BERGOGLIO-VIGANO’: TROPPO COMODO IL 'FATE VOI IL VOSTRO GIUDIZIO'– di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 27 agosto 2018

 

Alcune considerazioni sul ‘caso Bergoglio-Viganò’, esploso ieri, domenica 26 agosto 2018,  con la pubblicazione su varie testate nel mondo di un dettagliato memoriale del nunzio apostolico emerito, che chiede tra l’altro le dimissioni di papa Francesco per aver ‘coperto’ per anni, pur sapendo, Theodor Mc Carrick, già arcivescovo di Washington e cardinale ‘progressista’ di Santa Romana Chiesa. La risposta di Bergoglio in aereo. I deliri da purghe staliniane del noto Luis Badilla e l’accusa da rogo inquisitorio dell’avveniristica Stefania Falasca.

 

 

Ieri, domenica 26 agosto 2018, su alcuni media è apparso un lungo e dettagliato memoriale a firma dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò. Nato a Varese nel 1941 Viganò è stato nunzio apostolico in Nigeria (1992-98), delegato per le rappresentanze pontificie (1998-2009), segretario del Governatorato vaticano (2009-2011), nunzio apostolico negli Stati Uniti (2011-2016, trasferimento  -pur molto prestigioso e delicato- originato dalle accuse di corruzione dentro la Chiesa contenute in alcuni scritti inviati dallo stesso Viganò anche a papa Benedetto XVI).

Il memoriale è stato dato a Marco Tosatti (“Stilum Curiae”). In Italia è stato pubblicato in anteprima da La Verità (le prime sette pagine dell’edizione di ieri, con il titolo d’apertura “Il Papa sapeva degli abusi sessuali del cardinale gay ma li ha coperti”) e da Aldo Maria Valli (“Duc in altum”). Nel mondo anglosassone è stato divulgato sul National Catholic Register, su Life Site News e sul network Ewtn. In area ispanica l’ha pubblicato Infocatolica, in area francofona L’homme nouveau e Riposte Catholique.

Occhiello de La Verità sotto il titolo di apertura: “Sconvolgente atto di accusa dell’ex-nunzio apostolico negli USA, che fa nomi e cognomi della potente lobby omosessuale della Chiesa. “Le mie denunce ignorate per anni, ora Francesco deve dimettersi”. Titoli d’apertura delle pagine interne de La Verità: “L’ex-nunzio apostolico negli Stati Uniti denuncia la lobby omosessuale della Chiesa”, “Il Papa sapeva degli abusi sessuali del cardinale gay. Però ha deciso di coprire tutto”, “Da Sodano fino a Bertone la Curia ha ignorato le direttive di Ratzinger”, “Ho detto a Francesco del prelato omosessuale. Ha cambiato discorso”.

 

CITAZIONI VARIE CON QUALCHE NOTA

 

Ed ora una serie di citazioni e annotazioni sull’argomento. I lettori fedeli di www.rossoporpora.org vi ritroveranno anche vecchie conoscenze del peggior mondo turiferario.

Il nunzio apostolico emerito Carlo Maria Viganò/1: (sull’udienza privata del 23 giugno 2013) “Subito dopo il Papa mi chiese con tono accattivante: Il cardinale Mc Carrick com’è? Io gli risposi con tutta franchezza e se volete con tanta ingenuità: Santo Padre, non so se Lei conosce il cardinale McCarrick, ma se chiede alla Congregazione per i vescovi c’è un dossier grande così su di lui. Ha corrotto generazioni di seminaristi e di sacerdoti, e papa Benedetto gli ha imposto di ritirarsi a una vita di preghiera e di penitenza. Il Papa non fece il minimo commento a quelle mie parole tanto gravi, e non mostrò sul suo volto alcuna espressione di sorpresa, come se la cosa gli fosse già nota da tempo, e cambiò subito di argomento”.

Carlo Maria Viganò/2: “Papa Francesco ha chiesto più volte totale trasparenza nella Chiesa e a vescovi e fedeli di agire con parresia. I fedeli di tutto il mondo la esigono anche da lui in modo esemplare. Dica da quando ha saputo dei crimini commessi da McCarrick abusando della sua autorità con seminaristi e sacerdoti. In ogni caso il Papa lo ha saputo da me il 23 giugno 2013 e ha continuato a coprirlo (…)”

Carlo Maria Viganò/3: (ha appena detto del comportamento curioso del Papa nei  casi drammatici dell’Honduras e del Cile): “Anche nella triste vicenda di McCarrick il comportamento di papa Francesco non è stato diverso. Sapeva perlomeno dal 23 giugno 2013 che McCarrick era un predatore seriale. Pur sapendo che era un corrotto, lo ha coperto a oltranza, anzi ha fatto propri i suoi consigli non certo ispirati da sane intenzioni né da amore per la chiesa. solo quando vi è stato costretto dalla denuncia di un abuso di un minore, sempre in funzione del plauso dei media, ha preso provvedimenti nei suoi confronti per salvare la sua immagine mediatica”.

Carlo Maria Viganò/4: “In questo momento estremamente drammatico per la Chiesa universale (papa Francesco) riconosca i suoi errori e in coerenza con il conclamato principio di tolleranza zero, papa Francesco sia il primo a dare il buon esempio a cardinali e vescovi che hanno coperto gli abusi di McCarrick e si dimetta insieme a tutti loro”

 

FRANCESCO AI GIORNALISTI: 'FATE VOI IL VOSTRO GIUDIZIO'

Papa Francesco, 26 agosto 2018, conferenza-stampa sul volo di ritorno Dublino-Roma, risponde a Anna Matranga (NBC), che aveva chiesto se fosse vero quanto scritto da Carlo Maria Viganò a proposito dell’udienza del 23 giugno 2013 e se fosse vero che papa Benedetto XVI avesse già sanzionato pesantemente McCarrick: “ Una cosa: io preferirei – anche se risponderò alla sua domanda – preferirei che prima parlassimo del viaggio e poi di altri argomenti… ma rispondo. Ho letto, questa mattina, quel comunicato. L’ho letto e sinceramente devo dirvi questo, a Lei e a tutti coloro tra voi che sono interessati: leggete voi, attentamente, il comunicato e fate voi il vostro giudizio. Io non dirò una parola su questo. Credo che il comunicato parla da sé stesso, e voi avete la capacità giornalistica sufficiente per trarre le conclusioni. E’ un atto di fiducia: quando sarà passato un po’ di tempo e voi avrete tratto le conclusioni, forse io parlerò. Ma vorrei che la vostra maturità professionale faccia questo lavoro: vi farà bene, davvero. Va bene così. Ha insistito la giornalista chiedendo quando papa Francesco avesse saputo degli abusi commessi da McCarrick: “Questo fa parte del comunicato su McCarrick: studiate e poi vi dirò”.

 

NdR: “Fate voi il vostro giudizio”… ma che risposta è questa ad accuse tanto gravi per la Chiesa, lanciate da un prelato indubbiamente illustre e che perdipiù coinvolgono in prima persona Bergoglio? Applicare il famoso (purtroppo) “Chi sono io per giudicare?” anche ad accuse del genere appare francamente e oggettivamente troppo comodo: in sostanza uno potrebbe pensare a una fuga dalle proprie responsabilità. Il tutto con conseguenze devastanti sull’opinione pubblica, in primo luogo quella cattolica.

La domanda fondamentale cui rispondere in questo caso è una sola: quanto scritto nel memoriale è vero o non è vero? E’ vero solo in parte? Dove è vero ed eventualmente è impreciso o errato, non rispondente ai fatti?  Si stia ai contenuti, invece di fuggire per la tangente o indagare sulle possibili intenzioni di Carlo Maria Viganò o riandare a episodi controversi della sua vita. Ciò che conta sono i contenuti… ma, com’era da aspettarsi, le manovre di depistaggio sono incominciate in grande stile, ben oliate dalla consueta macchina del fango con insulti a gogò verso il nunzio apostolico emerito. Un’altra bella immagine della “Chiesa della misericordia, dell’inclusione, dei ponti, del dialogo” e compagnia cantante…

Un paio di esempi preclari.

 

UNA PERLA PREZIOSA OFFERTA DA STEFANIA FALASCA SU AVVENIRE: C’E’ PUZZA DI ZOLFO!

Il primo è apparso ieri, domenica 26 agosto, su Avvenire in versione online. La firma è di una vera artista, la turiferaria di casa Stefania Falasca. La quale, ‘annegando’ qualche riga sul memoriale del’arcivescovo Viganò in un articolo sull’incontro del Papa con le famiglie, annota tra l’accorato, lo stupito e l’indignato: : “Sembra tuttavia che tutto questo fin qui detto e compiuto con limpidezza e rigore dal Papa conti niente. Proprio oggi infatti (NdR: questo passo è in neretto su Avvenire) è stato diffuso un documento di undici pagine firmato da Carlo Maria Viganò, ex segretario del Governatorato ed ex nunzio apostolico negli Stati Uniti, che venne allontanato dal Vaticano e inviato nella sede diplomatica di Washington nel 2011, chiaramente indirizzato contro papa Francesco. Testo nel quale l’ex nunzio chiede persino le sue dimissioni perché a suo dire avrebbe tolto delle sanzioni esistenti negli anni passati contro l’arcivescovo emerito di Washington, Theodore McCarrick, creato cardinale da Giovanni Paolo II, accusato di molestie e al quale Papa Francesco ha già imposto di vivere ritirato e tolto la porpora cardinalizia con una prima vera e radicale sanzione contro l’ex arcivescovo, che peraltro non ha precedenti nella storia più recente della Chiesa”

L’impressione è che Carlo Maria Viganò si sia reso autore di un delitto di lesa maestà, con un testo – continua auto-incendiandosi la Stefania – “esemplificativo delle personali battaglie di potere clericale di un prelato e dell’uso strumentale che ne viene fatto nella battaglia ingaggiata dalle lobby anti-Francesco e dai suoi addentellati nella Chiesa, nella politica internazionale e nella galassia mediatica antipapale e tradizionalista americana ed europea”.  E qui la Stefania, immedesimandosi in un Grande Inquisitore in attesa di consegnare Viganò al braccio secolare per un rogo purificatore, definisce il memoriale “un tentativo diabolico”. Che sia fresca reduce da un corso per apprendisti esorcisti?

 

IL TRIONFALE RITORNO DI LUIS BADILLA, IL GRANDE TURIFERARIO INQUISITORE

Il secondo esempio riguarda un bipede collaudato, esperto delle tecniche di disinformazione di tipo sovietico (magari in salsa castrista, con un pizzico di condimento allendista), il ben noto Luis Badilla, ex-esule cileno e direttore di quello che continua a essere considerato un sito paravaticano, Il Sismografo.

Esemplare il climax ascendente dell’informazione sismografica sul ‘caso Bergoglio-Viganò’. Domenica mattina 26 agosto, alle 7.15 il sito badillero annuncia la pubblicazione del memoriale su La Verità, accompagnando subito tale annuncio (condito di una breve citazione) con una premessa, che palesa già gravi problemi biliari: “Ovviamente si tratta di un documento "appetitoso e gustoso", in particolare per i blog, i blogger, i giornalisti e altri che combattono il pontificato di Francesco. Sono già in circolazione, in rete, analisi e commenti nonché la traduzione integrale in inglese del "papiro" di Viganò. E' evidente che si tratta anche di un'operazione studiata e organizzata a tavolino da lanciare proprio oggi, ultimo giorno del IX Incontro Mondiale delle Famiglie in Irlanda. Da giorni in certi particolari ambienti si mormorava: "Durante il viaggio in Irlanda ci sarà una sorpresina". E' questa? (NdR: il neretto è del Sismografo) 

Non passano cinque minuti ( sono le 7.20) che il direttor Badilla, in stato di agitazione sempre più evidente, pubblica il testo integrale del memoriale in inglese,  sotto il titolo di vago sapore western Il ritorno e la vendetta del nunzio Carlo Maria Viganò. Ecco la sua denuncia-testimonianza in inglese”.

Il Sismografo incomincia a dar conto reazioni giornalistiche da tutto il mondo e alle 11.57 pubblica anche il testo integrale italiano, cogliendo l’occasione per sferrare un attacco sotto la cintola al nunzio apostolico emerito per mezzo del titolo seguente: “Testo italiano della lettera dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, il prelato che dice di sapere molto ma che ha taciuto per oltre un decennio” (su quel “ha taciuto per oltre un decennio” è proprio così sicura la premiata rete informativa badillera?)

Ma è questa mattina, lunedì 27 agosto alle ore 8.00 – dopo una presumibile notte di macchinazioni mentali – che il direttor badillero, vero e proprio turiferario inquisitore, dà il meglio di sé, prendendosela anche il cardinale Burke (da tempo ‘bestia nera’ del virgineo Sismografo , intervistato da La Verità nel numero di oggi).  Leggere per credere.

Titolo (che lascia presumere una scarica descamisada di cazzottoni in faccia ai destinatari dell’invettiva) : “Ad alcuni membri della gerarchia cattolica occorre dire: basta!!... la Chiesa è di Cristo e non vostra. Avete superato ogni limite”.  Pensate un momento a un’eventualità fortunatamente non concretizzatasi: se Allende non fosse stato rovesciato, forse Luis Badilla sarebbe divenuto ministro dell’informazione cilena…

Della illuminante – oltre che raffinata - prosa badillera offriamo qualche scampolo:

Complotto internazionale. Era prevedibile, anzi, era certo. Se ne parlava in giro, con finta discrezione, da qualche settimana. L’operazione montata con la lettera dell’arcivescovo ed ex Nunzio negli USA, Carlo Maria Viganò, personaggio oscuro, bugiardo, ambizioso e intrigante, è stata preparata con sapienza e sicuramente è la prima di molte altre già in preparazione. Hanno scelto bene. Questo C. M. Viganò è uno che dal 2011 scrive lunghe lettere, a seguito di compulsive "crisi di coscienza davanti lo sguardo di Dio", in cui stila i suoi elenchi telefonici personali (nemici, avversari, concorrenti e altro) con l'unico scopo meschino di sputtanare veri colpevoli di misfatti gravi (sui quali però lui ha taciuto per anni) oppure confratelli innocenti.

Viganò, grande esperto di macchinazioni. Il personaggio che con la sua Testimonianza — la denuncia di ieri ne offre un ottimo autoritratto — non è nuovo alle cronache delle calunnie, delle mezze verità e delle insinuazioni manipolate. Carlo Maria Viganò in questa materia è un grande esperto e non perdona che due Papi abbiano detto “no” alle sue ambizioni cardinalizie, smisurate e mai nascoste.

Un altro Watileaks alle porte. Tutto fa pensare che potrebbe arrivare un altro Vatileaks, per usare un nome famigerato, e legato storicamente a questo Carlo Maria Viganò, presule che troviamo all'origine del primo Vatileaks,  dunque un’altra guerra di bande in cui si scontrano gruppi, cordate e amici degli amici, e tra loro i soliti giornalisti il cui nome e cognome conosciamo tutti poiché non nuovi al mestiere di far circolare e amplificare veline. Giornalisti che si offrono per essere usati. Si pensava che questa singolare specie fosse in via di estinzione, ma pare che non sia proprio così

Urgono farmaci contro la nausea. Questo spettacolo offerto da alcuni membri della gerarchia cattolica è deplorevole, peggio ancora, è nauseabondo. Le loro guerre misere e abominevoli non sono la Chiesa e la Chiesa non è una loro proprietà. Questi signori che si servono della Chiesa per consolidare o accrescere i loro interessi personali o di cordata sono dei nani morali che non meritano considerazioni di nessun tipo e a nulla servirà che si proteggano con titoli arcivescovili o vescovili e neanche cardinalizi. Avranno la legittimità giuridica di essere tali ma non hanno nessun legittimità morale. Nessuna! Loro stessi si collocano fuori dalla comunità ecclesiale.


Prelati ricchi e malvagi. Il danno che fanno alla Chiesa è irreparabile. Agiscono superprotetti, privilegiati, ben stipendiati, assicurati, e circondati da ossequiosità, e lo fanno per fare del male alla Chiesa anche se si nascondono dietro parole bigotte, pseudoreligiose e simulacri di spiritualità.

Al rogo Carlo Maria Viganò! Al rogo Raymond Burke! Basta con i “Viganò”. Basta anche con i "Burke". Ormai è troppo. Ma veramente troppo. Perché si dovrebbe lasciare la Chiesa di Cristo nelle mani di persone che si comportano in questa maniera? Perché? Chi sono? Basta un titolo gerarchico per avere, a prescindere di ciò che si fa o si dice, l'adesione e il rispetto dei fedeli, in particolare dei laici, del clero, delle religiose? I laici, ma anche il cloro e le suore e tanti altri, sono, come credono questi signori, una massa di pecore da usare come claque? Fino a quando questa parte della gerarchia cattolica, in Vaticano e nelle diocesi, continuerà a credere di poter spartirsi la chiesa - denaro, potere, influenze ... - come fecero con le vesti del Cristo ai piedi della croce?

Se non c’è legna sufficiente per i roghi, fuori gli arnesi (cari alle sinistre rivoluzionarie)!  E’ ora di stare attenti più che mai: tutti, in particolari i laici. Una risposta perentoria si deve organizzare e dare a questi signori che ormai hanno superato ogni limite e hanno perso il pudore e la vergogna.  NdR finale: almeno si riaprano i gulag, se proprio si vuol essere umanitari a tutti i costi!