MARCIA VITA : “POCHI MA PERICOLOSI”, Il ‘DOMANI’ IN ALLARME - di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 25 maggio 2021

Sabato 22 maggio tra il Vittoriano e i Fori Imperiali si è tenuta la decima edizione (stavolta ‘statica’) della ‘Marcia per la Vita’. Il quotidiano “Domani” domenica 22 maggio ha lanciato l’allarme: “Pochi ma pericolosi”. Considerazioni e citazioni ragionate. Presenti gli ambasciatori presso la Santa Sede di Polonia e di Ungheria (che ha anche intonato il ‘Regina Coeli laetare’)

Si è svolta sabato 22 maggio a Roma la X edizione della ‘Marcia per la Vita’, a 43 anni di distanza dalla promulgazione della Legge 194, applicata fin da subito come legge abortista.

Il giorno dopo il Domani (quotidiano di sinistra laica e riformista edito da Carlo De Benedetti dopo il suo divorzio da Repubblica) ha dedicato l’intera terza pagina alla manifestazione, sotto il titolo “Pochi ma pericolosi: la marcia che attacca i diritti delle donne”. Nell’articolo una brillante scrittrice-testimone oculare, Ginevra Lamberti, si dice esterrefatta: “Sono in compagnia di un’amica e condividiamo la medesima sensazione di stordimento” davanti a quanto accade. Alle due non è risparmiato nessun orrore, oltre ai discorsi dal palco sul doveroso impegno civile di difendere i bambini non nati: “Una donna si aggira brandendo un grosso crocifisso, un uomo vestito da orsetto distribuisce palloncini ai bambini, altri uomini in abito talare saltano intonando canti, un addetto alla sicurezza gira mano nella mano con quella che sembra essere una persona vestita da Minnie”. Tanto che – scrive la Ginevra in via di svenimento – “la mia amica, allontanatasi per esasperazione, torna porgendomi delle focaccine farcite”, così da rimettersi un minimo in forze. Niente da fare, le commensali continuano ad essere profondamente turbate: “Masticando le focaccine esprimo le mie preoccupazioni, lei non riesce a prenderli sul serio, ma si interroga incredula sul senso di un’ideologia basata sulla limitazione della libertà altrui”. A consolare il duo in gramaglie un pensiero forte: “L’enorme conquista che è la pillola del giorno dopo, le unioni civili, la necessità di una legge contro l’omotransfobia”. Però, a dire il vero, neanche lì c’è da star tranquille…

Povere creature sensibili, sommosse fin nelle viscere dall’orrendo spettacolo di impronta medievale allestito per somma beffa tra il laicissimo Vittoriano e i paganissimi Fori Imperiali! Vogliamo dunque offrire – a futura memoria - alla Ginevra (sperando anche che presto trovi un Re Artù o almeno un Lancillotto che le possano alleviare le pene) e a chi come lei si sente rabbrividire di fronte a simili obbrobri, un’antologia ragionata di quanto detto dal palco per l’occasione. Magari ciò a qualcosa potrà servire: a insinuare qualche dubbio, magari piccolo piccolo, nelle certezze granitiche della Ginevra (certo legittimamente maturate nel suo percorso di vita)  e di chi – tanti e tante in questa società contrassegnata dall’imposizione in pompa magna del pensiero debole e fluido – la pensa come lei, senza porsi apparentemente nessun problema.  

 

L’ADORAZIONE EUCARISTICA DEL VENERDI’, UNA VERA ELEVAZIONE SPIRITUALE CON LA MEDITAZIONE DEL CARD. BURKE E IL CORO DEL MAESTRO PABLO COLINO

Come sempre, la ‘Marcia’ – coordinata dall’infaticabile Virginia Coda Nunziante – ha avuto un prologo ineludibile: l’adorazione eucaristica di venerdì 21 maggio nella Basilica di San Giovanni dei Fiorentini a via Giulia, presenti tra gli altri i cardinali Burke e Pell e gli ambasciatori di Polonia e Ungheria presso la Santa Sede. E’ stata un’ora e mezzo di vera elevazione spirituale, grazie anche ai canti del coro guidato dall’ottantasettenne maestro Pablo Colino (che ha accettato per l’occasione di tornare a dirigere dopo il suo ritiro ‘ufficiale’ qualche mese fa). Esposizione del Santissimo, Rosario, Benedizione eucaristica i momenti del rito accompagnati da ‘preghiere in musica’ come tra le altre Alta Trinità beata, Pange lingua, cinque antifone per i Misteri dolorosi, Adoro te devote, Tantum ergo, per concludere trionfalmente con Christus vincit e l’Inno Pontificio Roma immortale. Nella meditazione il card. Burke ( che è intervenuto anche alla ‘Marcia’ del giorno successivo) ha invitato a comportarsi quotidianamente da “soldati di Cristo” che combattono “la buona battaglia” in tempi “tragici” per il mondo e di “confusione” nella Chiesa. Sono tempi in cui “la Verità non è più vista oggettivamente, ma soggettivamente, così da soddisfare gli impulsi e i capricci umani”, in conformità alle “menzogne imposte” dal mondo “che si rivela contro Dio”.

 

LA ‘MARCIA’ DI SABATO 22 MAGGIO

Sabato 22 maggio 2021, come detto, si è svolta – in forma ‘statica’ -la decima edizione della ‘Marcia’, dopo la pausa forzata dell’anno scorso. All’inizio di via dei Fori Imperiali, dalla parte di Piazza Venezia si è ritrovato festosamente un migliaio abbondante di persone decise a testimoniare pubblicamente in favore del diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale. Come ampiamente previsto date le restrizioni e le paure persistenti per la situazione sanitaria, il numero di presenti era certo molto minore rispetto agli anni scorsi in cui la ‘Marcia’ si snodava per le vie del centro della capitale (con forte partecipazione nazionale e internazionale); tuttavia a ben considerare le cose la presenza numerica registrata in condizioni così sfavorevoli può persino essere ritenuta soddisfacente. Semmai il problema della partecipazione va molto al di là del contingente e riguarda le tante realtà cattoliche che si disinteressano perché troppo secolarizzate, ignorano volutamente o persino osteggiano la ‘Marcia’, soprattutto per ragioni di ‘politicamente corretto’.

 

GLI INTERVENTI UFFICIALI DEGLI AMBASCIATORI DI POLONIA E DI UNGHERIA. QUEST’ULTIMO INTONA ANCHE IL REGINA COELI LAETARE ACCOMPAGNATO DAI MANIFESTANTI

Quest’anno si è registrata negli interventi dal palco una novità rilevante: a nome dei loro governi ai presenti si sono rivolti anche gli ambasciatori di Polonia e di Ungheria presso la Santa Sede, Janusz Kotanski e Eduard Hasburg-Lothringen. E’ una novità certo che fa inorridire i sinistri d’ogni variante e prova dolorosi maldipancia nei ‘politicamente corretti’ per opportunismo come tanti cattofluidi (tanto da spingerli a ignorare tale sviluppo). Non solo: l’ambasciatore di Ungheria (su suggestiva ispirazione delle figlie, le principessine Asburgo-Lorena) al termine del suo intervento – batteva il mezzodì - ha intonato il Regina Coeli laetare alleluja. Una ‘prima’, che accolta con giubilo e compartecipazione dai manifestanti, deve aver provocato uno sbigottimento tale in laicisti,  radicalchic, zan-baleni da tramortirli per il resto della giornata.

 

GLI INTERVENTI DAL PALCO

Fabio Fuiano (presidente Universitari per la vita):  “Avete notato come i nostri avversari scendono sempre in piazza? (…) E’ significativo anche il caso della Polonia, in cui recentemente c’è stata una stretta sull’aborto eugenetico. La Polonia ci dice due cose: la prima che è possibile, lottando, ottenere emendamenti della legislazione vigente e, passo dopo passo, si può giungere anche all’abrogazione di leggi ingiuste. Nel nostro Paese la 194 sembra un pilastro intoccabile, ma non è così e siamo qui oggi a testimoniare anche questo! La seconda cosa è che i nostri avversari, per un piccolissimo passo del mondo pro-life polacco, non hanno esitato a scendere in piazza e manifestare. Non dialogano, ma manifestano e fanno pressione sul governo perché non ceda neanche di un millimetro a posizioni pro-life! Loro non scendono a compromessi”.

Janusz Kotanski (ambasciatore di Polonia presso la Santa Sede): “Oggi, a meno di tre decenni dall’enciclica ‘Evangelium Vitae’ (NdR: di papa Giovanni Paolo II ), abbiamo a che fare con trend, fenomeni socio-culturali e misure legali specifiche che cercano di sostituire la civiltà dell'amore con la civiltà della morte. Viene promosso un modello di vita che non solo giustifica i crimini contro la vita, ma in cui l'uccisione di bambini non nati viene presentata come un diritto inalienabile delle donne.

La famiglia è al centro della politica sociale del governo polacco. Nello specifico, vengono realizzati i seguenti programmi:

- Famiglia 500 più – un sostegno finanziario per ogni bambino;

- Buon Inizio – investimento dedicato all’educazione dei bambini polacchi, un supporto una tantum per tutti gli studenti;

 -Programma Bimbo più – finanziamento per lo sviluppo delle istituzioni che si prendono cura dei bambini fino al terzo anno di età; -Carta della Famiglia Numerosa  - un sistema di sconti e servizi aggiuntivi alle famiglie che hanno più di tre figli.

Stanno già portando i buoni risultati e sono un grande investimento per il futuro della nazione e quindi credo che valga la pena seguirli!”

Eduard Habsburg-Lothringen (ambasciatore di Ungheria presso la Santa Sede): "Vi porto un bel messaggio dall’Ungheria. Il messaggio centrale è che: è possibile incoraggiare le famiglie a dire di sì alla vita! Il governo ungherese lavora da nove anni con una politica familiare attiva per questo scopo, e abbiamo ottenuto risultati bellissimi: un aumento dei matrimoni del 40%, un calo dei divorzi del 25%, una diminuzione degli aborti del 30%. Solo nel 2019 abbiamo avuto una crescita del 9,4% nelle nascite e una crescita del 10% nei matrimoni.

Che cosa serve per un tale cambiamento? La preghiera per un continente molto malato. La volontà del governo di impegnarsi per la famiglia. Per aiutare le famiglie e trasmettere il messaggio che tanti figli sono un regalo per la società bisogna dare soldi in mano, aiutare le famiglie economicamente: con prestiti a fondo perduto, con tasse ridotte o abolite, con aiuti finanziari per la casa o per un nuovo family van. Ma le misure non si fermano qui. Serve un cambiamento di attitudine. Ci vuole la visibilità della famiglia nello scenario pubblico. Politici, star, attori con famiglie e bambini che si presentano anche dal vivo. E per concludere è sempre un grande aiuto se i membri chiave del governo non sono solo cristiani, ma parlano ed agiscono da cristiani. Perché fede cristiana e famiglia vanno insieme!"

John Smeaton (fondatore e presidente della Società inglese per la protezione del bambino non nato): "Ai miei bravi colleghi pro-life che sostengono che dovremmo tenere la Chiesa fuori dalla battaglia per la vita, pongo rispettosamente la domanda di San Pietro a Nostro Signore: Da chi andremo? La Chiesa, e solo Essa, ha parole di vita eterna.

Ho lavorato per 47 anni nella battaglia pro-life operante in Gran Bretagna. (…). Credo che se in Gran Bretagna avessimo anche un solo buon vescovo che proclamasse il Vangelo di Gesù Cristo, un buon vescovo che proclamasse la verità sulla sessualità umana (…), credo che questo buon vescovo potrebbe fare di più in 47 giorni per porre fine all'aborto di quanto abbia fatto io in 47 anni. (…) Vi invito a pregare che Dio ci dia un buon vescovo in Gran Bretagna e io pregherò per i vostri vescovi in Italia".

Anna Bonetti (sorda dalla nascita per un’anomalia congenita, ha imparato a parlare a cinque anni – testimonial di ProVita&Famiglia ): Nella mia vita la sordità è stata spesso vista come una disgrazia e a scuola sono stata spesso vittima di bullismo ma devo soprattutto alla mia sordità la persona che oggi sono, e proprio grazie ad essa ho capito l’importanza di difendere la vita umana innocente sin dal grembo materno. Anche coloro che vivono la mia stessa condizione vengono eliminati per mezzo della diagnosi prenatale (…) Un paradosso inconcepibile, specie per una società che si fa paladina dei diritti di tutti e, poi, elimina prima della nascita chi è ‘troppo diverso’.

A volte vi è la concezione che essere contro l’aborto significhi essere contro la libertà, mentre l’unica libertà che viene negata è quella del concepito, che in quanto essere umano non ha alcun diritto. Sono convinta che non si possa parlare di ‘diritti umani’ o di tutelare le fasce più deboli se non siamo in grado di assicurare il più fondamentale dei diritti umani: il diritto alla vita”.

Anna e Dario Alinti (coppia che prima ha vissuto l’esperienza dell’aborto, poi ha conosciuto l’accompagnamento de ‘La vigna di Rachele’): “(Anna) L’aborto è un dolore che non si cancella e che le donne si portano dentro per tutta la vita; e sono convinta che questo valga anche per chi non ha fede, sono ferite indelebili che sanguinano ogni giorno. Penso che se accanto a me quel giorno di 40 anni fa ci fosse stato qualcuno che anche solo mi avesse teso la mano magari sarebbe andata diversamente. Io parlo per esperienza personale, nessuno mi ha legata e obbligata ma in fondo al cuore aspettavo solo che qualcuno mi dicesse di scendere da quel lettino.

(Dario): Allora non sono riuscito a star vicino a mia moglie… è la cosa che mi ha ferito di più. Se non avessi fatto il vigliacco, dicendo ‘Pensaci tu, decidi tu’, secondo me non avrebbe abortito".

Mons. Antonio Suetta (vescovo di Ventimiglia-San Remo): “La principale causa della denatalità che spegne e mortifica soprattutto il mondo occidentale è la piaga dell’aborto, e non soltanto per i numeri – cifre da paura e da autentico genocidio -, ma anche per la mentalità da esso presupposta e, purtroppo, ulteriormente incrementata, una mentalità individualistica, edonista e priva di prospettiva verso un autentico orizzonte antropologico e un effettivo bene comune (...) La disobbedienza al comandamento di Dio è purtroppo foriera di una serie di sovvertimenti, che sotto le inadeguate e mentite spoglie delle libertà personali e dei diritti individuali, minacciano uno dei capisaldi della umana convivenza: la famiglia. Il dibattito in corso sul ddl zan ne è amara conferma.

Come vescovo della Chiesa di Cristo, sento forte la responsabilità incombente sui pastori: “consapevoli del ruolo ad essi spettante, non si assumano mai la grave responsabilità di tradire la verità e la loro stessa missione esponendo idee personali contrarie al Vangelo della vita quale il Magistero fedelmente ripropone e interpreta” (Evangelium Vitae, n. 82)

Non dobbiamo temere di affrontare una cultura di morte dilagante, di annunciare i tesori della nostra fede e della sana ragione, di contrastare anche i poteri più forti con tutti i mezzi… e, neppure tanto sommessamente, ricordo: anche con il nostro voto. (…) Lo ribadisce con altrettanta chiarezza la Nota Dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica della Congregazione della Fede del 2002. (…) Con buona pace, anzi con salutare tormento, di chi tanto in Europa come oltreoceano si arrampica sugli specchi per conciliare fede cattolica con sostegno all’aborto o ad altre situazioni contrarie alla legge di Dio! Può sembrare una battaglia impari, e umanamente magari lo potrebbe anche essere; non dimentichiamo però la storia di Golia e Davide: “Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l’asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti” (1 Sam 17, 45)".

A proposito di politici, in piazza ce n’erano alcuni di centro-destra (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Popolo della Famiglia). Matteo Salvini ha invece inviato un lungo messaggio, che così si conclude: “Chiederò ai governatori delle regioni governate dalla Lega di porre in essere a loro volta tutte le misure necessarie a garantire la salute della donna e del nascituro, aggiungendo risorse e offrendo tutto quanto necessario per non lasciare indietro nessuno, né per ragioni economiche o sociali, e neppure per ragioni legate alla disabilità. Ogni mamma e ogni papà sono autentici eroi, ma è ora di aiutarli seriamente nel loro compito così impegnativo Le sfide contro la vita non riguardano solo la nascita, ma anche gli anziani e i disabili, spesso abbandonati e spinti verso la ben triste proposta dell’eutanasia

Virginia Coda Nunziante (presidente della ‘Marcia per la Vita’, che ha concluso la manifestazione durante la quale è stata apprezzata anche la canzone di Andrea Caciolli realizzata per l’occasione): “La sostanza della Marcia per la Vita, fin dalla sua prima edizione, nel 2011, non è stata solo quella di marciare, ma quella di esprimere una presenza pubblica nelle strade, nelle piazze, ovunque possibile, per affermare che la vita è un dono indisponibile di Dio e per combattere l’iniqua legge 194, che ha legalizzato l’uccisione in Italia, sino ad oggi, di oltre sei milioni di innocenti. Tanto più assurdo se pensiamo che proprio mercoledì scorso la commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato l’iter che potrebbe apportare delle modifiche alla Costituzione inserendo la tutela degli “essere senzienti” (gli animali), della biodiversità e dell’ambiente. Gli animali sono essere senzienti, il bambino nel ventre materno no.

La Marcia per la Vita non è mai stato un movimento, ma solo un evento unitivo del mondo pro-life italiano. Un evento che svolgendosi nella piazza pubblica ha delle caratteristiche ben precise perché si rivolge all’opinione pubblica del nostro Paese. Conosco bene le posizioni di molti che combattono anche con grande generosità per la causa della vita pensando che dobbiamo limitarci ad affrontare il dibattito solo da un punto di vista razionale e naturale. Certamente questo è un buon punto di partenza. Ma a mio avviso non è sufficiente". 

P.S. Lunedì 24 maggio 2021, presso la Lumsa, è stato presentato sotto l’egida di ProVita&Famiglia il primo Rapporto sui costi di applicazione della Legge 194/1978, elaborato a cura di Benedetto Rocchi (professore associato di economia e impresa presso l’Università di Firenze) e di Stefano Martinolli (dirigente medico presso l’Azienda sanitaria universitaria giuliano-isontina a Trieste). Tra i relatori Filippo Maria Boscia (presidente Associazione Medici cattolici italiani) e Giuseppe Noia (presidente Associazione italiana Ginecologi e ostetrici cattolici). Della conferenza-stampa e dei contenuti del Rapporto riferiremo in una prossima occasione.