Il PAPA: M’IMMISCHIO, NON M’IMMISCHIO…L’ OSSERVATORE E IL MAZZO DI FIORI di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 19 febbraio 2016

 

M’immischio, non m’immischio; giudico, non giudico… papa Francesco sconcerta il mondo cattolico con le sue valutazioni altalenanti. Esse emergono regolarmente durante le conferenze-stampa in alta quota. Trump ‘non cristiano’, il ‘non m’immischio’ nel dibattito sulle ‘ unioni civili’, l’ambiguità sulla contraccezione. Ancora, riguardo alla ‘Cristiada’: nel silenzio generale, solo ‘L’Osservatore Romano’…

  

Purtroppo è diventata regola: l’incontro-stampa di Francesco con i giornalisti del volo papale alla fine di un viaggio apostolico cancella quasi del tutto nei media i contenuti più profondi di quel viaggio. E’ accaduto anche in occasione della visita in Messico: quanti si ricordano ancora di momenti molto intensi come il lungo ‘colloquio’ di Jorge Mario Bergoglio con la Virgen de Guadalupe o la celebrazione eucaristica con gli indios del Chiapas, pur tanto ricca di contenuti? Il fatto è che, volenti o nolenti a Santa Marta, dalla conferenza-stampa di giovedì 18 febbraio il mondo massmediatico si occupa quasi soltanto della definizione di “non cristiano” affibbiata dal Papa a Donald Trump (uno dei maggiori candidati repubblicani per le elezioni presidenziali statunitensi), del “non m’ immischio” sempre del Papa in relazione al dibattito sul disegno di legge Cirinnà per le ‘unioni civili’ (leggi: ‘matrimonio omosessuale’), dell’ ‘apertura’ alla contraccezione’ per evitare il virus Zika (e non solo). Sono i tre momenti della conferenza-stampa in aereo che lettori, ascoltatori, telespettatori, internauti si sono ritrovati davanti agli occhi frequentando – a partire da ieri sera- i media di riferimento.

La deduzione del lettore medio è semplice (volente o nolente Santa Marta): Donald Trump non può essere votato da un cristiano; per il ddl Cirinnà ognuno si consulti con la sua coscienza… ma niente barricate per evitare che passi; l’aborto è un crimine, ma la contraccezione è solo un male minore e quindi è accettabile.

 

TRUMP E CIRINNA’ 

‘Chi sono io per giudicare?’ Difficile dimenticare quanto disse (anche se il ragionamento era molto più complesso e riguardava gli omosessuali sulla via del pentimento per i loro comportamenti) papa Francesco di ritorno dal Brasile nel 2013. Dunque: niente giudizi su una persona, poiché sarebbero fuori posto. E’ una frase questa che è diventata un cult del politicamente corretto e viene evidenziata dai cosiddetti ‘progressisti’ ogni volta che sul tavolo si presenta un tema etico. Però si deve pur osservare che nell’aereo che da Ciudad Juarez volava verso Roma Francesco ha voluto colpire proprio una persona in carne ed ossa, decretando: “Non è cristiano”. E allora ci si può chiedere legittimamente: il giudizio di Francesco è a geometria variabile? La misericordia è solo un concetto astratto oppure selezionato?

Non solo: la sentenza di Francesco è stata subito sfruttata da alcuni per ragioni di politichetta nazionale italiana. Leggete un po’ di come ha riferito ‘Avvenire’, il quotidiano galantiniano. “Il Papa: alzare muri non è da cristiani”: è suonato così il titolone di apertura di prima pagina nell’edizione di venerdì 19 febbgraio. Con sottotitoli: “Sia dove sia, non è Vangelo” e “Trump lo attacca”. Leggendo tali proclami a che cosa avranno pensato i lettori non trinariciuti? Sicuramente all’Ungheria, all’Austria, ecc… ecc… ma soprattutto alla Lega Nord di Salvini: ‘scomunicata’ anch’essa. Ancora. Sempre nel sottotitolo di prima pagina ‘Avvenire scrive: “Trump lo attacca” ( attacca il Papa, in pagina: “Trump è insultante”). Anche qui, colleghi, un po’ di decoro. Se è vero che sul tema dell’immigrazione Trump ha espresso da tempo le sue opinioni (che si possono condividere oppure no), ieri il candidato repubblicano ha solo reagito all’accusa pesante fattagli da papa Francesco di non essere cristiano. Il che può anche essere, ma non è coerente che sia il Papa del ‘Chi sono io per giudicare?” a definirlo così. Eppure il quotidiano  “La Stampa’, quello del contenitore turiferario ‘Vatican Insider’, titola con compiaciuto consenso: “Francesco scomunica Trump”.

C’è di più: Francesco, definendo “non cristiano” Trump, è entrato a gamba tesa nella campagna per le presidenziali USA. Eppure, nella stessa conferenza-stampa in aereo, il Papa ha detto, a proposito del dibattito italiano sulle ‘unioni civili’: “Il Papa non si immischia nella politica italiana (…) perché il Papa è per tutti e non può mettersi nella politica concreta, interna di un Paese; questo non è il ruolo del Papa”. Se così è, perché Francesco è intervenuto nella delicata e complessa campagna elettorale statunitense?

Ancora di più: se leggiamo i giornali di oggi, il Papa è comunque intervenuto anche nella politica italiana sul tema delle ‘unioni civili’. Per Repubblica (prima pagina) Francesco è “neutrale sulle unioni civili” e addirittura per Alberto Melloni ha “garbatamente riconsegnato al suo posto nella storia” la ‘Nota’ del 2003 della Congregazione per la Dottrina della fede (leggi: cardinal Ratzinger) sulla necessaria coerenza di comportamenti dei parlamentari cattolici. Melloni purtroppo non ha certo tutti i torti quando fa tale considerazione. Il “non m’immischio” dilaga su tutti i media, anche quelli gratuiti della metropolitana, a suggerire che chi si batte contro l’approvazione del disegno di legge Cirinnà non gode di appoggi dal capo della Chiesa Cattolica. Come dire ai fautori: fate pure, che noi non faremo certo barricate. Ca va sans dire, questa è la linea dell’organo galantiniano ‘Avvenire’, vicino ai ‘cattolici poltronisti’ e anche a quelli ‘à la carte’ (al di là di certi titoli e proclami, molto più fumo che arrosto).

 

UN CASO MOLTO CURIOSO: L’ ‘OSSERVATORE’, IL PAPA  E LA CRISTIADA 

Sabato scorso 13 febbraio abbiamo pubblicato in questo stesso sito (e, in forma ridotta, sul Giornale del Popolo’ di Lugano) un’ampia intervista con padre Armando Flores Navarro, rettore del Pontificio Messicano. In tale intervista si è dato spazio anche alla memoria, sempre viva, della Cristiada, l’insurrezione popolare cattolica degli Anni Venti contro il governo messicano laicista e persecutore. Padre Flores Navarro aveva espresso la speranza che Francesco annunciasse la data della canonizzazione del quattordicenne portabandiera cristero Josè Sanchez del Rio (beatificato da Benedetto XVI) nella tappa di Morelia, nello stato di Michoacan (in cui si sono svolti i fatti). Ciò non è avvenuto. Del resto papa Francesco ha accennato alla Cristiada, ma senza nominarla, solo in una risposta durante la conferenza-stampa ad alta quota al giornalista Javier Martinez Brocal: (il popolo messicano) “è un popolo di una grande fede, anche ha sofferto persecuzioni religiose, ci sono martiri – adesso ne canonizzerò due o tre”. Durante il viaggio, secondo le fonti ufficiali, mai si è parlato di Cristiada.

Eppure l’ ‘Osservatore Romano’, per la penna di un giornalista collaudato, dagli occhi vispi e dalle orecchie ritte come Gaetano Vallini, ha riferito di un episodio ignorato dal’ufficialità. Leggiamo quel che scrive Gaetano Vallini nell’edizione del 18 novembre: “(Il Papa) in sagrestia (Ndr. dell’antica cattedrale di Morelia) ha incontrato quattordici rettori di università messicane e sei esponenti di altre religioni. All’interno della chiesa è stato invece accolto da seicento bambini della diocesi che frequentano il catechismo. Un incontro semplice, con i piccoli che hanno dato al Papa un chiassoso benvenuto. Ma, prima di prendere la parola, il Papa ha reso omaggio a Josè Sanchez del Rio, il beato quattordicenne martire durante la persecuzione dei cristeros che sarà presto canonizzato; ha deposto un mazzo di fiori su una statua bronzea che riproduceva il corpo riverso a terra, senza vita, e ha baciato una reliquia. Quindi ha salutato anche Lupita, la bambina che oggi ha sette anni, miracolata quando aveva appena tre mesi per intercessione del bambino. (…) E prima di invitarli (ndr: i bambini presenti) a recitare un’Avemaria, li ha esortati a seguire l’esempio di Josélito. Infine è sceso a salutarli, incominciando da quelli malati”.  

 

Se si guarda sul sito ufficiale vaticano, il fatto non esiste (almeno fino alla stesura di questo articolo). Neppure per ‘Avvenire’, la cui inviata liquida così quanto avvenuto: “Dopo aver incontrato nella Cattedrale anche alcuni leader di confessioni cristiane, papa Francesco non poteva non incontrare i giovani. (…) Nello stadio…”. Notiamo che il Papa ha deposto un mazzo di fiori e ha baciato una reliquia: in casi analoghi i turiferari e le turiferarie sono sempre pronti a esaltare le gesta del Pontefice, che seguono passo passo. Purtroppo si vede che il beato José Sanchez del Rio non era dalla parte ‘giusta’. Peggio per lui dunque se è stato ‘oscurato’ dalla corte di Santa Marta!