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    AIUTO, AIUTO...BURKE-SCHNEIDER METTONO l'AVVENIRE SOTTO CHOC

    AIUTO, AIUTO…BURKE-SCHNEIDER METTONO L’AVVENIRE SOTTO CHOC – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 14 settembre 2019

     

    L’appello del cardinale Burke e del vescovo Schneider a pregare e digiunare perché il prossimo Sinodo sull’Amazzonia non approvi errori ed eresie contenuti nell’Instrumentum laboris scombussola i cervelli della redazione dell’ex-giornale cattolico (sceso tra l’altro al ventunesimo posto tra i quotidiani per le vendite in edicola). In aggiunta una domanda al cardinale Pietro Parolin su una dicitura curiosa.

      

    Il ‘truce’ Salvini, vera e propria ‘reincarnazione’ del Demonio, al momento in Italia è stato relegato politicamente extra-Palazzi, grazie a un’operazione spregiudicata di cui è stato prestanome il noto damerino Giuseppi il Devotissimo, laudatissimo dai voraci cattofluidi. Non è che per questo sia cessata la martellante campagna di odio contro l’ex-ministro dell’Interno: anche l’ex-giornale cattolico Avvenire quotidianamente qua e là (dalle lettere dei lettori a riferimenti in singoli articoli e commenti) continua a non risparmiare l’utilizzo di quel veleno misericordioso contenuto in barili speciali e benedetti di cui sono intasate le sue redazioni. Ad esempio a pagina 2 dell’edizione del 7 settembre è stata pubblicata con grande evidenza la lettera a firma  di certo Tarcisio Cellini (Ripatransone), il cui titolo è già tutto un programma: Quo usque tandem abutere patientia nostra? , riferito probabilmente e stizzosamente al fatto che Salvini dimostra di essere ancora ben vivo.

    Lo stesso tipo di veleno Avvenire - soprattutto per mano del noto Turiferario Guastalamessa (al secolo Luciano Moia) - l’ha versato in questi mesi con somma impudenza anche su chi ha evidenziato, contestandola, la ‘svolta’ teologica imposta all’Istituto Giovanni Paolo II per il matrimonio e la famiglia (un vero e proprio golpe … mancavano solo i carri armati, quelli veri).

    Nel contempo la Misericordia praticata da Avvenire ha riesumato vecchi bersagli, irrorandoli della stessa sostanza. Infatti sabato 14 settembre 2019, a pagina 14, appare un articolo su una colonna con l’occhiello: “Iniziativa choc”.

    Che mai sarà? Il neo-ministro della famiglia, l’akela fluida Elena Bonetti, ha parlato di famiglie e non di famiglia? No, perché l’ha fatto nell’intervista che lo stesso Avvenire le ha graziosamente concesso tramite il turiferario compiacente Marco Iasevoli. Nel Paese X il Parlamento ha approvato una legge che prevede la possibilità di aborto fino alla nascita? Nel Paese Y è ormai in vigore una legge che manda in galera chi sostiene che un bambino abbisogna di una madre e un padre? Nel Paese Z i vertici della gerarchia cattolica hanno promosso e applaudito la formazione del governo più anticattolico della storia repubblicana? Scusate… avevamo dimenticato che proprio Avvenire è stato uno dei maggiori fautori mediatici di tale vergognoso processo…Allora lo choc sarà stato provocato dall’indagine su alcune coop ‘bianche’ che lucravano misericordiosamente sulle spalle dei migranti oppure dall’esultanza minacciosa di certi zingari per la messa in fuori gioco momentanea di Salvini dalla quotidianità di governo oppure dall’accoglienza in certe chiese della propaganda pro-aborto o ‘matrimonio’ gay…

    Niente di tutto questo stamattina. Avvenire è sotto choc perché (vedi il titolo dell’articolo) …udite, udite… un “Cardinale anti-Sinodo” (sull’Amazzonia) chiede che “si digiuni e si preghi”. Digiunare? Pregare? Atti eversivi per i sepolcri imbiancati di Avvenire.

    Leggiamo:La recita di una decina del Rosario ogni giorno e il digiuno una volta la settimana per impedire che venga approvato un documento pieno di eresie. E’ lo sconcertante appello congiunto che il cardinale Raymond Burke, patrono del Sovrano Ordine di Malta, e il vescovo Athanasius Schneider, ausiliare di Astana, in Kazakistan, hanno lanciato a poche settimane dall’apertura del Sinodo (…) Esponenti dell’ala ultraconservatrice della Chiesa cattolica, che non perde occasione si sollevare critiche contro il Pontefice, già da tempo vanno sostenendo che il documento di preparazione al Sinodo conterrebbe sei gravi errori teologici ed eresie. Critiche che ora ribadiscono in una nuova dichiarazione di otto pagine (…) In particolare a non essere accettata da Burke e Schneider è la possibile discussione sui viri probati, cioè uomini sposati di provata virtù che potrebbero essere, in certe condizioni e in alcuni luoghi particolari, ordinati sacerdoti”.

    Parresia, parresia…. Sono benvenute le critiche aperte, motivate, con tanto di firma…ma non è papa Francesco che continua a ripeterlo, qualche giorno fa anche nel volo di ritorno dal viaggio apostolico in Mozambico, Madagascar, Maurizio? Certo in questo caso le critiche sono pesanti e, fondate sul non-riscontro avuto in precedenti occasioni, sono poste in modo tale da non pretendere una risposta che non sia una loro accettazione.

    Per i turiferari parrucconi di Avvenire la proposta-documento Burke-Schneider è uno choc. E’ come quando Salvini mostra il Rosario e chiede che Maria protegga l’Italia. Sacrilegio, sacrilegio! Avvenire nella sua ‘notizia’ si guarda bene dal riferire almeno sinteticamente dei ‘sei gravi errori teologici ed eresie’ contenuti nell’Instrumentum laboris ed evidenziati dal cardinale e dal vescovo. Non sia mai che, venendone a conoscenza, qualcuno possa porsi domande inopportune e farsi venire dei dubbi scandalosi!

    Colmiamo noi la lacuna (sintetizzando il testo integrale, datato 12 settembre – Santissimo Nome di Maria – e apparso ne La Nuova Bussola Quotidiana) per chi ancora non avesse preso nota dell’appello che chiede ai padri sinodali di non approvare tali sei errori ed eresie, inserendole anche nel documento finale.

     

    I SEI PUNTI DEL CARD. BURKE E DEL VESCOVO SCHNEIDER

    Primo punto. L'Instrumentum Laboris promuove una socializzazione pagana della "Madre Terra", basata sulla cosmologia delle tribù amazzoniche, implicitamente panteistica.

    Secondo punto. Le superstizioni pagane sono considerate come fonti della Divina Rivelazione e percorsi alternativi per la salvezza.

    Terzo punto. L'Instrumentum Laboris contiene l'errata teoria secondo cui gli aborigeni hanno già ricevuto una rivelazione divina e che la Chiesa cattolica in Amazzonia deve operare una conversione missionaria e pastorale, invece di cercare d’introdurre una dottrina e una pratica della verità e della bontà universali. L'Instrumentum Laboris afferma inoltre che la Chiesa deve arricchirsi dei simboli e dei riti dei popoli indigeni.

    Quarto punto.  In nome dell'inculturazione della fede e con il pretesto della mancanza di sacerdoti per celebrare frequentemente l'Eucaristia, l'Instrumentum Laboris sostiene l'adattamento dei ministeri cattolici ordinati alle usanze ancestrali degli aborigeni, la concessione di ministeri ufficiali alle donne e l'ordinazione di leader sposati della comunità come sacerdoti di seconda classe, privati ​​di parte dei loro poteri ministeriali, ma in grado di compiere rituali sciamanici.

    Quinto punto. In sintonia con le sue implicite visioni panteistiche, l'Instrumentum Laboris relativizza l'antropologia cristiana - che riconosce la persona umana come creata a immagine di Dio e quindi come apice della creazione materiale (Gen 1, 26-31) - e considera invece l'essere umano come un semplice anello nella catena ecologica della natura, vedendo lo sviluppo socioeconomico come un'aggressione alla "Madre Terra".

    Sesto punto. Secondo l'Instrumentum Laboris, una "conversione ecologica" integrale include l'adozione del modello sociale collettivo delle tribù indigene, in cui la personalità individuale e la sua libertà sono minate.

    Ogni punto è sviluppato con dovizia di citazioni.

    Per l’ex-giornale cattolico il documento critico e la richiesta di preghiera quotidiana e digiuno settimanale ad esso legati sono uno choc. Cui reagire con la solita ferocia cattofluida e misericordiosa, intrisa di odio e di disprezzo.

    Certo con questi suoi atteggiamenti l’Avvenire guadagnerà qualche lettore sinistro e molte citazioni in più alla tavola dei poteri forti. In verità nel complesso però la platea dei lettori effettivi si riduce. Come dimostra anche l’ultima statistica nota (Ads) delle vendite in edicola dei quotidiani.  Rispetto ad aprile 2019, a luglio l’Avvenire è sceso da 21.142 a 20.145 copie e perde una posizione: ora è ventunesimo (esclusi i quotidiani sportivi). Davanti all’ex-giornale cattolico troviamo ora L’Arena di Verona (20.984 rispetto a 20.300), Il Mattino di Napoli (in sensibile calo), Libero (24.999 rispetto a 22.685), La Verità (25.654 rispetto a 22.184). L’Avvenire precede immediatamente L’Eco di Bergamo, sceso come il foglio di Tarquinio il Superbo, da 19.599 a 19.383 copie. Con il che è detto tutto.

     

    UNA DOMANDA PER IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, SEGRETARIO DI STATO

    P.S. Una domanda al cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin. Eminenza, abbiamo preso nota del messaggio che Lei ha inviato oggi, in nome del Santo Padre, ai partecipanti del tradizionale “pellegrinaggio nazionale delle famiglie per la famiglia” promosso – presso il santuario di Pompei - dal Rinnovamento nello Spirito e da altri organismi italiani. Verso la conclusione Lei scrive che “Sua Santità affida alla materna intercessione di Maria, Regina delle famiglie, il vostro cammino”. Domanda: Maria Regina delle famiglie? Da quando? Noi eravamo restati al 31 dicembre 1995, quando. su richiesta di Giovanni Paolo II, alle litanie lauretane fu aggiunta anche “Maria, Regina della Famiglia, prega per noi”, una dicitura confermata in altre occasioni dallo stesso papa polacco e anche dal suo successore Benedetto XVI (16 maggio 2008: “Maria, Regina della famiglia”). La Sua è una svista oppure effettivamente anche in Vaticano si preferisce oggi parlare di ‘famiglie’, un po’ come ha fatto sia nell’intervista già citata più sopra ad Avvenire che sul suo twitter personale la neo-ministra italiana ad hoc, l’akela fluida Elena Bonetti?

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