PADRE JOAO: GMG, UN PELLEGRINAGGIO CHE INCIDE SULLA VITA CRISTIANA – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 28 luglio 2016

 

Ampia intervista a padre Joāo Chagas, dal 2013 responsabile della Sezione Giovani presso il Pontificio Consiglio per i laici. La GMG non è una scampagnata allegrotta  ma un pellegrinaggio. Dal Brasile al una Polonia ancora molto legata a Giovanni Paolo II. Ottima la collaborazione del governo polacco. Papa Francesco, le Beatitudini, la Misericordia. La Croce della GMG nei Paesi dell’Est. 

 

E’ dal 2011 - in vista della GMG di Rio - che collabora con la Sezione Giovani (di cui è divenuto responsabile da quasi tre anni) presso il Pontificio Consiglio per i Laici. Viene dal Brasile (nato a Fortaleza) ed è stato ordinato sacerdote nel 2001. Già conosceva e praticava la spiritualità della Comunità cattolica Shalom, di cui ha guidato tra l’altro la partecipazione alle GMG da Roma in poi. Dal 2007 al 2011 è stato anche parroco di Sant’Anna (Pian Paradiso) nella diocesi di Civita Castellana (Viterbo). La comunicazione della nomina responsabile della Sezione Giovani gli è giunta il 22 ottobre 2013, memoria di san Giovanni Paolo II, alla cui intercessione padre Joāo si è affidato nella prima lettera ai responsabili giovanili cattolici nel mondo. Nel ‘suo’ quartiere generale a piazza San Calisto, spiccano le foto di tutte le Giornate fin qui  effettuate; nell’atrio anche la ‘valigia’ dipinta dai graffiti geografici che ha contenuto  per diversi anni l’icona mariana della GMG nei suoi spostamenti e il baule che per lo stesso motivo ha ospitato il piedestallo della Croce. Immediatamente prima di partire per Cracovia, padre Joāo ci ha concesso volentieri un’intervista… 

Padre Joāo, ha ancora un senso oggi, considerato l’enorme sviluppo della tecnologia nell’ambito della comunicazione, organizzare un grande raduno mondiale come la GMG? Per quali motivi? 

Le GMG nascono come un pellegrinaggio. Che cosa si fa in un pellegrinaggio? Ci si muove, non si resta seduti sulla sedia davanti al computer. Le GMG hanno un senso solo se sono un pellegrinaggio. E lo sono. Ovviamente, se un giovane, un gruppo di giovani non possono partecipare a una GMG per diversi motivi, anche economici, ci sono modi ‘tecnologici’ di renderli ugualmente partecipi. Certo la tecnologia può favorire la comunicazione a distanza, ma nulla può sostituire il contatto personale.

Anche i massmedia riferiscono delle GMG… 

Non possiamo generalizzare, ma purtroppo non raramente diversi massmedia tendono a enfatizzare notizie che fanno colpo e non sono di solito belle. Le centinaia di migliaia, a volte i milioni di giovani radunati nelle GMG sono - come osservava giustamente Benedetto XVI - una nuova evangelizzazione vissuta, dal vivo. Non solo virtuale. Papa Francesco dal canto suo parla molto della cultura dell’incontro: per promuoverla, occorre incontrarsi. E, come piace evidenziare con una bella immagine al cardinale Stanislaw Rylko – presidente del Pontificio Consiglio per i laici – la GMG è l’epifania, la manifestazione pubblica di una Chiesa che non invecchia.

 

GMG AFFOLLATISSIME, MA CHIESE UN PO’ MENO…

 

C’è chi dice che tali raduni mondiali rischiano di ridursi a incontri sociali bellissimi, a scampagnate tra l’allegrotto e l’avventuroso ma senza un seguito significativo nella vita quotidiana… 

La scelta di un raduno di massa fatta da Giovanni Paolo II all’inizio, negli Anni Ottanta, non suscitò grande entusiasmo, poiché sembrava che i giovani non sapessero rispondere, sempre più lontani dalla Chiesa come erano ritenuti. Invece, già al primo raduno nel 1984 (ancora non si chiamava GMG) erano già in trecentomila, risposta sorprendente. Che si è sempre confermata, anzi ampliata, nelle GMG che si sono succedute in questi anni.

Giovanni Paolo II non amava molto il termine ‘massa’… 

Infatti preferiva parlare di “popolo giovane di Dio”, che si raduna non come una massa anonima, ma come un popolo con un’identità ben precisa. Un raduno insomma “non massificante”, nota sempre il cardinale Rylko, perché ogni giovane – con la sua propria esperienza di vita -è interpellato personalmente sulle grandi domande esistenziali.  

Però si osserva che, nonostante le GMG affollatissime, almeno in Europa giovani che vanno in chiesa se ne trovano in genere sempre di meno… 

Qui mi sembra interessante citare l’esempio del mio Paese, il Brasile. Negli Anni Settanta-Ottanta la Chiesa cattolica perdeva ogni anno quasi l’uno per cento di fedeli che si dichiaravano cattolici. Però nel contempo si constatava che, se diminuiva il numero dei cattolici ‘per tradizione’, si accresceva quello dei cattolici ‘per convinzione’. Per quanto riguarda l’Europa, sono stato in diversi Paesi come l’Olanda, il Belgio…

Paesi ormai post-cristiani, caratterizzati ad esempio dalla vergogna del dilagare dell’eutanasia… 

Sono considerati post-cristiani, però anche lì ho constatato che c’è una minoranza creativa di giovani cattolici … sono molti di meno di alcuni decenni fa, certo sono pochi ma molto entusiasti di essere cattolici e credo che stiano cercando di far rinascere dalle ceneri la Chiesa in quei Paesi. Un’altra notizia è che in Inghilterra, in base a recenti ricerche salesiane, si registra una crescita della partecipazione di giovani cattolici alla vita della Chiesa. Insomma non direi che l’allontanamento dei giovani dal cattolicesimo sia un fatto così scontato… 

 

MA IN AUSTRALIA...

 

Torniamo in modo particolare al Brasile. Ci dica se c’è già qualche riscontro delle conseguenze che ha avuto per il Brasile e per i suoi giovani la GMG di Rio de Janeiro. Si è già potuta notare una differenza positiva tra il ‘prima’ e il ‘dopo’ GMG? 

Per il momento non sono ancora a disposizione dati precisi… forse si deve attendere ancora qualche anno. In Australia qualche tempo fa è stata un’indagine molto complessa – presentata dal vescovo Anthony Fisher - sull’incidenza della GMG (in particolare di quella di Sydney del 2008) sulla vita dei  giovani australiani. E’ emerso ad esempio che in media più del 70% degli intervistati riteneva la GMG una delle esperienze più intense della propria vita, esperienza pervasa di grande spiritualità. Tra i minori di 18 anni più della metà diceva di aver accresciuto il proprio impegno in parrocchia, il 70% di apprezzare la preghiera, oltre il 40% esprimeva la voglia di andare a messa e quasi il 30% di confessarsi. Sono dati per niente scontati in una mondo secolarizzato. In ogni caso anche per il Brasile si può comunque già notare che è di molto aumentato rispetto al solito il numero di giovani che si sono iscritti alla GMG di Cracovia: dopo gli Stati Uniti è diventato il Paese non europeo con il maggior numero di partecipanti. Circa 20mila gli statunitensi; ma più di 13mila i brasiliani nonostante la grave crisi economica…

Di tutti i ceti sociali? 

Di tutti. Tanti hanno chiesto aiuto, tanti si sono mobilitati anche invidualmente. Conosco un giovane che, facendo tutto da sé attraverso internet, è già riuscito a trovare il biglietto di andata, a dare il suo contributo per il ‘pacchetto’ della GMG… ancora non è riuscito a trovare il biglietto di ritorno… ma ce la farà! E’ simile questa all’esperienza di un pellegrino come nel Medioevo, quando sapeva di arrivare, ma non sempre aveva le risorse per tornare. Voglio anche ricordare che il primo volontario della GMG di Cracovia è stato un brasiliano, il primo in assoluto e il primo di tanti suoi connazionali.

 

GIOVANNI PAOLO II ANCORA MOLTO AMATO

 

La GMG di Cracovia è anche inevitabilmente un omaggio a colui che diede il via più di trent’anni fa alle GMG, papa Giovanni Paolo II. Secondo Lei quanto la sua figura è ancora popolare tra i giovani e quanto incide sulla loro vita? 

In questi quasi tre anni di preparazione alla GMG 2016, sono andato in Polonia ogni due mesi. Ad esempio ero a Cracovia il 22 ottobre, festa liturgica da san Giovanni Paolo II (che presiedette la messa di inizio Pontificato quel giorno del 1978). Bellissimo vedere quante persone con le candele si soffermavano a pregare davanti alla finestra del palazzo arcivescovile, da cui era solito affacciarsi per parlare con i giovani. Anche papa Francesco si affaccerà per tre sere a quella finestra. Non solo: il santuario di san Giovanni Paolo II, poco al di fuori di Cracovia, e i luoghi in cui ha vissuto sono sempre frequentatissimi da pellegrini e turisti. Pensi che a novembre erano già esauriti i biglietti per visitare il museo di Giovanni Paolo II a Wadowice durante i giorni della GMG (e si sono dovuti rivedere i programmi).

Oggi c’è però anche una generazione che non ha conosciuto Giovanni Paolo II (o l’ha conosciuto poco, essendo in tenera età quando è morto undici anni fa)… 

Questa di Cracovia sarà la felice occasione per tanti giovani di fare la conoscenza di un santo, iniziatore delle GMG.

 

IL PAPA, LE BEATITUDINI, LA MISERICORDIA

 

Sorprese durante la fase di preparazione della GMG?

La prima grande sorpresa è derivata dal seguito avuto da un richiamo del Papa alle Beatitudini come programma di vita, parlando a Rio ai giovani argentini. In autunno il Papa ha ‘lanciato’ il cammino triennale di preparazione alla GMG di Cracovia fondandolo su tre Beatitudini: per il 2014 “Beati i poveri in spirito”, per il 2015 “Beati i puri di cuore”, per il 2016 “Beati i misericordiosi”. Non si parlava ancora di un Giubileo della Misericordia, annunciato solo un anno e mezzo dopo, con nostra grande sorpresa. Un Giubileo che coincideva con il tema della GMG, che si sarebbe svolta a Cracovia, centro in un certo senso mondiale della devozione alla Divina Misericordia.

 

GOVERNO POLACCO: COLLABORAZIONE OTTIMA

 

Come si è rivelata la collaborazione con il Governo polacco?

La collaborazione con il Governo polacco è stata ottima. Anche sul delicato tema dei visti. Si è cercato di favorire la più ampia partecipazione da parte dei giovani provenienti da Paesi per i quali si richiedeva il visto, pur ponendo grande attenzione come comprensibile alle questioni di sicurezza riguardante soprattutto i Paesi ‘a rischio’. Siamo fiduciosi che il Governo polacco stia facendo tutto il possibile per garantire la sicurezza.

 

LA CROCE DELLA GMG NEI PAESI DELL’EST

 

La fase di preparazione è stata caratterizzata come sempre dal pellegrinaggio della ‘Croce della GMG’ in tutta la Polonia…

Si deve anche dire che è stato come sempre importante e fecondo il pellegrinaggio della Croce, che ha percorso tutto il Paese, preparando spiritualmente la GMG di Cracovia. Non solo: la Croce ha ‘visitato’ diversi altri Paesi dell’Est europeo. Come l’Ucraina, dove la Croce è stata consegnata ai giovani ucraini dai giovani russi: un gesto molto significativo. La Croce ha toccato anche Bielorussia, Lituania, Moldavia, Romania, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca.

Quanti giovani verranno a Cracovia da questi Paesi? 

Hanno fin qui annunciato la loro partecipazione 7mila ucraini (tra le prime dieci nazioni per partecipazione), 5mila da Bielorussia, Slovacchia, Repubblica Ceca, più di 3mila dall’Ungheria, 2500 dalla Lituania, 1700 dalla Federazione Russa… non sappiamo se poi come suggerisce l’esperienza ne verranno di più, ma sono già cifre significative.

Quanti sono al momento i giovani che si sono registrati ufficialmente? 

Circa 350mila. Nelle prime posizioni naturalmente Polonia, poi Italia, Francia, Spagna, Stati Uniti, Brasile, Ucraina, Portogallo. Quelli invece che hanno annunciato la presenza sono quasi  900mila. Fondandoci sulle esperienze precedenti, presumiamo che nella realtà i presenti saranno ancora di più. A Rio de Janeiro i registrati erano 400mila e i partecipanti all’ultima messa tre milioni. Forse ancora più significativo il fatto che a fine giugno i Paesi registrati erano 183: pensi che i Paesi che hanno relazioni con la Santa Sede sono 180 e quelli che fanno parte dell’ONU 193. LA GMG è veramente un’esperienza unica dell’universalità della Chiesa! Dai Paesi ‘a rischio’ vengono anche gruppi di rifugiati, conosciuti per nome e cognome dal loro vescovo, ciò che ha favorito la necessaria concessione del visto.

 

IL PAPA IN POLONIA: NON SOLO GMG

 

Quali sono i momenti fondamentali previsti nella GMG? 

Una tradizione consolidata prevede la messa d’apertura il martedì sera, presieduta dal cardinale Dziwisz, già segretario di san Giovanni Paolo II e arcivescovo di Cracovia. Giovedì sera ci sarà la cerimonia di benvenuto al Papa (che arriverà in tram), venerdì sera la Via Crucis, sabato sera la veglia al Campus Misericordiae, domenica mattina la messa finale, nel pomeriggio l’incontro con gli organizzatori e i volontari. L’intensissimo viaggio apostolico di papa Francesco comprende poi diversi altri momenti, i più importanti dei quali saranno certo gli incontri con le autorità e i vescovi nel ‘cuore polacco’ della collina del Wawel, la grande messa di giovedì mattina al monastero di Jasna Góra a Czestochowa per il 1050.mo anniversario del battesimo della Polonia, la visita ad Auschwitz e Birkenau del venerdì mattina (per la quale papa Francesco ha chiesto “silenzio e preghiera”), la visita all’ospedale pediatrico universitario di Prokocim il venerdì pomeriggio, la visita al santuario della Divina Misericordia e a quello di san Giovanni Paolo II il sabato mattina.

Questa è la prima GMG di papa Francesco nel cuore dell’Europa. Sarà secondo Lei un cuore entusiasta nel Paese di Giovanni Paolo II e di un cattolicesimo fortemente identitario, invero assai diverso da quello incarnato dal pontefice argentino? 

Da Roma in poi ho partecipato a tutte le GMG. Non c’è bisogno di consultare una sfera di cristallo per prevedere che anche a Cracovia non mancherà l’elemento fondamentale di una GMG: l’entusiasmo. Sarò la prima volta che Jorge Mario Bergoglio metterà piede in Polonia; per lui ciò costituirà di sicuro la scoperta bellissima di un popolo dalla fede ancora viva. Di recente sono stato nella basilica di Santa Maria nella Piazza del Mercato a Cracovia: era un giorno feriale e c’erano dei bambini vestiti da Prima Comunione. Abbiamo poi scoperto che i bambini avevano fatto la Prima Comunione la domenica precedente e per tradizione consolidata frequentavano per la settimana successiva quotidianamente la messa, sempre facendo la Comunione. Qualcosa del genere non si trova nemmeno in Brasile, dove pure la fede è molto viva!

Un appello finale? 

C’è sempre spazio per gli operai che vogliono venire alla vigna all’ultimo minuto. Chi avrà occasione di leggere questa intervista sia su www.rossoporpora.org che sul ‘Giornale del Popolo’ e sentirà la voglia di raggiungere Cracovia, lo faccia: è prevista anche un’accettazione al volo. Sono sicuro che, sotto la guida di san Giovanni Paolo II e santa Faustina Kowalska, santi patroni della GMG di Cracovia, ne usciremo tutti con la fede rafforzata, dicendo ad alta voce: Gesù, io confido in te.

P.S. L’intervista appare integralmente su www.rossoporpora.org e, in forma leggermente ridotta, nella pagina di ‘Catholica’ del ‘Giornale del Popolo’ (quotidiano cattolico della Svizzera italiana) di giovedì 28 luglio 2016. Per la riproduzione di ogni sua parte si richiede la citazione della fonte e dell’autore. Per la riproduzione dell’intera intervista o di parti consistenti di essa si prega in ogni caso di chiedere l’autorizzazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .