Ricerca

    UCRAINA/PAPA: FERMATEVI! - KIRILL, SHEVCHUK, MERCANZIN, MEDICI RUSSI

    UCRAINA/PAPA: FERMATEVI! - KIRILL, SHEVCHUK, MERCANZIN, MEDICI RUSSI -  DI GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 6 marzo 2022

     

    All’Angelus di domenica 6 marzo 2022 nuovo, accorato, drammatico appello di papa Francesco perché in Ucraina cessi il frastuono crudele delle armi. Poi: da interventi del patriarca Kirill, dell’arcivescovo maggiore ucraino Sevchuk, del fondatore del Centro Russia ecumenica don Sergio Mercanzin. Ancora: un appello di circa quindicimila medici e operatori sanitari russi.

    La guerra nell’Ucraina, invasa da e in più parti dall’esercito russo, è giunta ormai all’undicesimo giorno (non dimentichiamo che quella nella parte sud-orientale del Donbass tra esercito nazionale e separatisti è invece all’ottavo anno e ha provocato fin qui circa 14mila morti). L’attacco russo – rivelatosi tutt’altro che circoscritto e chirurgico – è già costato la vita, oltre che a migliaia di militari (spesso giovani mandati cinicamente al macello), a un numero imprecisato di civili, vittima dei ‘danni collaterali’ provocati da ordigni ‘intelligenti’ (parenti stretti di quelli lanciati su Baghdad e Belgrado). E anche negli ultimi giorni di veri e propri crudeli bombardamenti su zone residenziali - mirati a incrementare il terrore – che costringono alla fuga gli abitanti e di conseguenza ‘liberano’ dai civili le città così da poterle conquistare più facilmente. Addirittura, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità – sarebbero state vergognosamente attaccate strutture sanitarie. Morti, distruzioni, sfollati interni e profughi oltre frontiera: una tragedia –connaturata nel fatto stesso della guerra - che ogni minuto in più suona tanto dolorosa quanto intollerabile (anche per le connotazioni cristiane dei combattenti.) E’ per questo che ogni ulteriore “arma letale”  inviata in Ucraina rischia di accrescere morte, distruzione e profughi, ovvero persone costrette a rinunciare al calore di una casa propria, al frutto dei sacrifici di una vita, alla normalità della vita di famiglia, a convivere per tutto il resto della loro vita con un trauma dolorosissimo.  

    Difficile riuscire a mediare, tremendamente difficile arrivare a una tregua prolungata, a un cessate il fuoco, a una Kiev città aperta (come si chiede nella petizione promossa il 25 febbraio da Sant’Egidio – vedi https://www.rossoporpora.org/rubriche/papa-francesco/1064-ucraina-kiev-citta-aperta-papa-tornielli-martino-kissinger.html ).  Eppure bisogna crederci, agendo instancabilmente in tal senso, senza secondi fini subordinati a interessi di potere particolari. Ieri si è sviluppato un tentativo di mediazione – ancora in corso - condotto dal primo ministro israeliano Naftali Bennett, che è in contatto con le parti ed è volato a Mosca dove ha incontrato Putin. Un ruolo importante o di mediazione potrebbe essere assunto – come è nell’ordine delle cose - anche dalla Santa Sede, confrontata tuttavia a una vicenda molto complessa pure dal punto di vista dei rapporti interconfessionali.

    Intanto oggi, domenica 6 marzo 2022, papa Francesco nel dopo-Angelus ha di nuovo fatto un appello accorato per l’Ucraina. Lo riproduciamo:

    Cari fratelli e sorelle,

    in Ucraina scorrono fiumi di sangue e di lacrime. Non si tratta solo di un’operazione militare, ma di guerra, che semina morte, distruzione e miseria. Le vittime sono sempre più numerose, così come le persone in fuga, specialmente mamme e bambini. In quel Paese martoriato cresce drammaticamente di ora in ora la necessità di assistenza umanitaria.

    Rivolgo il mio accorato appello perché si assicurino davvero i corridoi umanitari, e sia garantito e facilitato l’accesso degli aiuti alle zone assediate, per offrire il vitale soccorso ai nostri fratelli e sorelle oppressi dalle bombe e dalla paura.

    Ringrazio tutti coloro che stanno accogliendo i profughi. Soprattutto imploro che cessino gli attacchi armati e prevalga il negoziato – e prevalga pure il buon senso –. E si torni a rispettare il diritto internazionale!

    E vorrei ringraziare anche le giornaliste e i giornalisti che per garantire l’informazione mettono a rischio la propria vita. Grazie, fratelli e sorelle, per questo vostro servizio! Un servizio che ci permette di essere vicini al dramma di quella popolazione e ci permette di valutare la crudeltà di una guerra. Grazie, fratelli e sorelle.

    Preghiamo insieme per l’Ucraina: qui davanti abbiamo le sue bandiere. Preghiamo insieme, come fratelli, la Madonna Regina dell’Ucraina. Ave o Maria…

    La Santa Sede è disposta a fare di tutto, a mettersi al servizio per questa pace. In questi giorni, sono andati in Ucraina due cardinali, per servire il popolo, per aiutare. Il cardinale Krajewski, Elemosiniere, per portare gli aiuti ai bisognosi, e il cardinale Czerny, Prefetto ad interim del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Questa presenza dei due cardinali lì è la presenza non solo del Papa, ma di tutto il popolo cristiano che vuole avvicinarsi e dire: “La guerra è una pazzia! Fermatevi, per favore! Guardate questa crudeltà!”.

    Diamo ora la possibilità di qualche spunto ulteriore spunto di riflessione sulla tristissima situazione. ione tratto da interventi (assai diversificati, come si noterà) del patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill, della guida dei cattolici ucraini di rito greco arcivescovo maggiore Svjatoslav Shevchuk, di don Sergio Mercanzin (fondatore del Centro Russia ecumenica) e da un appello di circa quindicimila medici e operatori sanitari russi.

    IL PATRIARCA KIRILL:  DALL’APPELLO DEL 27 FEBBRAIO – IL 3 MARZO HA RICEVUTO  IL NUNZIO APOSTOLICO GIOVANNI D’ANIELLO

    . Dall’omelia del 27 febbraio 2022 nella cattedrale di Cristo Salvatore:

    . Che il Signore custodisca la nostra Chiesa nell’unità. Che il Signore difenda i popoli, che fanno parte dello spazio unico della Chiesa ortodossa russa, dalla guerra fra loro. Non possiamo permettere alle forze esterne oscure e ostili di ridere di noi, dobbiamo fare di tutto per mantenere la pace tra i nostri popoli e allo stesso tempo proteggere la nostra patria storica comune da tutte le azioni esterne che possano distruggere questa unità.

    . Oggi la nostra preghiera particolare è per Sua Beatitudine Onufrij, per la nostra Chiesa, per i nostri figli devoti. Che il Signore custodisca la Terra russa. Quando dico “russa”, adopero l’antica espressione dalla “Cronaca degli anni passati”: “Donde è cominciata la Terra russa”. La terra di cui fanno parte la Russia, l’Ucraina e la Bielorussia, e anche altri popoli ed etnie. Che il Signore custodisca la Terra russa dai nemici esterni, dai disaccordi interni, affinché si rafforzi l’unità della nostra Chiesa e, per la misericordia di Dio, tutte le tentazioni, i pensieri maliziosi, le provocazioni si volgano indietro e il nostro devoto popolo in Ucraina possa godersi della pace e della tranquillità. Per questo si elevano le nostre preghiere di oggi. E chiedo a tutti voi di pregare in chiesa e a casa per Sua Beatitudine Onufrij, per i nostri fratelli e sorelle in Ucraina e per la pace.

    . Sull’incontro del 3 marzo 2022 con il nunzio apostolico Giovanni D’Aniello nella residenza patriarcale del monastero di San Daniele (dalla nota del Patriarcato di Mosca):

    . Salutando l’ospite, Sua Santità il Patriarca Kirill ha sottolineato che la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica romana svolgono un ruolo importante nel cristianesimo mondiale e le buone relazioni stabilite fra di loro aprono le prospettive di collaborazione in varie direzioni.

    . Sua Santità ha anche constatato: il Romano Pontefice Francesco “fa un contributo importante all’edificazione della pace e della giustizia fra i popoli”. “Conservo un ricordo molto bello del nostro incontro personale che, senza dubbio, ha aperto una nuova pagina nella storia dei nostri rapporti. Noi nella Chiesa ortodossa russa apprezziamo molto il fatto che tale nuova pagina è stata aperta”, ha constatato il Patriarca Kirill.

    . Egli ha indicato che la posizione saggia e prudente della Santa Sede su tante questioni internazionali corrisponde alla posizione della Chiesa ortodossa russa. “È importante che le Chiese cristiane, le nostre Chiese comprese, non diventino, volendo o non volendo, talvolta senza alcuna voglia, partecipanti a quelle complicate e contradditorie tendenze che sono presenti oggi nell’agenda mondiale”, ha sottolineato Sua Santità il Patriarca Kirill.

    . “Cerchiamo di mantenere una posizione pacificatrice, anche di fronte ai conflitti attuali”, ha detto “Poiché la Chiesa non può partecipare al conflitto, essa può essere solo una forza pacificatrice”.

     

    L’ARCIVESCOVO MAGGIORE SVJATOSLAV SHEVCHUK : DAL VIDEOMESSAGGIO DEL 5 MARZO 2022

    . Sia lodato Gesù Cristo, cari fratelli e sorelle in Cristo, vi saluto tutti da Kyiv. Oggi stiamo ormai vivendo la decima giornata di questa terribile guerra sanguinosa. Questa mattina in particolare il nostro pensiero è rivolto alle nostre città al nord, est e sud dell’Ucraina. L’Ucraina sta lottando, l’Ucraina sta pregando, l’Ucraina sta facendo il suo servizio.

    . Più di tutto oggi il nostro cuore si stringe dal dolore per le città assediate dal nemico, dove inizia una vera catastrofe umanitaria. Il nostro pensiero è rivolto a Mariupil, Volnovakha, Kherson. Il nemico assedia, blocca le grandi città impedendo agli abitanti di fuggire, ostacolando la consegna dei viveri mentre le città vengono bombardate dal nemico seminando la morte.  O Signore, salva il tuo popolo!

    . Ancora una volta oggi vogliamo rivolgere le preghiere alle nostre forze armate ucraine, alle nostre ragazze e ai ragazzi che con il proprio corpo come scudo proteggono l’Ucraina, che muoiono per la futura libertà della propria Patria. Dio, benedica le nostre forze armate, Signore, mandaci l’esercito celeste dei tuoi angeli, il tuo Arcistratega Arcangelo Michele, per difendere, sostenere e proteggere i nostri soldati.

    . Oggi desidero rivolgermi alla comunità internazionale: non dobbiamo tacere, facciamo tutto affinché i convogli umanitari possano raggiungere quelle città che oggi il nemico crudele ha stretto nella sua morsa.

     . Mi rivolgo di nuovo alla comunità internazionale: facciamo tutto per fermare questa guerra. Dio, salva l’Ucraina! Mandi alle persone la saggezza e l’intelligenza, o Signore, affinché il dialogo prevalga sulla guerra. Dio, benedici noi tutti. 

        

    DON SERGIO MERCANZIN, FONDATORE DEL CENTRO RUSSIA ECUMENICA: DA UN’INTERVISTA DEL 4 MARZO 2022 A VATICAN NEWS

    . Devo confessare uno strazio personale particolare. Sono cinquant’anni che mi dedico ai popoli slavi, ho nel cuore sia i russi che gli ucraini. Ho tanti amici in Russia e tanti amici in Ucraina. Vederli nemici per me è una angoscia quotidiana. Sono due popoli che amo e a cui ho dedicato tutto il mio sacerdozio. E’ uno scenario apocalittico che non mi sarei mai e poi mai aspettato. Peraltro ho sempre pensato allo sfaldamento dell’Urss come a un miracolo della storia. Quindici repubbliche si erano separate senza morti, cosa che sarebbe potuta succedere. Adesso, invece, vediamo, a distanza di tanti anni, questa guerra tra Paesi fratelli, e che sono fratelli non solo per motivi etnici e linguistici, ma anche per motivi religiosi.

    . Questa guerra non gioverà all’unità (dei cristiani). Qui vediamo in contrasto non tanto una confessione con un’altra, ma ortodossi contro ortodossi.  Ortodossi sono i russi e ortodossi sono gli ucraini, sebbene qui ci sia una minoranza cattolica di rito orientale e una di rito latino. La maggioranza degli ortodossi è passata dal Patriarcato di Russia a quello di Costantinopoli. Ciò ha rinfocolato un’assurda concorrenza che tra cristiani non dovrebbe mai e mai esserci.

    . Io penso che oggi la voce del Papa, e quella del Patriarca di Mosca, e quella dei diversi gerarchi della Chiesa ortodossa in Ucraina, potrebbero associarsi e davvero chiedere e, addirittura, pretendere che si facciano dei negoziati veri e sinceri perché si possa arrivare presto alla pace. In particolare, ritengo che il Papa e il Patriarca di Mosca possano fare veramente un appello urgente e drammatico a Putin perché cessi le operazioni belliche. Non sarebbe altro che mettere in pratica quell’accordo importante che nel 2016 il Papa ha firmato insieme al Patriarca Kirill per difendere insieme i cristiani nel Medio Oriente. Adesso succede una situazione paradossale: che si massacrano i cristiani ortodossi in Ucraina.

     

    DALL’APPELLO DEL 28 FEBBRAIO 2022 DI CIRCA QUINDICIMILA MEDICI E OPERATORI SANITARI RUSSI (PUBBLICATO DAL BRITISH MEDICAL JOURNAL DEL PRIMO MARZO)

    . Noi, medici, infermieri e paramedici russi, ci opponiamo fermamente alle azioni militari condotte dalle forze armate russe sul territorio dell'Ucraina. Non cerchiamo i colpevoli e non giudichiamo nessuno. La nostra missione è salvare vite umane. È difficile immaginare una professione più umana di un medico. E ora, in questo momento difficile per entrambi i paesi, chiediamo l'immediata cessazione delle ostilità e la risoluzione di tutte le questioni politiche esclusivamente con mezzi pacifici.

    . Come sempre, non dividiamo le persone in amici e nemici. Abbiamo giurato di aiutare qualsiasi essere umano, indipendentemente dalla nazionalità, religione o opinioni politiche. Ma oggi il nostro aiuto non basta. La guerra richiederà molte vite e paralizzerà così tanti destini che non avremo il tempo di aiutare nonostante tutti gli sforzi possibili. Tutti urleranno di dolore e grideranno alle madri nella stessa lingua.

    . Qualsiasi proiettile, anche se non raggiunge il bersaglio e non toglie la vita a qualcuno, porta comunque paura, panico e dolore. Dolore che contrae i cuori. Il cuore di tutti sta soffrendo ora. Civili'. Soldati'. Le madri e le mogli dei soldati. Bambini. Nessuno merita questa paura. Nessuno merita di essere ucciso o ferito. Accidentalmente o intenzionalmente.

    . La vita umana non ha prezzo. Ci vuole un momento per essere uccisi in azione, mentre il trattamento e il recupero delle vittime possono richiedere anni. E per i momenti della guerra di oggi, pagheremo molti anni dopo. Non importa come l'uso di armi letali sia giustificato, rimangono mortali. Mortale e causando dolore e sofferenza. Pertanto, seguendo i nostri giuramenti e mantenendo un trattamento umano e paritario di tutte le vite, chiediamo l'immediata sospensione di tutte le operazioni con l'uso di armi letali. 

    Ricerca