IL GRANDE ROSARIO POLACCO E LE SUE INTERPRETAZIONI CATTO-FLUIDE – di Giuseppe Rusconi – www.rossoporpora.org – 12 ottobre 2017

 

Il Grande Rosario polacco di sabato 7 ottobre ha provocato turbamento nelle pie menti dei nostri catto-fluidi. Che, in vari modi e con dispetto malcelato, hanno cercato di sminuire o etichettare negativamente la convinta testimonianza venuta dal popolo di una terra che, per la sua storia, conosce bene la sofferenza. L’Avvenire, Famiglia Cristiana, il Sismografo, anche il Corriere della sera… e poi il silenzio che ferisce e addolora di papa Francesco:  forse per lui è solo il ‘pueblo’ che vale, il popolo molto meno.

CREATIVITA’: IL DELFINO, IL FACONDO, LA PRESIDENTA – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 30 settembre 2017

 

Qualche nota d’attualità per questi giorni tormentati, in cui un cardinale-delfino, un vescovo-segretario e la ‘presidenta’  si sono meritati il podio per il premio ‘Creatività’.

AIUTO CHIESA CHE SOFFRE: RICOSTRUIRE IN IRAQ - IL  RUOLO DELL’UNGHERIA- di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 7 ottobre 2017

 

La Fondazione di diritto pontificio ha promosso alla Lateranense un convegno ad alto livello per riflettere sulla situazione dei cristiani in Iraq e per illustrare il progetto di ricostruzione di circa 13mila abitazioni nella Piana di Ninive. Tra i presenti i cardinali Parolin e Piacenza, il patriarca caldeo Sako, il nunzio apostolico in Iraq e Giordania  e diversi altri diplomatici, tra i quali – li abbiamo brevemente intervistati - il responsabile dell’Ufficio ungherese per i cristiani perseguitati e il suo inviato speciale.

 

DIALOGO/SUL DOCUMENTO RABBINICO “TRA GERUSALEMME E ROMA” – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 2 settembre 2017

 

Offerto a papa Francesco in occasione dell’udienza del 31 agosto, è di grande importanza sia perché – frutto di un lungo travaglio interno - esprime la posizione ufficiale di larga parte del rabbinato ortodosso sugli odierni rapporti con la Chiesa cattolica sia perché nei suoi contenuti incoraggia autorevolmente il dialogo fecondo – pur se non a livello teologico – con la Chiesa Cattolica, la quale dal Concilio Vaticano II  ha di certo modificato in profondità il suo atteggiamento verso l’ebraismo.