GENDER, BAGNASCO: I GENITORI NON SI FACCIANO INTIMIDIRE, REAGISCANO – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 24 marzo 2014

Nella prolusione al Consiglio permanente della Cei il cardinal Bagnasco denuncia tra l’altro la diffusione dell’ideologia del ‘gender’ nelle scuole: “una lettura ideologica, una vera dittatura” – I genitori “hanno il diritto di reagire con determinazione e chiarezza: non c’è autorità che tenga” – Intanto si sta sviluppando positivamente una strategia unitaria di vari gruppi laici – aperti anche a non cattolici – per contrastare incisivamente in tutta Italia l’attacco della nota lobby libertario-affaristica.

 

Nella prolusione che il card. Bagnasco ha tenuto lunedì pomeriggio 24 marzo in apertura del Consiglio permanente della Cei emergono diversi passi di notevole spessore riguardanti la “miseria materiale”, quella “morale  spirituale”, la “violenza accattivante delle ideologie” (viene ricordato il  grave attacco all’ obiezione di coscienza) in un Occidente che “vuole corrompere l’umanesimo”, i gravi effetti del dilagare dell’ “iperindividualismo”, l’importanza della libertà educativa (con accenni significativi al grande appuntamento del 10 maggio a piazza San Pietro). Verso la conclusione il presidente della Cei evidenza con forza e chiarezza il grave problema dell’imposizione in sempre più scuole primarie e secondarie dell’ ideologia del ‘gender’. I tre volumetti sull’ ‘Educare alla diversità a scuola’, strumenti privilegiati di tale attacco, “mirano a instillare nei bambini preconcetti contro la famiglia, la genitorialità, la fede religiosa, la differenza tra padre e madre… parole (…) che si tende a eliminare anche dalla carte”.  Si chiede “con amarezza” il cardinale Bagnasco: “Si vuol fare della scuola dei ‘campi di rieducazione’, di ‘indottrinamento’? I genitori hanno ancora il diritto di educare i propri figli oppure sono stati esautorati?” Il monito seguente suona alto e inequivocabile, certo indirizzato a tutti i responsabili, in prima linea ai politici, che spesso fingono di non vedere per opportunismo di poltrona:  “I figli non sono materiale da esperimento in mano di nessuno, neppure di tecnici o di cosiddetti esperti”. Il  presidente della Cei passa poi all’invito pressante a chi non accetta che i propri figli debbano sorbire il veleno di una insensata rivoluzione antropologica: “I genitori non si facciano intimidire, hanno il diritto di reagire con determinazione e chiarezza: non c’è autorità che tenga”.

Questo è un parlar chiaro, quello che molti si attendono da una Chiesa che ha a cuore il bene comune della società. Ed è in perfetta consonanza con il vasto movimento laico che si sta configurando in tutta Italia per cercare di contrastare l’imposizione dell’ideologia del ‘gender’ non solo nelle scuole. Vedi quanto segue.

STRATEGIA UNITARIA AL CONVEGNO PROMOSSO DA 'ALLEANZA CATTOLICA'

Sabato 22 marzo un convegno nazionale a Roma , promosso da “Alleanza Cattolica”, si è concluso con una tavola rotonda beneaugurante, da cui è emersa la volontà di diversi movimenti di laici cattolici (ben aperti anche a ogni persona di buona volontà, indipendentemente dal credo di ognuno) di unificare le strategie così che possano essere sempre più incisive, riuscendo a mettere negli ingranaggi della macchina della nota lobby quei sassolini tali da bloccarne la marcia. Tra i diversi attori impegnati nella battaglia la concordanza è totale su tre punti: l’unico avversario è la nota lobby (dunque niente concorrenza tra di loro), niente omofobia nelle manifestazioni in corso e che verranno (si contrasta infatti la nota lobby, che pretende a torto di rappresentare il mondo lgbt; non c’è invece traccia di comportamenti ostili a ogni singola persona omosessuale), niente intromissioni di partiti. 

Introdotti da Alfredo Mantovano, alla tavola rotonda hanno partecipato Francesco Belletti (Forum delle Associazioni familiari, che venerdì ha pubblicizzato un documento in cui invita i genitori alla vigilanza attiva e all’azione in caso di necessità), Giancarlo Cerrelli (Comitato ‘Sì alla famiglia’, che sta attivando anche una rete nazionale di giuristi che possano offrire consulenza a genitori, docenti e dirigenti scolastici alle prese con l’attacco della nota lobby), Filippo Savarese (Manif pour tous Italia), Raffaella Frugone (Sentinelle in piedi, prossima veglia romana in piazza del Pantheon il 5 aprile alle 17.00). Davanti agli oltre 200 convenuti nella sala san Pio X in via della Conciliazione sono state illustrate anche esperienze estere in materia: dalla Croazia Mirjana Andjic e Zelljka Markic hanno raccontato quanto successo con il referendum vittorioso (contro lo schieramento quasi compatto di partiti e mass.media, ivi incluso il presidente della Repubblica); dalla Francia Jean-Pierre Delaume-Myard, uno dei portavoce della Manif pour tous, ha insistito sulla necessità di resistere. Una bella dimostrazione di unità, che speriamo sia seguita da una serie sempre più frequente di manifestazioni comuni. La battaglia è e sarà dura, data la forza preponderante dell’avversario, che conta anche sulla rassegnazione di tanti: ma – specie se tanti non cattolici e non credenti vi si sentiranno coinvolti – le possibilità di vittoria restano. Nulla è ineluttabile nella storia e anche Davide, come sappiamo, sconfisse Golia.