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FAMIGLIA E MOVIMENTO DI POPOLO: CROTONE INDICA LA STRADA -di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 14 dicembre 2013

 

Giovedì 12 dicembre riuscita manifestazione pubblica a Crotone per la difesa della famiglia, contro l’ideologia del gender e la legge anti-omofobia:  22 diverse associazioni testimoniano in piazza la loro volontà di non rassegnarsi all'apparente strapotere della nota lobby. Il messaggio del pastore diocesano Domenico Graziani e l’intervento di Giancarlo Cerrelli. Già nel 2007 Crotone aveva preceduto il ‘Family day’ nazionale. Intanto in Slovacchia e a Roma…

 

 

Il 15 marzo 2007 a Crotone si tenne il primo Family day  a livello locale, che anticipò il grande Family day nazionale del 12 maggio a piazza San Giovanni in Laterano. In quell’occasione si trattava di testimoniare pubblicamente l’opposizione al disegno di legge sul riconoscimento delle coppie di fatto (conosciuto sotto il nome di Dico). Il disegno di legge fu affossato.

Giovedì 12 dicembre 2013 Crotone, sempre per la prima volta in Italia, è stata teatro di una pubblica manifestazione diocesana all’aperto per la difesa della famiglia fondata sull’unione tra uomo e donna e tesa alla procreazione dei figli e in opposizione a un altro disegno di legge, gravido di conseguenze molto pericolose per la libertà di pensiero: quello “contro l’omofobia e la transfobia”, approvato con molta fatica alla Camera e ora al vaglio della competente commissione del Senato. Si ripeterà quanto successo nel 2007 e il disegno di legge “antiomofobia” sarà affossato? In ogni caso l’auspicio è che altre diocesi seguano l’esempio dato dall’arcivescovo Graziani e dal popolo crotonese, così da far crescere una testimonianza nazionale di grande importanza per il futuro dell’Italia. Secondo quanto ci ha detto l’avvocato Giancarlo Cerrelli, vicepresidente dell’Unione giuristi cattolici italiani e ‘motore’ della manifestazione, già si prefigurano manifestazioni analoghe in Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia e nella stessa Calabria.

Anche stavolta è stata manifestazione di popolo: un migliaio i presenti e 22 le associazioni aderenti, con il forte sostegno, come detto, dell’arcivescovo Domenico Graziani. Le citiamo in ordine alfabetico: Alleanza cattolica, Apostolato della preghiera, Associazione laicale eucaristica riparatrice, Associazione portantini Maria Santissima di Capo Colonna, Associazione Scienza&Vita, Comunità Gesù Risorto del Rinnovamento carismatico cattolico, Cammino neocatecumenale, Forum Associazioni Familiari provinciale e regionale, Gruppi del Vangelo, Gruppi di preghiera di padre Pio, Misericordie, Movimento apostolico, Movimento cristiano lavoratori, Movimento dei Focolari, Ufficio per la Pastorale familiare diocesana, Punto famiglia Acli Calabria, Rinnovamento nello Spirito Santo, Servizio Aiuto alla vita, Unione cattolica italiana insegnanti medi, Unione Giuristi cattolici italiani, Unitalsi, Vivere In. Un bel plotone compatto, con qualche assenza: Comunione e Liberazione/Compagnia delle Opere per il semplice motivo che a Crotone non sono presenti; Azione cattolica e Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic) poiché le due associazioni disdegnano la piazza e preferiscono la testimonianza tra quattro mura (forse per non urtare eventuali compagni di viaggio). Sull’argomento di fondo nel nostro sito è apparso il 6 luglio 2013 un commento intitolato: Cristiani in piazza: arroganza o testimonianza?” (vedi www.rossoporpora.org/rubriche/papafrancesco oppure in “Articoli più letti”)

Domenico Graziani: la fede ha una dimensione sociale e pubblica

Convenuti alle 19.00 in piazza della Resistenza, i tanti partecipanti al momento di pubblica testimonianza - dopo il saluto di Antonino Leo (presidente del Forum delle famiglie regionale) - hanno ascoltato il messaggio dell’arcivescovo. Che ha subito evidenziato come “in questo momento storico (…) gruppi di cristiani stanno avvertendo l’urgenza di un impegno personale e associativo all’interno delle proprie appartenenze, per dare il contributo della loro storia e delle loro idee con sana e, se è il caso, anche ardita esposizione”.

L’arcivescovo Graziani ha poi sottolineato gli aspetti sociale e pubblico della fede, evocando quanto detto da papa Ratzinger. In tale ambito “l’impegno responsabile del cristiano si afferma in un processo di condivisione di vita e di comunicazione”. E “per la comunicazione c’è anche la convocazione”. Chi convoca, “il convocatore”, appare – ha rilevato mons. Graziani con un richiamo letterario molto efficace - “come il bimbo che dice: il re è nudo, quando il re è nudo. Mentre i cortigiani ne ammirano le vesti”. Perciò, “dicendo: ‘il re è nudo’, il bambino fornisce una informazione sul mondo e costringe i cortigiani a guardare il mondo”.

Ha proseguito il pastore di Crotone-Santa Severina all’indirizzo dei presenti: “In definitiva voi mi avete manifestato la vostra intenzione di esercitare così la vostra responsabilità”. Aggiungendo: “So che qualche altro non ha condiviso questo modo: è una diversità del tutto legittima”. Ed ha concluso: “Vi ho ricordato che per le strade del mondo voi, in unione con me e con gli altri, avete responsabilità e libertà di convocazione. Questa responsabilità in libertà, come è ovvio, voi ve la siete assunta: ne godo, se mi permettete, come il padre che sostiene il bambino nei suoi primi passi, sapendo che egli corre un rischio, perché il bambino potrebbe cadere (scusatemi l’irriverenza!) ma nel contempo ne gode, quasi quasi con un pizzico d’invidia, perché il bambino freme di correre, cade e si rialza per correre più velocemente”, al contrario del papà acciaccato. (…) ”Ringrazio le persone che mi hanno dato voce per questo momento che voi, e anch’io, per come meglio posso, stiamo vivendo. Nell’attesa vi benedico tutti e vi auguro di godere di questo tempo prezioso e simpatico”.

Alla lettura del messaggio dell’arcivescovo Graziani è seguita la testimonianza di due famiglie: una del ‘Rinnovamento nello Spirito’, l’altra neocatecumenale.

L’intervento dell’avvocato Giancarlo Cerrelli

Alcune citazioni dall’ampia relazione di Giancarlo Cerrelli, vicepresidente dell’Unione giuristi cattolici italiani, già più volte attaccato e censurato dalla nota lobby per le sue coraggiose e pubbliche prese di posizione in materia di famiglia (vedi anche diversi articoli in www.rossoporpora.org/rubriche/italia).

Annebbiamento sociale: “Si è giunti a un tale oscuramento del bene comune da confondere i desideri degli individui con i diritti fondamentali della persona”.

Battaglia culturale: “Siamo in mezzo ad una battaglia culturale che vede da una parte chi vuole accentuare il relativismo etico, soggettivismo e individualismo, per lasciarci sempre più soli e senza punti di riferimento; dall’altra ci siamo noi che dobbiamo aiutare noi stessi e il nostro prossimo ad usare la ragione e a riscoprire quei parametri morali che rendono l’uomo più uomo”.

Il termine ‘battaglia’: “Qualcuno potrebbe meravigliarsi del termine ‘battaglia’ da me usato, ma la vita cristiana è un agone e noi dobbiamo scegliere da che parte stare… Sant’Agostino parla di due Città, Sant’Ignazio parla di due bandiere…oggi molti cristiani pensano di poter vivere in una posizione di compromesso. Papa Francesco parla a tal proposito di ‘mondanità spirituale’; il cristiano non può convivere con lo spirito del mondo”.

L’ideologia del ‘gender’: “Il gender  va inteso come nuovo pilastro attorno al quale rimodellare non solo la disciplina del matrimonio e della famiglia, ma anche adozione, fecondazione e programmi educativi, introducendo anche una sorta di neo-lingua giuridica (progenitore A e B in luogo di padre e madre, ecc…). In tale ottica le normative anti-omofobia hanno avuto, a livello nazionale, una duplice funzione: quella di mettere, per un verso, definitivamente fuori gioco la prospettiva di un diritto di famiglia ancorato al dato naturale e, per l’altro, di introdurre il divieto di discriminazione inteso come diritto di tutti a tutto ovvero, per riprendere slogan recenti, come un matrimonio e un figlio per tutti”.

Chi siamo noi per giudicare? “Dire sì o no a una proposta di legge implica sempre un giudizio. Chi siamo noi per giudicare le persone omosessuali? Ma, nello stesso tempo, chi siamo noi per non giudicare le proposte di legge, sottraendoci a quello che è un dovere di cristiani e di cittadini”?

Reato di opinione: “Se esprimere opinioni non ‘politicamente corrette’ diventa un reato, la libertà religiosa e la stessa libertà di opinione sono in pericolo. Lo ha detto di recente papa Francesco, citando il profetico romanzo Padrone del mondo dello scrittore britannico Hugh Benson (1871-1914): quando il ‘pensiero debole’ del relativismo diventa ‘pensiero unico’ obbligatorio per legge, finisce la libertà e iniziano nuove forme di totalitarismo pericolose per tutti.”

Emergenza omofobia? “Un’emergenza omofobia nel nostro Paese semplicemente non esiste. Nonostante ciò, ad occupare il primo posto nella scala della priorità della politica e del parlamento non è la crisi economica ed istituzionale, non sono i problemi del lavoro, dei disoccupati e degli esodati, delle imprese che chiudono, della salute dei cittadini. No, il problema dei problemi in Italia è l’omofobia. (…) La legge ‘contro l’omofobia’ ha come obiettivo finale l’inserimento, in modo articolato, nell’ordinamento giuridico italiano, del matrimonio tra persone omosessuali e l’estensione a questi del diritto di adozione di minori.” (…) Tale legge vuole “promuovere una funzione pedagogica e se è il caso rieducativa del popolo italiano”.

Registro delle unioni civili a Crotone: “Quale coppia sceglierà ancora di contrarre matrimonio e così formare una famiglia, se basterà iscriversi al registro comunale, che non richiede l’assunzione di alcun dovere, per ottenere dal Comune i medesimi diritti e vantaggi riservati oggi alle coppie coniugate”?

Movimento di popolo: “Bisogna propiziare un movimento di popolo, come quello di questa sera qui a Crotone e di strutture organizzate e coordinate, un movimento di popolo che punti alla tutela della famiglia come esiste in natura e come è descritta dalla Costituzione. (…) Un movimento di popolo che si faccia sentire sui media, nelle piazze, nelle Università”.

La manifestazione di Crotone (che ha sofferto in piazza di un misterioso black-out elettrico di un quarto d’ora) si è conclusa con una fiaccolata verso piazza del Duomo. Dentro la cattedrale, nel giorno della Madonna di Guadalupe, l’arcivescovo ha accolto i manifestanti ribadendo la sua stima e vicinanza verso di loro. Si è letta la pagina del Vangelo riguardante le nozze di Cana, mentre il congedo è stato contrassegnato dalla recita corale del ‘Salve Regina’.

Anche i vescovi slovacchi difendono pubblicamente la famiglia. E il cosiddetto cattolico Ignazio Marino invece innalza il vessillo della nota lobby sul Campidoglio.

 

Sempre a proposito di famiglia, significativa la lettera pastorale che la Conferenza episcopale slovacca ha diffuso in tutte le chiese per la prima domenica d’Avvento. Vi si legge tra l’altro che “danneggiando la famiglia, l’uomo sminuisce la felicità umana (…) Egli mette in pericolo la vita e produce una cultura di morte. I fautori di tale cultura usano metodi molto sofisticati per farla progredire. Nelle parole nobili che utilizzano essi inseriscono significati del tutto opposti, cambiandone il senso e rendendolo ignominioso. Essi parlano di ‘diritti umani’ e di ‘diritti dei bambini’, ma vogliono imporre concezioni che in realtà ledono le persone e i bambini. Sotto la parvenza dei ‘diritti dei bambini’, così come essi li proclamano, i padri e le madri perdono qualsiasi possibilità di educare i propri figli in modo responsabile. (…) Per motivi inconcepibili i rappresentanti di diversi Paesi si pongono in un degradante atteggiamento servile nei confronti dei fautori della cultura della morte e varano leggi che contraddicono a volte già il buon senso. (…) In passato si abusò degli insegnanti per imporre l’ateismo ai bambini, contro la volontà dei genitori: oggi incombe su di loro una minaccia ancora peggiore. I fautori della cultura della morte sono fortemente sostenuti dai media: non diamo loro la possibilità di ingannarci o manipolarci”.

Come si nota, anche in Slovacchia la nota lobby è passata decisamente all’azione. In questi ultimi giorni, tuttavia, la nota lobby – come abbiamo ampiamente riferito – ha dovuto sopportare due brucianti sconfitte in Croazia e all’Europarlamento. La riuscita manifestazione di Crotone (che speriamo sia seguita da tante altre) e la Lettera pastorale dei vescovi slovacchi sono ulteriori segnali di una reazione che finalmente incomincia a manifestarsi pubblicamente un po’ dappertutto. Ne tenga conto il sindaco di Roma, eletto anche con il voto di diversi cattolici ‘adulti’ e recentemente bacchettato con giusta durezza dal Vicariato per la sua volontà di istituire in città il registro delle unioni civili: l’ultima sua arrogante prodezza ideologica – a spregio del cattolicesimo - è l’illuminazione ‘arcobaleno’ di via del Corso e l’annuncio che dal 9 gennaio sul Campidoglio sventolerà una bandiera dello stesso tipo in onore della nota lobby. Proprio un bel vedere a pochi passi dal Cupolone!