L’AVVENIRE IN SCATOLA, CATTO-SARDINA IN SALSA ROSSA TARTUFATA – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 15 dicembre 2019

 

Qualche considerazione sul recente percorso ittico del foglio della Conferenza episcopale italiana.

L’altro ieri al supermercato stavamo confrontando i prezzi delle confezioni  di tonno in scatola (in olio di oliva extra). Alziamo lo sguardo e… ma proprio…incredibile!... dallo scaffale occhieggiano scatole di sardine della ditta Avvenire (in azzurro). Ne prendiamo una per conoscere qualcosa di più della ditta in questione: sede a Milano, piazza dei Carbonari (con filiale a Roma, piazza Indipendenza) si fa vanto di produrre giornalmente (salvo il lunedì) sardine pregiate in salsa rossa tartufata, al costo di euro 1,50, con imprimatur della Conferenza episcopale italiana in accordo con la Santa Sede… Certo per noi quasi (perché sappiamo che non c’è limite al peggio) uno choc… tanto che ci scuotiamo bruscamente e, dopo una gomitata della moglie, ci svegliamo del tutto… sono le tre di notte… era solo un sogno…

Sogno, sì, ma in realtà emblematico di ciò che l’Avvenire cattofluido ci sta ‘offrendo’ in queste settimane in cui il potere cultural-mediatico  -sempre lo stesso, sempre e ancora sempre dominante (dai pulpiti televisivi alle scuole) - esalta l’aggregarsi di alcune migliaia di persone in diverse piazze d’Italia per contrastare “l’odio, la xenofobia e il razzismo” promossi nel Paese in funzione “reazionaria, oscurantista, fascista” soprattutto da Lega e Fratelli d’Italia. Bersaglio grosso naturalmente Matteo Salvini, davanti al quale i cattofluidi (ovvero cattosinistri) non possono che esclamare con orrore (declinando correttamente la ‘misericordia’ proclamata in Lettere, omelie, dichiarazioni): Vade retro!

Quasi superfluo notare che in tale disfida l’Avvenire e i suoi compari (ormai veterani del ‘politicamente corretto’) sgomitano per essere in prima fila, accanto ai compagni collaudati di Repubblica e satelliti vari, fianco a fianco dei  Saviano e degli Erri De Luca, dei Lerner e delle Gruber, dei Fabio Fazio e delle Concite di Gregorio, veri oracoli del gran tempio ‘progressista’ (nella realtà elettorale una grancassa piena di crepe e scricchiolii,  roba da rottamazione).

A Piazza San Giovanni in Laterano ieri erano in cinquantamila (secondo fonti della questura 35mila). Nel branco, tra giovani ardenti e brizzolati tardo-sessantottini, delle vere e proprie stranezze. Ad esempio, vere mummie fuoruscite a fatica dalle ragnatele decennali di spelonche polverose, sono emersi anche gli autodefiniti Papaboys (roba da far rivoltare nella tomba papa Wojtyla), il cui presidente – Avvenire lo chiama leader … chi si somiglia, si piglia – si è distinto con una dichiarazione di spessore biblico (e filosofico) ineguagliabile: “Sardine avanti tutta, andate e moltiplicatevi in ogni piazza, paese, città. Qualsiasi cosa pacifica venga dai giovani, fosse anche una vera rivoluzione, è la benvenuta”.

 

RIANDIAMO BREVEMENTE A CIO' CHE AVEVA SCRITTO AVVENIRE IN PREPARAZIONE SPIRITUALE ALL'EVENTO EPOCALE

Domenica 8 dicembre, festa dell’Immacolata, il quotidiano cattofluido dà notizia a pagina 8 - in un box corposo, in neretto – della presa di posizione epocale in favore delle ‘sardine’ di una riconosciuta studiosa di politica e filosofia come Francesca Pascale, “compagna del Cavaliere”.  Tiremm innanz.

Il sociologo Mauro Magatti - uno che (è il caso di dirlo) è sulla cresta dell’onda cattofluida- così definisce le sardine nell’editoriale del 10 dicembre: “Partito da un gruppo di giovani stanchi di vedere il Paese avvitarsi in una deriva pericolosa, questo fenomeno ha avuto uno sviluppo tanto inaspettato quanto veloce: come se si fosse buttato un fiammifero in un bosco secco a causa di una lunga aridità, facendo così divampare un incendio che si è poi propagato per l’intera foresta”. Quant’è poetico ed anche apocalittico il noto sociologo, improvvisata guardia forestale! Che così continua: “I migliaia di partecipanti (NdR: il Magatti è nato certamente in piena simbiosi con la lingua italiana) alle manifestazioni di questi giorni non costituiscono la risposta. Ma dicono solo della enorme ‘sete’ del terreno”. In ogni caso “l’urlo di questi giorni risuona fortissimamente (NdR: qui emerge che il Magatti ha dato un’occhiata all’Alfieri o forse a Vasco Rossi), dando voce al dolore e insieme alla speranza che attraversa la Penisola. Il nostro primo compito è quello di ascoltarlo”.

Lo stesso giorno, a pagina 9, si può gustare l’incipit di un altro articolo, non firmato, sulle sardine: “Alzano l’asticella le ‘Sardine’ in vista della grande manifestazione di sabato a Roma e in contemporanea in diverse capitali mondiali: Parigi, Dublino, Londra, Edimburgo, Amsterdam, Madrid, Helsinki, Bordeaux e San Francisco”. Insomma ‘ste sardine avrebbero dovuto mettere in subbuglio il mondo intero o quasi…

Ieri, sabato 14 dicembre, l’Avvenire a pagina 8 evidenzia nel titolo dell’articolo la “simpatia” del premier per le “sardine a Roma”. Un sentimento nobile, naturalmente da parte di un acclarato nobiluomo, come si evince dal fazzoletto nel taschino. Nel testo del turiferario parlamentare Angelo Picariello si legge che l’adunata sarà, secondo le rassicurazioni degli organizzatori “una festa contro l’odio e per i valori antifascisti e costituzionali” e si dà largo spazio agli “attestati di simpatia importanti”giunti da tale Patti Smith, definita “cantante di ‘People have the power’, e da Erri De Luca. Perfino “fioccano (che capacità meravigliosa di intonarsi al clima ha il Picariello!) simpatie e sostegni, anche da Forza Italia” (dev’essere quello della compagna del Cavaliere).

 

DOMENICA 15 DICEMBRE: LA SARDINITA' E' UNA VIRTU'

Veniamo a stamattina, domenica 15 dicembre. Il foglio cattofluido ‘apre’ in prima pagina con una grande foto di piazza san Giovanni (che, a ben guardare, non è così piena come ci vorrebbero far credere), sormontata dal titolone: Doppia scossa (il riferimento è anche alla questione della Banca Popolare di Bari). Con un occhiello tutto dedicato alle sardine: “Il movimento contro l’intolleranza sfila anche all’estero. Oggi primo vertice dei coordinatori” e un sommario che nella prima riga così suona: “A Roma decine di migliaia di Sardine in piazza per il sì a una politica nuova”. Sempre in prima un breve testo accompagnatorio trionfalistico, di solidarietà sardina… : “ Un mare di persone a San Giovanni in Laterano. Le Sardine centrano l’obiettivo e riempiono la piazza dei comizi più grande d’Italia. Con una manifestazione apartitica, ma che manda forti segnali politici. Per dire no al sovranismo e al populismo costruiti sul marketing, sui like, sulle parole di odio e di intolleranza. Oltre 100mila, secondo gli organizzatori, una stima ritenuta più realistica da chi era presente, rispetto ai 35mila di ‘fonti della Questura’ “.

A pagina 11 la pagina è aperta dal titolo: Sardine, obiettivo raggiunto, che sovrasta il testo di Luca Liverani: l’incipit è quello del breve testo di prima pagina… ma poi c’è altro. L’entusiasmo del turiferario sardino trabocca: “E’ una marea di sardine artigianali di cartone, di ogni colore e dimensione. A grandezza naturale, da appuntare sui vestiti o quella lunga 10 metri issata dalle sardine di Orvieto”. La sardina è un pesce dal pensiero sommamente autonomo, di acutezza impareggiabile, come prova quanto scrive ancora il Liverani: “Che dietro alle Sardine non ci siano organizzazioni di partito o sindacato lo si capisce subito. Il palco è un camion, troppo basso per essere visibile già a metà piazza”. Cgil, Fiom, Pd, ecc… noooo! (basta non farsi scoprire!).

Oggi 150 sardine si riuniscono presso un centro sociale occupato (ma no? … e proprio quello teatro delle gesta del cardinale Krajewski) per decidere come proseguire la lotta. Intanto si può notare che nella Piazza – che manifestava, come scrive l’Avvenire, contro l’intolleranza – non sono mancati i cori del tipo “Odio la Lega”. Poi l’enfasi che lo stesso Avvenire ha posto sulla manifestazione sardina contrasta con l’indifferenza apparente e l’ostilità reale con cui il foglio cattofluido ha ‘preparato’ e seguito manifestazioni ben più imponenti e ben più cattoliche come quelle dei Family Day. Qualcuno si meraviglia ancora? Non stupitevi allora se da martedì 17 dicembre troverete Avvenire in pescheria. Ottimo per incartare i merluzzi.