I PRIMI DUE GIORNI DI CONGREGAZIONE GENERALE: ADELANTE CON JUICIO – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org

Il giuramento di segretezza, un messaggio piuttosto freddo a Benedetto XVI, 33 interventi, una meditazione (quella di padre Cantalamessa): in sintesi ecco le due prime giornate di Congregazioni generali pre-conclave.

 

Se lunedì mattina i cardinali elettori presenti erano 103, martedì sono saliti a 110. Si resta in attesa del cardinale tedesco Lehmann, del polacco Nycz, del cinese Tonh Hon, del vietnamita Pham Minh Man e dell’egiziano Naguib (colpito qualche tempo fa da un’ischemia cerebrale). Il totale dei cardinali presenti (compresi dunque i non elettori) è variato tra 142 e 148. Quel che sembra di poter dedurre dallo svolgimento delle prime tre Congregazioni generali è la volontà del Collegio di non affrettare i tempi della decisione sulla data del Conclave. In ogni caso il Collegio non vuole farsi imporre i ritmi della propria attività e delle decisioni connesse dal ‘mondo’, rappresentato dal gran bailamme massmediatico che stringe d’assedio i porporati. Lo conferma anche la limitazione alla sola mattinata delle Congregazioni generali di martedì e mercoledì.

Normale che ci siano stati interventi, in particolare nella prima mattinata, richiedenti una decisione rapida sulla data d’inizio del conclave. Il Collegio nel suo insieme però ha scelto una via più saggia, dato che sono molti i cardinali provenienti da tante parti del mondo che vorrebbero in ogni caso prima capire come stanno le cose in Vaticano, grazie a relazioni ad hoc e ai contatti personali con i confratelli. La gattina frettolosa fa i micini ciechi: un proverbio la cui concretizzazione non gioverebbe certo alla Chiesa, già sotto attacco continuo per colpe di suoi figli e per effetto di una strategia finanziario-libertaria che vorrebbe eliminarla dalla scena pubblica in vari Paesi.

Hanno suscitato interrogativi e perplessità i contenuti del messaggio, approvato dal Collegio per essere inviato a Benedetto XVI. Questo il testo: “I Padri cardinali riuniti in Vaticano per le loro Congregazioni generali in vista del prossimo Conclave Le inviano in coro un devoto saluto con l’espressione della loro rinnovata gratitudine per tutto il suo luminoso ministrero petrino e per l’esempio dato loro di una generosa sollecitudine pastorale per il bene della Chiesa e del mondo. La loro gratitudine vuole rappresentare la riconoscenza di tutta la Chiesa per il Suo instancabile lavoro nella vigna del Signore. I Membri del Collegio Cardinalizio confidano infine nelle sue preghiere per loro, come per tutta la Santa Chiesa.”. A prima vista non sembra uno scritto da cui sprigioni un grande calore. Se le smancerie danno fastidio, nondimeno forse nel testo ci sarebbe voluto un po’ di umano affetto in più.