FOLLIE TURISTICHE/ VERSO l’EMIRATO DI PUGLIA, DOPO QUELLO DI BARI (847-871)? - di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 2 settembre 2020

 

Fratellanza al sapore di sottomissione: è così ‘in’ e fa bene all’economia. Una selezione dei contenuti del bando e dell’allegato 1 del progetto ‘Muslim friendly’ pubblicizzato il 21 agosto 2020 dal Teatro Pubblico Pugliese,  temporaneamente sospeso in attesa della decisione della Giunta regionale guidata dal piddino Michele Emiliano (che ha ripresentato la propria candidatura alle amministrative del 20 settembre). 

Ogni giorno di questi tempi - complici in gran parte le restrizioni da coronavirus con le loro conseguenze pesanti sul piano delle libertà personali, dei rapporti sociali, delle ricadute economiche, della psiche individuale e collettiva- ci si imbatte in notizie relative a comportamenti perlomeno curiosi. Non sempre pertengono a persone di cui forse qualche paladino contemporaneo ritroverà ariostescamente il cervello in un’ampolla lunare; talvolta infatti sembrano piuttosto espressioni di una follia lucida, concretizzazioni pur balzane di un’idea da perseguire con decisione.

Sembra quest’ultimo essere il caso del progetto turistico “Muslim friendly’ nell’ambito di ‘Destinazione Puglia’, promosso dalla Regione guidata dal piddino Michele Emiliano insieme con il Teatro pubblico pugliese. L’obiettivo? Attirare nell’area il turismo musulmano (ça va sans dire quello ricco sfondato) e qui non ci sarebbe nulla da eccepire: il problema nasce quando con tale fine si richiede una serie di comportamenti fondati sulla svendita sfrontata di identità e storia della Puglia. Insomma un esempio di servilismo purissimo e squalificante (che gli spregiudicati promotori avranno forse ritenuto di una genialità inarrivabile), di una ‘fratellanza’ (altro termine così di moda) che richiama la sottomissione.

Curiosiamo allora dentro il programma, firmato il 21 agosto - e pubblicizzato il 24 - da Claudia Sergio (dirigente responsabili dei progetti regionali del Teatro pubblico pugliese/TPP) e da Santi Levante (nomen omen), che è il Direttore del TPP e Responsabile unico del procedimento. Subito si sono levate tali e tante voci indignate (tra le prime quella di Giorgia Meloni), ragione per cui il programma è stato temporaneamente bloccato in attesa di una decisione in materia della Giunta regionale. Ecco, per un’opportuna riflessione dei lettori, alcuni passi significativi del bando e dell’allegato 1 (la parte più interessante, perché ricca di dettagli tanto curiosi quanto significativi…). I neretti sono nostri.

 

OBIETTIVO DEL PROGRAMMA

. Nell’ambito del progetto Destinazione Puglia, la Regione Puglia e il TPP, con il supporto di Pugliapromozione, stanno realizzando uno specifico intervento orientato all’apertura del territorio regionale alle opportunità offerte dal Turismo Muslim friendly (NdR: come suona meglio in inglese, invece che in barese!), attraverso la definizione di un’offerta turistica altamente qualificata, che tenga conto delle particolari esigenze dei turisti musulmani, che da recenti ricerche di settore risultano numericamente in costante crescita, oltre ad avere delle peculiarità che li rendono anche qualitativamente molto interessanti per il territorio pugliese.


DALL’ALLEGATO 1 – LINEE GUIDA 

. Il turismo Muslim friendly è uno specifico settore turistico che intercetta le necessità (ed i gusti) di ispirazione confessionale di una certa utenza, qual è quella musulmana, erogando una serie di servizi dedicati , che si rendono necessari nel momento in cui il musulmano si reca in territori non islamici, come le località turistiche occidentali.

Il mercato del turismo Muslim friendly, quindi, è collegato ai bisogni religiosi dei musulmani e si connette ad una serie di servizi ed attenzioni che, a cascata, vengono rivolte alla clientela

nell’intera filiera, dalle strutture extra lusso ai singoli membri dello staff, dal driver per un transfer aeroportuale al general manager di un ristorante, per consentire una fruizione della ospitalità in modo gradevole e confortevole, soprattutto senza imbarazzi dovuti a differenze culturali. Per invertire questa tendenza, inoltre, bisogna puntare sulla filiera, organizzando le strutture ricettive, le attività di ristorazione ed i servizi connessi attraverso una corretta formazione degli attori coinvolti, soprattutto del personale che interagisce con il turista musulmano (receptionist, maitres, staff , ecc.), sul loro abbigliamento, sulle norme comportamentali da adottare e sulle modalità per comprendere ed assecondare le necessità e le esigenze dei clienti in maniera conforme (vale a dire nel rispetto degli standard di religiosità propri dell’islam) e per fare ciò bisogna prima di tutto conoscerli e comprenderli.

 

HALAL (LECITO) E HARAM (ILLECITO)

. La Regione Puglia, attraverso l’intervento pilota “Puglia Muslim Friendly”, ha avviato una serie di azioni tese a informare/formare gli operatori del territorio regionale in tal senso.

. Halal (lecito) e haram (illecito)

L’islam ha codificato:

(A) atti di culto, si pensi alla preghiera da compiere 5 volte al giorno

(B) regole sociali, ad esempio una modestia comportamentale ed una limitata interazione tra generi nello spazio pubblico

(C) prescrizioni alimentari, come il divieto di alcolici o di carne di maiale.

Questo insieme di atti, regole e prescrizioni ben precise, idonee a guidare il credente sulla strada del lecito e del sano, devono essere rispettate ovunque si trovi, quindi anche in vacanza ed in contesti non islamici.

La religione islamica attribuisce importanza fondamentale ad una divisione netta tra ciò che è halal (lecito) rispetto a ciò che è haram (illecito), che pervade ogni aspetto della vita del credente, quindi non soltanto il comparto alimentare come taluno crede.

 

PREGHIERA E SOBRIETA’, MODESTIA NELL’ABBIGLIAMENTO E NIENTE SGUARDI INSIDIOSI, ALIMENTI CONFORMI ALLE REGOLE ISLAMICHE

A)

Il musulmano dovunque sia e salvo eccezioni particolari deve adempiere in modo tempestivo agli atti di culto comandati e, quindi, la preghiera quotidiana generalmente non deve essere posticipata, ed il digiuno diurno nel mese di ramadan non può essere ignorato.Una struttura ricettiva o ristorativa che favorisce tali necessità spirituali verrà certamente scelta e facilmente consigliata.

B)

Le relazioni sociali e i rapporti di genere sono improntati ad una modestia diffusa, sia nei tratti che nell’abbigliamento e l’interazione tra generi diversi e non legati da rapporti familiari deve essere limitata allo stretto necessario, senza rivolgere sguardi particolari o insistenti (NdR: se così accadesse, chissà come si sentirebbero umiliate e offese – c’è proprio da giurarci - Jasmine e Fatima…), senza contatto fisico e conservando costantemente un atteggiamento gentile ma distaccato e rispettoso.Una struttura ricettiva o ristorativa che non presti attenzione a questa esigenza di modestia e di privacy non verrà scelta e verrà fortemente sconsigliata.

C)

Per quanto riguarda le prescrizioni alimentari (…) accedere a sostanze lecite non significa solo evitare quelle proibite ma vuol dire, per chiarimento, che anche gli animali consentiti vanno sempre macellati in maniera rituale per poter essere effettivamente consumati.  (…)  Per quanto riguarda i soggetti che si occupano di valorizzazione e promozione della cultura enologica del territorio pugliese va fatto un discorso a parte, poiché come è noto l’alcol è haram . Tuttavia già da tempo molti produttori hanno sviluppato delle linee di prodotti analcolici e si raccomanda quindi di puntare esclusivamente su questo tipo di articoli per intercettare l’utenza musulmana. (NdR: saranno contenti piccoli e grandi produttori vinicoli pugliesi…)

 

COSI’ SI ADEGUINO LE STRUTTURE RICETTIVE…

. La struttura ricettiva, sia essa hotel, villaggio turistico, casa vacanze, affittacamere, b&b, dimore d’epoca o storiche, agriturismo, masserie, trulli, rifugi montani o altro ancora (NdR: notare la puntigliosità dell’elenco) devono adeguarsi (NdR: ahi ahi la concordanza… già i promotori stanno dimenticando le regole dell’italiano?) a dei requisiti minimi, non difficili da mettere in pratica.

Gli standard interni essenziali nelle camere sono:

. l’indicazione della direzione di Mecca (qibla) in modo discreto, basta una freccia o un simboletto direzionale;

. non orientare i piedi del letto in tale direzione; -

. possibilmente non orientare il wc in tale direzione (NdR: attenzione, pericolo di jihad, se così non fosse); -

. assenza di alcolici o di snack haram nel frigobar;

. assenza di raffigurazioni, immagini religiose o statuette (NdR: sarà contento anche Erdogan…);

. eventuali canali TV per adulti bloccati (NdR: i turisti musulmani per definizione sono tutti casti e puri);

. non far trovare una copia del Corano nella stanza, poiché trattandosi di un luogo a maggioranza non musulmana potrebbe esserci il rischio che qualcuno, non musulmano (gestore, housekeeper , staff, ecc.) per collocarlo in camera lo abbia maneggiato e la cosa potrebbe risultare sgradita al cliente credente (NdR: ecco un bell’esempio di fratellanza al sapore di sottomissione)

 

BABA’ SENZA RHUM: ANCORA SULLA CUCINA

Dunque, bisogna proporre una cucina italiana, sebbene adeguata ai canoni islamici (NdR: !!!) . Esistono molte aziende che producono halal ed anche le specialità gastronomiche italiane che apparentemente risultano meno in linea con gli standard islamici possono essere fornite Muslim friendly, esistendo ad esempio insaccati non di suino, babà senza rhum e finanche vini o birra non alcolici

 

SOLO LA MANO DESTRA… MA I MANCINI?

.(…) Gli addetti al ricevimento e il personale di sala devono essere informati e possibilmente formati sulla etiquette (NdR: !!!) islamica e sul corretto modo di interfacciarsi con questa utenza, soprattutto quando si interagisce con persone dell’altro sesso, come già accennato. Si eviteranno così contatti fisici o visivi tra generi diversi. Inoltre, si consiglia di osservare sempre un atteggiamento cordiale ma sobrio, mai invasivo della privacy altrui e si deve ricordare di utilizzare sempre e solo la mano destra per porgere oggetti (posate, piatti, bicchieri ecc.) così come se viene porta una mano da stringere bisogna utilizzare sempre e solo la mano destra (NdR: che faranno i mancini?)

 

ALTRO ANCORA, DAI TAPPETINI ALLA PISCINA SEPARATA PER SESSO

. L’indicazione di eventuali sale da preghiera o di moschee più vicine (NdR: ecco un buon motivo per incrementare la costruzione di moschee e minareti, così da rendere più piacevole a occhi musulmani Santa Maria di Leuca e San Giovanni Rotondo);

. fornitura di tappetini da preghiera (NdR: ecco un’attività economica in espansione);

. eventuale servizio di baby sitter con personale informato e formato (vestito quindi in modo consono e con comportamenti adeguati);

. per strutture che hanno la piscina o centri di wellness , spa o anche fitness , è consigliabile avere ed indicare orari di accesso differenziati per genere, anche limitatamente a specifiche fasce orarie (NdR: che diranno la Boldrini, la Cirinnà e la Boschi?)

. per i centri estetici è opportuno dotarsi di opzioni di prodotti halal , non solo per i trattamenti ma anche per il make up (NdR: si ha l’impressione che i turisti musulmani non verranno sui barconi);-

. nella linea cortesia sarà oltremodo gradita una boccetta di profumo personale così come eventuali profumi per ambienti, purché privi di alcol;

. la eventuale presenza di una sala dedicata alla preghiera (NdR: e così anche l’albergo, per i musulmani, diverrebbe terra sacra maomettana)

 

CONSIGLI E ANCORA CONSIGLI

. Generalmente si consiglia di mostrare sempre un atteggiamento inclusivo, aperto, accogliente e cordiale, per non far sentire i clienti a disagio per la loro appartenenza confessionale o per i loro tratti culturali (da evitare sguardi insistenti o stupiti per eventuali abbigliamenti inconsueti), evitando ogni forma di discriminazione o di islamofobia, sia nei discorsi sia nei modi comportamentali., rimarcando all’occorrenza le condizioni di sicurezza interna e di stabilità italiane (NdR: e dagliela con gli sguardi insistenti e tutto il resto… bisogna insistere caso mai i pugliesi fossero tardi di comprendonio…).

 

LA PUGLIA HA “FORTI LEGAMI” CON LE NAZIONI MUSULMANE

. La valorizzazione della Puglia come destinazione turistica passa attraverso attività di dissemination (NdR: l’abuso dell’inglese è forse indice delle zucche vuote ma strafottenti dei promotori?) sui prodotti pugliesi e sulla storia del territorio, che per vicinanza geografica, climatica, culturale e per ragioni storiche ha forti legami con le nazioni musulmane.

Basti ricordare gli Emirati di Bari e Taranto tra l’847 e l’871 d.C. (…) Risulta quindi  utile sottolineare la vicinanza culturale e geografica comune, soprattutto con gli stati rivieraschi del Mediterraneo, facendo anche leva sul retaggio culturale rimasto.

NdR:Forti legami’? Certo… basterebbe ricordare anche gli 813 abitanti di Otranto (canonizzati nel 2013 da papa Francesco) che nell’agosto del 1480 furono decapitati dai turchi invasori dopo aver rifiutato di convertirsi all’islam. Tanto per non dimenticare, l’arcivescovo Stefano Pendinelli fu fatto a pezzi con le scimitarre e il suo capo mozzato fu infilzato su una picca e portato per le vie di Otranto; il comandante della guarnigione Francesco Largo fu invece segato vivo.  Usi del tempo? Anche i cristiani in quei secoli non erano da meno nelle efferatezze? Sì, ma quando si evidenziano “forti legami” della Puglia con i musulmani sarebbe più corretto non utilizzare selettivamente la memoria…

Sull’Emirato di Bari (847-871) i giudizi sono contrastanti a dipendenza delle fonti. Mentre quello che viene chiamato Emirato di Taranto (840-880) fu più un insediamento musulmano per incursioni saracene a scopo predatorio e al servizio perfino dei duchi longobardi di Benevento.

 

…E, PER CONCLUDERE, SULLA FINANZA ISLAMICA….

Nell’organizzare un progetto di promozione dell’offerta turistica pugliese adatta al target specifico dei turisti musulmani, è inoltre consigliabile agli attori che vogliano dedicare una larga parte dei loro sforzi commerciali a questo tipo di mercato di adottare pratiche finanziari e principi di business che vadano in accordo con le basi della finanza islamica, ossia essenzialmente promozione e marketing che rispetta l’etica sociale e ambientale (NdR: sarà proprio così?), avvalendosi di finanziamenti non maggiorati da interessi (considerati haram ) ed effettuare donazioni benefiche periodiche. Sarà poi particolarmente apprezzato un atteggiamento protettivo nei confronti del cliente, attraverso una azione commerciale improntata a trasparenza ed onestà, senza approfittare facendo fluttuare troppo i prezzi (NdR: i promotori hanno evidentemente un’immagine non proprio positiva degli operatori turistici pugliesi…).

Ci sembra che i passi citati del bando e dell’allegato 1 bastino per farsi un’idea dei contenuti del progetto pugliese Muslim Friendly. Ne sarà entusiasta anche il pugliese Giuseppi, che si dice devotissimo di padre Pio?