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    PAPA/CD - PAPA/FAZIO - FERNANDEZ, DANNO PERMANENTE PER LA CHIESA

    PAPA/CD – PAPA/FAZIO - FERNANDEZ, DANNO PERMANENTE PER LA CHIESA – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 15 gennaio 2024

    Il discorso dell’8 gennaio 2024 di papa Francesco al Corpo diplomatico. L’intervista a Fabio Fazio di domenica sera 14 gennaio 2024. La penosa e intollerabile vicenda del cardinale Victor Manuel Fernandez, oggi custode della dottrina della fede.

     

    Anche in questi giorni d’inizio anno non mancano notizie e temi suscettibili di commento approfondito e puntuto. Pensiamo alle gloriose imprese del sedicente facciatosta liberale Donald Tusk, che (ad esempio intervenendo brutalmente sulla televisione pubblica, ma non solo) ha imboccato de facto la via del ritorno al totalitarismo, stavolta non più comunista ma laicista e anticristiano. Appoggiato naturalmente da cinici poteri imperanti a Bruxelles. Dalla laicista Francia del noto facciatosta presidente Macron giunge poi notizia che il neo-premier ha voluto come ministro degli esteri un suo ex-convivente. Ne prenda buona nota il Dicastero vaticano per la dottrina della fede nel caso reputasse di dover creare un’eventuale nuova categoria di benedizioni per coppie irregolari.

    Intanto (oltre alla scandalosa guerra in Ucraina e a tante altre in varie parti del mondo) prosegue il doloroso e sanguinoso conflitto in Terrasanta - originato dal rifiuto arabo di riconoscere nel 1948 il diritto all’esistenza di Israele - riacutizzatosi da ultimo con l’orrendo attacco terroristico del 7 ottobre 2023 di Hamas (organizzazione che mira all’annientamento di Israele e che all’art. 8 del suo statuto dichiara di avere “Dio come scopo, il Profeta come capo, il Corano come costituzione, il jihad come metodo, e la morte per la gloria di Dio come più caro desiderio”). La carneficina con sequestro di oltre duecento ostaggi ha provocato una durissima reazione israeliana con migliaia di vittime tra la popolazione civile di Gaza. In conto anche la quotidianità sempre più precaria  dei palestinesi di Cisgiordania, vittime del cieco espansionismo dei coloni, de facto assecondati dagli interventi preventivo-repressivi di Tsahal.

    L’8 gennaio 2024, nel tradizionale, annuale discorso Corpo diplomatico, papa Francesco ha toccato ampiamente, come previsto, quest’ultimo argomento, insieme con diversi altri (come ad esempio la questione dell’utero in affitto, delle teorie gender, dell’Intelligenza artificiale). Del discorso riproponiamo alcuni passi.

    DA PIO XII AL CONFLITTO IN TERRASANTA ALLA PRECARIETA’ LIBANESE

    . Alla vigilia di Natale del 1944, Pio XII pronunciò un celebre Radiomessaggio ai popoli del mondo intero. La seconda guerra mondiale stava avvicinandosi alla conclusione dopo oltre cinque anni di conflitto e l’umanità – disse il Pontefice – avvertiva «una volontà sempre più chiara e ferma: fare di questa guerra mondiale, di questo universale sconvolgimento, il punto da cui prenda le mosse un’era novella per il rinnovamento profondo. Ottant’anni dopo, la spinta a quel “rinnovamento profondo” sembra essersi esaurita e il mondo è attraversato da un crescente numero di conflitti che lentamente trasformano quella che ho più volte definito “terza guerra mondiale a pezzi” in un vero e proprio conflitto globale.

    . Non posso in questa sede non ribadire la mia preoccupazione per quanto sta avvenendo in Palestina e Israele. Tutti siamo rimasti scioccati dall’attacco terroristico del 7 ottobre scorso contro la popolazione in Israele, dove sono stati feriti, torturati e uccisi in maniera atroce tanti innocenti e molti sono stati presi in ostaggio. Ripeto la mia condanna per tale azione e per ogni forma di terrorismo ed estremismo: in questo modo non si risolvono le questioni tra i popoli, anzi esse diventano più difficili, causando sofferenza per tutti. Infatti, ciò ha provocato una forte risposta militare israeliana a Gaza che ha portato la morte di decine di migliaia di palestinesi, in maggioranza civili, tra cui tanti bambini, ragazzi e giovani, e ha causato una situazione umanitaria gravissima con sofferenze inimmaginabili.

    . Ribadisco il mio appello a tutte le parti coinvolte per un cessate-il-fuoco su tutti i fronti, incluso il Libano, e per l’immediata liberazione di tutti gli ostaggi a Gaza. Chiedo che la popolazione palestinese riceva gli aiuti umanitari e che gli ospedali, le scuole e i luoghi di culto abbiano tutta la protezione necessaria.

    . Auspico che la Comunità internazionale percorra con determinazione la soluzione di due Stati, uno israeliano e uno palestinese, come pure di uno statuto speciale internazionalmente garantito per la Città di Gerusalemme, affinché israeliani e palestinesi possano finalmente vivere in pace e sicurezza.

    . Il conflitto in corso a Gaza destabilizza ulteriormente una regione fragile e carica di tensioni. In particolare, non si può dimenticare il popolo siriano, che vive nell’instabilità economica e politica, aggravata dal terremoto del febbraio scorso. La Comunità internazionale incoraggi le Parti coinvolte a intraprendere un dialogo costruttivo e serio e a cercare soluzioni nuove, perché il popolo siriano non abbia più a soffrire a causa delle sanzioni internazionali. Inoltre, esprimo la mia sofferenza per i milioni di rifugiati siriani che ancora si trovano nei Paesi vicini, come la Giordania e il Libano.

    . A quest’ultimo rivolgo un particolare pensiero, esprimendo preoccupazione per la situazione sociale ed economica in cui versa il caro popolo libanese, e auspico che lo stallo istituzionale che lo sta mettendo ancora più in ginocchio venga risolto e che il Paese dei Cedri abbia presto un Presidente. (…)

    UCRAINA E ARMENIA/AZERBAJAN

    . Purtroppo, dopo quasi due anni di guerra su larga scala della Federazione Russa contro l’Ucraina, la tanto desiderata pace non è ancora riuscita a trovare posto nelle menti e nei cuori, nonostante le numerosissime vittime e l’enorme distruzione. Non si può lasciare protrarre un conflitto che va incancrenendosi sempre di più, a detrimento di milioni di persone, ma occorre che si ponga fine alla tragedia in atto attraverso il negoziato, nel rispetto del diritto internazionale.

    . Esprimo preoccupazione anche per la tesa situazione nel Caucaso Meridionale tra l’Armenia e l’Azerbaigian, esortando le parti ad arrivare alla firma di un Trattato di pace. È urgente trovare una soluzione alla drammatica situazione umanitaria degli abitanti di quella regione, favorire il ritorno degli sfollati alle proprie case in legalità e sicurezza e rispettare i luoghi di culto delle diverse confessioni religiose ivi presenti. Tali passi potranno contribuire alla creazione di un clima di fiducia tra i due Paesi in vista della tanto desiderata pace.

    I COSIDDETTI ‘DANNI COLLATERALI’

    . D’altra parte, le guerre moderne non si svolgono più solo su campi di battaglia delimitati, né riguardano solamente i soldati. In un contesto in cui sembra non essere osservato più il discernimento tra obiettivi militari e civili, non c’è conflitto che non finisca in qualche modo per colpire indiscriminatamente la popolazione civile. Gli avvenimenti in Ucraina e a Gaza ne sono la prova evidente. Non dobbiamo dimenticare che le violazioni gravi del diritto internazionale umanitario sono crimini di guerra, e che non è sufficiente rilevarli, ma è necessario prevenirli. Occorre dunque un maggiore impegno della Comunità internazionale per la salvaguardia e l’implementazione del diritto umanitario, che sembra essere l’unica via per la tutela della dignità umana in situazioni di scontro bellico.

    Forse non ci rendiamo conto che le vittime civili non sono “danni collaterali”. Sono uomini e donne con nomi e cognomi che perdono la vita. Sono bambini che rimangono orfani e privati del futuro. Sono persone che soffrono la fame, la sete e il freddo o che rimangono mutilate a causa della potenza degli ordigni moderni. Se riuscissimo a guardare ciascuno di loro negli occhi, a chiamarli per nome e ad evocarne la storia personale, guarderemmo alla guerra per quello che è: nient’altro che un’immane tragedia e “un’inutile strage”, che colpisce la dignità di ogni persona su questa terra.

    ARMI, ARMI E ANCORA ARMI

    . D’altra parte, le guerre possono proseguire grazie all’enorme disponibilità di armi. Occorre perseguire una politica di disarmo, poiché è illusorio pensare che gli armamenti abbiano un valore deterrente. Piuttosto è vero il contrario: la disponibilità di armi ne incentiva l’uso e ne incrementa la produzione. Le armi creano sfiducia e distolgono risorse. Quante vite si potrebbero salvare con le risorse oggi destinate agli armamenti? Non sarebbe meglio investirle in favore di una vera sicurezza globale? Le sfide del nostro tempo travalicano i confini, come dimostrano le varie crisi – alimentare, ambientale, economica e sanitaria – che stanno caratterizzando l’inizio del secolo. In questa sede, reitero la proposta di costituire un Fondo mondiale per eliminare finalmente la fame e promuovere uno sviluppo sostenibile dell’intero pianeta. (NdR: quasi impossibile farsi ascoltare da governi legati alla lobby degli armamenti, a volte con ministri ‘cresciuti’ dentro la lobby e anche presidenti di associazioni di settore)

    L’UTERO IN AFFITTO VA VIETATO A LIVELLO UNIVERSALE

    . La via della pace esige il rispetto della vita, di ogni vita umana, a partire da quella del nascituro nel grembo della madre, che non può essere soppressa, né diventare oggetto di mercimonio. Al riguardo, ritengo deprecabile la pratica della cosiddetta maternità surrogata, che lede gravemente la dignità della donna e del figlio. Essa è fondata sullo sfruttamento di una situazione di necessità materiale della madre. Un bambino è sempre un dono e mai l’oggetto di un contratto. Auspico, pertanto, un impegno della Comunità internazionale per proibire a livello universale tale pratica. In ogni momento della sua esistenza, la vita umana dev’essere preservata e tutelata, mentre constato con rammarico, specialmente in Occidente, il persistente diffondersi di una cultura della morte, che, in nome di una finta pietà, scarta bambini, anziani e malati. (NdR: qui invece il Papa combatte la stessa battaglia del Governo Meloni)

    PERICOLOSISSIMA LA TEORIA DEL GENDER

    . La via della pace esige il rispetto dei diritti umani, secondo quella semplice ma chiara formulazione contenuta nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, di cui abbiamo da poco celebrato il 75° anniversario. Si tratta di principi razionalmente evidenti e comunemente accettati. Purtroppo, i tentativi compiuti negli ultimi decenni di introdurre nuovi diritti, non pienamente consistenti rispetto a quelli originalmente definiti e non sempre accettabili, hanno dato adito a colonizzazioni ideologiche, tra le quali ha un ruolo centrale la teoria del gender, che è pericolosissima perché cancella le differenze nella pretesa di rendere tutti uguali. Tali colonizzazioni ideologiche provocano ferite e divisioni tra gli Stati, anziché favorire l’edificazione della pace. (NdR: giudizio non nuovo, ma è sempre bene ribadirlo…. Vedi https://www.rossoporpora.org/rubriche/papa-francesco/1144-summa-di-papa-francesco-sull-ideologia-gender-con-premessa.html . Da notare anche il tweet di sabato 13 gennaio 2024: “La pace esige il rispetto della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. I tentativi di introdurre nuovi diritti, non sempre accettabili, producono colonizzazioni ideologiche che provocano divisioni anziché favorire la pace, come nel caso della teoria del gender”.)

    ANTISEMITISMO E PERSECUZIONE DEI CRISTIANI

    . Preoccupa particolarmente l’aumento degli atti di antisemitismo verificatisi negli ultimi mesi; e ancora una volta sono a ribadire che questa piaga va sradicata dalla società, soprattutto con l’educazione alla fraternità e all’accoglienza dell’altro.

    . Parimenti preoccupa la crescita della persecuzione e della discriminazione nei confronti dei cristiani, soprattutto negli ultimi dieci anni. Essa riguarda non di rado, seppure in modo incruento ma socialmente rilevante, quei fenomeni di lenta marginalizzazione ed esclusione dalla vita politica e sociale e dall’esercizio di certe professioni che avvengono anche in terre tradizionalmente cristiane. Nel complesso sono oltre 360 milioni i cristiani nel mondo che sperimentano un livello alto di persecuzione e discriminazione a causa della propria fede, e sono sempre di più quelli costretti a fuggire dalle proprie terre d’origine.

    INTELLIGENZA ARTIFICIALE

    . È indispensabile che lo sviluppo tecnologico avvenga in modo etico e responsabile, preservando la centralità della persona umana, il cui apporto non può né potrà mai essere rimpiazzato da un algoritmo o da una macchina. “La dignità intrinseca di ogni persona e la fraternità che ci lega come membri dell’unica famiglia umana devono stare alla base dello sviluppo di nuove tecnologie e servire come criteri indiscutibili per valutarle prima del loro impiego, in modo che il progresso digitale possa avvenire nel rispetto della giustizia e contribuire alla causa della pace”  (dal Messaggio per la LVII Giornata Mondiale della Pace, 8 dicembre 2023)

    . Occorre dunque una riflessione attenta ad ogni livello, nazionale e internazionale, politico e sociale, perché lo sviluppo dell’intelligenza artificiale si mantenga al servizio dell’uomo, favorendo e non ostacolando, specialmente nei giovani, le relazioni interpersonali, un sano spirito di fraternità e un pensiero critico capace di discernimento.

    IL PAPA INTERVISTATO DA FABIO FAZIO

    Era già successo il 6 febbraio 2022 per la stessa trasmissione, con lo stesso conduttore, allora su Rai 3. Ieri sera, domenica 14 gennaio 2024, si è avuta la replica, sempre con Fabio Fazio, in prima serata, all’interno di ‘Che tempo che fa’. Non c’era da aspettarsi nessuna sorpresa, dato il luogo e il chierichetto, che ha portato in studio come battistrada tre noti turiferari del Pensiero Unico Mediatico (Pum): Massimo Giannini (Repubblica), Annalisa Cuzzocrea (La Stampa) e Nello Scavo (Avvenire, a rappresentare l’arroganza dei Casarini-boys). Una trentina le domande poste da Fazio al Papa….se ci fosse una terza volta gli consiglieremmo però di vestirsi direttamente da chierichetto, di genuflettersi e di far precedere ogni domanda da uno scotimento di turibolo.

    Nell’intervista ha avuto larga parte il tema drammatico della guerra, associato allo scandalo dei mercanti di armi, ai morti, alle distruzioni e anche – con evidenza – alla necessità del perdono. Il Papa ha poi ribadito di non pensare alla prospettiva delle dimissioni (ed era scontato) e anzi ha annunciato, dopo il viaggio in Polinesia di agosto, un possibile e (dice lui) sperato viaggio in Argentina, in quella patria che in oltre dieci anni di pontificato non è più voluto tornare.

    Per il resto attenzione a bambini (“Non togliamo loro il futuro”) e nonni (alla loro “saggezza”), l’inferno immaginato come auspicabilmente “vuoto”, una correzione personale dell’Atto di dolore che si recita durante la Confessione (non più “perché peccando ho meritato i tuoi castighi”, ma “perché peccando ho rattristato il tuo cuore”), la riforma “più urgente” che è quella dei cuori, il tema dei migranti (risposta come al solito assai approssimativa), l’imparare ad amare come  senso della vita, il castigare amorevolmente (quando i genitori hanno “più male alle mani che il bambino nel sedere”),

    Poi una domanda sulla solitudine nelle decisioni, con riferimento alla Nota del 18 dicembre sulle benedizioni anche a coppie dello stesso sesso. Qui Jorge Mario Bergoglio ha risposto affermativamente, per i casi in cui le decisioni non sono accettate (si vede che non era al corrente dell’indignata campagna in sua solidarietà lanciata dai curvaioli ‘progressisti’ ultras del sito spagnolo Religion digital ) Aggiungendo che il più delle volte “non si accettano perché non si conoscono” (interpretazione audace del dissenso così da sminuirne consistenza e  serietà, un vecchio trucco già utilizzato più volte). Nella risposta il Papa ha parlato di benedizioni per tutte le persone, mai utilizzando la parola ‘coppia’.

    Le domande del chierichetto turiferario sono state una trentina… ma nessuna su vita, aborto, eutanasia, utero in affitto, teorie del gender… eppure sono temi che tornano assai spesso nelle parole papali. Solo negli ultimi giorni le teorie del gender sono state definite “pericolosissime” in un paio di occasioni. Ma ci si poteva attendere realisticamente che il chierichetto turiferario ponesse al Papa domande politicamente scorrette di quel tipo? E magari anche una sull’indecenza del custode rossoporpora della dottrina della fede? O su Rupnik, Zanchetta e altri?

    A PROPOSITO DI VICTOR MANUEL FERNANDEZ

    Il sessantunenne Victor Manuel Fernandez, che in vita ha prodotto fin qui tonnellate di carta di argomento teologico, dal primo luglio 2023 è prefetto del Dicastero per la dottrina della fede (tra i suoi predecessori Joseph Ratzinger), presidente della Pontificia commissione biblica, presidente della Commissione teologica internazionale. Dal 30 settembre 2023 è anche cardinale e dunque elettore in conclave del nuovo Papa, quando sarà.

    Da quando è prefetto ne ha già combinate di tutti i colori. Prendiamo ad esempio le ultime prodezze, che sintetizziamo, perché ben note a chi pone almeno qualche attenzione alla quotidianità vaticana. A seguito delle sollecitazioni del Sinodo tedesco e di altri settori ‘progressisti’ esce il 18 dicembre 2023 dal Dicastero (firmata anche dal segretario don Armando Matteo e approvata dal Papa) la “Dichiarazione Fiducia supplicans”, nella quale, dopo aver ricordato ad abundatiam (solita tattica del fumo negli occhi) la dottrina cattolica in materia di matrimonio, si illustra la nuova categoria delle ‘benedizioni’ spontanee o pastorali, che non sono sacramentali, ma permetterebbero di benedire coppie irregolari (leggi in particolare omosessuali). Una strada da seguire, .in relazione alla quale ( si annuncia) “non si debbono dunque aspettare altre risposte su eventuali modalità per normare dettagli o aspetti pratici riguardo a benedizioni di questo tipo”.

    Esulta la curva ‘progressista’ tedesca, svizzera, belga… ma le reazioni negative sono tante, da varie parti del mondo (quasi tutta l’Africa, le conferenze episcopali di Polonia e Ungheria, l’arcivescovo Shevchuk e altri, anche nelle Americhe). Perciò – contrariamente a quanto scritto il 18 dicembre -  ecco il 4 gennaio 2024 un “Comunicato stampa circa la ricezione di Fiducia supplicans “ a firma del cardinale Fernandez e di don Armando Matteo. Del comunicato evidenziamo tre passi. Il primo: “Il testo del Dicastero ha adottato l’alto profilo di una ‘Dichiarazione’, che rappresenta molto di più di un responsum o di una lettera”. Che spavento l’implicita minaccia! Il secondo: La prudenza e l’attenzione al contesto ecclesiale e alla cultura locale potrebbero ammettere diverse modalità di applicazione, ma non una negazione totale o definitiva di questo cammino che viene proposto ai sacerdoti”. Insomma: La benedizione s’ha da fare. Terzo: “Si tratta di 10 o 15 secondi”. Neanche il tempo di dire “Amen”. Come saranno stati contenti nell’apprenderlo i potenziali destinatari, in tonaca o no! In ogni caso tuttavia che siano 10 secondi o dieci minuti sempre benedizione sarebbe, con un riconoscimento di legittimità dal punto di vista della coppia.

    Non è finita, però. Perché, in data 11 gennaio 2024 viene pubblicizzato il messaggio del Simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar, a firma del presidente cardinale Fridolin Ambongo  dal titolo: “Niente benedizioni per coppie omosessuali nelle chiese d’Africa”. Si legge tra l’altro nel messaggio: “Nella famiglia della Chiesa di Dio in Africa la ‘Dichiarazione’ (NdR: del 18 dicembre 2023) ha generato un’onda d’urto, ha seminato confusione e inquietudine nell’animo di tanti fedeli laici, consacrati e anche pastori e ha suscitato forti reazioni”. Perciò niente benedizioni, considerati anche “la potenziale confusione e scandalo nella comunità dei fedeli”, dato che “le unioni di persone dello stesso sesso sono contrarie alla volontà di Dio e dunque non possono ricevere la benedizione della Chiesa”. Appare a questo punto perlomeno curioso che il messaggio, come scrive il porporato congolese, abbia “ricevuto il consenso di Sua Santità papa Francesco e di Sua Eminenza il cardinale Victor Manuel Fernandez”. Il principio di non contraddizione non è mai stato il punto forte del pontificato bergogliano e dei compagni di cerchia.  

    Lo stesso prefetto viene poi intervistato, sempre l’11 gennaio 2024, da un giornalone turiferario del Pum, La Stampa. Rispondendo a Domenico Agasso, il custode della dottrina della fede parla del comunicato del 4 gennaio 2024 giustificandolo in modo come minimo singolare: “Quel comunicato sembra una catechesi per adolescenti, lo capisco, ma siccome alcuni scrivevano che non capivano concretamente come devono avvenire queste benedizioni ‘pastorali’, abbiamo pensato che occorresse fornire un esempio particolarmente chiaro, per non lasciare dubbi. E una delle caratteristiche della semplicità non rituale di queste benedizioni è la durata. Sapevo che ci avrebbero preso in giro per questo dettaglio dei 15 secondi, ma ho corso il rischio per rendere più evidente che con queste benedizioni non cade il mondo”. Così parlò un successore di Joseph Ratzinger: qualcuno nota qualche differenza tra prefetti?

    Ma non è ancora finita. In barba alla proclamata parresia, in barba alla vantata trasparenza, il prefetto Fernandez ha un vizietto, quello di sbianchettare dall’immensa sua produzione teologica ufficiale quei libercoli che ormai non gli sembra opportuno pubblicizzare. Così è capitato per “Saname con tu boca. El arte de besar”, un manuale dettagliato per baciatori e baciatrici scritto nel 1995. Interessi curiosi quelli dell’allora trentatreenne teologo argentino. Tre anni dopo è poi uscito “La Pasion Mistica, espiritualidad y sensualidad”, pure ignorato nella bibliografia ufficiale. Altri ne hanno già scritto, riportando interi brani dai capitoli 7, 8 e 9, in cui Fernandez analizza, da vero specialista del ramo, modi e reazioni di orgasmi umani propedeutici a quelli mistici. Desta ripugnanza anche il capitolo 6, in cui minorenni riferiscono della loro ‘passione mistica’ all’autore. Il quale nei giorni scorsi ha detto a Infovaticana che quello era “un libro di gioventù (NdR: ma, teologo affermato, non aveva già 36 anni?)”, che “oggi certo non scriverebbe cose simili” e che in ogni caso aveva già capito subito dopo la pubblicazione che si trattava di un libro che avrebbe potuto creare “malintesi”: dunque l’aveva ritirato dalla circolazione. “Malintesi”? Se Fernandez scrive ad esempio che nell’orgasmo “la donna è spesso insaziabile”, c’è qualcuno che può fraintendere?

    Pasticcione nelle dichiarazioni, in contraddizione con se stesso nelle valutazioni, puerile nelle giustificazioni, furbetto nelle sbianchettature, indecente e anche blasfemo in certi suoi scritti da adulto: che questa persona sia stata creata cardinale e  che sia stata posta a guardia della dottrina della fede è francamente inaccettabile. La sua permanenza all’ex-Sant’Uffizio suscita indignazione, scandalo, è una macchia nera nell’immagine della Chiesa, ne mina la credibilità. Ogni giorno che passa lo scandalo cresce. Victor Manuel Fernandez si dimetta subito. O venga dimesso d’autorità: papa Francesco, se non ricordiamo male, è esperto di pratiche del genere (con chi entra nel mirino). Pensi il Papa a come verrà accolto d’ora in poi nelle riunioni, nelle celebrazioni eucaristiche, in occasioni pubbliche e no il cardinale Fernandez: tra indignazioni malcelate e pernacchie represse. Pensi a quanti cattolici si saranno sentiti feriti nell’intimo, rischiando poi di cadere nell’indifferenza e quindi di lasciare l’ovile. Ripetiamo: è questo che il Papa, tra le cui priorità fondamentali dovrebbe emergere il mantenimento dell’unità ecclesiale, vuole per la Chiesa?

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