INTERVISTA AL CARDINALE PAUL POUPARD SULLA GRANDE MANIFESTAZIONE DI PARIGI  DEL 13 GENNAIO CONTRO I COSIDDETTI ‘MATRIMONI GAY’- di GIUSEPPE RUSCONI – febbraio 2013

 Per il porporato francese la mobilitazione potrebbe diventare necessaria anche in Italia

 

 

Ha ottantaduenne anni ma è sempre attentissimo all’attualità e conserva normalmente tutto il suo esprit de finesse nella valutazione degli avvenimenti. Quel che è troppo è però troppo e, sul progetto di legge francese per i cosiddetti ‘matrimoni gay’, il cardinale Paul Poupard – presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura - non esita a usare lo spadone contro i suoi fautori.

Eminenza, come ha vissuto la manifestazione di Parigi del 13 gennaio?

 

Secondo me è stata molto utile, tanto da rimanere nella storia. E’ stato un momento in cui si è fatto emergere dalle profondità del Paese ciò che si fonda sull’eredità bimillenaria del cristianesimo: la persona non è un oggetto di cui disporre a piacimento, da manipolare attraverso maggioranze effimere. Non si cambia una legge di natura, come quello dell’unione tra uomo e donna aperti alla procreazione, con una modifica legislativa. E’ un fatto di sopravvivenza della civiltà.

Ma il presidente Hollande e il suo governo si tappano le orecchie…

 Come lo prevedevo per Zapatero, lo prevedo anche per Hollande: per lui non c’è futuro.

In tutto l’Occidente si è scatenata un’offensiva contro la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna…

E’ stata data un’accelerazione a questa offensiva. In Francia, almeno, su stimolo del cardinale Vingt-Trois si è riusciti a scuotere milioni di persone che magari non vanno a messa, ma in ogni caso attendevano un segnale da parte di qualcuno che li incitasse a non tradire le leggi di natura.

Eminenza, in Inghilterra è stato approvato dalla Camera dei Comuni il cosiddetto ‘matrimonio gay’, in Italia ci sono appena state le dichiarazioni televisive del presidente del Consiglio uscente, Mario Monti, che ha rilevato come per ‘matrimonio gay’ e adozioni connesse sia solo questione di un po’ di tempo e di una maturazione della sensibilità…

Sono dichiarazioni molto gravi, frutto del cedimento alle pressioni di un gruppo che si è impadronito dei media. Del resto anche tra noi sarebbe opportuno essere molto attenti nelle nostre dichiarazioni a non offrire appigli ai nemici della famiglia naturale.

Dopo Parigi ci si dovrà mobilitare anche a Roma?

Se fosse purtroppo necessario, spero anch’io si segua la stessa strada!