TARQUINIO & SPADARO: AFFIDIAMOLI ALLA MISERICORDIA DELLO SPIRITO SANTO – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 29 maggio 2019

 

Qualche considerazione sulle elezioni europee di domenica e su alcune reazioni in campo ecclesiale, in particolare quelle del direttore de La Civiltà Cattolica e del direttore di Avvenire. Si distingue anche il direttore de L’Osservatore Romano. Ampio spazio anche alle affermazioni dell’arcivescovo lussemburghese Jean-Claude Hollerich, presidente della Comece.

 

 

Tirate le somme, le elezioni europee 2019 hanno dato diverse soddisfazioni a chi postula un’Unione europea più a dimensione di persona e meno di individuo. Il cammino della gioiosa macchina da guerra finanziaria e nel contempo libertaria – quella pilotata da chi persegue con mezzi potenti anche massmediatici sia l’omologazione della varietà di culture che del pluralismo di opinioni- si è certamente complicato e probabilmente un po’ inceppato. Ciò avremo modo di constatarlo man mano che si svilupperà la legislatura 2019-2024, dunque non in tempi brevissimi dato che al momento i partiti del potere costituito godono ancora della maggioranza dei voti (pur se saranno costretti a coalizioni più ampie di quelle del passato recente).

Sui 751 seggi disponibili, pesanti le perdite popolari e socialiste (una quarantina a testa), consistenti i guadagni liberali (grazie soprattutto al fatto che Macron è entrato nel loro gruppo) e dei verdi, mentre i partiti della destra dello schieramento politico assai o molto critici di modi e contenuti dell’azione dell’odierna Unione europea raggiungono complessivamente oltre 150 seggi. Un indubbio successo quest’ultimo e si evidenzia soprattutto con la conquista della prima posizione in Ungheria (Orban, popolare sì, ma ‘sovranista’, 52,3%), Polonia (Kaczinsky, 45,4%), Italia (Lega 34,3% - Fratelli d’Italia 6,5%), Gran Bretagna (Farage, 31,7%), Belgio (due partiti fiamminghi in testa con complessivamente il 24,9%), Francia (Marine Le Pen, 23,3%). In quasi tutti gli altri Paesi le forze definite ‘sovraniste’ hanno comunque ottenuto seggi, in genere guadagnando voti rispetto alle europee del 2014 (ad eccezione importante dell’Austria, dove – per motivi non ideologici, ma derivati da una vicenda grottesca dagli aspetti assai misteriosi - i liberalnazionali hanno perso un terzo dei voti rispetto alle ultime politiche, molto meno in confronto alle europee del 2014).  

C’è da rilevare che il mondo ‘sovranista’ è molto variegato. Accanto agli ungheresi di Orban (popolari di destra), troviamo conservatori come i polacchi di Kaszynski o Fratelli d’Italia della Meloni; la Lega è di per sé un unicum, che è originato dalla rivolta del ‘popolo del fare, del ben operare’. Molto diversa è la caratterizzazione ideologica di altre formazioni: per citare le più importanti, il Rassemblement National di Marine Le Pen, l’Afd tedesco, gli stessi liberalnazionali austriaci presentano non pochi aspetti inquietanti dal punto di vista democratico, conditi a volte de facto di minimizzazioni storiche inaccettabili di orrori passati e generalizzazioni preoccupanti per il tempo presente. 

In Italia la Lega di Matteo Salvini ha più che quintuplicato i voti rispetto a cinque anni fa e li ha raddoppiati se ci confrontiamo con le politiche del 4 marzo 2018; è primo partito in tutte le grandi circoscrizioni elettorali (comprese centro, sud, isole), nel Lazio del governatore piddino Zingaretti è primo partito e a Roma raggiunge un 26% (davanti c’è il Pd al 30%) che, solo a prospettarlo due-tre anni, ti avrebbero messo la camicia di forza. Rilevante anche il risultato di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che dal 3,7 delle europee del 2014 è passata al 4,4% delle politiche di un anno fa e all’odierno 6,4% (superando l’indebolita Forza Italia nella circoscrizione Centro).

Rallegrante che siano un bel pattuglione (attorno ai 25 sui 73 – 76 quando si concretizzerà la Brexit - della delegazione italiana) i candidati eletti che hanno sottoscritto i manifesti per vita e famiglia del “Comitato Difendiamo i nostri figli” e/o di “Pro Vita e Famiglia” e/o di “Citizen go”. Ci si attende naturalmente che onorino gli impegni presi in materia di difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, di difesa del matrimonio tra uomo e donna, di opposizione all’utero in affitto, di promovimento di politiche incisive in favore della natalità. Gi eletti pro vita e famiglia appartengono in maggioranza alla Lega, poi a Fratelli d’Italia (tra di loro anche la capolista Giorgia Meloni e il sindaco di Terracina Nicola Procaccini, di cui abbiamo ricordato nell’articolo di venerdì scorso 4 maggio la condivisione del documento elettorale dei vescovi della Comece), uno a Forza Italia. Per il resto, niente.

Il grande successo della Lega, inaspettato in tali proporzioni dopo le polemiche strumentali delle ultime settimane, è stato percepito – ça va sans dire – come un vero e proprio insulto da quella specie di armata Brancaleone che fin dalla sera del 4 marzo 2018, in un crescendo apocalittico, si era industriata in tutti i modi (dalla violenza verbale alle fake news, dalle intimidazioni anche fisiche a ogni sorta di sberleffi) per ostacolare l’ascesa del partito di Salvini. Dolorosissimi poi certi risultati come quelli di Lampedusa, Riace (dove l’indagato ex-sindaco Mimmo Lucano non ce l’ha fatta nemmeno a entrare in consiglio comunale…), Capalbio (buen retiro della gauche au caviar). E ci mettiamo anche il risultato di Laterina (Arezzo), nido di Maria Elena Boschi: lì la Lega ha vinto con il 36,3% (contro il 29,9% del Pd)…

Cosiddetti intellettuali come il noto Gad Lerner (uno per tutti, il più vergognoso) hanno parlato di ‘subcultura’ di chi ha votato per la Lega. A noi però interessano maggiormente le reazioni nel mondo ecclesiale. E c’è poco da rallegrarsi, a parte le dovute eccezioni come quella del cardinale Gerhard Ludwig Müller che ieri, in un’intervista al Corriere della Sera, si è distanziato dalla feroce crociata antisalviana dei vertici della Cei e del direttore de La Civiltà cattolica. Una crociata al contrario, di cui abbiamo assiduamente e ampiamente documentato in questi mesi (anzi anni) i contenuti, tali da trasformare parte della Chiesa istituzionale in partito politico e da ridurre al lumicino la sua credibilità italiana tanto da creare una grave divisione nel corpo ecclesiale. I risultati di tale campagna tanto scellerata quanto fallimentare sono sotto gli occhi di tutti dopo il voto di domenica 26 maggio.

Tra coloro che nel mondo ecclesiale hanno preso male, anzi malissimo, la grande vittoria di Salvini, emerge una coppia di campioni… Ricordate negli Anni Settanta i ‘gemelli del goal’ Paolo Pulici e Ciccio Graziani che nel 1976 portarono il Torino allo scudetto? E gli altri ‘gemelli del goal’ nella Sampdoria degli Anni Ottanta ovvero Gianluca Vialli e Roberto Mancini? Ebbene… qui siamo ai ‘gemelli dell’autogoal’: Antonio Spadaro e Marco Tarquinio. Sono naturalmente ben conosciuti dai nostri lettori: il primo come Turiferario Prezzemolo che a ogni tweet ravviva la circolazione del sangue ad almeno dieci fedeli, il secondo come Turiferario direttore o Tarquinio il Superbo che a ogni editoriale rischia di far perdere ad Avvenire almeno cinquanta copie. Due campioni nel loro settore dunque i ‘gemelli dell’autogoal’: insieme – con le loro furiose e scriteriate campagne anti-Salvini - hanno combinato e combinano tali danni nel mondo ecclesiale (con un crollo di credibilità dell’istituzione stessa) che – vedremo alla fine - abbiamo pensato di offrire loro un’ultima possibilità di redimersi…

 

PADRE SPADARO: UN GIGANTE NELLA SUA CATEGORIA

Incominciamo dal gesuita, la cui reazione palesemente rosicona a quanto successo domenica in Italia e nel resto dell’UE si è esplicitata in alcuni tweet . Ne citiamo uno: basta e avanza, con una serie di reazioni.

Il tweet accompagna una foto di Salvini mentre fa la prima dichiarazione post-voto nella notte tra il 26 e il 27 maggio. Dietro Salvini c’è una libreria con vari oggetti sui ripiani, davanti ai libri….

Annota lo Spadaro ruspante e indignato: “Ecco che fine ha fatto l’ìmmagine di Gesù: tra un tapiro e un cappello maga ‘Make America Great again’. Nel deposito dei simboli utili selezionati a festeggiare il proprio successo”.  Oooohhh, che scandalo… ma forse il Turiferario Prezzemolo conosce solo le sacristie e non sa che nelle case normali lo spazio vuoto dei ripiani davanti ai libri è consuetudine mettere ‘ricordi’, foto, oggetti che stanno particolarmente a cuore… ed è raro che in un appartamento di cattolici manchi l’immagine sacra. Com’è ridotta male La Civiltà cattolica… tra l’altro non ci ricordiamo di un giudizio così sprezzante quando ad esempio il presidente boliviano Evo Morales regalò a papa Francesco un crocifisso con falce e martello…

 

E ANCHE STAVOLTA UN FIUME DI REAZIONI CATTOLICHE PUNGENTI …

I tweet di padre Spadaro hanno ormai raggiunto una vasta fama. Il che implica un moltiplicarsi delle reazioni, per quel che constatiamo maggioritariamente pungenti. Qualche esempio, scelto tra i commenti al tweet sull’immagine di Gesù alle spalle di Salvini:

. Se imbastivamo trattative con chi voleva le nozze tra persone dello stesso sesso, non vedo quale sarebbe il problema nel parlare con chi affida l’Italia alla Madonna.

. Antó,  su,  almeno un po’ di stile nello straperdere.

. La smetta di fare politica e rendersi ridicolo. Si faccia un lungo cammino di espiazione, flagelli la sua boria. Nelle case delle persone i simboli religiosi sono accanto agli altri oggetti quotidiani. Si occupi degli arredi sacri nelle chiese, spesso non liturgicamente conformi.

. Ma il direttore di Civiltà Cattolica e uomo vicinissimo al Papa, perché deve abbassarsi a commenti da bassa politica di questo genere?

. La pianti. Sta scadendo nel ridicolo!! Mi vergogno di "pastori" come lei. Inutile in terra, ignorato in cielo.

. Grazie mille, padre Spadaro. La prego di continuare così. Prossime elezioni vogliamo la Lega a 70% e abbiamo bisogno di lei.

. Quando c’è la prossima riunione bilderberg ? No, perché vi devono dare nuove indicazioni. Forse , vi consiglieranno di convertirvi all’islam

. Quello scaffale non è la Chiesa. Vedere invece i politici pro aborto, eutanasia, etc. "predicare" nelle chiese mi pare un tantino peggio

.  Spadà, te brucia, eh? Lega primo partito ! OLE', OLE', OLE', me sa che quelli de Striscia er tapiro adesso lo porteranno a te, ah, ah. Va a farti un bel giro su un barcone coi to amici che te passa e lascia in pace er ministro vincitore. VIVA ER CORE IMMACOLATO VIVA CRISTO RE

. Ma Antonio Spadaro non potrebbe riposarsi almeno un giorno dal suo duro lavoro di ossessione verso Salvini, che almeno l'immagine di Gesù ce l'ha, a differenza di tanti atei e agnostici che lo ignorano, ancorchè fans di papa Francesco?

. Antonio Spadaro, ma se il tempo che perde ad utilizzare twitter lo utilizzasse per dire qualche Ave Maria in più? Lo sa che lei è un sacerdote di Cristo?!?

 

E ORA… LARGO AL DIRETTORE DI AVVENIRE!

Veniamo al Turiferario direttore ovvero Tarquinio il Superbo, che nella lunghissima campagna elettorale ha condotto impavido Avvenire al combattimento, al fianco di Repubblica (pur se come ruota di scorta). Si sa che Avvenire non esce il lunedì e dunque ha più tempo degli altri di elaborare le proprie valutazioni. In questo caso anche di spalmarsi la crema sui lividi e incerottarsi la faccia.

Roba da Mercoledì delle Ceneri (pur se senza la speranza della Pasqua)… ma neanche stavolta il giornale dei vertici della Cei ha pensato di spargersi il capo di cenere o di indossare un saio penitenziale. No, martedì 28 maggio  Avvenire è uscito mostrando la solita protervia ‘misericordiosa’ e fingendo che il ‘diavolo’ Salvini abbia ottenuto solo una mezza vittoria.

Come far passare il messaggio alle poche anime belle e a quelle già trinariciute che oggi costituiscono larga parte della platea (per modo di dire) dei lettori? Semplice: sostenere che Salvini, sì, ha vinto in Italia (e questo, come traspare dal titolo d’apertura e dal sommario in prima pagina, già procurerà guai al governo e all’Italia), ma – nel contempo- ha perso nell’Unione europea e ciò comporterà l’irrilevanza dell’Italia a Bruxelles). Tartufo – eccezionalmente con il naso alla Pinocchio - non avrebbe potuto fare di meglio.

Naturalmente la danza, intitolata Fake news, la conduce il Turiferario direttore, che certo interpreta la linea dell’editore e dunque della Cei presieduta da quel cuor di leone del cardinal Bassetti (proprio colui che qualche giorno fa ha negato di aver mai detto di non votare Salvini… un po’ di decoro, eminenza….non l’avrà detto esplicitamente, ma de facto è da mesi che le Sue propaggini mediatiche lo dicono con tanta chiarezza che l’ha capito perfino il mitico paracarro del Monte Ceneri che divide Lugano da Bellinzona…). Titolo “Le due monete del capitano”, occhiello: “Sovranisti vincenti in Italia, non nella UE”.

Subito Tarquinio il Superbo evidenzia che è andato a votare ‘solo’ il 56,1% e drammatizza il fatto (“Il segnale è lancinante”) che il resto degli elettori sia restato a casa. Potremmo ricordargli che la media dei 28 Paesi dell’Ue si aggira attorno al 50% e che è legittimo che qualche centinaio di migliaia o milione di delusi dal M5S se ne sia stato a casa per protesta.

Poi rileva il Turiferario direttore che in Europa (dovrebbe dire: nell’Unione europea) i risultati “sono netti e non equivocabili”, perché “hanno vinto gli europeisti (dovrebbe dire: i favorevoli all’odierna Unione europea), con una massa di consensi cospicua e mai prima così variegata”.  La situazione è un po’ più complicata di quel che afferma Tarquinio, che poco più oltre scrive di “limpida vittoria complessiva degli europeisti”. Risultati netti? Limpida vittoria? A noi pare che qualche dubbio sulla categoricità di Tarquinio sia più che lecito, anche solo considerando che popolari e socialisti per poter governare saranno costretti a spartire il potere con altri commensali (di sicuro voraci), in presenza n ogni caso di un’opposizione ‘sovranista’ molto rafforzata (checché ne pensi il Turiferario accecato dalla pervicace antipatia  -vogliamo essere buoni - contro il leader della Lega).

Inutile segnalare che le pagine che Avvenire dedica ai risultati delle elezioni sono punteggiate da titoli in linea con la strategia adottata per sminuire il grande successo di Salvini: “Fermata la scalata  sovranista: Strasburgo cerca un’alleanza” (ah… ma allora qualcosa è successo!); “Governo, Salvini dà un mese a M5S. Ma sale subito la tensione con l’UE” (vecchio trucchetto per mettere paura…); “Conti, in arrivo lettera da Bruxelles” (Che paura… bis); “Conti e migranti, isolati nella Ue “ (intervista a un collaudato statista di successo come Enrico Letta); “Il cuore nero dell’UE è stato bocciato” (Cuore nero?); “L’ondata sovranista non fa il botto” (intanto… è un’ondata!).  E ancora, tra le perle di un’analisi di Avvenire di ieri, martedì 28 maggio, a firma dell’acutissimo Giorgio Ferrari, troviamo: “Orban, sulfureo leader ungherese”, “l’armata delle tenebre populista-sovranista-xenofoba e euroscettica”. Non solo: l’acutissimo Ferrari azzarda un confronto tra “i giovani” che “verosimilmente hanno salvato davvero il voto di domenica” e “i vecchi” che, invece “dovunque hanno segnato il passo, sono arretrati, si sono arroccati chi fra le mura del proprio radicalismo chi dentro le proprie paure”. Il Ferrari sa leggere i numeri o va rimandato urgentemente in prima elementare a imparare a contare fino a dieci? … e poi, a ben vedere, è uno che discrimina con le sue (peraltro scombiccherate) generalizzazioni per categoria di età! Ma Avvenire pullula di discriminatori… vedi l’edizione di stamattina, mercoledì 29 maggio, in cui il sociologo ed economista della Cattolica Mauro Magatti osserva tra l’altro: “Dopo aver drammatizzato la questione dei migranti, ora Salvini, sulle orme di Orban, (NdR: due diavoli in un sol colpo…) fa sempre più esplicito riferimento alla religione cristiana giocata come risorsa identitaria. Pescando specie nei territori di periferia e tra gli anziani”. E bravo anche il Magatti: gli elettori di Salvini sono liquidati come vecchi ‘burini’, pensiamo anche illetterati. Così vanno le cose negli Anni della Misericordia.

 

L’AFFIDAMENTO DI SPADARO E TARQUINIO (MAGARI ANCHE MONDA) A….

Spadaro e Tarquinio… poveracci, come devono rosicare! Però si avvicina Pentecoste… saremo ‘cattivisti’, ma vogliamo fare anche noi un’opera buona… Affidiamo allora i ‘gemelli dell’autogoal’ allo Spirito Santo, perché misericordiosamente e generosamente fornisca loro – qualche decennio dopo la Cresima e in via del tutto eccezionale, una sorta di Indulgenza giubilare ad personam – quei doni di cui hanno dimenticato perfino il nome e di cui non detengono ormai che poche briciole: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio. Saremo esauditi? A dire la verità, siamo tentati dall’affidare allo Spirito Santo anche il Turiferario Armonioso, direttore de L’Osservatore Romano, il quale – nell’editoriale apparso nel pomeriggio di ieri - dopo una dotta disquisizione su ‘sciogliere’ e ‘absolvere’ , annota che, se la politica diventa “reattiva” (leggi: premia i ‘sovranisti’), “vuol dire che la paura ha preso il sopravvento. E la paura rende pazzi e spezza i legami”. Conclusione: chi ha votato per i ‘sovranisti’ non solo è un vecchio ‘burino’ (vedi Avvenire ), ma è anche “pazzo”. Che ne dite? Affidiamo anche Andrea Monda alle cure misericordiose e vivificanti dello Spirito Santo?  

 

QUANT’E’  BRAVO L’ARCIVESCOVO LUSSEMBURGHESE JEAN-CLAUDE HOLLERICH!

Jean-Claude Hollerich, presidente della Commissione delle conferenze episcopali dell’Unione europea, ha risposto in Sala Stampa vaticana – durante la presentazione del Messaggio papale per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato – a una nostra domanda sulla forte divaricazione emersa dal voto in diversi Paesi europei tra gli insistiti appelli di Santa Marta e di alcuni episcopati nazionali vaticani sul tema dell’accoglienza e l’opzione scelta da tanti elettori. Tra l’altro ha rilevato nella sua corposa risposta l’arcivescovo lussemburghese (compatriota del noto Jean-Claude Juncker): “Bisognerebbe fare un’analisi molto dettagliata sui risultati delle elezioni, ma penso che senza gli appelli del Santo Padre all’accoglienza e a quelli di tanti vescovi, parrocchie, comunità in Europa, il risultato sarebbe stato peggiore”. E bravo, mons. Hollerich, che ammette – un po’ diversamente da Avvenire - che le cose non sono andate così bene (vittoria “limpida” ha scritto  Tarquinio il Superbo) per gli “europeisti” (cioè per i fautori dell’odierna Unione europea, magari con qualche ritocco). E ancora mons. Hollerich nella sua corposa risposta: “Noi non facciamo politica ( NdR: ci è parso di notare in tempo reale un modificarsi della sua struttura nasale…) e non abbiamo un messaggio opportunista, ma come vescovi dobbiamo proclamare il Vangelo di Cristo. (…) Io non posso predicare altro che il Vangelo, quello di Gesù Cristo”.

Sempre lo stesso presule lussemburghese, a margine della conferenza-stampa, interpellato dal Turiferario cadetto e molto ruspante di Vatican Insider (al secolo Salvatore Cernuzio), ha poi curiosamente osservato – a proposito del voto italiano: “Penso che in Italia, come pure in tanti Paesi, i cattolici siano stati presi poco sul serio. La loro opinione non ha contato, per questo se qualcuno mostra – ad esempio – un rosario o qualcosa di simile, la gente dice: Ah, finalmente c’è qualche politico che guarda a noi“. Traduciamo: i tanti cattolici che hanno votato Salvini sono – nel migliore dei casi - dei poveri sprovveduti. E ancora bravo, mons. Hollerich!

Per concludere con mons. Hollerich, citiamo quanto ha tra l’altro detto a Vatican News, rispondendo alle domande del nostro ex-allievo Stefano Leszczynski: “Abbiamo un cattolicesimo che non è più tanto vivo. (…) Siamo diventati una Chiesa molto rituale, più ideologica che veramente di fede”. Ben detto, mons. Hollerich… “una Chiesa più ideologica che veramente di fede”… Foto perfetta di certi vertici della Chiesa italica e vaticana.

 

P.S. Nell’articolo di martedì 21 maggio “Contro Salvini: da Spadaro a Semeraro l’armata della Misericordia” (vedi  https://www.rossoporpora.org/rubriche/italia/871-contro-salvini-da-spadaro-a-semeraro-l-armata-della-misericordia.html ) abbiamo erroneamente attribuito a padre Antonio Spadaro – a proposito dell’impresa del cardinale Krajewski - un tweet che invece aveva ritwittato (e dunque e comunque fatto palesemente proprio). E’ questo: “Con una sola mossa Krajewski nel tombino cambia l’immaginario collettivo del cardinale: non l’uomo degli arcana imperii, elegante ed equilibrista, anziano e irraggiungibile, ma un militante della disobbedienza civile, un luddista del XXI secolo, vangelo e tuta da operaio”. In realtà il tweet in questione è stato partorito dall’immaginifico Turiferario Gazzettiere, al secolo Iacopo Scaramuzzi (Vatican Insider, Gazzetta di Santa Marta). Quello di Spadaro (scopiazzato da un articolo di Giuliano Ferrara sul Foglio del 14 maggio), è un altro: “ Il distacco dei sigilli dell’Acea per dare luce a donne uomini e bambini poveri di un palazzo occupato è un gesto apocalittico, rivelatore… Dai sotterranei del Vaticano esce un principe della Chiesa che si immerge nel ventre di Roma”. Se possibile, ancora peggio del ritwittato…