RAPPORTO MC CARRICK: PAGINE INTERESSANTI/2 (2008-2009) – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 17 NOVEMBRE 2020

 

Seconda puntata di citazioni dalle 447 pagine del Rapporto elaborato dalla Segreteria di Stato vaticana sulla vicenda Mc Carrick e pubblicizzato il 10 novembre 2020. Che cosa successe nel 2008-2009, quando le indicazioni orali del 2006 (date ufficialmente dal cardinale Re, prefetto della Congregazione per i Vescovi) divennero indicazioni scritte? Intanto mercoledì 18 novembre alle 21.00 un dibattito online sul Rapporto McCarrick insieme con Aldo Maria Valli, Aurelio Porfiri, Massimo Viglione.

 

Giovedì 12 novembre 2020 abbiamo proposto a chi ci legge una prima serie di citazioni (Anni Ottanta – 2006) contenute nel Rapporto sulla vicenda dell’ex-cardinale Theodore Mc Carrick, elaborato dalla Segreteria di Stato vaticana su decisione di Papa Francesco del 6 ottobre 2018 a seguito del Memorandum accusatorio dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò del 26 agosto precedente. Abbiamo maturato personalmente la convinzione che il Rapporto sia frutto di un lavoro enorme e nel contempo serio, durato comprensibilmente un paio d’anni. Che poi le intenzioni del Rapporto siano quelle che si possono facilmente immaginare, può essere vero: per noi è comunque più importante che scritti e fatti emersi dal Rapporto siano veritieri.

Ne esce uno spaccato della vita ecclesiale (non solo) di Curia - con una descrizione precisa dei meccanismi decisionali che la governano – certo di notevole interesse e nel contempo fonte di grande preoccupazione. In sintesi: per sottovalutazione e/o opportunismo e/o complicità e/o corruzione un uomo di eccellenza intellettuale (con un talento particolare per le pubbliche relazioni ad alto livello e per la raccolta di fondi) ma con debolezze intollerabili in un consacrato (ed esiziali per la vita di seminaristi e giovani sacerdoti), è stato promosso addirittura ad arcivescovo di Washington e poi creato cardinale, partecipando così anche al Conclave del 2005. Continuando poi – una volta diventato emerito, con la spavalderia di chi sa di essere (ed essere considerato) uomo di potere – il suo tourbillon di incontri, conferenze, viaggi sostanzialmente diplomatici.  Fin quando arrivò l’accusa formalizzata di ‘abusi sessuali su un minore’: allora – nel 2017, solo nel 2017 - s’è dato avvio a un processo canonico che si è concluso con la riduzione di Theodore McCarrick allo stato laicale. Ma prima? Indubbia e penosa tolleranza… Un po’ – fatte le debite differenze personali e di reati– come per il caso di Marcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo ma anche violentatore, pedofilo, morfinomane, già dagli Anni Quaranta oggetto di gravi accuse conosciute dalla Santa Sede - il cui sessantesimo di sacerdozio fu festeggiato a fine novembre 2004 a Santa Maria Maggiore da una folla di cardinali (con un’assenza di spicco, quella del cardinale Ratzinger). E’ noto che Marcel Macial ‘ungeva’ abbondantemente le ruote curiali (fino al massimo livello): e la potenza del denaro – insieme con il timore di danneggiare l’immagine della Chiesa e un movimento fiorente come quello dei ‘Legionari’– prevalse allora sulle coscienze.

Pure McCarrick era generoso di offerte e regali: e la tolleranza non è mancata  neanche in questo caso. C’è solo da augurarsi che la scelta di prelati per servizi di alto livello nella Chiesa – a breve, il 28 novembre, ci sarà un momento importante, con la creazione di dodici cardinali - non ignori più le eventuali ombre nel loro passato. Perché, nel caso contrario – e con le debite differenze – ci potremmo ritrovare con nuovi casi ‘McCarrick’.  Con tutte le conseguenze (dirompenti) connesse.

Continuiamo allora la pubblicazione di brani del ‘Rapporto’ da noi selezionati, così da offrire chiavi ulteriori di lettura della penosa ed emblematica vicenda a chi ci legge. Ci eravamo fermati con la prima puntata a fine 2006 (vedi https://www.rossoporpora.org/rubriche/vaticano/988-rapporto-mc-carrick-pagine-interessanti-1-fino-al-2006.html ); ci occuperemo in questa puntata degli anni 2008-2009. Il materiale straripa, per cui agli anni dal 2011 in poi – caratterizzati dalla nomina dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò a nunzio apostolico negli Stati Uniti e dall’elezione del cardinale Jorge Mario Bergoglio a Pontefice – riserveremo una terza e ultima puntata.

 

DAL CAPITOLO XXII: SECONDO MEMORANDUM DELL’ARCIVESCOVO  VIGANO’ E INDICAZIONI SCRITTE DEL CARDINALE RE PER IL CARD. MC CARRICK.

Pag. 277:  

Nell’aprile del 2008, durante il viaggio del Papa negli Stati Uniti, il Card. McCarrick concelebrò la Messa con Papa Benedetto XVI  nella St. Patrick’s Cathedral e partecipò alla cena con il Santo Padre durante la visita a New York. McCarrick chiese anche il permesso di partecipare alla commemorazione e alla preghiera di Papa Benedetto XVI presso il World Trade Center Memorial ma, secondo la documentazione dell’Arcidiocesi di New York, tale richiesta fu rifiutata dalla Santa Sede per motivi sconosciuti.

Pag. 278:

Poco dopo il ritorno del Papa dagli Stati Uniti, lo psicoterapeuta ed ex monaco benedettino Richard Sipe pubblicò su Internet una “lettera aperta” indirizzata a Papa Benedetto XVI intitolata “Dichiarazione per Papa Benedetto XVI sul modello della crisi degli abusi sessuali negli Stati Uniti”. Secondo Sipe, la “aberrazione sessuale” nella Chiesa cattolica era “non generata dal basso verso l’alto – cioè solo da candidati non idonei – ma dall’alto verso il basso – cioè dai comportamenti sessuali dei superiori, persino dei vescovi e dei cardinali”.

Descrivendo il problema come “sistemico”, Sipe continuava a fornire esempi, incluso, affermava, quello del Card. McCarrick: “Mentre ero professore aggiunto in un Pontificio Seminario, il St. Mary di Baltimore (1972-1984), un certo numero di seminaristi venne da me preoccupato per il comportamento di Theodore E. McCarrick, allora Vescovo di Metuchen, nel New Jersey. È ampiamente noto da diversi decenni che il Vescovo/Arcivescovo, ora Cardinale Theodore E. McCarrick, portò seminaristi e giovani sacerdoti ad una casa sul mare nel New Jersey, a New York, e in altri luoghi e andò a letto con alcuni di loro. Ha formato un gruppo di giovani seminaristi e sacerdoti che ha incoraggiato a chiamarlo ‘Zio Ted’. Ho la sua corrispondenza in cui si riferiva a questi uomini come fossero “cugini” tra loro.(…) Conosco i nomi di almeno quattro sacerdoti che hanno avuto incontri sessuali con il Card. McCarrick. Ho documenti e lettere che registrano testimonianze dirette e resoconti di testimoni oculari su McCarrick, allora Arcivescovo di Newark nel New Jersey, che faceva sesso con un sacerdote e a volte costringeva un sacerdote a subire avances sessuali indesiderate”.

Pagg. 280-284:

Dopo aver ricevuto una copia della lettera di Sipe attraverso i normali canali della Segreteria di Stato, il 25 maggio 2008 l’Arcivescovo Viganò scrisse un secondo appunto d’ufficio su McCarrick. Il giorno seguente Viganò consegnò a mano il memorandum alla Congregazione per i Vescovi.

(Carlo Maria Viganò riprende i punti principali della lettera di Sipe e rileva tra l’aktro che):

4) L’Ufficio del Personale si era già occupato del caso del Card. McCarrick a seguito di un Rapporto del Nunzio negli Stati Uniti, in cui S.E. Mons. Sambi faceva notare che la Memoria di accusa contro il Cardinale era già stata inoltrata fin dal giugno 2006 “a circa una ventina di persone, fra autorità giudiziarie civili ed ecclesiastiche, di polizia, ed avvocati. C’è quindi da temere che la notizia non tarderà ad essere messa in pasto dell’opinione pubblica”.

(Carlo Maria Viganò riproduce poi alcuni passi del suo ‘Appunto’ vergato nel 2006. Ad esempio):

“3. Si vera et probata sunt exposita [se le cose esposte sono vere e provate], si richiederebbe un provvedimento esemplare che potrebbe avere una funzione medicinale e lenirebbe il gravissimo scandalo per i fedeli, che nonostante tutto continuano ad amare e credere nella Chiesa”.

(E poi conclude):

“Il caso del Card. McCarrick, come si è detto, è di sola competenza del Romano Pontefice, il Quale, eventualmente, potrebbe incaricare il Promotore di Giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede di iniziare quanto prima una Procedura istruttoria”.

(Nota manoscritta del card. Bertone, Segretario di Stato, sull’’appunto’ dell’arcivescovo Viganò)

In una nota manoscritta sull’appunto d’ufficio dell’Arcivescovo Viganò, il Cardinale Segretario di Stato Bertone scrisse: “Condivido le osservazioni, anche se mi pare che in un ultimo rapporto del N.A. (Nunzio Apostolico) Mons. Sambi ci sono testimonianze a difesa (in qualche modo) del Cardinale. Si potrebbe attuare la proposta del n. 6? (Ma sentiamo naturalmente il Santo Padre). B.”

Pag. 285:

Nessuna indagine formale o processo penale vennero condotti in quel momento.  Anche se la documentazione non riflette il motivo per cui questa linea di condotta non fu scelta, la questione in genere non sarebbe rientrata nella competenza della Congregazione per la Dottrina della Fede, perché non c’era stata alcuna accusa credibile che McCarrick avesse abusato di un minore. Inoltre, la presunta cattiva condotta con gli adulti si era verificata più di venti anni prima, il che era ben oltre il periodo di prescrizione. Papa Benedetto XVI  avrebbe potuto delegare la questione alla Congregazione per la Dottrina della Fede e rinunciare al termine di prescrizione, ma questo passo non fu intrapreso.

Pag. 286:

A metà maggio 2008, subito dopo la conclusione del viaggio di Papa Benedetto XVI  negli Stati Uniti, McCarrick partecipò alla Plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti a Roma, alla quale partecipò pure il Santo Padre. Mentre si trovava a Roma, McCarrick apparve a un evento con Papa Benedetto XVI in Piazza San Pietro, insieme con altri Prelati, tra cui il Card. Re.

Il Card. Re fu sorpreso e dispiaciuto della presenza di McCarrick perché pensava che ciò non fosse in linea con le indicazioni orali che aveva dato a McCarrick due anni prima. Di conseguenza, in seguito all’evento, il Card. Re si avvicinò a McCarrick e lo rimproverò per la sua presenza pubblica, ripetendo che McCarrick avrebbe dovuto condurre una vita più riservata. McCarrick non prese bene l’ammonizione verbale del Card. Re e, secondo Re, McCarrick in seguito lo evitò.

Nota 931 – pagina 286:

In un’intervista, il Card. Re ha dichiarato di aver parlato severamente con McCarrick in Piazza San Pietro, dicendogli che avrebbe dovuto condurre una vita tranquilla per non far parlare di sé. Quando McCarrick protestò dicendo che gli addebiti contro di lui erano falsi, il Card. Re rispose con forza: “Vere o non vere, le accuse esistono! Tu, per il bene della Chiesa, non devi andare in giro.”

Pag. 286-287:

Il 27 maggio 2008, in risposta alla richiesta del Card. Re, di diverse settimane prima, il Nunzio Sambi trasmise un altro Rapporto alla Congregazione per i vescovi.  Sambi inviò anche una copia del suo Rapporto al Segretario di Stato Bertone. Il Rapporto del Nunzio, pervenuto alla Congregazione per i Vescovi il 31 maggio, affermava (tra l’altro):

“B) Il Vescovo di Dallas, Ecc.mo Kevin Farrell (NdR: oggi cardinale, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, camerlengo, presidente della Commissione di materie riservate) è vissuto con lui nella stessa residenza quando era Ausiliare di Washington. Mi ha assicurato che durante quel lungo periodo non una sola volta ha visto un gesto verso di sé o verso gli ospiti, che fosse poco decente. Ha udito molte “voci”, ma nessuno si è recato da lui, che praticamente dirigeva l’Arcidiocesi, per denunciare comportamenti incorretti dell’Arcivescovo”..

Nota 935 – pag. 287-288:

In un’intervista, il Card. Farrell ha affermato che, durante il suo periodo come Vicario Generale nell’Arcidiocesi di Washington, sentì occasionalmente “vecchie voci” sul fatto che McCarrick avesse condiviso un letto con seminaristi in una casa al mare quando McCarrick era Vescovo nel New Jersey. Il Card. Farrell ha osservato che le voci non riguardavano l’attività sessuale e “non erano mai riferite a minori.”.

Pagg. 293-295: (Indicazioni scritte del Cardinale Re a McCarrick, 2008)

La lettera del Card. Re a McCarrick, datata 14 giugno 2008, venne allegata alla lettera al Nunzio Sambi, ma la lettera a McCarrick fu tenuta in Nunziatura fino a quando il Nunzio non la poté consegnare a mano a McCarrick alla fine di agosto (dopo che entrambi furono tornati dai viaggi lontano da Washington).

La lettera (strettamente confidenziale) del Prefetto Re afferma:

“Caro Cardinal McCarrick,

mi arreca grande dolore fare ancora una volta riferimento alle accuse che sono riemerse riguardanti Vostra Eminenza. Tuttavia, la lettera aperta che l’ex monaco Richard Sipe ha indirizzato al Santo Padre alla fine della sua visita negli Stati Uniti mi obbliga a fare così. Come Vostra Eminenza sa, il testo della lettera è stato

pubblicato dal Sig. Sipe sul suo sito web insieme al suo commento intitolato ‘La Sindrome del Cardinale McCarrick’.

Sono ben consapevole che Vostra Eminenza ha sempre affermato chiaramente di non aver mai commesso atti sessuali con altri, ma la testimonianza di alcuni uomini che affermano di essere stati nello stesso letto con Lei quando erano più giovani viene comunemente interpretata in modo molto negativo. Anche le persone che amano e difendono sacerdoti e vescovi sono sconcertate per questo..

Tale recente pubblicità di accuse contro Vostra Eminenza rende consapevoli del grave danno che viene recato alla Chiesa e che indebolisce l’autorità dei suoi Pastori che governano le Diocesi cattoliche.

Le frequenti apparizioni pubbliche di Vostra Eminenza ad incontri, alcune delle quali vengono riportate sui media, fanno sì che altri rievochino ancora una volta le vecchie accuse e contribuiscano a renderle ancora più conosciute.

Come Le ho già detto in passato, una campagna così negativa richiede che Vostra Eminenza si comporti in modo tale da non attirare l’attenzione. C’è solo un modo per raggiungere questo: non fare apparizioni pubbliche e condurre una vita silenziosa di preghiera e di penitenza per le passate azioni imprudenti.

So che questo va contro il Suo carattere naturale, dato che a Lei piace lo stare insieme con gli altri, per fare così tanto bene e diffondere i valori del Vangelo in ogni ambito..

Pertanto, faccio appello al Suo spirito ecclesiale e sono obbligato a chiederLe di non accettare inviti per alcun evento pubblico. Inoltre, Le chiedo di scegliere una delle seguenti possibilità (o qualcosa di similare): risiedere in una casa per anziani,possibilmente una diretta da suore, in cui Ella potrebbe fare da loro Cappellano: vivere in casa, celebrando la Messa per loro, dando loro omelie, conferenze, ecc.; oppure, se Lei preferisce, potrebbe chiedere ad un monastero di accoglierLa come ospite e partecipare alla preghiera della comunità, ai pasti comuni, ecc.

Così, per coloro che sono stati sorpresi dalla proliferazione dei Report infondati, sapere che Ella sta conducendo una vita tranquilla, svolgendo un apostolato tra gli anziani e vivendo una vita di preghiera, offrirebbe un esempio edificante e potrebbe persino fermare la diffusione di accuse contro di Lei.

Con grande fiducia nel Suo amore per la Chiesa e nella Sua comprensione di questa questione, rimango sinceramente Suo in Nostro Signore”.

Pag 297:

Dopo aver inviato le due lettere a Sambi, il Card. Re informò Papa Benedetto XVI della decisione della Congregazione per i Vescovi di esortare McCarrick a condurre una vita tranquilla. Come ha spiegato il Card. Re in un’intervista: “Ho comunicato al Papa il contenuto della lettera, la sostanza della lettera, e il Papa era d’accordo. Egli disse, ‘Bene, molto bene.’”

Con l’aiuto dell’Arcivescovo Gänswein, il Papa emerito Benedetto XVI ha ricordato di aver ricevuto in udienza il Card. Re, di essere stato da questi informato sulla situazione riguardante il Card. McCarrick e di aver rivisto la lettera di Re a McCarrick, del 14 giugno 2008. Inoltre, il Papa emerito ha ricordato di avere approvato la linea adottata nella lettera del Card. Re.

Pag. 300:

Il 22 agosto 2008, il Nunzio Sambi annotò la consegna a mano a McCarrick della lettera del Card. Re del 14 giugno, scrivendo sulla sua copia: “Consegnata al Cardinale alle 12.30  del 22 agosto 2008 nel mio studio – dopo il mio ritorno dalle vacanze e il ritorno a Washington da Lourdes del Card.”

Pag. 300-304 :

Il 25 agosto 2008, McCarrick scrisse una lettera dettagliata al Nunzio Sambi riguardo al loro incontro del 22 agosto 2008:

“La ringrazio per il nostro incontro di venerdì. Confesso che mi ha lasciato un po’ confuso, perché pensavo di aver ottemperato ai desideri della Santa Sede nei miei anni di pensione. Non ho mai cercato di ottenere inviti a parlare, né a far parte di vari gruppi. Sono arrivati da altri – di solito Vescovi – che pensavano potessi essere utile. Tuttavia, avendo studiato la lettera del Cardinale Re e avendola condivisa con il mio Arcivescovo (Wuerl) prometto di nuovo che proverò sempre a essere un buon servo della Chiesa anche se non comprendo le Sue volontà nella mia vita. Naturalmente, sono pronto ad accettare la volontà del Santo Padre nei miei confronti.

Vorrei rivedere velocemente con Vostra Eccellenza i due punti principali, esposti nella lettera, vale a dire l’annullamento di tutte le apparizioni pubbliche e il cambio di residenza. Allego un elenco di impegni che ho già accettato per i prossimi tre mesi o più precisamente fra adesso e Natale. Queste sono richieste pervenutemi da Vescovi di tutto il paese che, a quanto pare, pensano ancora che io sia un ospite gradito nelle loro diocesi. Diocesi e nel servizio pastorale della loro gente. Ce ne sono un po’ che posso annullare e li ho cancellati. Temo che gli altri sarebbero difficili da annullare dal momento che se ne è già fatta pubblicità e sono atteso. Avrei bisogno di un chiaro motivo pubblico per annullarli così tardi. Avrei bisogno che Lei mi suggerisse se mantenere tali impegni o meno. Non prenderò ulteriori impegni a parlare o apparire in pubblico senza il permesso della Santa Sede o di Vostra Eccellenza.

In secondo luogo, temo che un trasloco improvviso in un monastero o in una casa di riposo metterebbe in agitazione i mass media e provocherebbe grande admiratio. Verrebbe fuori la notizia di una mia ‘estromissione’ da Roma per qualche ragione e la pubblicità che ne deriverebbe è proprio quello che il Cardinale Re spera di evitare.(…) In sintesi, nel futuro non mi impegnerò ad accettare alcuna apparizione o intervento pubblico senza l’esplicito permesso del Nunzio Apostolico o della Santa Sede stessa. Presumo di essere autorizzato a studiare e scrivere per il tempo che il Signore vorrà concedermi, prima di chiamarmi a Sé".

Pagg. 304-307:

Il 27 agosto 2008, il Nunzio Sambi inviò una lettera al Card. Re, descrivendo la lettera che McCarrick aveva inviato due giorni prima.

“(…) Dopo aver letto la lettera di Vostra Eminenza in mia presenza, il Cardinale ha esclamato: ‘Questa è una persecuzione’. Durante il pranzo che è seguito insieme con i miei collaboratori, egli non ha dato prova della sua abituale esuberanza. Nella risposta qui unita mostra i suoi timori: di vivere in isolamento e di essere dimenticato. Accetta in principio ciò che gli è chiesto, poi chiede eccezioni che annullano il principio. L’ultima frase mi sembra sarcastica e una minaccia: ‘I presume that I am allowed to study and write’. (“Presumo di essere autorizzato a studiare e a scrivere’).

Per quanto riguarda la residenza, non mi sembra opportuna, e so sgradita all’Arcivescovo locale, quella presso la Seton Hall University di Newark: le antiche amicizie ed inimicizie possono essere legna per il fuoco! Lo stesso mi pare per quanto riguarda le ‘numerose Università’ che lo avrebbero invitato: il Cardinale non ha le fondamenta per essere uno ‘scholar’. Certamente egli sceglierebbe un’università ‘liberal’, che potrebbe poi servirsi della sua presenza per dare credibilità a posizioni non del tutto in sintonia con l’insegnamento della Chiesa. (…). Non sarà facile ottenere dal Cardinale completa adesione alle norme impartitegli, combattuto com’è tra il desiderio di obbedire alla Santa Sede ed il timore di essere dimenticato e dell’isolamento. La concretezza nell’indicargli il da fare gli impedirà di trovare scappatoie.”.

Nota 964 – pag. 311:

In un’intervista, il Card. Bertone ha osservato che le accuse contro McCarrick non si riferivano a minori, che erano ambigue per quanto riguarda una chiara condotta sessuale e che erano ritenute false da coloro che vivevano con McCarrick. Date le forti smentite di McCarrick e il fatto che fosse già Emerito, l’attenzione degli Officiali della Santa Sede si è concentrata sulla necessità di evitare di attirare un’attenzione ingiustificata su accuse rimaste non dimostrate. Bertone ha affermato che la ‘negazione energica di McCarrick… ha avuto un impatto’ e che ‘la sua analisi è stata efficace’, mentre le informazioni che ha ricevuto da Sambi e Viganò erano ‘su qualcosa di possibile, ma per nulla dimostrato in nessun senso formale’.”

Pag. 330:

Il 15 gennaio 2009, McCarrick scrisse una lettera al Nunzio Sambi, che includeva una lettera al Card. Re.

La lettera di McCarrick a Sambi affermava: “Eccellenza, come sa, sto facendo del mio meglio per attenermi al programma che il Card. Re mi ha proposto. Penso di aver avuto un discreto successo finora, anche se ciò significava dire di no al nuovo Vice Presidente degli Stati Uniti (NdR: Joe Biden). Grazie al cielo, penso che il mio rapporto con lui sarà ancora buono e mi aspetto che lo vedrò di tanto in tanto e, se Vostra Eccellenza fosse interessata, magari impegnarmi a procurare un invito per Lei di cenare con lui, essendo il suo vicino che vive dall’altra parte della stessa strada, nella sua residenza o, se Lei lo desidera, nella Nunziatura”.

Pag. 332: (al card. Re)

“(…) Fino a questo momento, ho rifiutato quattro lauree honoris causa che avrei dovuto ricevere in primavera. Ogni volta ho trovato una scusa, come l’essere lontano o altrimenti impegnato. (…)

Ho ricevuto una serie di richieste dal subentrante governo degli Stati Uniti a partecipare a eventi pubblici. Li ho rifiutati tutti e mi sono limitato a una serie di incontri privati, su richiesta del Cardinale George, Presidente della nostra Conferenza Episcopale. Ho pertanto respinto richieste dell’Ufficio del Presidente eletto perché fossi presente a determinati Momenti di preghiera e svolgessi un ruolo nel National Prayer Service.

Il disappunto per la mia indisponibilità è stato evidenziato da una telefonata personale del Vice Presidente eletto, il Senatore Joseph Biden. Credo di aver gestito ciò senza perdere un amico per la Chiesa o per me stesso, ma è molto difficile. (…)”.

Pag. 338:

A metà del 2009, quando le comunicazioni tra McCarrick e la Congregazione per i Vescovi cessarono, la documentazione indica quanto segue: • Nessun processo amministrativo o giudiziario, né alcun procedimento di indagine preliminare, fu avviato in merito alle accuse contro McCarrick. Nessuna determinazione di una qualsiasi fattispecie concreta fu raggiunta da alcun Dicastero e non vi fu mai alcuna determinazione di colpevolezza. • Anche se Papa Benedetto XVI venne informato dal Card. Bertone in merito alle possibili opzioni rispetto a McCarrick, il Santo Padre non autorizzò un’indagine o altro procedimento che avrebbe potuto sfociare in accertamenti di fatto sulla base dei quali si sarebbe potuta intraprendere un’azione più decisiva. Il Santo Padre non impose sanzioni o restrizioni all’attività di McCarrick. La questione venne trattata dal Card. Re, che era il Prefetto della Congregazione per i Vescovi, che era il Dicastero principalmente competente in merito. Durante una regolare udienza con il Papa, il Card. Re informò Benedetto XVI  della lettera che egli aveva scritto, e il Papa approvò la linea adottata nella lettera del Card. Re.

Pagg. 339-340:

Le indicazioni comunicate dal Card. Re intendevano fare appello alla coscienza di McCarrick e richiamare la sua collaborazione pro bono ecclesiae, senza ricorrere a sanzioni canoniche o pene imposte dalla Congregazione per i Vescovi. Le indicazioni non invocarono l’esplicita autorità del Santo Padre né raggiunsero il livello di un ‘ordine’ esecutivo come istituto di diritto canonico.

In base alle indicazioni ricevute, McCarrick poteva:

Rimanere in un ministero pubblico attivo.

Viaggiare a Roma per vari incontri o eventi privati.

Rimanere membro dei Dicasteri della Santa Sede (APSA e Pontifici Consigli).

Assumere altri impegni con il “permesso esplicito” del Santo Padre,

della Santa Sede o del Nunzio Apostolico.

Durante tutte le sue attività, McCarrick avrebbe dovuto mantenere un basso profilo ed evitare la pubblicità..

La documentazione è meno chiara riguardo al fatto se McCarrick,  alla fine del 2008, abbia ricevuto dal Card. Re il permesso di continuare a impegnarsi in determinate attività, incluso il suo lavoro per il CRS  (NdR: Catholic Relief Services) e l’USCCB (NdR: Conferenza episcopale degli Stati Uniti), a condizione che non ci fosse pubblicità conseguente. Per quanto riguarda il CRS, la documentazione indica che McCarrick aveva ricevuto una qualche forma di permesso limitato dal Card. Re per continuare il suo lavoro con quell’organizzazione, ma non vi è alcuna indicazione che Re sapesse o approvasse i continui viaggi di McCarrick per il CRS dopo il 2008. Non sembra che McCarrick abbia ricevuto dal Card. Re l’approvazione per continuare il suo lavoro con l’USCCB.

Pagg. 341-342:

Tramite l’Arcivescovo Gänswein, il Papa emerito Benedetto XVI ha affermato che egli credeva che, dopo la consegna della lettera del Card. Re a McCarrick, la linea esposta nella lettera fosse stata seguita coerentemente negli anni successivi.

Il Papa emerito non sapeva che le indicazioni originali poterono essere state allentate o che il Nunzio Sambi avesse adottato una linea flessibile riguardo ai viaggi e all’attività pubblica di McCarrick. Parimenti al Card. Re, il Santo Padre non ha ricordato di essere stato a conoscenza, o di essere stato informato, che McCarrick continuava a viaggiare frequentemente dopo il 2008.

 

DIBATTITO ONLINE SUL RAPPORTO MC CARRICK E L’ARCIVESCOVO VIGANO’,  CON ALDO MARIA VALLI, AURELIO PORFIRI, MASSIMO VIGLIONE E GIUSEPPE RUSCONI (MERCOLEDI’ 18 NOVEMBRE, ORE 21.00)

Mercoledì 18 novembre, ore 21.00, si svolgerà un dibattito online riguardante il Rapporto McCarrick e l’arcivescovo Viganò. Partecipanti: Aldo Maria Valli, Aurelio Porfiri, Massimo Viglione e Giuseppe Rusconi. Diretta Facebook sulla fanpage di Aurelio Porfiri. Diretta YouTube nel canale Ritorno a Itaca.