SCUOLA IN DIFFICOLTA’, MA AL LICEO GIULIO CESARE FESTA DEI TALENTI – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 11 giugno 2020

 

Sono tempi in cui la coesione sociale può apparire in via di sfaldamento. Anche nell’ambito scolastico. Molte scuole hanno però deciso di reagire. Anche il liceo classico Giulio Cesare di Roma, che ha mantenuto – pur se online – la festa delle eccellenze e dei talenti degli studenti delle classi di maturità: oltre cento i giovani premiati. Tra gli ospiti i cantautori Mariella Nava e Antonello Venditti (ex-alunno).

 

Le misure adottate dal governo in materia di contrasto alla diffusione del coronavirus hanno colpito duramente la società italiana, limitando sensibilmente diversi diritti costituzionali (di manifestazione, di movimento, di culto, di industria e commercio), con gravi conseguenze sociali, economiche, antropologiche, psichiche.  Pensiamo ad esempio all’aumento delle nevrosi, delle paure esistenziali, della violenza più o meno repressa, delle dipendenze da internet e della pedopornografia online, come emerso del resto chiaramente in quest’ultimo caso dalle indagini recentissime dell’Associazione Meter fondata da don Fortunato di Noto.

Anche la scuola in tutte le sue componenti ha sofferto molto per tali misure: pur se dirigenti e docenti hanno cercato in tanti modi di arginare le conseguenze negative sul diritto allo studio degli alunni, è innegabile che il danno sull’apprendimento già oggi appare importante. Lodevolmente si sono utilizzate, spesso tra mille difficoltà, piattaforme telematiche per la didattica a distanza. In qualche misura si è così riusciti a evitare, per quanto possibile e con disuguaglianze rilevanti (non solo tra le regioni ma anche all’interno delle grandi città), la rottura della continuità didattica e, non meno importante, lo sfaldamento di quella coesione sociale di cui la scuola è baluardo: tuttavia non è pensabile che non si ritorni fisicamente in aula, anche perché una comunità – perché sia vera e dunque incisiva - deve essere incarnata e non virtuale.

Il guaio è che ancora non si sa come realmente riprenderà la didattica in presenza. Al di là degli annunci, delle ipotesi, delle indiscrezioni provenienti dall’uno o l’altro ‘esperto’ di uno dei tanti Comitati di Salute Pubblica (pardon…Comitati tecnico-scientifici), ancora in Italia – diversamente da quanto accade in diversi altri Stati europei, Svizzera tra i primi - si naviga a vista. Si dovrà essere distanziati (quanto?), si dovranno dividere le classi, ci sarà un’alternanza per le secondarie superiori tra didattica in presenza e a distanza (e per quali materie?), si dovrà portare la mascherina (un’occasione di gran festa per i germi e un disturbo serio alla respirazione secondo diversi medici, un grave impedimento alla socialità e un trauma da museruola per gli alunni – e per i docenti - secondo diversi psicologi), si dovrà entrare scaglionati, si dovrà igienizzare a scadenza ravvicinata ogni sorta di arredi, si potrà andare al bagno solo accompagnati? E poi: chi pagherà le spese per le sanificazioni, le mascherine, le amuchine comunque si chiamino, i divisori in plexiglas (un’altra idea tra le più ‘brillanti’, anche se per il momento apparentemente accantonata)? Già normalmente le scuole faticano molto ad avere i soldi necessari per la loro gestione … figuriamoci in tempi eccezionali! Insomma: non invidiamo di certo i dirigenti scolastici impegnati nel tentativo generoso e disperato di far quadrare il cerchio per settembre.

 

IL 3 GIUGNO IL LICEO CLASSICO GIULIO CESARE DI ROMA HA PROMOSSO ONLINE LA TRADIZIONALE FESTA DELLE ECCELLENZE E DEI TALENTI DEGLI STUDENTI DELLE CLASSI DI MATURITA'

 

Per dare comunque un segnale di ottimismo vogliamo estrapolare qualche momento tra i tanti significativi di una cerimonia promossa da uno dei non pochi istituti che si sono dati da fare per mantenere la coesione sociale nel proprio ambito scolastico: mercoledì 3 giugno il Liceo classico statale Giulio Cesare di Roma (già ben noto ai nostri lettori) ha organizzato –stavolta forzatamente online – la “Festa delle eccellenze e dei talenti degli studenti delle terze liceo”, quelle di maturità.

Trasmesso in diretta da Radio Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, con cui il liceo collabora da anni) per voce del giornalista Fabio Sebastiani, il tradizionale appuntamento si è trasformato in un’occasione di condivisione comunitaria dei successi degli studenti distintisi per la qualità del loro impegno nell’una o nell’altra disciplina. E anche di convivialità sempre virtuale per la partecipazione di alcuni ospiti assai noti che hanno saputo sapientemente coltivare la propria vocazione in ambiti particolari.

Ben oltre il centinaio le studentesse e gli studenti menzionati per aver valorizzato i propri talenti. Senza voler far torto a nessuno, ci permettiamo di citarne tre in particolare tra quelli che hanno avuto un loro spazio all’interno della festa.

In primo luogo - in rappresentanza dei ‘novisti’ e degli ‘ottisti’- Micol Fontana, che ha conseguito una media da Monte Rosa del 9,75: “E’ valsa la pena – ha detto – di aver frequentato questi cinque anni di Giulio Cesare. Abbiamo imparato tantissimo e non tutto era scritto nei libri di testo. Abbiamo anche ampliato le nostre conoscenze, in una visione trasversale. Certo l’ultimo periodo è stato un po’ particolare, difficile. Ci è mancato il contatto fisico, ma in ogni caso siamo riusciti ugualmente a sviluppare la nostra personalità”.

Poi Elisa Cardoso, III G, in nome del gruppo di studenti che, per il Giorno del Ricordo 2020, hanno approfondito la nuova vita della comunità giuliano-dalmata nel  dopo-esodo. I giovani hanno visitato sia il quartiere giuliano-dalmata di Roma che i luoghi della Memoria a Trieste e dintorni (con la collaborazione dell'ANPIT, tra gli altri la Foiba di Basovizza, il Magazzino 18, il Centro Raccolta Profughi di Padriciano). La Rai ha presentato il lavoro in un documentario di mezz’ora che è stato trasmesso proprio il 10 febbraio (vedi in questo stesso sito https://www.rossoporpora.org/rubriche/italia/928-27-gennaio-10-febbraio-voci-ebraiche-mattarella-liceo-giulio-cesare.html ). Elisa Cardoso ha voluto ricordare il progetto - “uno dei più belli cui abbia mai partecipato, un’esperienza molto toccante”-  con una sua poesia, “Case vuote”, scaturita dalla visione di un quadro di villaggio forzatamente abbandonato, opera di Claudio Marini. Non riusciamo a non riprodurla integralmente.

Abbandono, esilio, esodo, estraneità

Non sentirsi più a casa,

Non sentirsi più,

C'è forse modo peggiore di lasciare la propria terra?

Essere estirpati come erba secca,

Sentire le proprie radici sradicate da un suolo amico,

Rabbia, dolore, incomprensione,

Ricostruirsi,

Darsi vita di nuovo,

Lontano da dove si era già stati vivi,

Esuli, rifugiati, italiani di altra madre,

Cosa vorrà poi dire?

Umani, è così che bisogna considerare gli uomini.

E case vuote, private della loro umanità, dei loro umani,

Sbarrate le finestre,

Lasciato il segno di una vita passata,

Nessuno potrà rubare quel luogo,

Perché una casa ricorda chi in lei

Ha costruito la sua identità,

La sua umanità.

Come si può tornare a vivere?

Come si può tornare ad essere?

Bisogna mantenersi reali,

Non sparire nel proprio non sentirsi,

Non dimenticarsi di essere stati,

Ma continuare ad essere.

 

Ancora ci piace citare tra gli studenti che si sono distinti nei campi più svariati Ludovica Rinaldi, III H, che – accompagnata da Luca Baronti, III I - ha esposto alcune considerazioni sul progetto “Orientamento scolastico in entrata”. Per la studentessa è stato di grande soddisfazione “aver potuto trasmettere ai ragazzi di terza media durante l’Open day quello stesso messaggio, quelle stesse emozioni” che anche lei aveva provato a suo tempo.

Oltre alla menzione per i rappresentanti degli studenti e per i partecipanti al servizio d’ordine, tanti i concorsi ricordati per le eccellenti prestazioni dei partecipanti: Concorso di scrittura nazionale, Olimpiadi della cultura e del talento, Olimpiadi di filosofia, Olimpiadi internazionali di filosofia in lingua inglese, Premio Leopardi IV edizione, Concorso letterario AMMI, Concorso di scrittura No o.d.i. in collaborazione con il San Leone Magno e il Municipi II. Sono state evidenziate anche le iniziative con la Rai: oltre a quella già citata per il Giorno del Ricordo, la partecipazione a una puntata di ‘Porta a porta’ sull’ “uso e abuso di alcool tra i giovani e i giovanissimi” e la vittoria della III L contro un liceo di Napoli nella trasmissione “Per un pugno di libri”.

Poi sono stati onorati diversi altri progetti per i quali non è mancato l’impegno incisivo degli studenti: Pari e dispari (in collaborazione con licei di Torino e Matera, oltre che con la rivista Tuttoscuola) La Notte nazionale dei licei classici (con riferimento particolare allo spettacolo di musica-balletto Infinity between notes, alla gara di Debate-Progetto Exponi, a “E Dante rispose”), Critici teatrali al Quirino, Flashmob teatrale, Laboratorio teatrale, Spazio scienza: il mondo a colori, Inside-out-Iosonosicuro. Lezioni itineranti di sicurezza” (in collaborazione con ANMIL), infine: Quale coesione sociale?. Per lo sport menzionati - oltre alla Iulia Run in collaborazione con la LUISS - la squadra di pallavolo maschile e l’atleta Marco Toselli, III I. Infine i complimenti ai partecipanti al già citato “Orientamento in entrata”.

Nella prima parte della cerimonia, aperta dalla preside Paola Senesi (che ha anche coordinato gli interventi di docenti e studenti, ringraziando tutti per il loro impegno), hanno portato i loro saluti l’assessore del II Municipio Emanuele Gisci (ex-allievo, “Giulio Cesare scuola storica a livello romano e anche nazionale”) e Giuseppe Massara, presidente dell’Associazione ex-alunni e docenti: “I nostri giovani forse sono migliori di noi: hanno affrontato con coraggio, determinazione e spirito positivo quest’anno molto particolare. Sono necessari all’Italia: hanno energia, entusiasmo, ottimismo, ciò che li rende capaci di progetti per il rilancio del Paese”.

 

TRA GLI OSPITI LUCE TOMMASI, GRAZIA ROSA MIGLIORI, MARCO PATUCCHI, STEFANO DE SANDO, MARIELLA NAVA E ANTONELLO VENDITTI…

 

Tra gli ospiti la giornalista Luce Tommasi, che ha presentato il video prodotto con Grazia Rosa Migliori, ottantaseienne ex-allieva del Giulio Cesare: “Nel 1948-49 il ginnasio era molto rigoroso, le classi erano divise per sesso, i professori davano del ‘Lei’… eppure tutto questo non impediva rapporti di grande cordialità. Allora nella società il ruolo della donna era diverso. Ma una metà della nostra classe ha voluto completare gli studi universitari e non ce ne siamo pentite”. Il giornalista economico Marco Patucchi (Repubblica) ha postulato che nelle scuole “prima si torna a guardarsi in faccia, meglio è, perché la comunicazione e l’ascolto sono fondamentali”. L’attore-doppiatore Stefano de Sando ha ricordato la madre, una delle prime allieve del liceo di corso Trieste e prima laureata in Medicina nella provincia di Latina. La cantautrice Mariella Nava, che ora si sente piuttosto in veste di “talent scout alla ricerca di nuove preziosità", ha accennato una strofa della sua canzone recente e amara “Povero Dio”: Dio della paura che sentiamo tutti, Dio dei cambiamenti, degli smarrimenti, Dio nei nostri sogni di stamane…

A chiudere la serie degli ospiti Antonello Venditti, ex-alunno che al Giulio Cesare ha dedicato anche una canzone: “Da questa maturità in un tempo così speciale nasceranno parecchi geni”. E poi, un po’ nostalgico e un po’ drastico (solo un po’): “Spero che ritorni il tempo degli abbracci, il tempo della scuola. Non vorrei che i giovani perdessero anche la scuola. Intendo dire che la scuola è fisica, è la classe. Senza non c’è complicità, non c’è più niente”. Intanto però “il 16 giugno tutti a cantare sotto il Giulio laNotte prima degli esami’ “. Con la pronta risposta di Filippo Caroselli, uno dei rappresentanti degli studenti: “Ci saremo tutti sotto scuola”.

La conclusione della ‘Festa’ alla preside Paola Senesi: “I nostri studenti li abbiamo visti l’ultima volta fisicamente sabato 7 marzo. Poi è subentrata, certo anche con le sue pecche, la didattica a distanza, comunque necessaria per poter far proseguire la scuola. Nel futuro porteremo con noi questa nostra esperienza particolare. Penso che da essa nasceranno spiriti forti”.