SAPIENZA: NONO CONFRONTO ACCATTOLI-RUSCONI (CON UNA PREMESSA) – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 13 marzo 2018

Anche il nono confronto Accattoli-Rusconi su papa Francesco, svoltosi presso l'auditorium  della Cappellania dell'Università 'La Sapienza' di Roma, ha conosciuto diversi momenti vivaci. Tra i temi in evidenza l'evoluzione delle trattative diplomatiche tra Santa Sede e Cina e. di nuovo, le dichiarazioni di padre arturo Sosa nell'intervista dell'anno scorso a www.rossoporpora.org . Nella Premessa ancora le elezioni politiche italiane del 4 marzo.

 

PREMESSA

 

In queste due settimane ci siamo dedicati alle elezioni politiche italiane del 4 marzo. Abbiamo intervistato dapprima Paola Binetti, che è stata eletta – ed è già un gran risultato, non certo scontato – nel difficile collegio uninominale Lazio 3 per il Senato, battendo (su oltre 300mila votanti) con 93.625 voti (30, 43%) di poco più di 600 voti il rivale grillino e di circa 4800 voti la rivale piddina.

Poi Matteo Salvini, su Lega e cattolici… i voti cattolici non sono mancati al suo partito ed hanno portato tra l’altro all’elezione al Senato di Simone Pillon, vicepresidente del Comitato ‘Difendiamo i nostri figli’, promotore dei Family Day di San Giovanni e del Circo Massimo.

Infine abbiamo intervistato Federico Iadicicco che nel collegio uninominale Lazio 1 per il Senato non è riuscito a battere Emma Bonino (-Soros). La radicale in corsa con il centro-sinistra ha ottenuto il 38,93% dei voti nel collegio comprendente i due unici Municipi romani a maggioranza Pd (il primo e il secondo); Iadicicco, candidato del centro-destra (Fratelli d’Italia) ha comunque conseguito un risultato brillante, raccogliendo 91.568 voti pari al 32,08%. In questo collegio Mario Adinolfi (Popolo della Famiglia) ha ottenuto 1818 voti ovvero lo 0,63%. Può essere interessante rievocare quello che Adinolfi scriveva ancora il 2 marzo (ore 10.38) su twitter: “Si prova a scoraggiare l’elettore del Pdf dicendo: serve votare centrodestra e voi togliete voti decisivi, come ad esempio nel collegio senatoriale di Roma 1. Per fortuna è arrivato ‘Avvenire’ (non certo un giornale che ci ha in simpatia) a spiegare come stanno le cose. Emma Bonino non ha alcuna possibilità di essere eletta nel collegio uninominale (…); non ha alcuna possibilità, con il Pd così debole che a Roma tre mesi fa al voto del Municipio X stava al 14%, di vincere il collegio uninominale. Quindi a Roma come in tutta Italia votate Popolo della famiglia tranquillamente”. Fallimento di un apprendista indovino o impudenza di un giocatore spregiudicato? Ai lettori l’ardua risposta.     

Mercoledì 7 marzo poi abbiamo pubblicato alcune riflessioni (certo non esaustive) sia sul voto nazionale che sui consensi raccolti dal Popolo della famiglia. Oggi invece, 13 marzo, recuperiamo la cronaca del nono confronto Accattoli-Rusconi tenutosi nell’auditorium della Cappellania della Sapienza giovedì 22 febbraio. Cogliamo qui l’occasione per comunicare che il decimo confronto si svolgerà presso la Fondazione Luigi Einaudi mercoledì 21 marzo con inizio alle ore 18.00, moderato da Giuseppe Di Leo di Radio Radicale.

 

CAPPELLANIA DELLA SAPIENZA: IL DIBATTITO E’ SEMPRE VIVACE E NON MANCANO LE VOCI CRITICHE SU ALCUNI ASPETTI DEL PONTIFICATO

 

La serata non era delle migliori. Tempo da lupi, con acqua a catinelle da cui proteggersi a stento, pozze da schivare, traffico in tilt: niente di eccezionale ormai per Roma, ma ciò naturalmente ha ridotto l’affluenza nell’auditorium. C’è però da segnalare che la ventina di presenti ha posto molte domande, spesso critiche sull’uno o l’altro aspetto del Pontificato, ai relatori: e per Accattoli non è stata una passeggiata.

Il tema molto controverso della ricerca di un accordo tra Santa Sede e governo cinese è stato tra i più interessanti della serata. Accattoli in particolare ne ha parlato ampiamente, rilevando come la voce del cardinale Joseph Zen Ze-kiun – molto critica verso il compromesso che si sta delineando, ritenuto una vera e propria ‘resa’ – sia solo una voce tra altre: “La voce del cardinale Zen vale tanto quanto quella del cardinale John Tong Hong”, suo successore alla testa della diocesi di Hong Kong dal 2009 al 2017 e già emerito anch’esso. Il cardinale Tong, ha osservato Accattoli, si è espresso recentemente più volte assai favorevolmente verso il previsto accordo Cina-Santa Sede. Ha aggiunto il vaticanista storico del ‘Corriere della Sera’ che né il Segretario di Stato cardinale Parolin né l’arcivescovo Celli (esperto sinologo) né il cardinale Tong “sono persone irresponsabili”. Per Accattoli è dunque piuttosto “pretestuoso” che “ci mettiamo a dire al Papa quello che deve o non deve fare in materia”.

Da parte sua Giuseppe Rusconi ha ricordato che i critici verso l’evoluzione dei negoziati tra Cina e Santa Sede, oltre a comprendere un grande conoscitore del Paese e indomito combattente come il card. Zen (ingiustamente denigrato di recente da un comunicato della Sala Stampa vaticana), annoverano numerosi altri esperti di Cina come padre Bernardo Cervellera e tanti membri della Chiesa clandestina. Rusconi ha riconosciuto che il tema è complesso e dunque i negoziati molto delicati: ma certo, per soddisfare magari l’ardente desiderio di papa Bergoglio di andare a Pechino, sarebbe inaccettabile mortificare la fedeltà eroica e quotidiana di tanti cinesi alla Chiesa di Roma.

Non sono mancate dal pubblico domande in cui sono state riesumate ancora una volta le controverse dichiarazioni del ‘papa nero’ padre Arturo Sosa (come “A quel tempo (di Gesù) nessuno aveva un registratore per inciderne le parole”), nell’intervista rilasciataci più di un anno fa (vedi su www.rossoporpora.org “Gesuiti/Padre Sosa: Parole di Gesù? Da contestualizzare”, rubrica: Interviste a personalità). A tale proposito Accattoli ha ribadito che padre Sosa “non ha detto una cosa eretica, folle, l’ha detta soltanto in maniera colorita” ed egli “ci richiama a riflettere sull’interpretazione da dare alle parole di Gesù”.

Ancora Accattoli, rispondendo ad altre domande critiche, ha detto che la mentalità e le esperienze vissute dal Papa latino-americano “lo portano a un impegno diretto della Chiesa in quanto comunità: ciò favorisce “il gioco dei media di ingigantire” tale o tal altro aspetto del suo comportamento. Meglio sarebbe se ci fosse “un’attenzione maggiore” alla predicazione papale, in particolare alle omelie mattutine a Santa Marta.

Tra gli altri temi quello del Papa e dei migranti: a tale proposito Rusconi ha ricordato l’ingerenza papale nella politica italiana con l’appoggio esplicito,  dichiarato a proposte su temi complessi che non sono certo di pertinenza della Chiesa, come quello (sciagurato e per il momento affossato) dello ius soli. Si è parlato anche della confusione regnante nella Chiesa a proposito di fede e di dottrina sociale: vedi ad esempio il caso dei corsi sulla fedeltà matrimoniale previsti a Torino – e poi ‘sospesi’ dopo le tante e giustificate proteste-  per le coppie gay oppure i tappeti rossi stesi in chiesa per i comizi della ‘grande italiana’ Emma Bonino e di  Laura Boldrini.  Attenzione anche per il tema dell’ecumenismo e per quello della comunicazione papale: “ambigua”, venata dal “pressapochismo” per uno degli intervenuti.  

 

DECIMO CONFRONTO ACCATTOLI-RUSCONI: MERCOLEDI’ 21 MARZO 2018 A ROMA, PRESSO LA FONDAZIONE LUIGI EINAUDI

 

Il decimo confronto tra Luigi Accattoli e Giuseppe Rusconi su papa Francesco si svolgerà mercoledì 21 marzo a Roma con inizio alle ore 18.00, presso la Fondazione Luigi Einaudi, piazzale delle Medaglie d’Oro 44. La formula sarà diversa dal consueto: dieci domande su altrettanti aspetti del pontificato bergogliano poste dal moderatore Giuseppe Di Leo (Radio Radicale), ciascuna con tre minuti di risposta a testa. Prevedibile uno spazio per le domande del pubblico. Ingresso libero.