POPOLO DELLA FAMIGLIA/BOLOGNA: FIACCOLATA, SOLIDARNOSC, CARD. BIFFI – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 20 aprile 2016

 

Il 13 marzo scorso avevamo intervistato Mirko De Carli, trentaduenne candidato sindaco di Bologna per il Popolo della famiglia. A più di un mese di distanza, lo abbiamo reintervistato: che cosa è stato fatto? Da chi è composta la lista per il Consiglio comunale? Quale il programma? Come il mondo cattolico ha accolto la novità politica? Giovanni Paolo II, Solidarność e il card. Biffi. Intanto per giovedì sera 21 aprile è prevista una fiaccolata che raggiungerà il Santuario della Madonna di san Luca…

 

Mirko De Carli, ci eravamo lasciati il 13 marzo (vedi www.rossoporpora.org, rubrica Italia, Popolo della famiglia/Bologna: Soldi alla famiglia, non alla nota lobby) mentre Lei moveva con decisione i primi passi da candidato sindaco di Bologna, alle prese con la composizione della lista che l’avrebbe accompagnata per il Consiglio comunale. E’ passato più di un mese da allora. A che punto siamo? 

La lista è stata completata in un paio di settimane, figlia com’è della volontà spontanea di persone attirate dai contenuti esposti nei dodici punti del nostro programma…

… che saranno riprodotti integralmente alla fine dell’intervista… 

… e figlia anche dell’impegno profuso nella grande battaglia contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili, caratterizzata dai due popolatissimi Family Day del 20 giugno 2015 a piazza San Giovanni e del 30 gennaio 2016 al Circo Massimo.

Chi c’è nella lista? 

E’ una lista intergenerazionale, in cui sono rappresentate diverse categorie professionali: vi troviamo ad esempio insegnanti e imprenditori, medici e professionisti vari che hanno ritrovato una ragione valida di impegno civile nello slogan “Prima la famiglia”, che a Bologna abbiamo declinato come “Difensori civici delle mamme e dei papà bolognesi”.

La provenienza politica dei candidati? 

Mista. Ad esempio abbiamo in lista persone che provengono dall’ala cattolica del Pd, anche dalla Lega Nord e altri giovani che, se non fosse stato per noi, sarebbero stati tentati – pur turandosi il naso - dal votare Movimento 5 Stelle oppure di astenersi. A quest’ultimo proposito: siamo l’unica realtà in grado di dare una risposta forte all’astensionismo dilagante che piace tanto al premier Renzi.

Come ha accolto il mondo cattolico la ‘novità’ del Popolo della famiglia’? 

Intanto abbiamo ricevuto un forte apprezzamento da mons. Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare e vicario generale emerito dell’arcidiocesi. Stiamo poi incontrando i sacerdoti bolognesi, tra i quali abbiamo riscontrato – a differenza di quanto ci si poteva immaginare – una grande voglia di capire le motivazioni del nostro impegno per un’attuazione amministrativa della Dottrina sociale della Chiesa. Soprattutto hanno apprezzato la mobilitazione pubblica del Popolo della famiglia, ispirata alla grande vicenda polacca di Solidarność

Di questo si parlerà ancora più in là… Ma i contatti con le parrocchie non rischiano di apparire una commistione poco laica e molto teocratica tra sacro e profano? 

Guardi, i contatti sono avvenuti nel rispetto delle diversità dei ruoli e delle competenze, applicando quanto prescritto anche dall’allora arcivescovo di Bologna card. Caffarra nel marzo 2006 in merito al comportamento delle parrocchie in periodo elettorale. In sintesi le parrocchie in quanto tali dovevano essere estranee alla competizione elettorale e ad esempio non dovevano mettere a disposizioni locali per incontri e dibattiti partitici o di schieramento politico; il sacerdote certo doveva illuminare il fedele affinché potesse individuare i “beni umani fondamentali” meritevoli di essere “preferibilmente e maggiormente difesi e promossi” (“perché maggiormente misconosciuti o calpestati”), ma astenendosi da ogni indicazione di voto.

Nella lista ci sono rappresentanti dell’associazionismo cattolico? 

Sì, di quello prolife e pro-famiglia. Rilevo poi con piacere che nella lista del Popolo della famiglia si ritrovano anche due cristiani ortodossi, mentre nel gruppo dei promotori ci sono pure dei fedeli protestanti. E’ una scelta che abbiamo fatto perché riteniamo decisivo evidenziare l’importanza di un dialogo proficuo tra cristiani, proprio per ridefinire i contorni del nostro essere comunità.

Ha destato sorpresa e interesse il fatto che nella lista appaia il nome di Paolo De Fraia, un centrista che, inserito come indipendente nella lista del Pd, è stato depennato dopo poche ore perché, antiabortista e anti-ideologia gender, non appariva in linea con il programma del partito di Renzi… 

Appena abbiamo saputo dell’esclusione dalle liste del Pd del cattolico De Fraia per motivi a dir poco scandalosi, per il suo grande impegno per la vita e nella battaglia contro l’ideologia gender, io e Mario Adinolfi gli abbiamo espresso piena e convinta solidarietà umana. Una solidarietà non per recuperare i suoi voti ma intesa a dimostrare due fatti precisi. Il primo: in politica prima deve sempre venire l’uomo con la sua libertà. Il secondo: a Bologna essere cristiani e cattolici nella vita pubblica significa andare incontro sempre più all’emarginazione. Da ciò è nata tra De Fraia e il suo gruppo e il Popolo della famiglia un’alleanza civile tra chi ama Bologna e la vuole liberare da chi invece la intorpidisce quotidianamente con l’ideologia rosso-arcobaleno. Questo il motivo per cui De Fraia ha deciso di metterci la faccia, candidandosi con noi.

Nel vostro comunicato di presentazione della lista scrivete che “la nostra rivoluzione sarà quella ispirata alla giustizia, alla bellezza ed alla verità”: parole impegnative… 

Certo parole impegnative… ma noi faremo di tutto per cercare di renderle concrete. Il fatto è che  Bologna è la patria del concetto di liberazione secondo il quale la libertà è semplicemente poter fare quello che piace. Per questo il centro città vede spadroneggiare i centri sociali, i collettivi studenteschi, le associazioni arcobaleno. Insomma ci si vuol propinare una libertà senza Dio. Noi invece, come osservava don Giussani, siamo convinti del contrario, che un’autentica liberazione senza Dio non è tale. Non a caso abbiamo voluto far nostre le parole pronunciate da san Giovanni Paolo II il 9 giugno 1979 e riferite alla città siderurgica di Nowa Huta, che doveva essere il gioiello del materialismo ateo nel quartiere industriale di Cracovia. Ma Nowa Huta divenne invece una delle roccaforti di Solidarność e vi fu innalzata una grande Croce: “Poiché allora, quando si stava per creare questa nuova città, questa nuova magnifica sede per l’industria, hanno pensato che solo le leggi economiche, le leggi del consumo, ma innanzitutto le leggi della produzione (…) determinano esaurientemente la storia dell’uomo e che rispondano a tutti i suoi bisogni. E mentre pensavano così (…) con l’idea che questa sarebbe stata una città senza Dio (…) allora il Cristo è venuto qui insieme con gli uomini che stavano in questa grande fabbrica e attraverso le loro bocche espresse la verità fondamentale sull’uomo”. Quello che accadde allora, sul finire degli Anni Settanta e all’inizio degli Anni Ottanta, a Nowa Huta succede sostanzialmente nella Bologna del 2016.

Solidarność… 

E’ e sarà il modello di riferimento della nostra esperienza e, coniugato alla bolognese, un vero movimento di liberazione dalle casematte rosso-arcobaleno della nostra città…

Intanto, similmente a Solidarność, vi affidate alla Madonna, stavolta di San Luca, patrona di Bologna… per giovedì 21 aprile sera, con partenza alle 20.00 dall’Arco del Meloncello, è prevista una fiaccolata che giungerà, dopo 2300 metri di salita, al santuario che domina la città… 

La fiaccolata è un modo di rappresentare il nostro popolo che ama la libertà dell’uomo in tutte le sue espressioni. La faremo nella giornata in cui si fa memoria della liberazione di Bologna dal giogo nazista. E dunque ricorderemo, oltre agli italiani caduti nella battaglia, anche i militari del corpo d’armata polacco che diedero la loro vita per la nostra libertà. Anche noi, come i soldati polacchi di allora, affideremo il nostro impegno e la nostra campagna elettorale alla protezione della Madonna di San Luca, salendo a piedi, guidati dal domenicano padre Giorgio Carbone e da padre Marcel della Chiesa ortodossa moldavo-rumena. Sarà un po’ come la nostra Croce di Nowa Huta su Bologna per riportare la parola ‘speranza’ nel lessico di tanti bolognesi che oggi non riescono nemmeno più a pronunciarla.

Sotto riproduciamo i 12 punti del vostro programma elettorale. In uno – il quarto, sull’accoglienza e l’integrazione - citate anche il card. Giacomo Biffi, arcivescovo della città dal 1984 al 2003, noto tra l’altro per la lucidità, condita di arguzia, con cui affrontava tematiche d’attualità assai complesse… 

Il nostro impegno politico è biffianamente ispirato, perché nel pensiero di una vita del grande cardinale abbiamo trovato quella linfa e quelle ragioni da cui attingiamo con convinzione. Vengo all’esempio da Lei ricordato e che rimanda alla lucida lettura della sfida dell’accoglienza proposta il 30 settembre 2000 dal card. Biffi durante un magistrale intervento presso la Fondazione Migrantes. Nell’occasione l’arcivescovo di Bologna evidenziava in primo luogo l’importanza del dialogo ecumenico per ridefinire la nostra identità. In seguito, con una identità salda, si sarebbe potuto realizzare un incontro autentico con le altre religioni. E’ per questo che oggi noi diciamo ‘no’ alla prefigurata moschea di Bologna: non lo facciamo per limitare la libertà religiosa, ma perché – prima di fare passi così importanti per la città - occorre chiarirci tra noi su chi siamo e a quale visione della comunità vogliamo ispirarci. Ha mostrato di averlo ben compreso anche il responsabile della comunità islamica bolognese, che ha dichiarato che la moschea non è una priorità.

Per concludere una previsione… 

Per riuscire a entrare in Consiglio comunale dovremmo raggiungere il 3% dei consensi, prevedibilmente tra sette e ottomila voti. Ce la faremo? Secondo alcuni sondaggi siamo in crescita e potremmo anche centrare il nostro obiettivo minimo… ma niente illusioni e … lavoriamo sodo!

 

POPOLO DELLA FAMIGLIA/ PROGRAMMA PER BOLOGNA 

PRIMA LA FAMIGLIA - NO GENDER

12 PUNTI PER LA CITTA’

 

  1. PIU’ FIGLI, MENO TASSE: Invertiamo la tendenza perché Bologna ha bisogno di nuovi nati: tasse comunali più basse per chi ha figli rispetto a chi è single. Il nostro modello di riferimento? Le famiglie numerose.
  2. DOMENICA NO WORK: La domenica è il tempo per la famiglia e per la libertà religiosa. Non per creare il profitto che durante la settimana non si riesce a produrre. Tre domeniche su quattro a casa: più libertà e servizi essenziali garantiti per tutti.
  3. PIU’ SOCIETA’, MENO STATO: Non faccia il pubblico quello che il privato può fare meglio e a costi inferiori. Priorità al privato sociale che sopperisce alle carenze e agli sprechi del pubblico. Meno soldi al pubblico e più contributi ai privati che svolgono funzione pubblica.
  4. INTEGRIAMO, NON AMMUCCHIAMO: Per accogliere abbiamo il dovere di testimoniare chi siamo e per cosa siamo disposti a dare la nostra vita. Il nostro metodo? Quello del dialogo tra cristiani, come proposto nel 2000 dal card. Biffi. Per questo diciamo NO alla moschea: prima ridefiniamo i contorni del nostro essere comunità, poi accogliamo in un dialogo franco e rigoroso tra identità diverse, ma accomunate dall’impegno per il bene comune.
  5. CITTA’ CEMENTO ZERO: Riqualifichiamo l’esistente e non costruiamo nuovi edifici togliendo spazio al verde pubblico. Sosteniamo chi vuole rendere migliori e più puliti gli edifici cittadini. La bellezza deve essere qualcosa di visibile e fruibile in ogni angolo della città.
  6. SGOMBRIAMO BOLOGNA: Basta occupazioni abusive. Occorre emanare un’ordinanza specifica tesa ad introdurre misure severe per far sgomberare gli edifici occupati abusivamente ed eventualmente aiutare coloro che veramente hanno bisogno di un tetto sopra la testa.
  7. LIBERA SCUOLA IN LIBERO STATO: Toglieteci tutto, ma lasciateci liberi di educare. La vera parità scolastica è il nostro obiettivo. Come? Introducendo il buono scuola sul modello dei comuni lombardi che lo hanno realizzato.
  8. SOVRANI A CASA NOSTRA: I soldi pubblici devono essere erogati per sostenere le mamme ed i papà bolognesi, non per finanziare centri sociali e Cassero. Per questo la nostra priorità sarà allocare tutte le risorse che vengono destinate a false priorità per sostenere le mamme ed i papà bolognesi. Saremo i loro difensori civici.
  9. UNA PERSONA, UN LAVORO. UNA FAMIGLIA, UNA CASA: Occorre incentivare e agevolare fiscalmente chi vuole intraprendere. In poche parole: tu inizia, noi Comune abbiamo fiducia in te. Per questo crediamo che la burocrazia delle autorizzazioni debba intervenire entro 60 giorni dall’inizio dell’attività del privato e non prima. Solo così si creeranno nuovi posti di lavoro e la possibilità di una casa per le famiglie che non ce l’hanno.
  10.  MAMMA E PAPA’: La nostra priorità? Essere difensori civici delle mamme e dei papà bolognesi. Tre proposte: bonus famiglia di 2500 euro per chi si sposa, ripristino del bonus bebè comunale cancellato dalla giunta Merola e assegnazione degli edifici comunali oggi occupati da centri sociali e associazioni arcobaleno a case popolari per giovani coppie che non possono accedere a mutui ed affitti prima casa.
  11. ALMA MATER STUDIORUM LIBERA: Liberiamo l’Università di Bologna da chi la violenta quotidianamente: stop ai collettivi dei centri sociali in Università e al bivacco in via Zamboni.
  12. BOLOGNA CRISTIANA: Il punto che chiarisce gli altri undici punti. Solo ridando lustro e dignità alla natura vera di Bologna potremo davvero far tornare la città allo splendore di un tempo. Bologna trasuda di cristianesimo in ogni suo mattone: purtroppo tutto ciò che sta davanti ai monumenti dice il contrario. Il nostro obiettivo? NO al festival gender bender, sì alla Bologna cristiana. Una Bologna dove ci sia una Chiesa per tutti, anche e soprattutto per coloro che oggi non ce l’hanno.