UN LIBRO, L’APOCALISSE E… MARIA ELENA BOSCHI – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 20 novembre 2018

 

Presentato a Montecitorio un volume doppiamente singolare: per l’autore, Cristiano Ceresani (già stretto collaboratore di Maria Elena Boschi e oggi di Lorenzo Fontana) e per l’argomento apocalittico. “Kerygma – Il Vangelo degli ultimi giorni” è pubblicato da Giubilei Regnani. Ne hanno parlato, oltre all’ex-garrula ministra, padre Barrajon (rettore Università europea di Roma), Ettore Rosato, Emilio Carelli, Maurizio Lupi. Letto dall’attore Pino Insegno un testo molto denso di Gianni Letta.

 A mo’ di meditazione iniziale (dalle letture della Messa di domenica 18 novembre 2018) 

Dal primo libro del profeta Daniele (Dn, 12, 1-2): In quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo. Sarà un tempo di angoscia, come non c’era stata mai dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro. Molti di quelli che dormono nella regione della polvere si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l’infamia eterna

Dal Vangelo secondo Marco (13, 24-32): In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: ‘In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figli dell’uomo venir sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo. Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che Egli è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione, prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre’.

 

Non è un libro da leggere sotto l’ombrellone. E nemmeno la sera a casa, quando si torna stanchi dal lavoro. E – dato l’argomento - a ben guardare è un libro perfino inquietante e magari un po’ iettatore, dato che ha accompagnato nella sua genesi tutta l’ultima, vagamente apocalittica fase dei governi piddini.

Così parlò dapprincipio quella scanzonata di Maria Elena Boschi martedì 13 novembre 2018, nella Sala della Lupa a Montecitorio, presentando un volume già nel titolo non proprio allegrissimo: “Kerygma – Il Vangelo degli ultimi giorni” di Cristiano Ceresani (Giubilei Regnani editore). L’autore è il suo ex-braccio destro, un giurista collaudato che oggi per singolare destino si trova ad essere il capo di gabinetto del ministro per la famiglia e le disabilità Lorenzo Fontana. Certo… non è che con tali parole la ex-garrula ministra, ex-sottosegretaria di ferro e oggi effervescente deputata sudtirolese intendesse sconsigliare la lettura di un testo in ogni caso tanto curioso quanto complesso, volendo invece evidenziarne la serietà di intenti e la profondità di riflessione, ciò che esige di affrontarlo con mente serena, sgombra dalle urgenze della quotidianità.  Ovvero, per dirla con altre parole boschiane, “abbiamo tutti pochissimo tempo, andiamo tutti così veloci e questo libro ci obbliga invece a rallentare”.

Il volume di Ceresani si apre con la prefazione di padre Pedro Barrajon, rettore dell’Università europea di Roma (Legionari di Cristo) e comprende quattro parti principali, che – già solo a nominarle – fanno certo rabbrividire e pur suscitano anche qualche speranza: “I popoli di Dio e il  Mysterium iniquitatis”, “I ‘segni’ degli ultimi giorni”, “Il Giudizio Universale” e “Il ritorno di Cristo”. In sintesi Ceresani cerca di dimostrare una sua tesi assai ostica per chi nella quotidianità utilizza esclusivamente lo strumento della ragione: tutto ciò che di orrendo e catastrofico è accaduto (e accadrà) nella storia ‘doveva’ (‘dovrà’) accadere, essendo già stato annunciato nelle profezie vetero-testamentarie e soprattutto nel Nuovo Testamento (in particolare nei Vangeli e nell’Apocalisse). Ostica ancora di più alla comprensione della ragione umana qualcuna delle suggestioni dell’Autore sui motivi dell’una o dell’altra tragedia (come si evidenzia specialmente nella prima parte, di carattere storico).  

Dall’ultimo capitolo (“L’estate è vicina”, vedi il Vangelo citato di Marco):Nel momento storico in cui viviamo, riteniamo (…) che un brivido dinanzi al pensiero del destino del mondo dovrebbe sorgere in chiunque si accosti alla Parola rivelata. Perché tutto ciò che è stato scritto si sta inesorabilmente compiendo e non vi è ragione di ritenere che quello che ancora manca non si adempia. (…) Oggi gran parte dell’umanità è smarrita, confusa, inquieta. Ha perso il senso dell’esistenza, del tempo e della storia (…). E’ un tempo in cui “la scomparsa della Verità dietro il nuovo dogma imperante del relativismo etico condusse a legittimare le pratiche più disumane, come l’aborto e l’eutanasia, e la diffusione delle idee più deleterie, come quella del ‘gender’, rinvigorì l’attacco alla famiglia e alla sacralità dell’azione coniugale”. E poi “ovunque la natura, ammaccata e offesa dalla mano dell’uomo, ha cominciato a ribellarsi; le calotte polari si assottigliano, i ghiacciai si ritirano, la desertificazione avanza spietata, gli oceani si adirano e i venti spazzano via le case; sempre più cicloni, uragani e inondazioni mettono in subbuglio le nazioni”. Verrà il Giorno del Giudizio, ma “malgrado le catastrofi e i flagelli descritti nell’Apocalisse di Giovanni e le parole, a tratti sconcertanti, di altri brani della Rivelazione, non crediamo che vi sarà un’ecatombe globale”. Perché “lo Spirito di Verità e la Donna vestita di sole veglieranno sul cammino dell’umanità. I ‘chiamati, gli eletti e i fedeli’ saranno custoditi in quel giorno dall’Amore provvidente di Cristo e tutti i giusti, in un mondo completamente rinnovato, potranno assaporare l’apoteosi della felicità”.   Ma “per adesso, pur sapendo che non spetta certo a noi conoscere i tempi che il Padre ha riservato alla Sua scelta, tutto quello che possiamo, e, come cristiani, dobbiamo fare, è insistere nel ricordare che dai germogli del fico e di tutte le piante si capisce che ‘l’estate è vicina’ e che ‘Egli è proprio alle porte”. Per questa ragione dobbiamo rallegrarci ed esultare, non avere paura, perché ‘nell’amore non c’è timore, il timore suppone sempre un castigo, e chi non teme non è perfetto nell’amore’ “ (1 Gv, 4, 18).


MARIA ELENA BOSCHI SULL’AUTORE: UNA TAZZINA DI CAFFE’ IN UNA MANO E LE BOZZE NELL’ALTRA… - UNA “CREDENTE IMPERFETTA”

L’idea di Ceresani ha incominciato a concretizzarsi nel 2016. “Quando è venuto a dircelo – ha rilevato ludicamente l’allora Ministra per le riforme Maria Elena Boschi – ci siamo guardati: non bastava il trambusto per questo e quest’altro, per le unioni civili … no, ci voleva anche l’Apocalisse!” Ancora: “La mattina Cristiano Ceresani compariva con la tazzina di caffè in una mano e l’ennesima copia della versione corretta delle prime sessanta pagine nell’altra. E per fortuna lavorava in un’altra stanza!”. Insomma “mi veniva spontaneo di chiedermi: proprio a me doveva capitare questa disgrazia?”. Al momento di tirare le somme, i nostri dubbi non erano scomparsi e gli chiedevamo se fosse proprio “sicuro sicuro” di voler pubblicare un testo del genere: “Lui l’ha voluto pubblicare. E ha avuto ragione”.

Bisogna riconoscere – è sempre la Maria Elena a esprimersi – che Ceresani “ha avuto molto coraggio a scrivere su questi temi non facili e non di moda, a esporsi  pubblicamente in una parte così intima, un’operazione molto azzardata per chiunque è tenuto a collaborare con governi di natura diversa”. Tanto più che nel suo libro - che è anche “divisivo” - “non esiste il grigio, esistono solo il bianco e il nero”. Certamente “possiamo non condividere, su alcuni temi non la pensiamo nello stesso modo, ma il libro interroga di sicuro molti di noi, frutto com’è di una riflessione approfondita” su temi fondamentali come quello del destino dell’umanità e del senso della presenza del Male nel mondo.

Maria Elena Boschi si è definita “credente imperfetta” (a margine della presentazione ci ha detto che ciò “è stimolo a migliorarsi ogni giorno”): sia lei che Ceresani sono dotati di quella speranza che consente di affrontare le incertezze del futuro. Una speranza che si fonda anche sulla presenza della Madonna: “Molto bello nel libro il richiamo costante alla figura di Maria. Quello della Madre di Dio che interviene nei momenti più difficili e ci dà gli strumenti per capire è il ruolo femminile per eccellenza. Sono molto legata all’idea di Maria che fa richieste cui Cristo non può opporre un diniego”. Chiudendo l’intervento Maria Elena Boschi ha evidenziato che il libro avrà un seguito, come del resto anticipato dall’Autore nelle ultime righe: e il tema sarà quello del mondo nuovo, in cui “non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno” (Ap. 21,4).  

 

GIANNI LETTA: NON E’ UN LIBRO ESOTERICO NE’ STRIZZA L’OCCHIO AL SACRO DA BARACCONE

Il testo preparato qualche tempo fa da Gianni Letta è stato letto con indubbia professionalità dall’attore Pino Insegno. L’opera di Ceresani “non è un libro esoterico o un manuale per addentrarsi in misteri strani. Non attizza morbosità di rivelazioni sulla data certificata della fine del mondo, non c’è alcun occhiolino strizzato al paranormale o al sacro da baraccone”, ha osservato l’ex-sottosegretario berlusconiano. L’Autore “con semplicità e drammaticità (…) paragona i Vangeli, le frasi di Cristo sugli ultimi tempi, sul giudizio finale, le lettere paoline e quelle apostoliche e soprattutto l’Apocalisse con gli accadimenti della storia”. La quale può essere vista “come lo scontro tra il Mistero della Trinità che crea il mondo e gli uomini per la pienezza e il Mistero di Iniquità”. Uno scontro dunque “per la salvezza o la dannazione dell’umanità”. Certamente però “conoscere ciò che accadrà sulla base delle Sacre Scritture non esclude mai la nostra libertà e il compito di adempiere alle opere di misericordia”. Tanto che “i cristiani impegnati nel mondo non hanno il diritto di ritirarsi dalla battaglia, perché, come è scritto nel Libro di Giobbe (7, 1) ‘vita hominis militia est, impegno consapevole e militante”.

Ancora Gianni Letta si è chiesto poi - richiamando Lucio Anneo Seneca che nel ‘De brevitate vitae’ ha contrapposto negotium (attività pubblica) a otium (ricerca della verità e contemplazione dell’essenza del cosmo)- se il consigliere parlamentare Ceresani sia riuscito a conciliare i due atteggiamenti citati. Sì, ritiene il collaudatissimo Gran Tessitore: “Il libro di Ceresani mostra che non è possibile un negotium serio e consapevole semza l’otium dello studio e della riflessione cui attingere ideali e motivi, vorrei dire totalitari, di impegno. (…) La posta in gioco è altissima. Come dice Ceresani, e grida il suo libro, il problema è serio. E di questi tempi non ammette rinvii né distrazioni”.

 

PADRE PEDRO BARRAJON: IL MALE PUO’ ESSERE SCONFITTO DAL BENE. MA IL PROPRIO LIBERO ARBITRIO DIVENTI IMPEGNO PERSONALE

Padre Pedro Barrajon, rettore dell’Università europea di Roma (Legionari di Cristo), ha scritto la prefazione del volume e nella presentazione di martedì – briosamente moderata dalla giornalista Stefania Pinna – ha evidenziato che l’Autore, per rispondere alla domanda di fondo sul destino dell’umanità, “ha scelto testi di tipo apocalittico che tante volte noi preti non utilizziamo, perché ci fanno paura”. Dietro il testo di Ceresani traspare una “grande esperienza”, la consapevolezza chiara che il Male – sebbene l’apparenza mostri il contrario - può essere sconfitto dal Bene, se ci si mette dalla parte giusta, armati “di pace, giustizia e grazia”. A tutti è richiesto di “impegnare la propria libertà”, cogliendo così l’opportunità di scendere in battaglia: ognuno può dare il suo contributo, prezioso sempre, piccolo o grande che sia. Dobbiamo unire fede e speranza, consci che il Giudice ultimo “saprà misurare sì la responsabilità umana, ma lo farà con il metro del Crocifisso”, contemperando giustizia e misericordia.

 

ETTORE ROSATO, EMILIO CARELLI, MAURIZIO LUPI

Per il piddino Ettore Rosato (vicepresidente della Camera dei deputati) Ceresani ha scritto il libro motivato da “un profondo senso di fede che lo spinge a trasmettere agli altri le proprie riflessioni”. E il testo che ne è uscito “è di grande spessore, complicato certo… ma ne valeva la pena”.

“E’ stata una grande impresa di un Autore molto colto soprattutto nelle questioni storiche, oltre che in quelle teologiche”, ha detto il pentastellato Emilio Carelli. E le questioni storiche sono “ben scandite” nei capitoli dedicati a ebrei, musulmani, cristiani. Carelli si è chiesto poi in particolare se “la libertà umana sia compatibile con il destino annunciato”. Qui l’Autore ha resistito alla “tentazione di pensare che i ‘segni degli ultimi tempi’ siano condizionanti del futuro dell’umanità”, lasciando invece all’uomo la sua libertà di decidere.

Il centrista Maurizio Lupi ha infine sottolineato che “l’Apocalisse non è un tema che riguardi il futuro, perché è oggi che bisogna cogliere ciò che ti è dato, ciò cui sei chiamato”. Del resto il ‘Mistero dell’Iniquità’ non è fuori dal mondo, ma dentro; e “l’infarto della ragione” è ben presente ai nostri giorni. Necessaria quindi una “testimonianza positiva” in tempi in cui “l’uomo ha perso la ragione e si sta assuefacendo a una realtà che ad esempio giudica normale l’utero in affitto”. Il cristiano però non può perdere la capacità razionale, perché è dotato di senso della storia”.

Nella Sala della Lupa un gran pienone e l’occhio fotografico scattante del sempregiovane Umberto Pizzi.