INTERVISTA ALL'ATTRICE MARY PETRUOLO - di GIUSEPPE RUSCONI - www.rossoporpora.org - 'IL CONSULENTE RE' DI FEBBRAIO 2008 

 

Intervista a Mary Petruolo, interprete della giovane assisana nel recente sceneggiato televisivo 'Chiara e Francesco'– La veglia di Loreto e la voglia di Sydney – Giovani e falso protagonismo – Educazione ai valori e Natale in famiglia – Niente dolcetti per la nipote di Coco Chanel

 

Sapevamo che per questo numero avremmo intervistato il cardinale George Pell, arcivescovo di Sydney, sulla GMG 2008 e dintorni. Poi… qualche giovane. Ma chi? Ci sono rivenute alla mente le immagini di Loreto, della veglia con il Papa, un volto intenso. Che poi abbiamo rivisto nello sceneggiato “Chiara e Francesco”,  in una puntata di “Sulla via di Damasco” con don Giovanni d’Ercole, nello spettacolo di RAI dell’Epifania per la lettura di un brano tratto da “Il pastore della meraviglia” di don Gennaro Matino… insomma alla fine eccoci a intervistare Mary Petruolo. Solare,   tutta fuoco (e tutta grinta), nata a Marcianise (Caserta) quasi diciannove anni fa, è impegnata in questi giorni – da nipote della celebre stilista - sul set del film dedicato a Coco Chanel. Una parentesi stimolante che si incunea nei lunghi mesi di lavoro per il sequel dello sceneggiato “Raccontami”. Mary ha incominciato presto, sette anni fa, a frequentare il set della Rai; e tra le prove più impegnative e soddisfacenti ricorda con piacere la fiction in due puntate “il segreto di Arianna” (passato sugli schermi con gran successo di pubblico nella scorsa primavera). Nell’ampia intervista, che parte dalle giornate di Loreto, si parla di papa e di Sydney, di giovani e di protagonismo massmediatico, poi naturalmente di “Chiara e Francesco”; si rievocano episodi di prima gioventù, la scuola, la casa, la famiglia e il Natale, per concludere con l’invito a “vivere” la propria vita, non a “vegetare”, trascinandosi tra gli sbadigli.

Partiamo da quel tardo pomeriggio del primo settembre sul palco di Loreto, quando, davanti a Benedetto XVI e insieme con altri giovani attrici e attori, hai letto un brano biblico molto intenso, dopo aver accompagnato l’ingresso della statua della Madonna di Loreto…

 

E’ stata un’esperienza bellissima…

Ma voi non eravate un po’ ‘inscatolati’, un po’ come dei ‘bellissimi e bravissimi’ calati per così dire nella celebrazione dall’alto, soprattutto per ragioni televisive?

Sì, in effetti ci siamo ritrovati tutti lì un po’ ‘inscatolati’, perchè ci hanno preso e portato.. però l’esperienza è stata forte, emozionante lo stesso, sebbene la presenza delle telecamere ci ricordasse che dovevamo guardare lì o là a seconda dei casi. Ci tengo a dire comunque che, quando leggevo non mi sentivo solo attrice, ero soprattutto una fedele…

Sentivi allora la presenza del Papa…

Il cuore mi batteva a mille. Sentivo la presenza, sapevo che c’era… un po’ come quando si è in casa e si percepisce con forza la presenza di qualcuno pur senza vederlo. Il Papa era dietro di me, però mi avvolgeva con il suo carisma…. Non volevo assolutamente sbagliare, eravamo in diretta e – per ragioni meteorologiche - non avevamo potuto provare nemmeno l’accompagnamento dell’ingresso della statua della Madonna di Loreto. Ma ci è andata bene…peccato che non ci abbiano fatto salutare il Papa!

Sul palco sedeva Benedetto XVI, davanti la grande folla dei giovani venuti a Loreto…

Come sempre, prima dell’inizio la folla si avvertiva tantissimo, poi, una volta rotto bene il ghiaccio, ci si è sciolti sempre più!

Ti sarebbe piaciuto essere giù, sul prato, tra i tuoi coetanei a vivere l’incontro?

Sì, ma quella sera non era possibile. Noi l’incontro l’abbiamo vissuto da una nostra angolazione particolare, è stato bello ugualmente. Non abbiamo avuto tutte le esperienze dei giovani che stavano nella piana di Montorso; in cambio ne abbiamo vissute delle altre, anch’esse significative e gratificanti. Mi potrò poi sempre rifare partecipando a una delle Giornate mondiali della Gioventù!

Di cui Loreto è stato un … anticipo nazionale! Hai mai partecipato a una GMG?

 

No, ero troppo piccola. Mamma non m’avrebbe lasciato andare. Ma ora ci stiamo tutti organizzando per partecipare alla prossima…

A Sydney… proprio in questo numero sull’argomento appare anche l’intervista all’arcivescovo della città, il cardinale Georges Pell e dunque non è una coincidenza che stiamo parlando proprio di GMG con una diciottenne…

 

Penso che essere a Sydney sarà bellissimo! Ho seguito le dirette degli anni passati… E’ il clima che mi piace…bello essere in mezzo a queste migliaia di giovani, sorridenti, tranquilli, una gioventù sana…

Che tu hai visto anche a Loreto. Ci sono poi anche altri giovani, un po’ meno ottimisti, facili prede di slogan alquanto truci… magari di quelli che non solo dissentono dai contenuti delle parole del Papa – e ciò deve essere garantito in uno Stato democratico – ma a tutti i costi vogliono impedirgli di parlare pubblicamente in un’Università, dov’ è stato invitato…

Proprio noi che siamo a Roma, che abbiamo il Vaticano, che siamo cresciuti con valori cristiani, dobbiamo arrivare a questi punti… è vero però che in Italia oggi ci sono tanti giovani, tanti miei amici che si sentono lontani, lontanissimi dalla Chiesa, magari la contestano senza neanche sapere esattamente perché, per sentito dire…

E’ diventata oggi una moda, in alcuni ambienti… e il tuo è da questo punto di vista un po’ problematico

E’ proprio una moda, ci si fa belli contestando la Chiesa… tra gli studenti basta un passaparola, un sms, poi magari ce n’è uno su mille convinto di quanto dice (e va bene, perché ognuno deve avere la libertà di pensarla come vuole)…non credo proprio che un discorso del Papa all’Università avrebbe potuto offendere… al massimo – se proprio non volevano ascoltare - potevano astenersi dal partecipare. Ma ostacolare la libertà d’espressione, impedire fisicamente di ascoltare, no!

Ha giocato alla Sapienza anche la voglia di protagonismo…

 

Si sono sentiti protagonisti e vincitori…

E sogneranno di dire ai nipotini: “Guarda che tuo nonno una volta ha impedito al Papa di parlare!”

 

La molla del protagonismo è molto pericolosa in una società masmediatica come la nostra. Sbagliatissimo voler diventare prodotti mediatici per ‘andare in televisione’, essere visti, riconosciuti per aver fatto qualcosa di mediaticamente clamoroso… Pensa anche a quello che trasmettono le televisioni in ogni fascia oraria… lasciamo passare immagini che in altri Paesi verrebbero censurate… è sbagliato, è antieducativo, non pensiamo mai ai bambini che sono davanti allo schermo e crescono seguendo questi modelli…

Ci sarebbero dei cosiddetti codici di regolamentazione…

Ci sarebbero… ci sarebbero (ride). Ma ormai…guarda la pubblicità che passa anche in ‘fascia protetta’!

In tale contesto assai spesso desolante la fiction “Chiara e Francesco” è stata una bella eccezione. Le reazioni dei critici non sono state unanimi, il pubblico ha invece molto apprezzato; alla fine di questa intervista ospitiamo molto volentieri l’opinione e le precisazioni dell’ ispiratore della fiction, fr. Marco Malagola ofm, che è stato entusiasta dell’interpretazione offerta in particolare da te e da Ettore Bassi. Tra l’altro ha rilevato che, abituato a guardare sempre le persone prima di tutto negli occhi, dietro i tuoi di Chiara ha indovinato una “grande ricchezza interiore”… Come mai hanno scelto te per quel ruolo così delicato?

Nella vita a volte succede che per strani motivi tu senti, arrivando a un provino, di essere per così dire ‘predestinata’ a un certo ruolo. Non trovi una spiegazione razionale. Leggi le battute e subito le sai. Perché le pensi. Quando il regista Fabrizio Costa mi ha incontrato, ho subito sentito che mi ‘voleva’ fortemente per il ruolo di Chiara. Chiara me la sentivo sulla pelle.

Tu lo ‘sentivi’, ma ci credevi veramente? La concorrenza in quei casi è sempre agguerritissima!

Ci speravo grandemente. Sono passati quindici-venti giorni, tanti per una risposta positiva dopo un provino, e allora ho incominciato a dubitare. Invece il ‘sì’ è arrivato mentre stavo girando una scena di pianto disperato nel “Segreto di Arianna”; mi fecero uno scherzo, il mio pianto divenne disperatissimo sul serio, poi la verità fu così dolce!

Scorrendo la tua biografia, noto che sei nata il 28 marzo, il giorno in cui Chiara se ne andò di casa e raggiunse il convento…

 

La coincidenza l’ho notata subito anch’io…e mi ha colpito molto!

Tu hai definito Chiara ‘una rivoluzionaria, una in controtendenza, una che è sempre se stessa”…

 

Chiara non ha paura anche se è ancora una ragazzina, scappa di casa da sola, va da un frate considerato un mezzo pazzo perché era ricchissimo e ha venduto tutto… - anche adesso che cosa penseremmo se una facesse come Chiara? Gliene diremmo di tutti i colori!

Penso proprio di sì…

Una vera folle… decide di farsi consacrare da questo frate non ancora riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa… eppure Chiara sentiva qualcosa cui non poteva resistere… e poi la storia le ha dato ragione!

Come ti sei preparata a interpretare il ruolo?

Prima di sapere del provino conoscevo poco, pochissimo di Chiara, anche perché era sempre ‘oscurata’ da san Francesco….

In questa fiction invece è molto valorizzata…

Era ora! Prima del provino ho letto molto, mi sono documentata…poi sono andata spesso in chiesa da sola, sai, sono credente.

L’ambiente nel quale lavori non favorisce molto la frequentazione delle chiese…

E’ vero, si è spesso di fretta, il tempo fugge. Però è bello che in ogni città in cui lavoro io trovi tante chiese. Le visito tutte, mi sento a mio agio. Per tornare al ruolo di Chiara, sono andata nella chiesa di Marcianise in cui pregavo da bambina per cercare di ritrovarmi con me stessa e con Dio.

Ti piacerebbe, tu che sei ragazza del Terzo Millennio, condividere qualche atteggiamento di Chiara?

La sua forza, la sua determinazione, la sua capacità di credere sempre e comunque. La sua serenità che dà gioia di vivere. La serenità che alla nostra età non è facile da trovare!

Ecco un bell’augurio per te. Hai studiato dalle suore vocazioniste a Marcianise… ti hanno messo in riga all’asilo e alle elementari?

 

Erano molto meticolose, ordinate. E ti insegnavano con amore. L’educazione ce l’hanno data. Quanti giochi abbiamo fatto, quanto divertimento! Di quegli anni conservo un ricordo bellissimo!

Quegli anni hanno favorito la tua vocazione artistica?

 

Guarda, nel 1997, a otto anni, ho già partecipato a una sfilata di moda per bambini. Sai, facevo danza classica, avevo un bel portamento, in una rivistina avevamo letto della possibilità di partecipare a un concorso. Insomma, mio padre maresciallo dei carabinieri mi portò alla sfilata, d’accordo  mia madre insegnante; passai le selezioni, infine mi trovai a sfilare a Roma, in diretta televisiva (la prima volta!). M’hanno dato una fascia da miss. Il premio era un servizio su uno dei giornaletti per ragazzini, che io leggevo anche se ero piccola.  

Poi sono venute le partecipazioni alle prime fiction della Rai… hai fatto Maria Josè da bambina…

 

Mi ricordo che siamo andati, io e papà, da una signora, che aveva subito osservato: “E’ troppo timida…. Non lavorerà!”. E invece m’hanno fatto andare a Roma, dove ho incominciato alla Rai (come Maria Josè bambina, quasi ‘presa per mano’ in “Maria Josè, l’ultima regina” da Carlo Lizzani,  un regista umanissimo, paterno); nel contempo eccomi iscritta a corsi di recitazione e di dizione. Era papà che mi accompagnava ogni settimana a Roma… l’ha fatto per anni!

Un sant’uomo!

(ride) Lo puoi ben dire! In casa fin da piccolissima però ero assidua della televisione… in particolar modo di “Fantaghirò”… mi vedevo in Fantaghirò con i suoi cavalieri, i suoi amori, i suoi combattimenti… guai a chi mi distraeva…e non ascoltava i miei racconti e non imparava a memoria le battute giuste…

Posso presumere che l’intera famiglia dovesse assistere plaudente ai tuoi exploits, sopportarti e anche – con verbo orrendo ma efficace – supportarti! Nella puntata del 27 ottobre di “Sulla via di Damasco” (su Rai Due) dedicata all’amore nelle sue varie espressioni, hai ricordato i tuoi nonni…

 

Quando guardo i loro occhi, sono limpidi, puliti. Specchi dell’anima. Quando una persona non ti guarda negli occhi vuol dire che ha qualcosa da nascondere!

Alla Rai hai poi recitato tra l’altro in “Orgoglio”, in “Raccontami” (e ora sei alle prese con il seguito), in “Il segreto di Arianna”, che per te è stata un’esperienza molto valida…

Il regista Gianni Lepre mi ha fatto capire come far bene questo mestiere, che ormai per me è una scelta consapevole di vita...

Il successo registrato da “Chiara e Francesco” ha modificato la tua vita quotidiana?

“Chiara e Francesco” mi ha fatto crescere come persona e come attrice. Certo è carino che la gente ti fermi per strada, però per natura sono molto legata al mio privato. So che con il lavoro che faccio devo arrivare a dei compromessi, ma il mio privato avrà sempre un posto importante nella mia vita. Se hai successo, poi devi stare attenta a dove vai, a cosa fai, a cosa dici, a cosa mangi… io a dire la verità vorrei una vita tranquilla, la mondanità la eviterei tutta, mi piace stare con i miei amici sulla scalinata di una chiesa… ho solo diciott’anni, sono ancora una ragazza!

A Marcianise ti vedono come una sorta di marziana?

R: (ride) Pensa che le mie amiche mi chiamavano Alien…mi sentivo anch’io un po’ marziana. Il liceo linguistico l’ho frequentato per i cinque anni canonici, ma con molte assenze dovute al mio lavoro televisivo. Nell’ultimo avrò fatto quaranta giorni di scuola, ma i professori sono stati comprensivi…

Chissà comunque che sudata per la maturità!

 

Proprio una gran sudata, a studiare giorno e notte prima degli esami per recuperare, preparare la tesina su Les fleurs du mal di Baudelaire. Però poi è andata benissimo. Volevo iscrivermi all’Università, in lingue, ma realisticamente quest’anno devo rinunciare, dati i miei impegni di lavoro fino a giugno. Certo che la laurea in lingua resta tra i miei sogni….la farò a trent’anni? Più in là? Mai?  Da una parte vorrei non farla mai, perché ciò significherebbe che continuo a lavorare, dall’altra alla laurea ci tengo e tanto!

Facendo televisione, hai imparato qualcosa per la vita?

 

A difendermi, ad avvicinare con prudenza le persone prima di ‘aprirmi’.

Ma non hai l’impressione di aver ‘bruciato’ una parte della tua adolescenza?

E’ vero che a cinque anni t’hanno fatto fare già la ‘primina’…

 

Ogni tanto ci penso. Ho perso alcune esperienze, ne ho guadagnate delle altre. E’ in fin dei conti una questione di scelte. Se mi guardo indietro, mai mi sono mai potuta permettere quelle piccole trasgressioni – vedi ‘bigiare’ una volta a scuola – che le mie amiche invece si sono permesse. E’ vero che una madre insegnante e un padre carabiniere mi hanno istillato il senso del dovere!

Il giorno dell’Epifania hai recitato nello spettacolo napoletano di Rai Uno un  brano da “Il pastore della meraviglia”(un libro bello, originale, consigliabile a tutti per un approfondimento piacevole del senso del presepe) di don Gennaro Matino. Hai appena ricordato la tua famiglia e forse il tempo natalizio…

Più che mai adesso che viviamo lontani l’una dagli altri, Natale è la festa della famiglia riunita, un tempo bellissimo… svegliarsi la mattina, far colazione insieme in pigiama, aprire i regali tutti insieme con il sottofondo dei canti natalizi, poi andare a messa, far gli auguri ai parenti. Adesso che ho ottenuto l’indipendenza, mi piace ancora di più pensare che ho una famiglia, che mi segue anche da lontano, che mi accoglierà sempre con amore…

Un regalo che ricordi con gran piacere?

 

Un Natale, oltre a giochi vari, mio padre mi ha regalato una scatola di Mars

Adesso di dolci puoi permettertene pochi, dato che in questi giorni stai interpretando il ruolo della nipote di Coco Chanel, accanto anche a Shirley Mc Laine…

Se devo sfilare per mia zia, evidentemente devo tenermi a dieta! Ho avuto fortuna a essere scelta per questo ruolo. E’ difficile, si lavora con gli americani, si recita in inglese, devo parlare con un mostro sacro come Shirley Mc Laine, che interpreta Coco Chanel. Per una ragazza come me l’emozione è grande!

Al termine di questa intervista variegata e scoppiettante che cosa vuoi dire a quei tuoi coetanei che a diciotto anni si sentono già vecchi, si annoiano della vita, cercano fughe in falsi paradisi?

Bisogna saper reagire. A volte capita anche a me la mattina di essere svogliata, magari quando vedo che fuori piove. Ma poi penso che apparirà l’arcobaleno e l’azzurro si farà largo. Così è bello vivere. Allora vivete!