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    PAROLIN: LA VIRGEN DEL PILAR PROTEGGA LA SPAGNA (CON PREMESSA)

    PAROLIN: LA VIRGEN DEL PILAR PROTEGGA LA SPAGNA (CON PREMESSA)– di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 13 ottobre 2022

     

    Su richiesta dell’Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede il Segretario di Stato ha presieduto il 12 ottobre, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, una concelebrazione eucaristica per la solennità della Virgen del Pilar. Nell’omelia il cardinale ha invocato la Virgen perché continui a ispirare nel popolo spagnolo, anche in tempi duri, fede, speranza, carità. L’ambasciatrice Isabel Celaá, già portavoce del governo Sanchez e ministro dell’Istruzione, ha letto un passo dagli Atti degli Apostoli...

     

    PREMESSA: UN PAIO DI DOMANDE...

    Prosegue la guerra in Ucraina e, a otto mesi dal suo drammatico acutizzarsi con l'invasione russa (dopo otto anni di conflitto definito a bassa intensità nel Donbass) in Italia partiti di sinistra e associazioni riferentesi a quell’area si stanno dando da fare per organizzare manifestazioni “per la pace” su cui ognuno intende mettere il proprio cappello... insomma più che una corsa “per la pace” sembra delinearsi una sfida per la vittoria numerica e di striscioni da esibire mediaticamente. In ogni caso si pone una domanda: ma gli organizzatori (in larga parte, tranne alcune realtà cattoliche come ad esempio la Comunità di Sant’Egidio) dove erano in questi mesi di guerra... forse impegnati a votare l’invio di armi in Ucraina, soldatini dei loro capitani a loro volta proni al governo a sua volta tetragono servitore di precisi interessi internazionali (magari a stelle e strisce)? Un’altra domanda sorge spontanea: non è che i ‘pacifisti’ a corrente alternata si sveglino solo adesso perché cambieranno a breve gli inquilini di Palazzo Chigi... e i nuovi – legittimati dalla volontà popolare - non saranno più dei compagni palesi e nascosti, ma avranno i colori del centro-destra, contro cui manifestare è un dovere e un piacere? C’è da scommettere che i nuovi inquilini saranno tacciati di essere guerrafondai dai ‘pacifisti’ a corrente alternata e dalla memoria così fragile da non ricordarsi di essere stati i più accaniti tifosi del governo Draghi sulla questione ucraina e i più assatanati detrattori di chi osava porre domande critiche in materia...

     

    A SANTA MARIA MAGGIORE LA MESSA PER LA VIRGEN DEL PILAR, PROMOSSA DALL’AMBASCIATA DI SPAGNA PRESSO LA SANTA SEDE E PRESIEDUTA DAL CARDINALE PAROLIN

     

    Mercoledì 12 ottobre 2022 in Spagna come da lunga tradizione (pur se denominata in modi diversi a seconda dell’epoca) è stata fiesta nacional. Per l’anniversario (quest’anno il 430.mo) della ‘scoperta dell’America’ ad opera di Cristoforo Colombo (il 12 ottobre 1492 approdò in un’isola delle attuali Bahamas, da lui chiamata San Salvador) e per la solennità della Virgen del Pilar. Proprio 400 anni fa, poi, la Spagna installava la propria ambasciata nel palazzo omonimo della Piazza omonima.

    Fiesta nacional, che si è onorata anche a Roma. Come d’abitudine con il ricevimento serale nella sede prestigiosa. Ma non solo, perché quest’anno l’Ambasciata ha voluto anche una messa nella Basilica ‘spagnola’ per eccellenza, quella di Santa Maria Maggiore. Una messa presieduta dal cardinale Segretario di Stato e dedicata alla Virgen del Pilar. Non è finita: è stata una messa in cui l’ambasciatrice ha letto un passo degli Atti degli Apostoli.

    Osserverebbe un marziano appena atterrato a Roma: “Eh...la Spagna dev’essere proprio una nazione cattolica... un faro del cattolicesimo contemporaneo...avrà un governo di devoti alla Chiesa di Roma.... e l’ambasciatrice sarà una sua degnissima rappresentante in tal senso...”

    Direte: ma ci stiamo prendendo in giro? Caro marziano, non sai che la Spagna è ormai molto secolarizzata (come del resto l’intero Occidente)? Non sai che ha il governo più laicista del continente? Non sai che l’ambasciatrice in Vaticano è Isabel Celaá, già portavoce e ministro dell’Istruzione di tale governo, che perdipiù ha legato il proprio nome a una riforma dei programmi scolastici non solo statalista, ma antropologicamente sovversiva? (vedi anche in questo stesso sito, https://www.rossoporpora.org/rubriche/vaticano/1051-santa-marta-e-spagna-curioso-vertice-bergoglio-yolanda-diaz.html e https://www.rossoporpora.org/rubriche/vaticano/927-spagna-il-mostro-rosso-rosso-come-la-repubblica-degli-anni-30.html )

    A questo punto il marziano ribatterà: “Sì, ma allora... come è stato possibile che la fiesta nacional sia stata solennizzata dalla messa a Santa Maria Maggiore? Un fatto curioso, sorprendente, anzi stupefacente! “

    Non è facile rispondere. Una grazia per l’occasione della Virgen del Pilar? Oppure c’è un tentativo di spiegazione meno celestiale e più umano? Lo vedremo dopo... intanto raccontiamo anche con qualche dettaglio com’è andata.

     

    UN RITO SOBRIO, AUSTERO

    Atmosfera delle grandi occasioni in Basilica. Organo in piena azione, coro della Cappella musicale liberiana, santa messa – sobria, austera - in spagnolo (e in latino nelle parti musicali, dalla Missa de Angelis). L’Ave Maria di Tomás Luis de Victoria all’Offertorio e, alla Comunione, un brano quattrocentesco del compositore di corte asburgica Heinrich Isaac (l’originario “Innsbruck ich muss dich lassen”) armonizzato liturgicamente e in latino. Nella ‘preghiera dei fedeli’ si è invocato l’aiuto divino tra l’altro per il Re di Spagna, poi per il Papa, per la comunità ibero-americana, per la fine di ogni guerra (in particolare di quella combattuta in Ucraina). Bandiere spagnola e europea a sinistra dell’altare, vaticana a destra. A far da corona all’ambasciatrice e al consorte, un folto gruppo di diplomatici oltre che diversi membri della comunità spagnola a Roma.  

    Chi sale al podio per la prima lettura? L’ambasciatrice Celaá. Che legge un passo degli Atti degli Apostoli (1, 12-14): “Allora (gli Apostoli) ritornarono a Gerusalemme ... entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano... tutti erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui”.

    Il Vangelo è di Luca (11, 27-28): “... Beati quelli che ascoltano la Parola di Dio e la osservano”.


    L’OMELIA DEL CARDINALE PIETRO PAROLIN

    Veniamo all’omelia del cardinale Parolin, incentrata sull’attualità sempre viva di Nuestra Señora del Pilar y Madre de la Hispanidad. Ne evidenziamo alcune sottolineature (nostra traduzione):

    . Rendiamo particolarmente grazie a Dio per la presenza di Maria Santissima per tutta la storia di Spagna, una presenza che risale già agli albori dell’evangelizzazione nel Paese, agli anni 40 dopo Cristo, grazie all’apostolo Giacomo.

    . Una tradizione veneranda, infatti, riferisce che l’Apostolo, sfiduciato per le grandi difficoltà incontrate nell’evangelizzazione, chiese un segno. Fu allora che gli apparve la Vergine Maria – che viveva ancora in carne mortale – in piedi sopra un pilastro di marmo. Maria chiese all’Apostolo che le si costruisse lì una chiesa, con un altare attorno al pilastro su cui stava e promise che ciò sarebbe rimasto fino alla fine dei tempi affinchè la virtù di Dio potesse operare miracolosamente per sua intercessione a beneficio di chi per necessità avesse implorato il suo patrocinio.

    . Molte generazioni di spagnoli, nel passato e nel presente, hanno implorato questo patrocinio . (...) Chiediamo fede, speranza e carità per noi e per tutta la Spagna, perché i nostri piedi siano saldi sopra la roccia. (...) Sono i veri ‘pilastri’ che permettono alla nostra casa  - personale, familiare e nazionale – di mantenere solidità e stabilità, impedendo che la pioggia, lo straripamento dei fiumi e la forza dei venti vengano a sfasciarla. (...) La Vergine Santissima incentrò la sua esistenza proprio sopra questi ‘pilastri’, dato che la sua fu una vita di fede, di speranza, di carità.

    . La mia domanda: è possibile chiedere fede, speranza e carità per tutta la Spagna .... tenendo conto che oggi la Spagna, come tutti i Paesi europei, è una realtà pluralistica, in cui molti non si riconoscono più nel cristianesimo? Se ciò da un lato ci rende tristi, dall’altro ci spinge a essere testimoni credibili della nostra fede, poiché desideriamo che tutti siano partecipi dell’allegria del Vangelo”. Allora, per rispondere alla domanda, penso che sia possibile pregare per tutti gli spagnoli. Lo possiamo fare, senza offendere nessuno, se intendiamo la fede – con un sentire un po’ ‘laico’ – come apertura alla dimensione trascendente della vita e ai valori spirituali, che garantiscono il rispetto e la promozione della dignità di ogni persona (...) Lo possiamo fare se consideriamo la speranza come tensione verso un mondo migliore e come lotta per guadagnarlo. Oggi il mondo manca di speranza (...) Ne necessitiamo molta! (...) Lo possiamo fare se siamo disposti a rispettarci a vicenda, disposti a dialogare, a offrire i nostri doni e a ricevere i doni degli altri per contribuire alla costruzione, mai conclusa, di una patria pacifica, attenta al bene comune, rispettosa della libertà religiosa e aperta alle necessità del mondo.

    . Vergine Santa del Pilar (...) proteggi la Spagna intera e assisti maternamente, o Madre celestiale, quanti ti invocano come Patrona dell’Ispanità. Così sia.

    Qualche considerazione: si sarà notato che nell’omelia il cardinale Parolin ha volato alto, evitando di citare nel dettaglio le molte criticità – non solo per i cattolici, ma per tutti gli amanti della libertà – dell’azione di un governo laicista come quello spagnolo. Tuttavia non ha mancato di evidenziare in modo ricorrente il legame collaudato tra storia di Spagna e presenza della Virgen del Pilar, il che è di per sè già significativo. E ha sottolineato  l’importanza dei valori spirituali, della protezione della libertà religiosa, oltre che del rispetto e della tutela della dignità di ogni persona. Qui la mente non può non riandare alla ormai lunga serie di leggi approvate dal governo Sanchez (degno erede in senso peggiorativo del governo Zapatero) negli ultimi anni. Leggi de facto anticattoliche e in genere gravemente lesive della libertà e della dignità di tanti spagnoli, oltre che antropologicamente e disastrosamente rivoluzionarie in omaggio al pensiero unico dei poteri dominanti nel mondo. Da notare anche, nell’ultima invocazione, quel “proteggi la Spagna intera”, con un aggettivo forse non casuale.

    Dopo la benedizione finale, l’ambasciatrice Celaá, nel suo ringraziamento, ha messo in evidenza i legami e l’interscambio reciproco nella storia tra Roma e Madrid. Riandando poi alla storia di Santa Maria Maggiore e rievocandone anche la tradizione che vede nella doratura del magnifico soffitto il primo oro portato dal Perù a Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona e da loro regalato a papa Alessandro VI, di cui è forte l’impronta nella Basilica (di cui fu arciprete).

    A concludere il rito, certo molto dignitoso, il canto dell’inno alla Virgen del Pilar.

    CHISSA’...

    Resta la domanda iniziale. Che rispondere al marziano stupefatto? Perché la fiesta nacional si è caratterizzata ufficialmente a Roma per la messa in onore della Virgen del Pilar? Una grazia inaspettata? O magari l’ambasciatrice Isabel Celaá non è in fondo così laicista come è apparso dai suoi atti quale portavoce del Governo Sanchez e Ministro dell’Istruzione? Ricordiamo che l’ambasciatrice, basca e socialista, si è laureata a suo tempo presso l’Università gesuitica di Bilbao, quella di Deusto... Forse alla legge sui programmi scolastici, denominata appunto Celaá, ha apposto solo la firma per ragioni di partito e di governo? E magari poi, per premiarne la fedeltà politica e il sacrificio fatto, è stata inviata proprio a Roma, come Ambasciatrice presso la Santa Sede, avendo più libertà di manovra? Intanto già il solo fatto della messa per la Virgen del Pilar non è certo di per sè  irrilevante. Diremmo anzi curioso, sorprendente, stupefacente agli occhi non solo del marziano di cui sopra. Per il resto, chissà...le capacità di intercessione della Virgen del Pilar non hanno limiti!

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