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    MIGRANTI/AVVENIRE E L'OSSERVATORE ROMANO: ATTACCO ALLO STATO ITALIANO

    MIGRANTI/ AVVENIRE E L’OSSERVATORE ROMANO: ATTACCO ALLO STATO ITALIANO – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 7 luglio 2019

     

    Anche ‘L’Osservatore Romano’, organo ufficioso della Santa Sede, si arruola con un commento di prima pagina nell’armata Brancaleone che, sostenuta da parte della magistratura, istiga alla disobbedienza civile verso le norme italiane del Decreto sicurezza, approvato dal Parlamento e controfirmato dal presidente della Repubblica. Sulla questione urge un chiarimento vaticano.

     

    Con l’edizione in data 7 luglio 2019 anche L’Osservatore Romano è entrato ufficialmente nell’armata Brancaleone che, fiancheggiando i complici del turpe business del traffico di clienti o forse più propriamente schiavi attraverso il Mediterraneo, sta istigando alla disobbedienza verso le leggi dello Stato italiano. In prima fila dell’armata mediatica sgangherata (forte però dell’appoggio pesante di parte della magistratura) il quotidiano ufficioso della Santa Sede raggiunge così da una parte Repubblica, Il Manifesto, Left e compari sinistri, dall’altra Avvenire, Famiglia (cosiddetta) cristiana, TV 2000 e i chierichetti delle sacristie rosse. 

     

    DUE VIGNETTE VERGOGNOSE

    Ciò che è successo negli ultimi giorni tra Libia, Malta, Lampedusa ha riacutizzato il vero e proprio odio viscerale nutrito dall’armata Brancaleone per il Ministro dell’Interno che cerca di far applicare in materia di sicurezza e di immigrazione norme votate dalla maggioranza del Parlamento e controfirmate (anche se di malavoglia e dopo ripetuti interventi onde annacquarle) dall’Uomo del Colle. Per dare un’idea della ferocia sinistra, catto-sinistra e radicalchic contro Salvini basta citare un paio tra le ultime vignette pubblicate su due ‘giornaloni’ sorosiani. Su La Stampa il famigerato Staino (già in forza per un anno ad Avvenire, per la beatitudine  di Tarquinio il Superbo, poi costretto in pianto a separarsene dopo mesi di proteste furibonde di una parte dei lettori) in una ‘striscia’ festeggia un ‘Salvini’ che si è impiccato, con tanto di ringraziamento a San Gennaro che “ha fatto ‘o miracolo”. Invece su Repubblica l’altrettanto famigerata Ellekappa chiede di “trovare la definizione giusta” riguardo a Salvini completando l’espressione “Il por.o sicuro”. Il suggerimento della raffinata intellettuale (della stessa pasta di Lerner, Saviano, Murgia, Camilleri, Boldrini, Fico e compagnia di giro) è di “comprare una consonante”.

    Ma torniamo a L’Osservatore Romano. Ricordate l’intervista del direttore Andrea Monda a Avvenire, a firma di  Mimmo Muolo e pubblicata il 2 giugno, festa della Repubblica? Il titolo suonava così: “Monda: il mio Osservatore ha lo sguardo rivolto verso il futuro” e il sommario: “A cinque mesi dalla sua nomina alla guida della testata vaticana, il direttore indica come priorità ‘un’informazione chiara, semplice, onesta, accessibile. Francesco il Papa della libertà e della responsabilità’ ”. Rispondendo a una domanda sui rapporti Italia-Vaticano, il braccio mellifluo di Antonio Spadaro nota che “è sempre più evidente la sintonia di Mattarella con il magistero di papa Francesco” e dunque “il nostro giudizio sui rapporti tra Italia e Santa Sede coincide con il suo”. Osserva ancora il Turiferario Armonioso: “Oggi vedo in Italia una situazione che ha bisogno di quel grande contributo che il mondo cattolico può dare in termini di senso, di orientamento, vedo che i rapporti sono buoni e auspico una maggiore integrazione”. E’ vero che “L’Osservatore Romano è ‘forestiero’, è di un altro Stato, ed è ‘anfibio’, si muove anche in un’altra dimensione, quella spirituale, ma può gettare una luce di discernimento a chi cammina nella storia talvolta un po’ smarrito”. Un po’ ‘smarrito’? Deve essere il solito elettore della Lega o di Fratelli d’Italia…

     

    L’OSSERVATORE ROMANO: IN UN COMMENTO DI PRIMA PAGINA IL FILOSOFO STEFANO SEMPLICI ISTIGA DE FACTO ALLA DISOBBEDIENZA CONTRO LE NORME DEL DECRETO SICUREZZA

    Vediamo ora come L’Osservatore Romano ha concretizzato l’auspicio di “maggiore integrazione” tra Santa Sede e Italia e come ha gettato “una luce di discernimento” sugli italiani ‘smarriti’.

    Anno centocinquantanovesimo, numero 153: ecco L’Osservatore di domenica 7 luglio 2019. Titolo di apertura: “Le ferite all’ambiente sono ferite all’umanità”, un titolo sicuramente originale che serve a non raffreddare nei lettori il sacro fuoco ecologista di impronta gretina. Titolo di spalla: “Braccio di ferro sui migranti” (con occhiello già di per sé eloquente di chi debba essere additato alla pubblica riprovazione): “Negato l’approdo in Italia anche alla nave Alan Kurdi”. Nell’articolo si dà spazio (naturalmente non a caso) già nel primo capoverso a una dichiarazione strafottente dei filibustieri della nave Alan Kurdi (di proprietà della ong Sea Watch), che traghetta 65 clienti-schiavi: “Non siamo intimiditi da un ministro dell’interno, ma siamo diretti verso il più vicino porto sicuro. Si applica la legge del mare, anche quando qualche rappresentante di governo rifiuta di crederlo”.

    Ma il peggio viene dopo, nel vero e proprio commento, a firma di Stefano Semplici, docente di etica dello sviluppo sostenibile, di etica sociale e di bioetica presso l’Università di Tor Vergata. Il titolo è tipico del consueto approccio new age del Turiferario Armonioso: “”Restano solo il cielo e i barconi”. E il commento è tanto corposo e arruffato quanto fumoso, nascondendo tra le righe l’obiettivo cui mirare: la prosa del Semplici ci fa ripensare all’indimenticato amico pedagogista Luigi Volpicelli che, se fosse ancora in vita, certo rimanderebbe l’autore in prima elementare per “imparare a leggere, scrivere e far di conto”.  Tant’è.

    A centrare l’obiettivo il Semplici giunge naturalmente attraverso un cammino di ‘discernimento’, in cui critica anche l’Unione europea, ma soprattutto per deplorare il consenso ai ‘sovranisti’: “Lo spettacolo dei negoziati che si aprono per ‘ricollocare’ 30 o 40 migranti è umiliante e non ci si può meravigliare che alla fine (…) si allarghi il consenso ai cosiddetti ‘sovranisti’ “. Alla fine (non sappiamo però quanti lettori avranno resistito allo sfinimento) ecco svelato chiaramente l’obiettivo. Citiamo: “Papa Francesco ha scritto che c’è un’economia dell’esclusione e dell’iniquità che, letteralmente, uccide (…) Proiettare su scala globale l’affermazione che questa economia uccide significa, senza equivoci, affermare che quando si tratta della povertà e della disuguaglianza non vale il limite delle acque territoriali o della zona Sar di competenza (…) C’è un’ingiustizia che grida verso il cielo, mentre per gli ultimi la speranza di una via d’uscita è un posto su un barcone”. 

     

    CHI HA APPROVATO IL COMMENTO? CHI L’HA VOLUTO IN PRIMA PAGINA DE L’OSSERVATORE?

    Bravo il Semplici! Tana, liberi tutti ….benvenuta l’invasione con i suoi turpi aspetti economici, i suoi inquietanti aspetti securitari, i suoi drammatici aspetti di sostituzione etnica e religiosa a beneficio di una religione che innegabilmente ha anche un aspetto guerriero come l’islam. La prima conseguenza dovrebbe chiara per la Santa Sede: basta controlli a Porta Sant’Anna, al Sant’Uffizio. Le guardie svizzere si convertano in guide turistiche e i gendarmi pontifici si sparpaglino tra posta, archivi, farmacia, supermercati e servizio fotografico.

    Più grave ancora è che de facto il Semplici incita alla disobbedienza alle leggi dello Stato italiano. Lo fa dalla prima pagina del quotidiano ufficioso della Santa Sede, non di un bollettino parrocchiale o di ong. Se il suo commento è stato collocato in quella sede, qualcuno l’ha approvato. Il direttore responsabile de L’Osservatore Andrea Monda? Oppure chi gerarchicamente lo sovrasta? Il direttore editoriale dei media vaticani, il Turiferario Maggiore Andrea Tornielli (un catto-destro fulminato, forse per un magheggio, sulla via delle pampas)? Il prefetto del Dicastero per la Comunicazione, Paolo Ruffini il catto-sinistro dalla poltrona incorporata? E poi: condivide la sfida di prima pagina allo Stato italiano, l’istigazione a infrangere norme votate dal Parlamento e controfirmate dal presidente della Repubblica il Segretario di Stato cardinale Pietro Parolin? E qui ci fermiamo, per quanto riguarda L’Osservatore.

     

    CONTINUA IL DELIRIO DI AVVENIRE, OSPITE GRADITO E PERMANENTE DEI TRAGHETTATORI MEDITERRANEI

    Intanto l’Avvenire non molla la prima fila dell’armata Brancaleone. E a un suo inviato (di solito Nello Scavo, in questi ultimi giorni Ilaria Somaini) è offerta la possibilità di navigare a bordo delle navi-traghetto come Mediterranea/Alex per irrorare direttamente dalla tolda il verbo immigrazionista. E’ un vero e proprio privilegio, ben guadagnato anche grazie all’attività mediatica (pure presso la Stampa estera) di Tarquinio il Superbo: ed è condiviso con testate ‘illuminate’ come Repubblica, Il Manifesto, Left. Il delirio permanente dell’ex-giornale cattolico, oggi quotidiano ecolo-immigrazionista (con tinteggiatura arcobaleno), traspare anche dai titoli degli ultimi giorni, di cui vi offriamo, a mo’ di conclusione, un piccolo florilegio eloquente.

    Giovedì 27 giugno: titolo d’apertura: “Blocco disumano

    Venerdì 28 giugno: titolo d’apertura: “Mari e monti amari

    Sabato 29 giugno: titolo a pagina 8: “E’ barbarie, l’Italia si stancherà

    Domenica 30 giugno: titolo d’apertura: “Naufraghi a terra. A picco la ragione

    Mercoledì 3 luglio: titolo d’apertura a pagina 9: “Carola libera. ‘Ha salvato vite e non ha opposto resistenza’ “.

    Sabato 6 luglio: titolo d’apertura: “Inchiodati in mare”.

    Domenica 7 luglio: apertura di prima pagina: “Lampedusa raggiunta dai salvati. E il molo viene chiuso”.

     

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