4 MARZO/ MATTEO SALVINI: LEGA E CATTOLICI – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 26 febbraio 2018

 

E’ a Matteo Salvini, segretario della Lega, la seconda delle tre interviste alla vigilia delle elezioni politiche italiane del 4 marzo. Al centro dell’intervista il rapporto tra la Lega e i cattolici. Salvini risponde anche alle accuse di razzismo e di istigazione al razzismo che gli vengono portate dai settori catto-fluidi italiani,’de facto’ tappetini della sinistra di governo. La riapertura delle ‘case chiuse’.  Un P.S. su ‘Avvenire’.

 

In vista delle elezioni politiche italiane del 4 marzo, abbiamo pensato a tre interviste non casuali, ben mirate. La prima l’abbiamo fatta a Paola Binetti (Noi con l’Italia-Udc) ed è stata pubblicata martedì 20 febbraio su questo blog www.rossoporpora.org con il titolo “4 marzo/Paola Binetti: Cattolici Pd? Ciarlieri fuori, muti in Aula”.

Anche la seconda riteniamo possa interessare i nostri lettori/elettori: ce l’ha rilasciata Matteo Salvini, segretario di quella Lega che - a scorno degli anatemi ‘misericordiosi’ e ricorrenti di certa stampa, vescovi, sacerdoti, associazioni e movimenti catto-fluidi, de facto tappetini della sinistra - sembra considerata un’opzione elettorale degna di valutazione da parte di un numero crescente di cattolici.

Prima di incominciare, proprio con questo tema, l’intervista, ci piace segnalare che giovedì 22 febbraio Matteo Salvini ha risposto a una serie nutrita di domande postegli nella sede di Roma dalla Stampa Estera in Italia. Qualche risposta. Unione europea: Bisogna tornare a una comunità di popoli che convidono e nel contempo conservano un’autonomia nazionale. Oggi l’UE si presenta come un grande centro commerciale privo di radici. Nuovo ministero: Vorrei istituire un Ministero per le disabilità. Oggi 4 milioni di disabili sono spezzettati tra sette ministeri e ricevono in media un’elemosina di 270 euro mensili. Un grande pericolo: E’ il terrorismo islamico. Con le sconfitte patite in Medio Oriente, stanno rientrando in Europa circa 5mila combattenti. Bisogna impedire che operino. E qui bisogna farsi il segno della Croce. USA/Armi agli insegnanti come prospetta Trump? Per fronteggiare la follia nelle scuole americane, la soluzione non è mettere le armi nelle mani degli insegnanti. Gli insegnanti sono fatti per insegnare, non sparare. Veniamo ora all’intervista…

 

Matteo Salvini, in vista delle elezioni del 4 marzo si può constatare come molti che si definiscono cattolici (non pochi sono anche cattolici praticanti) stiano esaminando la possibilità di votare non solo per la coalizione di centro-destra, ma proprio  per la Lega. Il fenomeno non è certo nuovo, ma in queste settimane e anche in questi ultimi giorni sembra rafforzarsi nella consistenza numerica. Anche Lei ha captato tali segnali? Se sì, che cosa La induce a pensare che ci siano sempre più cattolici disposti a scegliere la Lega nelle prossime elezioni?

Credo che le persone di sensibilità cattolica abbiano potuto apprezzare molte delle nostre lotte, specie negli ultimi anni: a partire dall’affermazione della famiglia come nucleo fondamentale della società, formata da padre e da madre, non da inquietanti e anonimi genitori 1 e 2, fino alla difesa di quei simboli religiosi che appartengono anche al nostro patrimonio culturale e dicono molto delle nostre comuni radici come il Presepe o il Crocifisso negli uffici pubblici. Tutelare questi simboli vuol dire anche tutelare la nostra storia e cultura senza dimenticare l’attenzione che le nostre amministrazioni locali dedicano alla libertà di scelta in ambito scolastico tra la scuola pubblica e la paritaria. Le ragioni dell’apprezzamento sono dunque molte. 

Il Pd si è sempre vantato di avere un’ala ‘cattolica’ a incominciare dai suoi presidenti del Consiglio e da ministri come la Boschi e la Madia… Un’ala coerente in ambito legislativo con la dottrina sociale della Chiesa?

Guardi, non sta a me giudicare la coerenza dell’attività di Governo con la dottrina sociale della Chiesa. Tuttavia da politico penso che non occuparsi di tutelare il risparmio delle famiglie - come accaduto durante i molti scandali bancari che hanno gettato sul lastrico migliaia di cittadini - sia stata una colpa gravissima verso il passato di chi quei denari se li è sudati e verso il futuro di chi poteva contare su quelle poche certezze per costruirsi una famiglia.

Che cosa ha la Lega da offrire ai cattolici, in più di quanto non possano offrire altri partiti in cui formalmente i cattolici sono maggiormente presenti? Pensiamo ad esempio a quei cattolici che in questi anni hanno appoggiato il governo di centro-sinistra da una posizione nominalmente centrista…

La Lega è la Lega. Nel bene e nel male anche i nostri più accesi critici ci riconoscono un percorso che si fonda sulla coerenza delle nostre battaglie, dalle origini ad oggi. Ai cattolici, come a tutti, garantiamo la certezza che non svenderemo mai la nostra primogenitura per un piatto di lenticchie.

 

IMMIGRAZIONE: NON POSSIAMO PRENDERE TUTTI, QUESTO E’ UN DETTATO ANCHE DELLA CHIESA

Un rimprovero, meglio un’accusa, portata contro di voi da qualche politico nominalmente cattolico, da qualche prelato e sacerdote, da certi massmedia che si fregiano del titolo di cattolici, riguarda i contenuti della vostra proposta politica, che sarebbero connotati da una presunta ‘xenofobia’, da un presunto ‘razzismo’. E’ un’accusa propalata a piene mani che può certo turbare anche i cattolici che in sé sarebbero ben disposti a darvi il loro voto: un’accusa del genere li fa esitare e magari li spinge a cambiare idea. Allora… c’è qualcosa di vero nelle accuse citate?

Se permette, Le dico in poche parole cosa vogliamo fare concretamente quando saremo al Governo sul tema immigrazione, lasciando liberi i lettori di giudicare se c’è puzza di razzismo nella nostra agenda. Attueremo una politica di “respingimenti umanitari” in acque internazionali dove, oltre al primo soccorso, avverrà anche l’ esame sommario della fondatezza della richiesta d’asilo. Chi verosimilmente sta scappando dalla guerra potrà entrare in Europa, in piena sicurezza e coerentemente con le quote di rifugiati per ogni Stato dell’Unione; chi invece è un migrante economico sarà riaccompagnato al porto di partenza, perché non è giusto consentire l’ingresso ai clandestini nelle frontiere dell’Unione. Non possiamo prendere tutti, questo è un dettato anche della Chiesa.

 

RAZZISTI NOI? NO, RAPPRESENTIAMO CON FORZA MA PACIFICAMENTE LA RABBIA E LE ISTANZE DI TANTI ITALIANI ESASPERATI

Non solo: vi si rimprovera, meglio vi si accusa di istigare i peggiori istinti popolari nel tentativo di bloccare l’immigrazione. Tanto che, se succede che qualcuno poi passi all’azione anti-immigrati, vi viene addebitata una corresponsabilità almeno morale…

Quello che è successo a Macerata è inqualificabile. Chi è violento, di qualunque colore politico sia, è sempre un nemico della democrazia e della civiltà. Detto questo, parlare di una mia corresponsabilità morale verso la violenza è molto grave, oltre che nei fatti completamente sbagliato. La Lega, con tutti i suoi difetti, è l’unico partito che oggi rappresenta con forza, ma pacificamente, la rabbia e le istanze di tanti italiani esasperati a cui lo Stato deve dare una risposta vera e urgente.

Dal punto di vista antropologico si osserva pure in Italia una deriva che – anche legislativamente – esalta i cosiddetti ‘nuovi diritti’ che tendono a indebolire la persona, rendendola insicura della sua identità (vedi ideologia gender), priva di relazioni stabili con l’ambiente in cui è immersa, precaria nella condizione di lavoro: una persona insomma manipolabile a piacimento da chi tira i fili dei poteri mondiali economici e culturali, da Soros in giù. Come si pone la Lega davanti a una deriva del genere?

Noi crediamo nell’autonomia: sia dei territori sia delle persone che li animano creando sviluppo sociale, cultura, lavoro. Da tempo sosteniamo che in una società che pretende di essere globalizzata solo perché tutti abbiamo a disposizione lo schermo di un telefonino, la vera alternativa all’alienazione passa dal radicamento nella propria realtà, dall’impegno diretto che non si esaurisce con il semplice voto, ma si fa elemento costante di ogni giorno: dal fare la raccolta differenziata con attenzione, fino a dedicare le notti per mettersi a disposizione degli altri sulle ambulanze come fanno migliaia di volontari ogni giorno: tutto ciò che è reale, concreto, gratuito contribuisce a costruire una realtà migliore. Questa è la visione che anima la Lega dalla sua nascita. Quanto alla questione gender, per quanto possa essere assurda una teoria psicologica, mi preoccupo di più se un circo mediatico ben addestrato cerca di trasformarla nell’unica verità scientifica ammissibile, mentre chi la contesta viene  marchiato come pericoloso reazionario.  

Passiamo a qualche punto preciso. A proposito di famiglia: quali misure concrete propone la Lega in favore delle famiglie con figli?

La nostra proposta per invertire il drammatico decremento della natalità si fonda innanzitutto su far ripartire il lavoro, vera base di qualsiasi progetto familiare; nel frattempo occorre intraprendere politiche sociali incentrate sulla natalità, prendendo spunto dal modello francese, a partire dal garantire la completa gratuità degli asili nido. Più in generale è urgente ricreare condizioni di sistema in tutti gli aspetti della vita sociale ed economica tali da favorire la nascita di nuove famiglie.

Sull’adozione prospettata per le ‘unioni di fatto’ omosessuali, qual è l’atteggiamento della Lega?

Noi crediamo che un bambino per crescere equilibrato abbia bisogno di un padre e di una madre. Quanto alle adozioni, la legge attualmente in vigore prevede una valutazione caso per caso da parte della magistratura specializzata nei minori, con diversi gradi di coinvolgimento del diretto interessato. Mi sembra ingiusto che una materia così delicata sia stata usata come una clava per affermare presunti diritti generali inesistenti .

E sulla ‘legge Scalfarotto’, pretesa contro l’ ‘omofobia’, in attesa di essere esaminata dal Senato?

Il rispetto nei confronti di tutte le persone è sempre inviolabile e deve essere una priorità da garantire. La ‘legge Scalfarotto’ è un’altra legge inutile che ha ‘rubato’ tempo prezioso che si poteva investire sui problemi reali del Paese

 

PER LA LEGA LA DROGA E’ SEMPRE DROGA: LA PRIORITA’ E’ COMBATTERLA, NON LEGALIZZARLA

Sempre e ancora emergono proposte per la liberalizzazione della droga, distinguendo ad esempio tra droghe cosiddette ‘pesanti’ e droghe cosiddette ‘leggere’: come si pone la Lega sulla questione?

Ecco un altro esempio di leggi inutili che hanno occupato tempo prezioso che si poteva investire per i problemi del Paese. Per la Lega la droga è sempre droga. La priorità è combatterla, non legalizzarla.

C’è poi una proposta che ha suscitato lo sconcerto di alcuni cattolici, quella del ripristino delle ‘case chiuse’, con una prostituzione ‘controllata’ come qualche decennio fa. Lei come la giustifica?

E’ una proposta di realismo. Piuttosto che continuare a tollerare il racket orrendo e la violenza che vediamo nelle nostre strade, crediamo che regolamentare e tassare la prostituzione sia il modo più efficace per salvare tante donne dalla schiavitù della strada. E' una proposta di civiltà che viene applicata in tanti Paesi, anche europei, con ottimi risultati.

 

P.S. Sabato pomeriggio 24 febbraio si è svolta a Milano, in piazza Duomo, una corposa manifestazione elettorale della Lega. Gli insospettabili Repubblica.it  e Corriere.it (insieme con tanti altri) hanno riferito in tempo reale di “Folla in piazza Duomo” e di “Piazza Duomo piena”: le foto pubblicate erano (e sono ancora reperibili sul web) inequivocabili.

Sabato ci chiedevamo – senza farci troppe illusioni -  come avrebbe riferito del comizio leghista il quotidiano ‘Avvenire’ di domenica 25: non siamo stati delusi… il foglio catto-fluido si è anzi superato quale tappetino del centro-sinistra. Giudicate voi.

A pagina 5, il grande titolo è (con foto militante di pari grandezza) “Roma, la piazza unisce la sinistra”, con il sottotitolo “Al corteo dell’Anpi Gentiloni, Renzi e Bersani sfilano assieme” (che il tutto riveli il grande sogno catto-fluido, come emerge anche dal lungo articolo turiferario?).

Al centro della pagina un titolo (assai più piccolo) rimanda a una non ben precisata “Tensione con Casapound” a Milano e il sottotitolo così suona: “Salvini giura con il Vangelo. Delpini: parli di politica”. Nel sommario: “La destra scende in piazza con cortei e presidi, in un clima da ‘anni di piombo’. Tafferugli e scontri, protagonisti ancora i centri sociali”.

E dov’è finita piazza Duomo piena (più della romana Piazza del Popolo, meta del corteo dell’Anpi) e pacifica?

‘Avvenire’, per la penna del turiferario meneghino di servizio, dedica sessanta righe agli avvenimenti del sabato milanese. Tutto l’ ‘incipit’ è per “tafferugli e scontri” attorno al comizio di Casapound, comprese alcune reazioni politiche. Solo alla riga 38 (e per altre 18) il turiferario rivela al lettore il comizio di Salvini: giusto, ça va sans dire, per sfogare la bile accumulata vedendo la piazza affollata anche di tanti volti giovanili, facce pulite e gioiose. Fa infatti improbabili confronti per evidenziare la “poca partecipazione”, nota che Salvini nel suo comizio “ha usato il Vangelo (tirando anche fuori dalla tasca un rosario)”… scandalo, scandalo, si è comportato come uno degli “sgranarosari” su cui sono caduti i fulmini papali… e si è ben meritato, scrive il turiferario, “la ferma reazione dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini: Ai comizi si parli di politica…” (bum bum…esternazione molto avventata e assai impudica, sapendo degli interventi in campagna elettorale di certi vescovi e sacerdoti, oltre che degli inviti a parlare in chiesa a cattolici-doc come la nota Bonino). Ancora: non poteva il turiferario irrancidito non evidenziare l’assenza “del governatore lombardo uscente ed ex-segretario federale della Lega Nord Roberto Maroni”.

Insomma… una cronaca di esemplare oggettività, da scuola di giornalismo etico: bravo ‘Avvenire’ che rinverdisce i fasti della migliore ‘Unità’ trinariciuta di felice memoria… è così che si guadagna la pagnotta dal centro-sinistra (e si salva magari anche l’8 per mille)!