di copie e oggi – dati Ads (accertamento diffusione stampa) di maggio 2018 - è precipitato sotto le 250mila, di cui la metà sono abbonamenti… Che fa allora ‘Famiglia (cosiddetta) cristiana’ per raccattare qualche lettore in più? Ecco la pensata misericordiosa della settimana: uscire con una copertina in cui campeggia il grande titolo “Vade retro Salvini”, con la foto del Ministro dell’Interno della Repubblica su cui stende la mano probabilmente un esorcista. Nel sommario, sempre in copertina, ‘Famiglia (cosiddetta) cristiana’ afferma con un misto di protervia e petulanza: “Emergenza migranti. La Cei, i singoli vescovi, le iniziative di religiosi. La Chiesa reagisce ai toni aggressivi del Ministro degli Interni. Niente di personale o ideologico. Si tratta del Vangelo”.

 

IL DELIRIO DI FAMIGLIA (COSIDDETTA) CRISTIANA

 

Dentro il settimanale cattofluido, un delirio di pagine dedicate all’ “emergenza migranti”, aperte dal “Vade retro Salvini” a carattere di scatola, con affermazioni categoriche  del tipo “(Salvini) è entrato in urto con la Chiesa per i toni aspri adoperati nei confronti dei migranti e delle organizzazioni non governative che li soccorrono in alto mare” oppure “Tra le frasi che più hanno indignato gli ecclesiastici (…) oppure “ Se prima di giurare sul Vangelo, in campagna elettorale, Matteo Salvini ne avesse anche letto qualche pagina, forse oggi non si troverebbe così fuori registro rispetto alle parole della Chiesa cattolica. L’ultima nota della Conferenza episcopale italiana (Cei), sebbene non lo citi mai per nome, fa chiaramente riferimento a lui (…)”.

Tra le parole di alcuni vescovi citati nelle pagine successive evidenziamo quelle cattofluide dell’arcivescovo di Palermo, che dimostrano come mons. Corrado Lorefice di storia contemporanea ne mastichi proprio poca, manifestando perciò una superficialità eccezionale di giudizio: “Siamo noi i predoni dell’Africa. Noi i ladri che, affamando e distruggendo la vita di milioni di poveri, li costringiamo a partire per non morire: bimbi senza genitori, padri e madri senza figli”. Da notare che tra i prelati citati si arruola (con molta spregiudicatezza giornalistica) anche monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia- San Remo, ma di lui si tacciono le importanti e articolate riflessioni svolte nella lettera del 19 luglio in risposta all’appello di un gruppo di teologi, ecc… cattoprogressisti. (vedi più oltre)

 

QUALCHE CONSIDERAZIONE SU QUANTO LETTO

 

. Famiglia (cosiddetta) cristiana (FcdC) incita all’odio contro Matteo Salvini: un vero odio da Chiesa della Misericordia.

. FcdC erige perciò muri nelle comunità cattoliche, creando tensioni e dividendole: una vera erezione da Chiesa dell’unità.

. FcdC  contribuisce al disorientamento grave dei fedeli: un vero contributo da Chiesa come roccia su cui fondarsi.

. FcdC  favorisce lo spopolamento delle chiese, conseguenza del citato disorientamento. E’ vero che in cambio si potrà forse contare su qualche unità in più nei centri sociali e si manterrà comunque la presenza ‘autorevole’ nelle cappelle di qualche Palazzo istituzionale. 

. FcdC,  a proposito di migranti, sostiene in modo truffaldino non meno che categorico che chi non li accoglie non è cattolico. Dimentica volutamente, oltre al Catechismo della Chiesa cattolica e a certe cautele espresse più volte dallo stesso papa Francesco, anche l’insegnamento di altri Papi come il beato Paolo VI (Octogesima adveniens, numero 4):  “Di fronte a situazioni tanto diverse, ci è difficile pronunciare una parola unica e proporre una soluzione di valore universale. Del resto non è questa la nostra ambizione e neppure la nostra missione. Spetta alle comunità cristiane analizzare obiettivamente la situazione del loro paese, chiarirla alla luce delle parole immutabili del Vangelo, attingere principi di riflessione, criteri di giudizio e direttive di azione nell’insegnamento sociale della Chiesa, quale è stato elaborato nel corso della storia, e particolarmente in questa era industriale”.

. FcdC, sempre in modo volutamente truffaldino, contrappone Matteo Salvini alla “Chiesa”. Un vero e proprio falso. Sono alcuni prelati e alcuni cattofluidi, in buona fede o per interesse concreto, che hanno incominciato una campagna inaudita di odio contro Salvini (e, imperterriti, la proseguono caricandola sempre più nei toni… attenti alle conseguenze e a eventuali corresponsabilità…). Una larga fetta di cattolici (anche praticanti) ha votato Salvini e la Lega sia il 4 marzo scorso che nelle elezioni regionali e comunali successivi (ingrossandosi sempre più). Ha votato Salvini e la Lega, conscia di non essere certo in contraddizione ad esempio né con il Catechismo della Chiesa cattolica al numero 2241 (accogliere nel limite del possibile) né con affermazioni fatte più volte dallo stesso papa Francesco.

. FcdC parla del comunicato della presidenza della Conferenza episcopale italiana (Cei) estendendone abusivamente il consenso all’intera Conferenza. Non solo: ammette con sfrontatezza che il bersaglio del comunicato era proprio Salvini, pur non citato con nome e cognome. Come si dice in questi casi? “Sepolcri imbiancati”.

. E’ giusto anche ricordare che dietro un giornale c’è sempre naturalmente qualche persona in carne ed ossa, che è responsabile di quanto viene offerto in pasto al lettore. Nel caso del settimanale cattofluido, troviamo in particolare: Antonio Rizzolo (don), direttore responsabile; Luciano Regolo, condirettore; Francesco Anfossi (caporedattore), Alberto Chiara (caporedattore); il direttore editoriale del Gruppo San Paolo periodici è invece Simone Bruno.

 

AVVENIRE, FAMIGLIA (COSIDDETTA) CRISTIANA: UN SOLO BERSAGLIO, UNA SOLA BATTAGLIA

 

Anche Avvenire di stamattina 26 luglio ‘picchia’ duro più volte su Matteo Salvini. Non è certo una sorpresa (basterebbe anche solo seguire www.rossoporpora.org ), ma scoprire il Ministro dell’Interno attaccato in contemporanea nel titolo d’apertura (rom), nell’editoriale di prima pagina (rom), nel ‘Primo piano’ di pagina 5 (rom), nel titolo di apertura di pagina 10 (“stretta” di Salvini sulle richieste di asilo), nell’articolo che domina pagina 14 (“Crocifisso, valore che non può dividere (…) Fa discutere la proposta leghista per ribadire l’obbligo in tutti gli edifici pubblici”. Da notare il “Fa discutere” di un’ipocrisia da sepolcri imbiancati). Non c’è dubbio: Salvini preoccupa molto il quotidiano cattofluido…. Ahi, ahi, gli affari e le poltroncine sono veramente in pericolo!

 

ALCUNE CONSIDERAZIONI DI MONSIGNOR ANTONIO SUETTA, VESCOVO DI VENTIMIGLIA- SAN REMO SULLA QUESTIONE MIGRATORIA

 

Per concludere qualcuna delle riflessioni sul fenomeno migratorio messe nero su bianco il 19 luglio 2018 dal già citato monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-San Remo, in risposta all’appello cattoprogressista (oltre mille le firme) sul “razzismo dilagante” inviato al card. Bassetti e ai vescovi italiani il 13 luglio.

. Di fronte a situazioni complesse di carattere politico e sociale, spesso i fedeli, individualmente o in gruppi particolari, possono assumere legittime e diversificate iniziative, trovando sempre però nel Vangelo e nell’insegnamento sociale della Chiesa i principi ispiratori delle loro azioni e delle loro scelte politiche. Le scelte e i progetti dei singoli o dei gruppi di ispirazione cristiana possono divergere, pur agendo da cristiani, senza per questo pretendere di agire a nome della Chiesa o di imporre un’interpretazione esclusiva e autentica del Vangelo.

. Anche Papa Francesco ha sempre riconosciuto che la politica dell’accoglienza deve coniugarsi con la difficile opera dell’integrazione “che non lasci ai margini chi arriva sul nostro territorio” e proprio pochi giorni fa ha precisato che l’accoglienza va fatta compatibilmente con la possibilità di integrare. L’esperienza di questi anni ci ha dimostrato che gli immigrati spesso restano ai margini delle nostre società, in veri e propri ghetti, in cui parlano la loro lingua e introducono i loro costumi, come in comunità parallele, talvolta in contesti di degrado. Per non tacere del grave fenomeno degli immigrati che finiscono in mano alla malavita o agli sfruttatori del piacere sessuale.

. In questo ambito si deve considerare il difficile tema dell’immigrazione islamica, che pone un grave problema di integrazione con la nostra cultura occidentale e cristiana. Faccio riferimento a dati obiettivi, fonte spesso di problemi non indifferenti, posti dalla difficile conciliazione di concezioni assai diverse del diritto di famiglia, del ruolo della donna, del rapporto tra religione e politica. Il tema è stato ben argomentato a suo tempo dal compianto Card. Giacomo Biffi e molti sono i richiami in tal senso provenienti in questi anni dai Vescovi che in Medio Oriente vivono quotidianamente queste difficoltà, come ad esempio, il Vescovo egiziano copto di Alessandria, Mons. Anba Ermia. Queste difficoltà sono ben note anche in alcuni Paesi europei, come la Francia, dove l’integrazione è ancora di là da venire, come ci dimostrano le tristi cronache di questi anni. Tuttavia mi preme precisare, come anche Papa Francesco ha affermato più volte, che i fatti gravi di tipo sovversivo e terroristico non sono fondamentalmente espressione di una guerra di religione, essendo più variegate e complesse le motivazioni. Grandi passi sono stati fatti sul piano del dialogo interreligioso. Per tornare al nostro tema, le difficoltà di integrazione le vediamo anche nelle realtà più piccole dei nostri centri, dove assistiamo alla creazione di veri e propri “quartieri islamici”, che, con gravi tensioni tentano di impiantare le loro regole e le loro tradizioni.

. Desidero richiamare in proposito l’appello che le Chiese africane hanno rivolto in più occasioni ai loro figli più giovani: “Non fatevi ingannare dall’illusione di lasciare i vostri paesi alla ricerca di impieghi inesistenti in Europa e in America” ha detto Mons. Nicolas Djomo, Presidente della Conferenza Episcopale del Congo, all’incontro panafricano dei giovani cattolici del 2015, invitandoli a guardarsi dagli “inganni delle nuove forme di distruzione della cultura di vita, dei valori morali e spirituali”, perché non si può pensare che gli uomini siano come merci che si possono sradicare e trapiantare ovunque, se non perseguendo un’idea nichilista che vorrebbe appiattire le culture e le identità dei popoli. “Voi siete il tesoro dell’Africa; – ha aggiunto Djomo – la Chiesa conta su di voi, il vostro continente ha bisogno di voi”.(…)  I Pastori riconoscono che la Nigeria è un Paese ricco di tante risorse, ma le associazioni malavitose, che hanno contatti anche nei vari Paesi europei, e anche in Italia, incoraggiano di fatto la tratta di esseri umani, alimentando illusioni e false speranze, per un loro tornaconto.

.I migranti, già vittime di ingiustizie nei loro Paesi d’origine, costretti a subire sfruttamento e gravi difficoltà nei Paesi di arrivo, soprattutto quando scoprono che non ci sono le condizioni di fortuna sperate, sono vittime insieme alle popolazioni occidentali di “piani orchestrati e preparati da lungo tempo da parte dei poteri internazionali per cambiare radicalmente l’identità cristiana e nazionale dei popoli europei”, come recentemente ha ricordato Mons. A. Schneider. Senza ossessioni di complotti, ma anche senza irresponsabili ingenuità, non possiamo nascondere che siano in atto tanti progetti e tentativi volti annullare le identità dei popoli, perché ciascun uomo sia più solo e debole, sganciato dai riferimenti culturali di una comunità in cui possa identificarsi fino in fondo: lo possiamo costatare dalla produzione legislativa europea sempre più lontana e avversa alle radici della nostra civiltà. Se da una parte possiamo concordare che oggi non vi sia una vera e propria guerra tra le religioni, dobbiamo però riconoscere che è in atto una “guerra” contro le religioni, ogni religione, e contro il riferimento a Dio nella vita dell’uomo. Spesso, giunti in Europa, i migranti sentono anche il peso e la fatica di una visione di vita e di uno stile non appartenenti alla loro storia e identità, siano essi cristiani, islamici o di altra fede religiosa.

. Come Vescovo, sento forte la responsabilità di custodire il gregge che mi è stato affidato e di custodire la continuità dell’opera della Chiesa nel nostro problematico contesto sociale, presidio e baluardo di autentica promozione umana. Personalmente, sono convinto che il futuro dell’Europa non possa e non debba rischiare verso una sostituzione etnica, involontaria o meno che sia.