UNITI PER UNIRE: APPREZZAMENTO E TIMORI MUSULMANI PER FRANCESCO – www.rossoporpora.org – 7 dicembre 2013

 

Lunedì 2 dicembre 2013 si è svolta alla Camera dei deputati  una tavola rotonda su papa Francesco e il Medio Oriente. Promossa dall’associazione ‘Uniti per unire’ – presieduta dal medico musulmano palestinese Foad Aodi – la serata ha visto il coinvolgimento di diplomatici, analisti e giornalisti. Il sogno della pace in Terrasanta non sembra realisticamente vicino alla concretizzazione, stando a quanto emerso dalle varie relazioni.

 

 

Un centinaio i presenti nella Sala Aldo Moro della Camera dei deputati lunedì 2 dicembre 2013 per la tavola rotonda sul tema “Pace in Medio Oriente-L’eco di papa Francesco”. Li ha salutati Foad Aodi -  fondatore dell’associazione apartitica, culturale, trasversale ‘Uniti per unire” e presidente della Comunità del mondo arabo in Italia (Comai) -  ribadendo quanto già detto in precedenti occasioni: “Papa  Francesco per noi è un idolo”. In lui e nella sua azione “coraggiosa” i musulmani d’Italia ripongono molte speranze per una svolta storica in Medio Oriente e nei rapporti tra cattolicesimo e islamismo. Tuttavia, ha osservato il medico palestinese, “non si può nascondere il timore” che la volontà di papa Francesco “possa essere ostacolato dai nemici della pace e del dialogo”, che si trovano “anche all’interno della Chiesa cattolica”, in particolare “in settori potenti della Curia” e “in una parte dei fedeli”.

Gli interventi dei diplomatici arabi

Delle potenzialità dirompenti in positivo della politica di papa Francesco verso il Medio Oriente ha parlato anche il tunisino Zouari Zouheir, vice-ambasciatore due della Lega Araba a Roma. Gli ha fatto eco Mohammad Abdellatif Rebhi, vice-capo missione palestinese a Roma, che si è augurato  che il forte impegno del Papa riesca ad ammorbidire le posizioni israeliane in materia. In tal senso il previsto viaggio papale in Terrasanta (maggio 2014) potrebbe essere molto importante. Per il momento in ogni caso le prospettive di pace israelo-palestinese sembrano invero lontane, come dimostra il faticoso negoziato in corso tra le due parti.

L'intervento di Andrea Margelletti

Pessimistico il quadro dipinto da Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi internazionali (Cesi), che ha analizzato crudamente anche il fallimento delle cosiddette ‘primavere arabe’. Margelletti non vede spiragli particolari neppure per la situazione in Siria, sfuggita di mano a un Occidente che dapprincipio poco ha capito della posta in gioco in quel Paese. In tale contesto appare irrealistica oggi una soluzione a breve della questione israelo-palestinese: “Temo che neanche i nostri nipoti” riusciranno a vedere la pace nella regione, tanto più che sulla scena sono aumentati i fattori di instabilità grave, dalla catastrofe delle ‘primavere arabe’ alla situazione in Siria a quella – di persistente gravità – nell’Iraq che si voleva ‘liberato’. Ancora Margelletti ha richiamato l’attenzione sulla precarietà della condizione dei cristiani in Siria, che – come in altri casi (vedi Iraq) - si sono quasi naturalmente appoggiati al regime in carica (pur essendone forza di moderazione). C’è da immaginare che, una volta crollato il regime, i cristiani in ogni caso ne pagheranno le conseguenze, secondo la volontà espressa dai gruppi estremisti ormai dominati tra i ribelli (“Uccideremo tutti i cristiani”).  

Gli interventi di Daniel Atzori, Enzo Romeo e Lucia Goracci    

Il moderatore Salvatore Lordi (giornalista di Radio Dimensione Suono) ha poi dato la parola agli altri relatori invitati. Di dialogo interculturale e interreligioso come “via maestra” per la pace ha parlato Daniel Atzori, coordinatore editoriale della rivista  “Papers of dialogue”. Il giornalista del TG 2 Enzo Romeo ha invece evocato i grandi gesti di attenzione al dialogo interreligioso degli ultimi Papi, mentre Lucia Goracci (Rai News 24) ha voluto ricordare brevemente alcune delle sue esperienza da inviata in Medio Oriente.

Gli interventi di Giuseppe Rusconi e Elisa Pinna

Giuseppe Rusconi (‘Corriere del Ticino’ e www.rossoporpora.org) ha dapprima analizzato la popolarità di papa Francesco, che, se sulla politica estera e sulla vicinanza alla ‘carne di Cristo che soffre’ raccoglie un consenso pressoché unanime tra i cattolici, in altri campi (temi economici, non-interventismo in materia di valori non-negoziabili, decentramento della Curia, modi della comunicazione) è più controverso. Riferendosi agli sviluppi dell’attualità internazionale, Rusconi ha anche prefigurato il sorgere di un asse russo-vaticano – mitteleuropeo (Croazia, Ungheria), affiancato da una rafforzata collaborazione tra cattolici e ortodossi su alcuni temi specifici (vita e famiglia). Tale asse, soprattutto nelle sue componenti politicamente più in evidenza (Santa Sede e Russia) potrebbe essere molto benefico pure per i cristiani di Terrasanta. Ha concluso gli interventi Elisa Pinna, collaudata vaticanista dell’Ansa (e di Ansa Med) e grande conoscitrice del problema dei rifugiati palestinesi: anche lei si è dimostrata sostanzialmente pessimista su un reale progresso dei negoziati in materia. Tuttavia non ci si può rassegnare: la speranza è l’ultima a morire. E, nonostante tutto, non siamo ancora a questo punto. Serata dunque assai interessante per la varietà degli interventi che hanno consentito ai presenti di farsi un quadro non semplicistico della situazione mediorientale, spingendoli ad approfondire la riflessione su un tema tanto complesso quanto delicato per gli equilibri internazionali.