HALLOWEEN: NON SOLO ZUCCHE E FANTASMINI – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 27 ottobre 2013

Dolcetto o scherzetto? La zucca? Il fantasmino? C’è dell’altro. E preoccupa.

 

 

 

Stamattina, nel mentre assaporavamo un buon caffè al bar ‘Casina favolosa’ al centro di piazza Bologna, c’è venuto di alzare gli occhi: ci si è parata davanti una lunga teoria di fantasmini ritagliati in carta bianca, stesi come bucato da un estremo all’altro del bar. Dietro, in alto, al di là del bancone dei pasticcini, un’altra lunga teoria di teschietti bianchi e neri alternati, sempre ritagliati nella carta. Poi qualche zucca ammiccante, ancora cartacea, una sorta di pirata tratto dritto dritto dalla ‘Maledizione della prima luna’, un altro personaggio grottesco imperante in qualche serie di cartoon dell’orrore … insomma anche la ‘Casina favolosa’ s’è fatta un maquillage per quell’appuntamento  chiamato Halloween,  dilagante in Italia dalla seconda metà degli Anni Novanta. Un maquillage più giocoso che inquietante quello della Casina favolosa… in ogni caso un’occasione per riflettere sulle origini, lo sviluppo, l’attualità a volte solo ludica, altre volte invece molto preoccupante di Halloween. Lo facciamo dopo aver preso conoscenza di una documentazione abbondante sull’argomento, dalle indagini del giornalista e scrittore Carlo Climati alle riflessioni del giurista Gianfranco Amato, dalle riflessioni del gruppo antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII a quelle del Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa (GRIS), un’organizzazione cattolica costituitasi nel 1987 il cui statuto è stato approvato dalla Conferenza episcopale italiana.

Ognuno di noi da piccoli ha conosciuto il mondo magico delle fiabe, popolate di maghi, di incantesimi e di streghe: chi non ricorda la strega, quella di Biancaneve, della Bella Addormentata, quella veramente orrenda di Hänsel e Gretel… più recentemente quella della Sirenetta del mare… o ancora, nel ciclo di Re Artù, Morgana bella e anche crudele. Ce n’era pure una simpaticamente pasticciona, quella di “Pomi d’ottone e manici di scopa”, un’eccezione. Poi sono venuti Harry Potter, Hermione e una congerie di streghe, maghi e maghetti, già un pizzico più inquietanti della classica strega di Biancaneve, poiché funzionali a tutto un mondo in cui reale e magico si compenetrano. Streghe e maghi, associati ad altre figure fantasiose molto positive, hanno comunque adempiuto a un compito importante: stimolare la nostra fantasia, il sogno, un salutare andare al di là di ciò che ci propone la nostra realtà quotidiana.

Se Halloween fosse solo un paio di fantasmini e una zucca intagliata a mo’ di faccia e illuminata internamente da una candela, poco male. Invece, al di là dell’apparenza di carnevalata innocente, si muove ben altro. Vediamo di dare qualche spunto di approfondimento.

Non è ben chiaro ancora (sempre stando a quanto abbiamo letto) da che cosa derivi il termine Halloween: probabilmente da All Hallow’s Even (vigilia di Tutti i Santi) oppure da All-saints-even (sera santa). Nella storia sembra che la ricorrenza abbia avuto origine tra i Celti: era un rito propiziatorio per il dio della morte e signore delle tenebre, Samain, celebrato nella notte del 31 ottobre, quella del passaggio tra l’estate e l’inverno che si avviava con il Capodanno. Era considerata la notte in cui le anime dei morti tornavano sulla terra, alle loro case, per pervadere i corpi dei vivi. In tale occasione, per tenere lontani gli spiriti del male, i Celti – in una serata di carattere orgiastico - offrivano al dio alimenti, animali e perfino esseri umani, posti a bruciare sopra un falò di rami di quercia.

La Chiesa già dal IV secolo commemorava i defunti la domenica successiva alla festa di Pentecoste. Nell’ottavo secolo, dopo che Bonifacio IV il 13 maggio del 610 aveva istituito la festa di tutti i cristiani martiri della fede, Gregorio III e Gregorio IV spostarono la data al primo novembre. Secondo altre fonti fu sant’Odilone, abate di Cluny, a istituire la commemorazione di tutti i defunti il giorno dopo la festa di Ognissanti. I pagani rimasti continuarono a festeggiare a loro modo Halloween, come momento fondamentale per la stregoneria e il mondo occulto: del resto Halloween è il più importante tra i quattro sabba annuali delle streghe. E oggi, nella notte del 31 ottobre, i moderni adoratori del principe delle tenebre continuano ad ‘onorarlo’ con messe nere, iniziazioni sataniche varie, reclutamento di nuovi adepti attratti da spiritismo e stregonerie.

All’inizio del Novecento, introdotta soprattutto dagli immigrati irlandesi come tradizione cristiano-celtica, la festa di Halloween si diffonde nella società statunitense, tanto che l’industria americana incomincia a produrre in serie i prodotti legati alla ricorrenza. In età contemporanea è negli Anni Novanta che Halloween viene lanciata universalmente come festa tra l’inizio dell’anno scolastico e Natale dalla società “Cesar”, poi affiancata anche da multinazionali come “Disney” e “Mc Donalds”. Si mira soprattutto ai bambini (raggiunti in gran parte attraverso cartoni animati e serie televisive), tra i quali diventa popolarissimo il gioco del ‘dolcetto o scherzetto’ (trick or treat), che in realtà storicamente significa “Offrite sacrifici al dio delle tenebre o sarete da lui puniti”.

E’ anche interessante sapere che in Gran Bretagna i carcerati pagani, satanisti e adoratori del diavolo hanno diritto a un giorno di riposo settimanale per “motivi religiosi”; possono anche festeggiare Halloween usufruendo di tutto l’armamentario di oggetti ‘sacri’ previsto. Pure i poliziotti inglesi pagani hanno il diritto di celebrare Halloween assentandosi dal posto di lavoro.

Non sono le zucche, i fantasmini, la richiesta di dolcetti o qualche scherzetto a essere di per sé pericolosi, ma i tanti party che spuntano come funghi d’autunno in tutta Italia. Ispirati al gusto dell’orrore, sviluppano una cultura opposta a quella cristiana. Non raramente a tali party sono presenti cartomanti e maghi vari e non raramente tali party diventano occasione di contatto tra alcuni partecipanti e il mondo dell’occulto, caratterizzato da venature superstiziose di origine New Age o da pratiche esoteriche ideali per un avvicinamento alle sette sataniche. Naturalmente pure Internet ha la sua faccia scura, quando insidia adolescenti e giovani, facilitando i loro contatti con associazioni attive nell’occultismo. E’ facile qui osservare che, proprio mentre si vuole ricondurre il fatto religioso al privato (limitando così l’attività della Chiesa e l’espressione pubblica della fede), aumentano i creduloni e dilaga la superstizione. Halloween oggi? Non solo un giochino, ma anche in certi casi un’esca per sprovveduti. Che poi corrono il rischio di ritrovarsi legati alle catene del dio delle tenebre.