UNIONI CIVILI/ ALTE ACROBAZIE DI CEI E 'AVVENIRE', MA POI SI CONFERMA GALANTINO - di GIUSEPPE RUSCONI - su www.rossoporpora.org   - 20 maggio 2016

 

L’assemblea della Cei e la legge Cirinnà-Boschi: un giorno qui e un giorno là. Ma alla fine c’è chi vince (ormai da un paio d’anni) e c’è chi perde. Come traspare chiaramente dalla lettura di ‘Avvenire’.

Da lunedì 16 a giovedì 20 maggio l’Aula Sinodale ha ospitato la 69.ma assemblea della Conferenza episcopale italiana (277 i presenti). Di seguito diamo conto di quanto successo intorno ad un argomento scottante come la nuova legge sulle unioni civili, approvata dal Parlamento italiano e in attesa di eventuali rilievi di natura costituzionale da parte sia della Consulta che del presidente della Repubblica. Possibile anche il lancio di un referendum abrogativo della parte che riguarda le unioni tra persone dello stesso sesso (da cui però la Cei già si è distanziata nella conferenza-stampa fi giovedì 19 maggio).

 

Lunedì 16 maggio 2016 / Discorso alla Cei di papa Francesco, vescovo di Roma e primate d’Italia 

 

Unioni civili Cirinnà-Boschi?N.p. (non pervenute)

 

Martedì 17 maggio 2016 / Prolusione del presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco 

 

(…) Per questo  non si comprende come così vasta enfasi ed energia sia stata profusa per cause che rispondono non tanto a esigenze – già peraltro previste dall’ordinamento giuridico – ma a schemi ideologici. La recente approvazione della legge sulle Unioni civili, ad esempio, sancisce di fatto una equiparazione al matrimonio e alla famiglia, anche se si afferma che sono cose diverse: in realtà, le differenze sono solo dei piccoli espedienti nominalistici, o degli artifici giuridici facilmente aggirabili, in attesa del colpo finale – così già si dice pubblicamente – compresa anche la pratica dell’utero in affitto, che sfrutta il corpo femminile profittando di condizioni di povertà.

Il cardinale Bagnasco poi elenca una serie di citazioni papali significative su famiglia e ideologia gender, compresa quella tratta dalla dichiarazione congiunta dell’Avana con il patriarca di Mosca Kirill. E postilla: Non si comprende come queste affermazioni tanto chiare di papa Francesco – e ribadite a più riprese dai vescovi – passino costantemente sotto silenzio, come se non fossero state pronunciate o scritte. Le facciamo nostre una volta di più, perché (…) possano tradursi in impegno fattivo.

L’ “Avvenire” di mercoledì 18 maggio ‘apre’ con il grande titolo “L’utero in affitto è banco di prova” e il sottotitolo: “Bagnasco: dopo le ‘unioni’ sarebbe il colpo finale”. A pagina 5, nell’articolo di cronaca (sottotitolo a tutta pagina, citando Bagnasco : ”La legge sulle unioni civili le equipara di fatto al matrimonio e alla famiglia”) già nelle prime righe si legge: “Gli uni (NdR: i problemi veri del Paese) e le altre (Ndr: le scelte ideologiche) il cardinale Angelo Bagnasco le indica senza giri di parole. A proposito della recente legge sulle unioni civili, ad esempio, il presidente della Cei è chiarissimo”. E giù citazioni del passo in questione. 

D’altronde le reazioni politiche non si fanno attendere: si lagnano soprattutto i cattolici ‘poltronisti’ dell’ Ncd di Alfano e, dal fondo della loro comoda  inconsistenza,  i ‘cattodem’, oltre ad altri del Pd renzo-boschiano.

 

Giovedì 19 maggio 2016 / Comunicato finale diffuso a conclusione della 69.ma Assemblea generale della Cei

 

Unioni civili Cirinnà-Boschi: n.p. (non pervenute)

Nel lungo comunicato, riassuntivo dei lavori dell’Assemblea, vengono elencati in poche righe alcuni tra i ‘veri problemi’ del Paese, ricordati anche nella prolusione del cardinale Bagnasco. 

E’ tradizione che il Comunicato finale riprenda i punti più significativi della prolusione del presidente (oltre naturalmente a dar spazio al discorso del Papa). In questa occasione i riferimenti di sostanza del card. Bagnasco alla legge sulle unioni civili sono stati però ignorati (compresa la serie delle citazioni papali su famiglia e ideologia gender). 

L’ “Avvenire” di venerdì 20 maggio riflette fedelmente la svolta. In prima pagina, in un boxino con foto del cardinale Bagnasco, il quotidiano ridiventato galantino titola: “Bagnasco: prioritari lavoro e denatalità”. A pagina 25 riporta il testo del Comunicato finale, con il titolo: “Sacerdoti che sappiano lasciarsi ferire dalla realtà” e il sottotitolo: “Il rinnovamento del clero, tema al centro dei lavori dell’Assemblea generale della Cei”. A pagina 9 ecco la cronaca, con il seguente titolo, oggettivamente molto vago: “Vescovi a fianco delle famiglie. Abbiamo raccolto la loro voce”. Allora: si confrontino i titoli dell’edizione di mercoledì 18 maggio e di venerdì 20 maggio e si traggano le opportune conclusioni.

 

Giovedì 19 maggio 2016 / Conferenza-stampa conclusiva del presidente della Cei

 

Ci riferiamo alla cronaca dell’ ‘Avvenire’ apparsa a pagina 9 nell’edizione di venerdì 20 maggio 2016. Scrive il cronista nel secondo capoverso intitolato “Unioni civili”: “A proposito della legge sulle unioni civili, ad esempio, Bagnasco ha tenuto a sottolineare (Ndr: notare quel tenuto a sottolineare): “Non ho dato giudizi di valore o di merito (NdR: il riferimento è alla sua stessa prolusione di martedì 17 maggio, di cui abbiamo riportato i passi significativi sull’argomento, ben evidenziati dallo stesso ‘Avvenire’). Ho solo raccolto le voci che sento personalmente dalle persone con le quali sono a contatto quotidianamente e quelle che ho raccolto dai confratelli vescovi. Per questo ho accennato a questioni gravi, che sono al centro delle preoccupazioni della gente”. A questo punto ognuno si faccia le sue riflessioni sull’argomento. 

Del resto sempre ‘Avvenire’ di venerdì 20 maggio a pagina 2 continua a pubblicare, come negli ultimi giorni, qualche lettera di elettori delusi dal duo Renzi-Boschi (chissà che paura lo spavaldo e la garrula!), ma nel contempo nella risposta a una lettera  sul tema delle unioni civili, il direttore impregnato di spirito galantino  persiste con tenacia di miglior causa nel deplorare chi “alza bandiere e bandierine per segnare confini e presidi”. Non solo, ma a pagina 12, sotto il titolo “Fisco e figli, il Pd vita sul maxi-bonus”, il solerte cronista alfanrenziano così esordisce: “Il Pd si impegna per la famiglia” (gli sono restati in punta di penna una preposizione e un verbo: “a sfasciare”). Insomma Galantino docet e ‘Avvenire’ esegue: i cattodem del Pd vanno coltivati. E questo nonostante quanto accaduto nell’iter della legge Cirinnà-Boschi, in cui i quei maestri eccellenti nell’arte della poltrona hanno lasciato talmente tante tracce che nessuno le ha mai nemmeno intraviste...

P.S. Come si comunica in una nota apparsa nel pomeriggio del 20 maggio 2016 sul sito del Quirinale, il presidente della Repubblica - ignorando bellamente il parere di decine di costituzionalisti - ha firmato la legge Cirinnà-Boschi (o Renzi-Alfano-Verdini) sulla "regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze". Ora il Governo ha 30 giorni per emanare il decreto di attuazione della legge, con le indicazioni del caso per gli ufficiali di stato civile. A questo punto l'ultima speranza è che la Consulta ritenga incostituzionale la legge o parti della legge. In ogni caso ora verrà lanciato il referendum abrogativo della parte riguardante le 'unioni tra persone delle stesso sesso'. La senatrice Cirinnà esulta, ringraziando il presidente Mattarella "per la sollecitudine" nel firmare e parla di "svolta storica sul fronte dei diritti". Devono essere diritti dello stesso tipo di quelli elogiati dal medesimo presidente della Repubblica nella nota di cordoglio per la morte di Marco Pannella: "Ha combattuto battaglie di grande importanza, particolarmente nel campo dei diritti (...) nell'avvio di processi di cambiamento". Mattarella? 'Cattolico'; Renzi? 'Cattolico'; Boschi? 'Cattolica'. Stessa pasta, stesso 'cattolicesimo'.