AMMINISTRATIVE/AVVENIRE: LE STRANE AMNESIE DEL DIRETTOR TARQUINIO – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 27 giugno 2017

 

A proposito di un editoriale del direttor Tarquinio su ‘Avvenire’ del 27 giugno. E per evitare altre ‘scoppole’.

 

Domenica 25 giugno si sono svolti i ballottaggi delle elezioni amministrative italiane, che interessavano i 110 comuni con oltre 15mila abitanti in cui il sindaco non era stato eletto nel primo turno dell’11 giugno. A urne chiuse, il partito democratico scende in tali comuni da 64 a 34 sindaci, il centrodestra sale da 32 a 53, i 5 Stelle passano da 2 a 8; il resto è appannaggio di sindaci espressione di liste civiche (mentre a Trapani, non essendo stato raggiunto il quorum necessario del 50% di partecipazione, si installerà un commissario prefettizio). Tra i capoluoghi di provincia al ballottaggio il centrodestra conquista Genoa, Verona (di cui era sindaco da un decennio Flavio Tosi, leghista poi trasmigrato su altra sponda), L’Aquila, Asti, Piacenza, Alessandria, Monza, Como, Lodi, La Spezia, Rieti, Pistoia (da sempre rossa), Oristano. Va citata anche la storica roccaforte rossa di Sesto San Giovanni (la ‘Stalingrado d’Italia”). Mantiene Catanzaro, perde Padova e Lecce.

L’ ‘Avvenire’, organo della Conferenza episcopale italiana (Cei), non esce di lunedì. E dunque, per leggere le sue valutazioni su quanto accaduto domenica, bisogna attendere il martedì. Cioè stamattina.

Il titolo di apertura è di chiarezza cristallina, pardon sibillina: “I Comuni cambiano – La politica arranca”. Cambiano, arranca? Il sommario così suona: “Il centrodestra vince ma è diviso. Il Pd accusa il colpo”. Dove si evidenzia che la vittoria del centrodestra è subito oscurata dalle divisioni interne: ‘Avvenire’ è palesemente indispettito, ma la consolazione la cerca e la trova subito. 

L’editoriale, a firma del direttor galantino, ha un titolo inequivocabile: “Tutto chiaro (e urgente) con l’occhiello: “Vincitori, vinti e delusioni”.

L’incipit è di una liricità tale da meritare di essere inserito tra le tracce per l’esame di maturità di italiano del 2018: “Tutto chiaro. Il voto di secondo turno di domenica 25 giugno è impietoso come il sole di questa estate torrida, difficile non farci i conti. Anche perché a tratti mostra la stessa forza dirompente delle tempeste d’acqua sula terra riarsa alle quali ci siamo malvolentieri abituati e che ci stanno insegnando a contare in modo nuovo i danni che si vedono e quelli che, un po’ più in là’, si vedranno. Tutto chiaro. Chiaro chi ha vinto e chiaro chi ha perso”.

Chiaro? Scorriamo l’analisi del direttor Tarquinio. Vince il partito del non-voto (46% ai seggi). Vince il centrodestra (“perché cresce e per certi versi addirittura trionfa”). Perde il centrosinistra (“perché perde consensi e per certi versi addirittura tracolla”). “Segnano il passo i 5 Stelle (“che perdono Parma e conquistano Carrara, oltre che qualche amministrazione minore, ma neppure lontanamente riescono a intonare -e a ispirare mediaticamente- le stentoree fanfare di un anno fa” (NdR: ma non è lo stesso direttor Tarquinio che poche settimane fa ha steso un tappeto rosso a Grillo?).

Altri vincitori, vinti, delusi? La lista è finita. Che strano, ci sembrava di aver constatato nei giorni scorsi l’emergere di un altro partito (congrega, lobby?). Assai interessata ai risultati del voto amministrativo.

E’ un partito (congrega, lobby?) che, per voce dei suoi vertici e delle sue propaggini mediatiche, ha condotto una campagna instancabile per propugnare una nuova legge sullo ius soli (e ius culturae) voluta in Parlamento dal Pd e fortemente osteggiata dal centro-destra (in particolare da Lega e Fratelli d’Italia). Questo partito (congrega, lobby?) ha vinto, ha perso? Che sia improvvisamente sparito, sembra difficile… Ripercorriamo allora gli ultimi giorni di campagna elettorale.

 

'AVVENIRE' E GLI ULTIMI GIORNI DI CAMPAGNA ELETTORALE

 

Domenica 18 giugno: Avvenire’, titolo d’apertura: “Già con-cittadini”, sommario: “Gentiloni: italiano chi nasce e cresce qui, è civiltà” (NdR: incivile chi non è d’accordo), “Montenegro (card.): erano stranieri, sostengono il Paese”. A pagina 2 risponde il direttor galantino, sotto il titolo “Ius culturae, legge attesa e giusta che dice del ruolo dell’Italia”: “(sul lavoro di informazione fatto da ‘Avvenire’) continuo a sperare che sia un’informazione utile anche per quei politici che, soprattutto da posizioni di destra, stanno dicendo ‘no’ gridati e anche violenti contro il testo di legge già votato alla Camera e ora all’esame del Senato”. Nelle pagine interne, una doppia pagina dedicata all’argomento.

Martedì 20 giugno: ‘Avvenire’, commento a pagina 3 di Paolo Borgna: “Perché sì subito allo ‘ius culturae’ “: “Ci sono errori che sono peggio dei delitti. Di questo tipo è l’errore che commettono coloro che si oppongono allo ius soli temperato o ius culturae in discussione in Parlamento”. A pagina 9 (“primo piano”) grande titolo: “Cittadinanza, si stringe: la fiducia contro i veti”. Sommario: “Il Pd tira dritto. Timori per lo scontro in aula” (NdR: pensarla diversamente diventa ‘veto’. E allora si stravolge la discussione parlamentare e si ‘tira dritto’, proprio come già nella storia ha fatto qualcun altro. Che cos’è? Una testimonianza dell’evoluzione del ‘cattolicesimo democratico’?).

Mercoledì 21 giugno: Papa Francesco, durante l’udienza generale, evocando la Giornata mondiale del Rifugiato (celebrata il giorno prima) ha detto: “Vorrei cogliere questa occasione della Giornata di ieri per esprimere il mio sincero apprezzamento per la campagna per la nuova legge migratoria: Ero straniero –L’umanità fa bene (…)”, lanciata dai radicali italiani (la nota ‘umanitaria’ Emma Bonino, vedi i pregressi negli Anni Settanta) il 12 aprile, con il sostegno di diverse organizzazioni cattoliche (NdR: la confusione è grande sotto il cielo… i rifugiati e i migranti esprimono due condizioni spesso molto diverse tra loro).

Giovedì 22 giugno: ‘Avvenire’, con grande evidenza in prima pagina: “Caritas e Migrantes smontano gli slogan: l’invasione non c’è”, un argomento che occupa il “Primo piano” alle pagine 4 e 5, incentrato sui dati del ‘Rapporto immigrazione 2016’ con dati risalenti al primo gennaio 2016

Venerdì 23 giugno: ‘Avvenire’, una finestra in prima pagina, che rimanda a pagina 2, a un “appello” per “una legge di civiltà” (NdR: e dagliela con la ‘civiltà’…), firmato da alcuni noti “filosofi” (nuovi cattolici doc?) come Michela Marzano, Salvatore Veca, Giacomo Marramao, Paolo Flores d’Arcais.

Domenica 25 giugno: ‘Avvenire’ con il botto…proprio (ma che coincidenza!) nel giorno dei ballottaggi scende in campo nientepopodimeno che sua eminenza Gualtiero Bassetti, nuovo presidente della Cei. Titolo d’apertura: “Bassetti: sosteniamo la nuova cittadinanza”. Sommario: “Sì allo ius culturae: accogliere è difendere la vita” (NdR: e la legge vigente sull’aborto? E la legge che si prospetta sul fine vita?....). Un vero proclama, che viene ribadito a tutta pagina 9 (“Attualità”).

Martedì 27 giugno: ‘Avvenire’ – oltre all’editorialepersiste e raddoppia a pagina 11 (‘Attualità’) con il grande titolo “Più rifugiati, più accoglienza. E il Sud fa meglio del Nord”. Ah, il Nord… ‘Avvenire’, specie dopo i risultati dei ballottaggi, non lo può proprio apprezzare… dei veri ‘incivili’.

Peccato, perché, sempre martedì 27 giugno, si scopre - in una cronaca riguardante la festa di ‘Avvenire’ apertasi a Matera – che il direttor galantino ha detto: “Siamo una realtà (NdR: quella di ‘Avvenire’) che ha la testa al Nord, perché il quotidiano cattolico è stato fondato là, ma il cuore si estende progressivamente al Sud”. Che l’ ‘Avvenire’  stia perdendo la testa (considerati anche i risultati dei ballottaggi)?

Concludiamo con le parole dello stesso direttor Tarquinio, scritte a chiusura dell’editoriale sulle amministrative di cui abbiamo riferito: “Ciò che più conta è che gli elettori non perdonano più gli errori di alcuno e non nascondono la sfiducia in tanta parte di questa politica, nei suoi deludenti giochi di prestigio, nei suoi arrocchi, nelle sue tentazioni. Chi ha vinto e chi ha perso lo tenga a mente”.

Bravo, perché – anche se il direttor galantino, colto da una strana amnesia, pare averlo dimenticato – tra i perdenti, tra gli ‘scoppolati’ dei ballottaggi, c’è proprio, in posizione dominante come ha mostrato la campagna forsennata pro ius soli e ius culturae scatenata con lo strumento di ‘Avvenire’ , la Conferenza episcopale italiana nei suoi vertici, presidente e segretario generale in prima linea. Della tanto deprecata politica, questa politica, “nei suoi deludenti giochi di prestigio, nei suoi arrocchi, nelle sue tentazioni” fa parte ormai anche la Cei con le sue ingerenze clamorose in materie molto complesse e non certo di sua pertinenza amministrativa. Ingerenze clamorose e perdenti. Perciò diventa a questo punto legittimo esortare lo stesso direttor galantino e i vertici della Cei a imparare a memoria le ultime parole dell’editoriale del 27 giugno. A scopo preventivo, caritatevole: evitare di rimediare altre ‘scoppole’ che danneggerebbero ulteriormente e gravemente l’intero cattolicesimo italiano.

MARTEDI’ 27 GIUGNO 2017, CON INIZIO ALLE 18.30, PRESSO LA CAPPELLANIA UNIVERSITARIA DELL’UNIVERSITA’ ‘LA SAPIENZA’ DI ROMA: SESTO DIBATTITO ACCATTOLI-RUSCONI SU PAPA FRANCESCO. 

Dopo quelli al Centro Russia Ecumenica, alla Stampa Estera, presso la parrocchia di Santa Maria ai Monti,  ancora al Centro Russia ecumenica, presso l’Università popolare Upter di Roma, il sesto dibattito condotto da Luigi Accattoli e Giuseppe Rusconi su papa Francesco si terrà nell’Auditorium della Cappellania dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma (ingresso monumentale da piazzale Aldo Moro, poi a sinistra) martedì 27 giugno con inizio alle 18.30. Titolo scelto per il sesto incontro: “Dialogo senza censure su Papa Francesco”. L’ingresso è libero.