INTERVISTA A PADRE ARTURO SOSA: REAZIONI DI LETTORI – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 23 febbraio 2017

  

I punti più significativi e più discussi dell’intervista a padre Arturo Sosa pubblicata il 18 febbraio, una sorta di manifesto molto esplicito della Chiesa bergogliana. Una selezione di reazioni pervenute da diversi lettori. Come da attendersi l’intervista del generale dei gesuiti a ‘Rossoporpora’ è stata ignorata dai sacerdoti dell’informazione corretta, i media turiferari, in omaggio al motto collaudato: “Troncare, sopire, oscurare/ distogliere il cattolico dalla tentazione del pensare”. L’intervista tra i temi dell’incontro alla Stampa estera sulla situazione in Venezuela.

 

Sabato 18 febbraio 2017 abbiamo pubblicato un’ampia intervista al sessantottenne venezuelano padre Arturo Sosa, da quattro mesi generale dei gesuiti. Nell’intervista (ripresa per ampi stralci anche dal ‘Giornale del Popolo’ di Lugano) si è parlato della ‘novità’ di una Chiesa universale a forte impronta gesuitica e latino-americana, della ‘conversione’ della Chiesa latino-americana dopo il Vaticano secondo, di missioni e proselitismo, di ‘cantiere aperto’, resistenze, ‘fondamentalismo’, discernimento, parole di Gesù, situazione in Venezuela, prime esperienze di Sosa come ‘papa nero’.

Dell’intervistaça va sans dire ignorata dai media turiferari, sacerdoti del politicamente corretto nell’informazione in ambito cattolico - ricordiamo dapprima alcuni punti che hanno suscitato particolare interesse.

 

Laici ‘clericalizzati’: Sì, in Europa ce ne sono tanti, anche negli Stati Uniti e nell’America latina…

Fondamentalismo: Noi parliamo del fondamentalismo musulmano, islamico, ma non guardiamo il nostro…

Ma, padre Sosa, non c’è magari qualche differenza piccola piccola tra il fondamentalismo islamico e quello che Lei definisce “fondamentalismo cristiano”(…)? I due fondamentalismi si possono paragonare nell’atteggiamento. E’ certo fondamentalista l’atteggiamento di chi critica radicalmente il Concilio Vaticano II, questo nuovo modo di essere Chiesa che oggi è incarnato dal magistero di papa Francesco…Dicono di essere più fedeli di lui al Vangelo…

Gesù sulla sacralità del matrimonio è chiaro…:  Intanto bisognerebbe incominciare una bella riflessione su che cosa ha detto veramente Gesù… a quel tempo nessuno aveva un registratore per inciderne le parole. Quello che si sa è che le parole di Gesù vanno contestualizzate, sono espresse con un linguaggio, in un ambiente preciso, sono indirizzate a qualcuno di definito…

Ma allora, se tutte le parole di Gesù vanno esaminate e ricondotte al loro contesto storico, non hanno un valore assoluto…: Nell’ultimo secolo nella Chiesa c’è stato un grande fiorire di studi che cercano di capire esattamente che cosa volesse dire Gesù… capire una parola, capire una frase… le traduzioni della Bibbia cambiano, si arricchiscono di verità storica… Pensi un po’: per me, venezuelano, una stessa parola può avere un significato diverso se detta da uno spagnolo…Ciò non è relativismo, ma certifica che la parola è relativa, il Vangelo è scritto da esseri umani, è accettato dalla Chiesa che è fatta di persone umane. Sa che cosa dice san Paolo? Non ho ricevuto il Vangelo da nessuno degli Apostoli. Sono andato a trovare Pietro e Giacomo per la prima volta tre anni dopo la conversione. La seconda, dopo dieci anni e in quell’occasione abbiamo discusso di come va compreso il Vangelo. Alla fine mi hanno detto che anche la mia interpretazione andava bene, ma una cosa non dovevo dimenticare: i poveri…. Perciò è vero che nessuno può cambiare la parola di Gesù… ma bisogna sapere quale è stata! 

E’ discutibile anche l’affermazione (cfr. Matteo 19, 3-6) “Non divida l’uomo ciò che Dio ha congiunto”? Io mi identifico con quello che dice papa Francesco: non si mette in dubbio, si mette a discernimento…

…cioè si mette in dubbio, poiché il discernimento è valutazione, è scelta tra diverse opzioni…Non c’è più un obbligo di seguire una sola interpretazione…:

No, l’obbligo c’è sempre, ma di seguire i risultati del discernimento. Non è una qualsiasi valutazione…

Però la decisione finale si fonda sul giudizio relativo a diverse ipotesi…Prende in considerazione dunque anche l’ipotesi che la frase “l’uomo non divida….” non sia esattamente come appare… Insomma mette in dubbio la parola di Gesù…:

Non la parola di Gesù, ma la parola di Gesù come noi l’abbiamo interpretata… Il discernimento non sceglie tra diverse ipotesi ma si pone in ascolto dello Spirito Santo, che – come Gesù ha promesso – ci aiuta a capire i segni della presenza di Dio nella storia umana. 

Fatica diffusa a seguire papa Bergoglio: Sì, è vero che non sono quattro gatti.  La fatica di seguire Francesco si riscontra non solo in Europa e negli Stati Uniti, ma anche in America latina, dappertutto, in tutto il mondo. Però la funzione della Chiesa non è quella di essere un bastione contro la modernità…

…una modernità che calpesta i valori umani fondamentali (vedi diffusione di un’ideologia di un’ideologia disumana come quella del gender ): Però io ricordo il messaggio del Vaticano secondo: Noi dobbiamo imparare qualcosa dalla modernità. La Chiesa non è un bastione, si apre, cerca di capire, cerca di ispirare. 

Vediamo se ho capito bene: se la coscienza, dopo il discernimento del caso, mi dice che una certa azione la posso compiere, lo posso fare senza sentirmi in colpa e con l’approvazione della comunità…posso per esempio fare la Comunione anche se la norma non lo prevede…: La Chiesa si è sviluppata nei secoli, non è un pezzo di cemento armato… è nata, ha imparato, è cambiata… per questo si fanno i concili ecumenici, per cercare di mettere a fuoco gli sviluppi della dottrina. Dottrina è una parola che non mi piace molto, porta con sé l’immagine della durezza della pietra. Invece la realtà umana è molto più sfumata, non è mai bianca o nera, è in uno sviluppo continuo…

Mi par di capire che per Lei ci sia una priorità della prassi del discernimento sulla dottrina…: Sì, ma la dottrina fa parte del discernimento. Un vero discernimento non può prescindere dalla dottrina…

Però può giungere a conclusioni diverse dalla dottrina…: Questo sì, perché la dottrina non sostituisce il discernimento e neanche lo Spirito Santo.

Per quanto riguarda le affermazioni di padre Sosa sulla situazione in Venezuela, vedi la parte finale dell’articolo.

 

LE REAZIONI DI ALCUNI LETTORI

 

Diamo conto qui di alcune reazioni tra le molte pervenute da chi ha letto su www.rossoporpora.org l’intervista a padre Sosa. 

. L'intervista è bellissima, e fa onore a lui, un po' anche a te.

. Bella intervista! Me la sono letta con grande interesse.

. Ho letto la tua intervista a Padre Sosa e ti faccio i miei complimenti più sinceri. Semplicemente illuminante, sotto ogni profilo. E’ fondamentale per la comprensione di questo pontificato. A cominciare dal “cantiere aperto” e dall’uso disfunzionale (a mio giudizio) del discernimento. Se consenti, certamente utilizzerò qualche passaggio nei miei commenti. Verrebbe da dire “amen”. Ma noi che crediamo che in tutto ci sia un disegno della Provvidenza forse un giorno capiremo. O almeno lo spero.

. Più scorrevo l’intervista più mi rattristavo. Alla fine ero tristissimo, non riesco a essere ottimista per la Chiesa che servo con passione da tanti anni. Dove vogliono portarla? Ma Dio lo può permettere!

. Per rispondere compiutamente al delirio bisognerebbe scrivere un intero libro. Aggiungo solo che provo grande rammarico perché Paolo VI non ha abolito questa Compagnia di Gesù. Se mai le capitasse di rivedere o risentire questo gesuita delirante gli suggerisca di leggersi Patì sotto Ponzio Pilato? di Vittorio Messori. Questo solo per rendersi conto che i Vangeli, anche dopo oltre due secoli di analisi dottissime e accuratissime di innumerevoli esegeti e teologi pro e contro, conservano intatta la loro storicità unita alla fede cristiana. I Vangeli insieme alla Tradizione sono le colonne portanti della nostra fede cristiana e non c'è nessun Bergoglio nè tanto meno nessun padre Sosa che possa scalfirli.

. L'intervista è sicuramente un campanello d'allarme sugli sviluppi della politica (non certo della pastorale) di Bergoglio.

. Certe affermazioni del Generale dei Gesuiti sono talmente gravi che da cattolico sono sotto choc. Sembra uno che voglia distruggere la Chiesa!

. Mi addolora e non posso condividere la liquidazione che Sosa fa della diffusione del cattolicesimo in America latina: offende così la memoria di tanti missionari anche gesuiti e di tanti martiri!

. Colloquio davvero illuminante, nel senso che ben illumina su come nella Chiesa non più militante ma discernente il vero maestro sia diventato il Nietzsche del "non esistono fatti ma solo interpretazioni" ... tanto più in mancanza di registratori.

. Sono sconvolto dalle risposte che ti ha dato il sedicente capo dei gesuiti. E temo che il Papa sia sulla stessa linea. Sono parole terribili.

. Come fa Sosa a mettere sullo stesso piano il fondamentalismo musulmano e quello cattolico? Lo fa anche papa Francesco. Ma hanno studiato un po’ di storia o almeno seguono la cronaca quotidiana? 

. Io penso che il povero S.Ignazio si stia rivoltando nella tomba: per l'ennesima volta per "delirio" intellettualistico i Gesuiti si allontanano dalla Fede e dalla dottrina cattolica! Cosa vorrebbe dire "contestualizzare" le parole di nostro Signore Gesù Cristo? I suoi insegnamenti che regolano la ns. vita da più di 2000 anni devono cambiare per seguire le mode del mondo? Purtroppo credo che si stiano avverando tutte le più tristi previsioni contenute nei messaggi della Beatissima Vergine e di tanti Santi. 

. Era già interessante la parte di intervista pubblicata dal ‘Giornale del Popolo’. Ma mi sono preso la briga di leggerla integralmente sul tuo blog e ne è valsa la pena: l’intervista è veramente un manifesto di chiarezza cristallina di dove intendono portarci Bergoglio e Sosa, verso una Fratellanza Universale con una sola identità e senza più religioni distinte. Povero cattolicesimo!

. Un'intervista molto utile. Forse l'ingenuità di Sosa (da poco alle prese col 'potere') lo ha fatto parlare un po' troppo. Bene per chi aveva bisogno di conferme che c'è molta confusione nella Chiesa sudamericana, chiesa che al momento governa il cattolicesimo, chiesa al ritmo di salsa e di mate...

. Il commento di Ettore Gotti Tedeschi: Dopo aver letto l’intervista a padre Sosa mi son chiesto più di una volta se anche lui avesse fatto gli stessi esercizi spirituali di sant’Ignazio che ho fatto più volte io stesso e che hanno consolidato  la mia conversione al cattolicesimo. Io debbo moltissimo a sant’ Ignazio di Loyola, grandissimo artefice spagnolo della Controriforma e primo Superiore Generale dei Gesuiti.

Ho iniziato a sorprendermi leggendo la considerazione sulla “evangelizzazione vera o falsa “. Falsa se fondata sui grandi numeri e vera se fondata  sulla convinzione personale di pochi, ma buoni. E pensare che io avevo capito che a Dio interessavano tutte le anime...Ma questa considerazione  mi ha fatto subito venire  in mente quei preti che scoraggiano la recita del Rosario spiegando che è meglio dire bene un’ avemaria piuttosto che cinquanta dette male…

Ho continuato a sorprendermi leggendo che per aver certezza della dottrina è necessario aver capito cosa ha detto veramente Gesù, sapendolo contestualizzare e così via. Subito mi son chiesto se Gesù si fosse espresso,oltre che in aramaico, anche in venezuelano per permettere a padre Sosa di aver questa implicita certezza di poter mettere in dubbio ciò che tutti i santi in 2000 anni son stati convinti - in modo diverso -di aver capito . Gli avrei anche chiesto  quali parole di Gesù  lo abbiano convinto a convertirsi e entrare nella Compagnia di Gesù .

Caro Rusconi, Lei non ha idea di quanto mi sarebbe piaciuto essere al Suo posto per chiedere devotamente a padre Sosa di spiegare la differenza pratica e concreta che c’è tra “orientare ed ispirare” . Poi lo avrei scongiurato di spiegarmi che significa per lui “clericalizzazione”  e lo avrei filialmente sfidato, dopo averla definita, a riconoscere dove sono e da che parte stanno i veri clericali in questo momento. Probabilmente lo avrei sorpreso.

Poi gli avrei chiesto di illustrare cosa intende per  “legalismi farisaici” , facendogli notare che  in giro ci sono soprattutto  “scribi che interpretano”. Senza metterlo troppo in imbarazzo sul tema del “ fondamentalismo”, gli avrei chiesto se per caso avesse notato che si stanno mettendo in discussione proprio le fondamenta del cattolicesimo. Se mi avesse risposto che intendeva indicare quale fondamentalista chi non capisce questo nuovo modo di esser chiesa, gli avrei chiesto il privilegio di ascoltare la sua spiegazione. Ciò perché - forse anche padre Sosa lo ha notato -  il corso di studio  più in voga oggi, su cui sembra si stiano persino prefigurando cattedre all’Università Lateranense, sia quella  di “interprete del nuovo modo di essere chiesa” . Il secondo corso che potrebbe esser creato è quello di  “cacciatore di fondamentalisti anti-nuova chiesa” .

Ultima domanda che avrei posto a padre Sosa, se avesse avuto la pazienza di stare ancora a sopportarmi, è se non pensa che la chiesa debba esser anche preoccupata dell’abuso di in-coscienza personale.   

. Il commento di Giovanni Marcotullio: Una bella giravolta gesuitica, un sorriso sornione et voilà: i principî ovvî di una sana ermeneutica biblica assurgono a dogma protagoreo. Poi, senza poter capire come, la Leben Iesu Forschung [“Inchiesta sul Gesù storico”] e la quæstio de verbis ipsissimis Iesu [“ricerca sulle esattissime parole di Gesù”] smettono di essere un problema storico-esegetico e diventano una questione pastorale. D’emblée.

Cominciamo da questa cosa del discernimento, visto che anch’io (nel mio piccolo) mi vanto di essere un figlio di sant’Ignazio e un ex alunno della sua università: gli Esercizî Spirituali di Sant’Ignazio sono la matrice del “discernimento” gesuitico, e gli Esercizî servono, secondo il loro autore, «para vencer a si mismo y ordenar su vida, sin determinarse por affeccion alguna que desordenada sea» [«per vincere sé stessi e mettere ordine nella propria vita, senza prendere decisioni per alcuna affezione che sia disordinata»]. Mi sono innamorato della Compagnia di Gesù per questa cristallina chiarezza dei fini di ogni azione, teologica e pastorale: per questa suprema trasparenza del fine ultimo del pensare e dell’agire apprezzo perfino il “gesuitismo” – e l’autoironia, che era (una volta, temo) la sorella gemella dell’altrettanto famigerato orgoglio gesuitico. Una sorella che temperava l’asprezza del gemello… –; ora mi dispiace intimamente vedere tanto appannata quella chiarezza. La tortuosità delle parole dei gesuiti, che tempo fa mi pareva perfettamente giustificabile in quanto finalizzata alla felicità dell’uomo, cioè alla sua Salvezza, mi sembra oggi quasi fine a sé stessa, come se fosse ordinata a una salvezza che si presume coincidere con ciò che, anche nelle “affecciones desordenadas”, appare la felicità. Almeno quando leggo parole come quelle di Sosa in risposta a Rusconi. Povero sant’Ignazio.

Ma soffermiamoci un momento sui progressi degli studî storico-critici su Gesù e sulle sue parole. Sosa parla di «un grande fiorire di studi che cercano di capire esattamente che cosa volesse dire Gesù», e dice che questa ricerca caratterizzerebbe l’ultimo secolo. Io invece non posso impedirmi di ripensare che l’oggetto della ricerca sul Gesù storico così come lo definisce lui è tipico di quella sua prima fase che proprio un secolo fa terminò. Fu una fase tanto arrogante nelle ambizioni quanto modesta nello strumentario ermeneutico (e inconsistente negli esiti): a porle la lapide funeraria sopra fu la benemerita tesi di laurea in teologia di quel genio che fu Albert Schweitzer, “Geschichte der Leben-Jesu-Forschung” [Storia della ricerca sulla vita di Gesù] (1906). A cosa arrivava Schweitzer (che nella vita ha fatto più missione di cento gesuiti “pastoralisti” dei nostri giorni)? A documentare, fugando ogni ragionevole obiezione, che quella ricerca incappa fatalmente nell’esito di attribuire a Gesù i proprî sentimenti, i proprî pensieri.

 

VENEZUELA/STAMPA ESTERA/ POLITICI SU AFFERMAZIONI PADRE SOSA 

Dapprima ancora due mail di lettori riguardanti la parte ‘venezuelana’ dell’intervista.

. Una intervista molto intelligente ed interessante, però Sosa, da buon gesuita, si contraddice sul Venezuela: da una parte per affrontare il militarismo ci vuole l'azione della gente con l'appoggio internazionale, dall'altra parte, ci vuole un dialogo per arrivare a un governo di unità  nazionale. Non ha capito che governo Maduro e militari sono la stessa cosa? È una storia senza fine....

. Sul Venezuela il Generale dei Gesuiti non ha le idee ben chiare e non si rende conto che dialogare con Maduro serve soltanto a mantenerlo al potere e a fargli guadagnare tempo.

Poi il commento di due politici in occasione della conferenza-stampa sulla situazione in Venezuela, svoltasi a Roma presso la Stampa Estera nel pomeriggio di mercoledì 22 febbraio 2017. Nella nostra domanda riguardante la possibilità di un dialogo (al momento interrotto) tra Governo e opposizione abbiamo citato quanto detto in materia da padre Sosa nell’intervista apparsa sabato 18 febbraio: Ma se non dialoghi che fai? Se tu pensi che il governo è più forte di te, l’unica possibilità per indebolirlo è il dialogo. (…) Con il dialogo puoi sempre sperare di costringere il governo ad ammorbidirsi, a fare qualche concessione”.

Il deputato venezuelano Lester Toledo è un dirigente nazionale di ‘Voluntad popular’ (partito di centro-sinistra, membro della coalizione di opposizione a Maduro). E’ stretto collaboratore di Leopoldo Lopez, fondatore e coordinatore del partito, in carcere dal febbraio 2014, condannato nel 2015 a 13 anni e 9 mesi di carcere per “pubblico incitamento alla violenza”. In realtà Lopez – spesso ritenuto leader morale dell’opposizione – è un prigioniero politico come oltre cento altri sostenitori del ritorno del Venezuela alla democrazia. Così ha risposto Toledo – che vuole rientrare in patria, pur conscio di rischiare l’arresto immediato - alla nostra domanda contenente le parole del generale venezuelano dei gesuiti, grande amico di papa Bergoglio: “La Conferenza episcopale venezuelana è stata chiarissima anche nel suo ultimo comunicato contro la dittatura di Maduro. A padre Sosa diciamo che non siamo contro il dialogo, ma quello che c’è stato fin qui non era un dialogo vero. Il dialogo potrà esserci a due condizioni preliminari: la liberazione dei prigionieri politici e la fissazione delle elezioni regionali previste dalla Costituzione e fin qui rinviate, come chiesto da più del 70% dei venezuelani. Il Governo ha dalla sua la forza militare, ma non potrà fronteggiare milioni di cittadini in piazza. Questo lo sa la Chiesa venezuelana, Questo lo sa anche il Vaticano: ed è per questo che è molto preoccupato. Noi siamo per il dialogo alle condizioni citate. Se la risposta sarà un rifiuto, succederà qualcosa che nessuno saprà controllare: né Maduro né la Chiesa né noi dell’opposizione”

Il deputato italiano Fabio Porta - in quota Pd, eletto dagli italiani all’estero nella circoscrizione dell’America meridionale, presidente del Comitato permanente sugli italiani nel mondo - ha osservato da parte sua: “Noto che nella intervista – molto bella - padre Sosa ha usato comunque termini duri contro il governo: ‘Oggi in Venezuela il governo di Maduro si è allontanato dalla Costituzione, anzi fa in modo di neanche rispettarla: è una tirannia che ha incominciato come tirannia della maggioranza e ora è divenuta tirannia della minoranza. Per questo Maduro non vuole nessuna elezione, prescritta dalla Costituzione, come quelle regionali’. Per me se nel 2017 Maduro concederà tali elezioni ci si potrà forse incamminare sulla via di un ritorno verso la democrazia”.