BIDEN PER SVIZZERA LGBT – JUVE SENZA DIGNITA’ – POVERI SANTI DI ROMA - di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 9 agosto 2021

 

Tre episodi che dan da pensare…

 

NUOVO AMBASCIATORE USA A BERNA: UN ATTIVISTA FILANTROPO ARCOBALENO? IL 26 SETTEMBRE SI VOTA SUL COSIDDETTO ‘MATRIMONIO PER TUTTI’ …

Venerdì sera 6 agosto 2021 Joe Biden ha annunciato il nome del nuovo ambasciatore degli Stati Uniti a Berna, sede vacante dopo che il trumpiano Edward McMullen se ne era tornato a gennaio nel Sud-Carolina. Il designato è Scott Miller, la cui nomina sarà come di consueto sottoposta alla ratifica del Senato (sui tempi non si sa ancora).

Come d’abitudine la scelta di nuovi ambasciatori USA premia non di rado i finanziatori eccellenti della campagna vittoriosa del presidente di turno. Se McMullen s’era potuto giovare del suo appoggio sostanzioso all’elezione di Trump (in particolare proprio nel Sud-Carolina), Miller ha contribuito con somme rilevanti alla vittoria di Biden (come già in precedenza si era speso – è il caso di dirlo – per i Clinton e per Obama).

Fin qui tutto scontato. Perché però a Miller è toccata la Svizzera? Scorrendo il suo curriculum vitae si nota che in gioventù ha lavorato come consulente dell’Unione Banche Svizzere in materia di gestione di patrimoni.

Tuttavia c’è qualcos’altro che emerge prepotente dal curriculum : il quarantunenne Miller è considerato da molti negli Stati Uniti come il maggior finanziatore della gaia macchina da guerra lgbtecceccc. Dunque non è per il fatto di essere omosessuale che ne parliamo qui: incontrando i nostri interlocutori non abbiamo mai nemmeno  pensato di chiederne le inclinazioni … una persona è valida o non lo è, indipendentemente dalle sue caratteristiche sessuali.

In questo caso è però opportuno entrare in qualche dettaglio – diremmo ‘sociale’, non personale - considerata la rilevanza della nomina: Miller convive in aggregazione affettiva da quasi vent’anni con Tom Gill (oggi sessantasettenne). E con lui ha creato (e presiede) la Gill Foundation, un ente con sede a Denver (Colorado) che si propone molto concretamente di far ‘progredire’ la causa arcobaleno nell’intero Paese. E’ noto che Gill nel 1981 aveva fondato- con gran successo economico - la ditta di sowftware Quark, rivendendo la sua parte a fine Anni Novanta per presumibilmente 500 milioni di dollari. Somma che in questi anni si è continuamente rimpolpata e serve (oltre che per interventi sociali d’altro tipo) soprattutto per la battaglia lgbt, di cui la Fondazione è punta di diamante.

Sempre più nella politica statunitense si è fatto sentire l’influsso della coppia Miller-Gill (tanto poco incline a mettersi sotto i riflettori, quanto lesta a mettersi le mani in tasca per pomparne benzina verde sufficiente per  il serbatoio della gaia macchina da guerra di cui sopra). Nel partito democratico il tandem è ben conosciuto e venerato, nell’attivismo lgbteccecc idolatrato: ad esempio si ritiene generalmente che la decisione della Corte Suprema del 2015 di legalizzare l’aggregazione affettiva omosessuale in tutto il Paese, elevandola al rango di ‘matrimonio’, debba molto a Miller e a Gill. Insomma i due sono degli uomini d’affari ‘filantropi’ e puntano coerentemente con le loro idee di società alla rivoluzione antropologica. Un po’ insomma dei similSoros.

La designazione di Miller per la sede di Berna è avvenuta – casualmente? difficile crederci - a poco più di un mese e mezzo da un importante voto popolare, cui è chiamato l’elettorato svizzero: il 26 settembre si dovrà decidere se approvare il cosiddetto ‘matrimonio per tutti’ (il che comporta anche conseguenze giuridiche rilevanti e drammatiche per chi non la pensa come la nota lobby). Non c’è dubbio allora che la scelta di Miller sia stata accolta con entusiasmo dalla galassia elvetica arcobaleno,  dall’intera sinistra radical-chic e da certa destra che smania dalla voglia di apparire moderna (in effetti tra i grandi partiti solo l’Udc è schierata contro, accompagnata da una minoranza degli ex-democristiani).

Per la nota lobby avere un amico in rappresentanza della potenza a stelle e strisce è sicuramente un vantaggio. Magari anche economico (e magari già per la campagna elettorale). Certamente culturale, giusto per rafforzare l’arroganza arcobaleno, che già si è espressa fisicamente il 12 aprile 2021 quando decine di attivisti hanno tentato concretamente di impedire il deposito a Palazzo federale delle firme del riuscito referendum contro la legge sul cosiddetto ‘matrimonio per tutti’: i referendari sono stati costretti a farsi proteggere dalla polizia. Una vergogna inaudita per la Svizzera… ma che dice bene come stanno le cose (non solo nella Confederazione… anche in buona parte d’Europa, Italia compresa).

 

DIRIGENTI JUVENTUS SENZA DIGNITA’

Ogni giorno che passa porta la sua follia. Stavolta coinvolge ai massimi livello addirittura la Juventus.

La settimana scorsa Cecilia Salvai, giocatrice (in difesa) sia della Juventus femminile che della Nazionale italiana,  ha pubblicato sui social  (account della squadra bianconera) una sua foto che ha creato una bufera mediatica, certo incredibile in tempi normali ma non così sorprendente in tempi di delirio mentale.

Che cosa ha fatto la poveretta? Riproduciamo la spiegazione offerta per la penna finemente ironica di Renato Farina (Libero del 7 agosto 2021): (nell’immagine) "Cecilia porta in testa un cappello che nella nostra infanzia indossavamo a Carnevale sul travestimento da mandarino. In realtà quello che sul bell’ovale della figliola appare essere un vezzoso copricapo è un cono o birillo utile per allenarsi a giostrare la palla in gimcana (…) La ventisettenne di ruolo difensore o forse difensora fa allegramente il gesto di allargare con i suoi indici gli occhi per trasformarsi in un incanto di fanciulla cinese. Sarà pure uno stereotipo ma è gentile, dice la delicatezza di Cecilia e di quelle signorine di Manciuria e dintorni. E’ qualcosa che appartiene alla nostra cultura questo modo di percepire – sin nelle favole sull’usignolo dell’Imperatore – le caratteristiche amabili di un popolo lontano e amico”.

Ma in certo mondo del calcio rimbecillito dai troppi soldi (e dal timore di perderne, considerati gli strilli dei turiferari del politicamente corretto) l’immagine oggettivamente innocente della Cecilia 'cinese'  ha suscitato un pubblico moto d’orrore (anche qui come in tanti altri casi… monsieur Tartuffe appare come un dilettante paragonato ai professionisti contemporanei). Ecco allora che la Juventus ha emesso, dopo le prime scuse su twitter , un comunicato che definire delirante è dir poco. Leggete qui (il neretto è nostro):

"Vorremmo esprimere le nostre più sentite scuse per il post social che ieri è stato letto come contenuto discriminatorio dal punto di vista razziale sull'account Twitter di Juventus Women's Football. La Juventus ha subito capito che il Club aveva commesso un errore imperdonabile, e questo ha ferito gravemente i sentimenti di tutte le persone che si oppongono alla discriminazione razziale. Per tale errore, il Club si assume la piena responsabilità dell'incidente e del suo grave impatto. Contrastare la discriminazione razziale e favorire lo sviluppo comune di più culture sono i principi a cui Juventus come Società ha sempre aderito e continua a mettere in pratica. La Juventus prende atto di questo errore e il Club farà la più profonda riflessione e un'approfondita revisione per evitare che cose simili si ripetano".

Che dire? Ci torna alla mente Leonardo Sciascia… in quale categoria (ne proponiamo tre su cinque) inserire i dirigenti della Juventus?  Uomini, ominicchi, quaquaraquà? La scelta a voi, anche se abbiamo l’impressione che le ultime due categorie possano trionfare…

 

I POVERI SANTI DI ROMA

Di belle (o brutte) se ne scoprono anche frequentando i bus di Roma, della città cioè la cui sindaca, la pentastellata Virginia Raggi, si è attribuita un ‘9’ per come ha sgovernato in questi anni, in cui – udite! udite! – sarebbe stato raggiunto quasi il 95% degli obiettivi amministrativi prefissati (pensate ai rifiuti, ai trasporti, alle buche…), con premi in denaro conseguenti elargiti a tutta una serie di dipendenti (non è che le elezioni comunali del 3-4 ottobre c’entrino per qualcosa, anche per gli ex-puri dei 5Stelle?)

L’altro giorno eravamo sul bus 62, che da piazza Bologna ci porta a via della Traspontina… comodissimo per il Vaticano. Era uno di quei mezzi in cui una voce femminile che suona un po’ metallica preannuncia le fermate. Un vero tormento per chi ha qualche conoscenza della città. Trítone (con l’accento sulla i), Acciáioli (con l’accento sulla seconda a). Ma ora viene il meglio.

Passato Largo Argentina, viene annunciata una fermata Vittorio Emanuele/Esse a vi… Noi sappiamo che nelle vicinanze troneggia la basilica barocca di Sant’Andrea della Valle, alla cui costruzione collaborò in misura rilevante il ticinese Carlo Maderno di Capolago. Ma la grande maggioranza degli altri utenti che ne sa di Esse a vi? Qualche mese fa, oltre agli orrendi sbagli di accento, ne avevamo notata un’altra: al ritorno da via della Traspontina il 62 si ferma davanti all’Ospedale Santo Spirito. E la solita voce ci aveva voluto deliziare: Lungotevere Spirito. Al che qualcuno avrebbe potuto anche credere di essere in prossimità di una distilleria famosa. Intanto anche in questo caso si è scelto di eliminare il Santo, come in quello di Sant’Andrea della Valle: un’opera di scristianizzazione speriamo involontaria. Però… che per la Raggi l’unica santa da venerare sia ormai Santa Poltrona?