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    AVVENIRE: COME TI ERUDISCO I PUPI - VESTALI DEMOCRATICHE IN AZIONE

    AVVENIRE: COME TI ERUDISCO I PUPI – VESTALI DEMOCRATICHE  IN AZIONE – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org –30 novembre 2022

    L’inserto ‘Popotus’(l’attualità spiegata ai bambini) di ‘Avvenire’ è un po’ ‘fluido’ come il suo contenitore: quello di domenica 27 novembre 2022 è tale da mandare in estasi la nota lobby. Che si vogliano chierichetti con la cotta arcobaleno? – I vandalismi alla sede di ‘ProVita&Famiglia’ alla vigilia della manifestazione ‘transfemminista’ di ‘Non una di meno’ – Un articolo imbarazzante e imbarazzato di ‘Repubblica’.

     

    Che cos’è ‘Popotus’? La maggior parte dei nostri lettori lo saprà: è l’inserto bisettimanale (giovedì e domenica) di ‘Avvenire’ che “racconta a misura di bambino le notizie offerte dall’attualità”. Anche quella politica,  culturale, economica, scientifica, sportiva. Nato il 23 marzo 1996, da un paio di mesi ha modificato la grafica (caratteri, interlinee più abbondanti, colonne più larghe e spaziate) per favorirne la lettura da parte di chi ha qualche difficoltà ad affrontare un testo scritto: un’iniziativa certo di grande sensibilità umana meritevole di elogio.

    Naturalmente l’adattamento della forma è propedeutico a una migliore comprensione dei contenuti, su cui i nostri occhi non dimenticano mai di posarsi.

    Ed è così che nel doppio paginone di domenica 27 novembre (numero 2452), notiamo a sinistra l’articolo principale dedicato alle ossa di un Tirannosaurus Rex, per cui era prevista un’asta (poi rinviata) a Hong Kong. Di taglio basso un articolo di dimensioni più modeste sul tempo di Avvento, di cui si ricorda il significato. La parte destra è invece dominata dal titolo principale dell’inserto: “Mondiali, coro di proteste a bocca chiusa”.

    Tre gli articoli e sette le foto dedicati all’evento calcistico. Nel primo articolo si rievoca inizialmente il silenzio della nazionale iraniana e successivamente quello dei “campioni della nazionale tedesca, i quali si sono fatti fotografare schierati e con la mano davanti alla bocca come si fa per costringere qualcuno a non parlare”. Come valuta il gesto il Popotus avveniristico?

    Un gesto che indicava solidarietà con i tanti abitanti del Qatar (NdR: li avranno contati?) che non hanno voce e mezzi per difendere i loro diritti, ma pure di denuncia contro la Federazione internazionale del calcio, che per non infastidire il Paese ospitante ha proibito di indossare i colori arcobaleno (simbolo di dignità per tutti) (NdR: “simbolo di dignità per tutti”? Non è che magari quei colori siano uno strumento apparentemente inoffensivo, perfino per sua natura simpatico e molto amati dai bambini per imporre dolcemente un nuovo totalitarismo?). Chiosa e gode per un dettaglio teutonico il Popotus avveniristico: “Colori arcobaleno proibiti in campo; perché in tribuna dello stesso stadio la ministra tedesca aveva al braccio la fascia con quei colori. Eh sì: a volte non si riesce proprio a far tacere la voce della libertà” .(NdR:  Deutschland Deutschland über alles, altro che la Marseilleise… i tedeschi sì che sono storicamente maestri in quel campo! ).

    Nel secondo articolo (un box) sui mondiali di calcio lo Zukunft-Popotus scrive che “alcune squadre avevano annunciato che sulle fasce dei loro capitani si sarebbero visti simboli o messaggi di uguaglianza e inclusione; invece si sono poi adeguate al divieto degli organizzatori”. Quali “simboli o messaggi di uguaglianza e inclusione”? La risposta si ritrova nel titolo del box: “Divieto di arcobaleno”. Bambini, avete afferrato il messaggio del Regenbogen Popotus ? … siete pronti da chierichetti a pretendere una cotta dai sette colori?

    Infine, nel terzo articolo, si ricordano gesti di protesta famosi a livello di Olimpiadi o comunque di manifestazioni ufficiali, dal pugno chiuso dei duecentometristi Tommie Smith e John Carlos a Città del Messico nel 1968 all’inginocchiamento di atleti di diverse discipline all’insegna del Black Lives Matter (un rito patetico, trito e ritrito, omaggio servile al politicamente corretto, che i soliti inglesi hanno ripetuto anche in questi mondiali del Qatar).

    Avvenire… una lettura benefica per tutti su certi temi (come abbiamo sottolineato più volte); su altri – vedi quest’ultimo caso del Popotus arcobaleno – da avvicinare con la dovuta circospezione, con uno  spirito critico ben vigile!

     

    LE SINCERE DEMOCRATICHE DEI VANDALISMI E DELLA TESTA IN GIU’: UN ARTICOLO DI ‘REPUBBLICA’, I VANDALISMI A ‘PROVITA&FAMIGLIA, L’AGGRESSIONE AGLI ‘UNIVERSITARI PER LA VITA’ ALLA SAPIENZA

    Non una di meno, conosciuto movimento femminista, anzi autodefinitosi “transfemminista” (a unire istanze dell’ideologia gender e quelle abortiste), ha promosso sabato 26 novembre a Roma una manifestazione nazionale in difesa dei cosiddetti ‘diritti’ (quelli postulati dalla nota lobby) e contro la violenza verso le donne. Alcune migliaia le partecipanti, in numero consistente le ragazze purtroppo irretite da ormai diffuse concezioni di falsa libertà, propagandate da cattivi maestri culturali, mediatici e politici.

    Nel corteo non sono mancati cori truci (sebbene le irretite dubitiamo se ne rendano pienamente conto) e striscioni minacciosi, del tipo (come domenica 27 novembre titola a tutta pagina l’organo laureato in campagne mediatiche diffamatorie, cioè Repubblica): “Meloni fascista, prima della lista” e altri della stessa risma. Nella grande foto di Repubblica spicca un altro striscione su cui campeggia un “Meloni vattene”.

    Interessante che la manifestazione fosse stata indetta contro la violenza verso le donne. La palese contraddizione imbarazza Repubblica, che - per la penna di Giovanna Casadio, un’habituée di questi appuntamenti culturalmente così elevati – non vuole spiacere né alle coriste scatenate né alle presenze istituzionali radical-parruccone.  Sublime la tartuferia esibita dalla senatrice Cecilia D’Elia, portavoce delle donne del Pd: “Possono esserci stati slogan infelici e da condannare che personalmente non ho sentito” (NdR: può darsi che la D’Elia sia un po’ sorda, ma è per caso anche cieca considerata la grandezza degli striscioni violenti, come quello immortalato dalla stessa Repubblica?). La Casadio, dopo l’incipit dedicato alle urla di “Meloni fascista”, va in brodo di giuggiole: “Gli slogan, le canzoni, le performance, i cartelli che migliaia di donne – tante giovanissime, molti ragazzi, madri con bambini e compagni (NdR: i mariti sono in disuso), femministe storiche, collettivi da tutta Italia, operatrici dei centri anti violenza, sono le voci molteplici e pacifiche della piazza contro”.

    Voci molteplici e pacifiche…. e come no! Ne sa qualcosa la sede centrale a via Manzoni di “ProVita & Famiglia”, che nella notte precedente la manifestazione per l’ennesima volta è stata vandalizzata da un collettivo di impronta certo francescana, intitolato a Berta Caceres (leader ambientalista dei popoli indigeni honduregni) e definitosi (le maiuscole sono del collettivo) Spazio Antifascista e Fronte di Lotta Ecologista contro la violenza del Capitalismo e dell’Etero-cis-patriarcato. Un video registrato dalle telecamere di sorveglianza mostra con chiarezza la furia devastatrice delle militanti così pacifiche, in piena sintonia comportamentale con quelle di Non una di meno (a loro volta autrici in questi ultimi anni di innumerevoli imbrattamenti, scritte ingiuriose, rimozioni di manifesti di ProVita&Famiglia in tutta Italia).

    Vale la pena di citare un passo della reazione di Maria Rachele Ruiu (membro del direttivo dell’associazione) agli ultimi vandalismi delle sincere democratiche: “Si tratta dell’ennesimo attacco squadrista da parte di quello che definiamo ‘fascio-femminismo’, ovvero un femminismo che ha assorbito i germi della società violenta e intollerante che dice di voler contrastare ma da cui è stato totalmente contagiato: io stessa sono stata recentemente rappresentata a testa in giù, cioè appesa per i piedi, sui profili social di Non Una Di Meno, perché mi batto per il diritto alla maternità delle donne“.

    Una triste storia che si ripete continuamente, come è avvenuto anche il 20 ottobre scorso presso La Sapienza di Roma, quando in tarda mattinata un gruppo di Universitari per la Vita (presieduto da Fabio Fuiano) ha svolto un volantinaggio a piazzale Aldo Moro, davanti all’ingresso dell’Università. Se la prima ora e mezzo è andata tutto sommato normalmente (ove nella normalità è compresa anche la lacerazione dei volantini da parte di alcuni studenti imbufaliti), l’ultima parte del volantinaggio è stata più movimentata. Si è infatti materializzato minacciosamente un collettivo femminista che ha intimato agli Universitari per la Vita di andarsene immediatamente. Al rifiuto opposto, le sincere democratiche si sono scatenate e, se non ci fosse stato l’intervento della polizia, è prevedibile che l’aggressione femminista sarebbe stata anche fisica.

    Purtroppo la realtà è questa e ciò che fa maggiormente paura è la rassegnazione dei più, che poi facilmente si tramuta in indifferenza, davanti a fatti come quelli ricordati.  Gli spazi di libertà di pensiero su certi temi – in particolare su quelli cari alla nota lobby – si vanno riducendo de facto sempre più. Vorrà e riuscirà il nuovo governo a compiere l’impresa consistente nel modificare gradualmente il clima culturale tendenzialmente totalitario così da ridare fiato, dignità sociale e spazio nel dibattito pubblico alle voci critiche della nuova antropologia (‘fluida’) dell’odierna società?

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