PAPA IN SPAGNA: SPUNTI DI RIFLESSIONE - SANT'IPPOLITO A LOURDES

Di Giuseppe Rusconi. 10 Giugno 2026.

Qualche eco dei discorsi di Leone XIV nella prima parte del suo viaggio apostolico spagnolo. Che, incominciato sabato 6 giugno, si concluderà venerdì 12 giugno. Tre le tappe: Madrid (conclusa al momento in cui scriviamo), Barcellona e le Canarie. Intanto, dal 4 all’8 giugno la parrocchia romana di Sant’Ippolito a piazza Bologna è stata pellegrina a Lourdes: piccola galleria fotografica

 

Mentre scriviamo Leone XIV è impegnato nella sua opera pastorale a Barcellona, dopo aver lasciato questa mattina Madrid nel contesto del viaggio apostolico in Spagna. Da quindici anni nessun Papa era stato pellegrino nel Paese di santa Teresa d’Avila, san Giovanni della Croce, sant’Ignazio di Loyola e di tanti altri santi, compresi i martiri della Guerra civile del 1936-39. E’ una terra che, in epoca contemporanea, è stata visitata cinque volte da Giovanni Paolo II (dal 1982 al 2003, ivi compresa la GMG di Santiago de Compostela del 1989) e tre da Benedetto XVI (dal 2006 – Incontro mondiale delle Famiglie a Valencia – al 2011 – GMG di Madrid). Un viaggio apostolico quello di Leone XIV in una Spagna molto secolarizzata, complice anche la successione di governi socialisti radical-chic Zapatero-Sanchez (eredi della Repubblica popolare degli Anni Trenta) e la scarsissima incisività in riferimento alla dottrina sociale della Chiesa del governo popolare di Mariano Rajoy. Madrid ha però offerto al Papa un’accoglienza strepitosa: i cattolici sono scesi in piazza con numeri impressionanti (oltre 600mila i giovani alla veglia, oltre un milione i presenti alla messa con processione del Corpus Domini di domenica 7 giugno). Da tale affluenza sembra che una parte non trascurabile della Spagna sia ancora cattolica: forse solo culturalmente, forse non nella pratica quotidiana, ma comunque questo è un segnale che i tanti pastori generalmente accomodanti con il laicismo governativo (peraltro assai indebolito da una serie di scandali che fanno concorrenza a quelli, più famosi, di altri Paesi) non possono né debbono ignorare. Ora qualche passo dai discorsi di Leone XIV a Madrid ( i neretti sono nostri).

PAPA LEONE XIV: PERCHE’ IN SPAGNA (volo da Roma a Madrid, 6 giugno 2026)

. Come sapete bene, questo è il primo viaggio di un Papa in Spagna dopo molto tempo, e personalmente sono molto contento di compierlo. Sono venuto molte volte in Spagna, ma ora è il primo in questa missione: è una visita apostolica per incontrare i fedeli, celebrare la fede, annunciare il messaggio di Gesù Cristo, ma, al tempo stesso, per salutare tutti, tutta la società, perché la Chiesa ha un messaggio per tutti, come avrete visto, credo, con molta chiarezza, nella Lettera Enciclica che è stata pubblicata il giorno 25 maggio.

 

PAPA LEONE XIV: INCONTRO CON LE AUTORITA’, LA SOCIETA’ CIVILE E IL CORPO DIPLOMATICO, Madrid, Palazzo Reale, 6 giugno 2026 

. (I legami della Spagna con il cristianesimo): Rendo grazie al Signore ed esprimo la mia riconoscenza per l’invito a compiere questo viaggio apostolico in Spagna: un itinerario in più tappe, ciascuna delle quali rivelerà qualche aspetto della multiforme ricchezza di un grande Paese che da quasi due millenni ha ricevuto la Parola del Vangelo. La tradizione ha sempre collegato la prima evangelizzazione della Penisola iberica alla predicazione dell’apostolo Giacomo il Maggiore. Questo legame riveste un’importanza teologica considerevole, perché esprime la consapevolezza della Chiesa locale di essere in continuità con la missione apostolica nata dalla Pentecoste. L’antichissimo legame fra la fede cristiana e questa terra, se da un lato non ne esaurisce la composita identità del vostro popolo, dall’altro ne ha plasmato profondamente la cultura e rappresenta una riserva di speranza e di orientamento fra le sfide che oggi insieme, come famiglia umana, dobbiamo affrontare. Penso alle espressioni di fede popolare che, in ogni città e villaggio, rappresentano una vera e propria drammaturgia della salvezza al ritmo dell’anno e nei contesti di vita. Insieme al patrimonio artistico e musicale, alle molteplici confraternite e associazioni di natura caritativa, esse testimoniano il fecondo incontro fra Gesù Cristo e il vostro popolo. È un popolo pieno di passione, che ama la vita e lo manifesta!

. (Necessario l’incontro tra le diverse anime della Spagna, non lo scontro): Vengo tra voi a confermare, incoraggiare, ispirare una rinnovata fedeltà dei credenti al Vangelo e una più profonda riconciliazione e cooperazione fra le diverse anime di questa Nazione. Proprio la sua storia, infatti, suggerisce che non la cultura dello scontro, ma quella dell’incontro genera stabilità e prosperità. A ben vedere, il messaggio della pace, che in questi tempi, purtroppo, risuona per alcuni ingenuo, per altri provocatorio, trova accoglienza in chi non si chiude in ideologie preconfezionate ma si apre alla verità.

. (Spagna e Europa apprezzino la complessità per restare giovani): Invito tutti, per amore di verità, ad abbandonare le narrazioni divisive e polarizzanti della vostra realtà sociale e della sua storia, per passare dalle sterili semplificazioni all’apprezzamento fecondo della complessità. Vedo qui una specifica vocazione dell’Europa, di cui la Spagna è protagonista originale e fondamentale. È il dono che il Vecchio Continente può fare al mondo se vuole rimanere giovane, come giovane è chi sente di avere un futuro e una missione che interpellano ancora. Apprezzare la complessità e studiarla, imparare a non negarla e ad abitarla come benedizione, rifuggire quegli approcci identitari che sembrano rendere tutto chiaro, ma popolano il mondo di fantasmi e di nemici: ecco il compito di chi ha una grande storia alle spalle (…) La sicurezza, che troppo spesso ci illudiamo venga dalle armi e dai muri, matura piuttosto nell’imparare a fare strada con l’altro, a crescere insieme, fianco a fianco.

. (Confronto e dialogo con l’Islam): La presenza dell’Islam nella Penisola iberica, ad esempio, costituì una realtà politica, culturale e religiosa di lunga durata. Durante quel periodo non vi fu soltanto confronto, si cercò di creare uno spazio di contatto, conversazione e dialogo sul senso della verità tra cristiani, musulmani ed ebrei. Nella scuola di traduttori di Alfonso X il Saggio, esperti appartenenti alle tre religioni collaborarono alla traduzione del ricco patrimonio arabo, greco ed ebraico, contribuendo alla diffusione di testi come, tra gli altri, quelli dei filosofi Averroè (1126-1198) e Maimonide (1138-1204). In particolare, città come Cordoba e Toledo divennero luoghi di mediazione tra lingue, religioni e saperi. Ma questa è la verità che raccontano le città europee, la loro stratificazione storica, il tessuto di solidarietà che nei secoli ha composto le loro differenze, trasformando gli inevitabili conflitti in punti di ripartenza.

. (Spagna, diritto internazionale, multilateralismo, dialogo interno, autonomia, unità): Maestà, Altezze Reali, Signore e Signori, esprimo apprezzamento al vostro Paese per la sua fedeltà al diritto internazionale e al multilateralismo, che si traduce in un attivo impegno per la pace e la solidarietà fra i popoli. Al tempo stesso, incoraggio a coltivare anche al suo interno il dialogo e l’amicizia sociale, a tenere conto del punto di vista dei poveri e dei giovani nell’immaginare il futuro, a volgere in positiva armonia le istanze di autonomia e quelle di unità, a favorire il processo di unione europea, non in contrapposizione ad altre potenze, ma come dono per l’intera famiglia umana. Dio benedica la Spagna!

 

PAPA LEONE XIV: VEGLIA DI PREGHIERA CON I GIOVANI, Madrid, Plaza de Lima, 6 giugno 2026

. (Giovani sale della terra e luce del mondo, siate umani – il Papa ha risposto a sei domande, come tradizionee filtrate e approvate dall’autorità ecclesiastica): Vi invito (…), tutti insieme, a essere sale della terra e luce del mondo (cfr Mt 5,13). Per vivere così, occorre anzitutto interpretare la società presente, abitandola con saggezza, per poterla poi trasformare come testimoni del Vangelo. Il giovane cristiano, infatti, diventa luminoso nella gioia come nella prova, dando sapore alla realtà perché la abita come una persona che trae il gusto della vita da dentro di sé, senza aspettare che glielo diano la ricchezza, il piacere o il potere. Questa è la nostra libertà, che ha la sua sorgente nella fede, capace di dare luce e buon sapore ad ogni società, ad ogni esperienza umana. Quando la vita non sa di niente, invece, è come se ci venisse tolta: non la sentiamo più nostra. Davanti al vuoto dell’indifferenza e del qualunquismo, davanti alla violenza della guerra e della menzogna, siate voi stessi scintilla di un’umanità nuova. E allora, voglio affidare a tutti voi una  missione: essere umani. Sì, siate umani! Uomini e donne in carne e ossa. Non apparenze, ma volti affidabili. Persone che cercano la giustizia perché ne hanno fame, come del pane quotidiano. Persone che desiderano una vita onesta e retta, perché fanno volentieri agli altri quel che vorrebbero che gli altri facessero a loro. Siate umani come lo è Cristo, l’uomo perfetto, il Risorto che condivide con noi la storia, in ogni tempo. (…).  Voi potete cambiare la storia! Fatelo con amore!

 

PAPA LEONE XIV: SANTA MESSA, PROCESSIONE DEL CORPUS DOMINI, BENEDIZIONE EUCARISTICA, Madrid, Plaza de Cibeles, 7 giugno 2026

. (La processione del Corpus Domini non è una sopravvivenza folkloristica, NdR: vero arcivescovo di Milano?): Questa memoria del Signore presente nel Pane eucaristico è al cuore della vostra fede e della storia del vostro popolo. Qui a Madrid, ma anche in tantissimi altri luoghi della Spagna, il Corpus Domini non è una delle tante feste del calendario liturgico, ma un ritornare alle radici della fede per rinnovare l’amore e la fedeltà a Dio. Le solenni processioni di questo giorno hanno plasmato per secoli la pietà, l’arte, la musica, l’architettura e la vita del popolo spagnolo e, ancora oggi, esprimono e manifestano il sentimento spirituale di questo Paese anche attraverso la bellezza e l’eleganza dei tappeti floreali, degli altari nelle strade, della cura degli ostensori e degli espositori, dei canti e dei paramenti. Non si tratta di una manifestazione esteriore, di una sopravvivenza folkloristica o di un semplice ornamento estetico: qui si tratta della fede nella presenza del Signore Risorto, che è vivo e passa ancora in mezzo a noi, che si fa pane per la nostra fame di vita e visita gli angoli del nostro cuore e della nostra storia, anche quelli più oscuri. Così, se nella Celebrazione eucaristica Cristo si dona come alimento, la processione dice che Egli non rimane chiuso nel tempio ma, anzi, esce incontro a noi. Gesù cammina per le strade, attraversa le piazze, visita i nostri quartieri, abita i luoghi della nostra vita quotidiana, come il Dio vicino che cammina con il suo popolo, come il Signore della storia, consolazione dei deboli, luce per le famiglie, speranza per i più fragili, pace per chi soffre. Il Cristo che passa per le strade nell’ostensorio è lo stesso che si identifica con i poveri, i malati, i soli e gli scartati. Non è casuale che qui in Spagna, la Chiesa abbia unito per anni la solennità del Corpus Domini con la Giornata della Carità. Non si tratta solo di portare fuori un ostensorio, quanto di lasciarci noi stessi portare fuori dall’egoismo, dall’indifferenza, da una fede comoda e privata, per rispondere al suo invito alla conversione, a cambiare sguardo, accogliendo la sua presenza che ci cambia e ci rende costruttori di un mondo nuovo.

. (Una consegna per la Spagna di oggi e di domani ): Ecco pertanto una consegna per la Spagna di oggi e di domani: la religiosità che da secoli anima questo Paese non sia un museo del passato da visitare, ma una scuola di fede dalla quale attingere anche oggi. Una scuola che ci insegna a inginocchiarci davanti a Dio e davanti al prossimo, perché nessuno può inginocchiarsi al Signore e disprezzare il fratello; una scuola che ci insegna la gratuità dell’amore che si fa dono, perché circoli tra di noi e spezzi le catene di ogni egoismo; una scuola da cui apprendiamo che Dio è presenza reale e anche noi siamo chiamati ad essere presenti nelle situazioni e nelle sfide della società, a non fuggire, a impegnarci in prima persona per la costruzione del bene comune.

 

PAPA LEONE XIV: INCONTRO ‘TESSERE RETI’, Madrid, ‘Movistar Arena’, 7 giugno 2026

. (Attenzione al linguaggio!): Nei vari ambiti dell’attività umana dobbiamo prestare attenzione al linguaggio che si utilizza: scritto, orale e, nell’ambiente digitale, anche quello delle immagini; perché la comunicazione non è mai neutra. Ogni espressione comunica, trasmette; può ferire o guarire, distruggere aspettative o aprire nuovi orizzonti, seminare divisione o risvegliare la speranza nella possibilità di costruire insieme qualcosa di genuinamente umano. Tessere reti è quindi un dialogo tra istituzioni incentrato sulla dignità umana. Ciò implica, ad esempio, che l’università non volti le spalle al mondo del lavoro né rinunci alla verità; che l’attività imprenditoriale non consideri il dipendente come un semplice fattore nell’equazione dei propri interessi; che l’arte non abbia come unico fine le élite; che lo sport non sia ridotto a spettacolo o trasformato in mero business; che il progresso tecnologico tenga conto degli anziani, dei poveri e di coloro che non hanno voce.

. (Che sarebbe l’Europa senza l’impronta spirituale della sua storia?): Tessere reti significa (…) servire in modo disinteressato. Uno sguardo obiettivo rivela che uomini e donne mossi dalla fede hanno costruito ospedali e scuole, hanno dato vita a iniziative di solidarietà e hanno parlato con un linguaggio che nobilita le persone. Per questo è lecito chiedersi con onestà se il mondo – e in particolare l’Europa – avrebbe forgiato la propria identità senza l’impronta spirituale che ha permeato la sua storia. Non si tratta di una provocazione, ma di un invito a riflettere se l’eternità, che ha fatto irruzione nel tempo e nello spazio attraverso l’incarnazione di Gesù Cristo, possa riconciliarsi con la quotidianità. È davvero possibile credere che l’Europa – che tanto amiamo – sarebbe la stessa senza l’impronta della fede? Perché temere che l’eternità permei la quotidianità? È ancora vivo il grido dei miei predecessori: Non temete! Spalancate le porte a Cristo! Gesù Cristo non ci toglie nulla e ci dona tutto.

 

PAPA LEONE XIV: INCONTRO CON I MEMBRI DEL PARLAMENTO, Madrid, Cortes, 8 giugno 2026 – presente gran parte dei deputati salvo quelli di Podemos e gli indipendentisti galiziani – alla fine un applauso di sette minuti, guidato dal gruppo popolare, più tiepidi socialisti e Vox per opposte ragioni

Sembra opportuno evidenziare subito un passo del discorso del discorso papale, ricchissimo di spunti di riflessione, che ci appare come fondamentale: Una legge non raggiunge la sua vera grandezza per il semplice fatto di essere stata formalmente approvata; la raggiunge quando, oltre ad essere valida nella forma, può presentarsi davanti alla dignità della persona e superare tale esame senza vergognarsi.

. (Quale concezione della persona umana nelle leggi approvate?NdR: domanda scomoda per i socialisti, ma anche per i popolari) In questo Emiciclo si dà forma giuridica alla convivenza sociale. Qui le differenze vengono ascoltate, ordinate e, quando è possibile, si trasformano in decisione condivisa. Per questo, al di là della legittima diversità di posizioni, ogni attività legislativa finisce per confrontarsi con una domanda decisiva: quale concezione della persona umana ispira le leggi e quale tipo di società queste leggi costruiscono. Di fronte a tale questione, la Spagna possiede una memoria particolarmente ricca. La sua identità geografica e politica si è intrecciata con una storia in cui fede e ragione, arte e diritto, tradizione e pensiero hanno saputo incontrarsi in modo fecondo. Nelle sue cattedrali e nelle sue università, nella sua letteratura immortale, nelle sue istituzioni giuridiche e nell’animo stesso del suo popolo, rimane viva un’eredità che ha dato forma un peculiare modo di vivere la libertà, di praticare la giustizia e di ordinare la vita comune.

. (Progresso e dignità inviolabile della persona umana): Il progresso offre possibilità meravigliose, e oggi lo vediamo in modo particolare nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie. Come ho ricordato nella mia recente Enciclica, la tecnologia in sé stessa non è neutra, perché assume il volto di chi la concepisce, la finanzia, la regola e la utilizza (cfr Magnifica humanitas, 9); per questo, di fronte alle trasformazioni del nostro tempo, il nostro discernimento deve concentrarsi sul posto che occupa la persona umana nelle nostre decisioni e su come si prospettano oggi, in modo nuovo, la dignità del lavoro, la solidarietà, la politica sociale e il bene comune. Questo discernimento parte da un’affermazione fondamentale: ogni società veramente giusta si fonda sul riconoscimento della dignità inviolabile della persona umana. Tale dignità precede ogni concessione dello Stato e non può essere subordinata a consensi sociali mutevoli o alle fluttuazioni delle maggioranze del momento (cfr Benedetto XVI, Discorso al Parlamento Federale tedesco, 22 settembre 2011). Essa appartiene a ogni essere umano per il fatto stesso di esistere, e per questo deve orientare ogni ordinamento giuridico positivo. La fede cristiana la proclama a partire dalla Rivelazione; la ragione umana può riconoscerla come esigenza inscritta nella verità dell’uomo (cfr ibid.). Quando questa convinzione rimane viva, il diritto diventa tutela di tutti e garanzia contro l’imposizione di interessi e programmi particolari.

. (Che futuro per la società se prevale la cultura dello scarto?): Su questa base, mi è dato oggi di rivolgere una parola serena e decisa a coloro che hanno la grave responsabilità di ordinare giuridicamente la convivenza sociale. Tale convivenza può vedersi minacciata dalla cultura dello scarto, come ha più volte osservato Papa Francesco (cfr Discorso all’Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia per la Vita, 27 settembre 2021). In questo senso, se la vita cessa di essere riconosciuta come un valore fondamentale, quale futuro possono avere le nostre società? Può dirsi pienamente giusta una comunità che lascia nell’ombra il bambino non ancora nato, l’anziano, il malato, chi soffre in silenzio o chi dipende interamente dalla cura degli altri? La difesa della vita umana non è una questione di interesse particolare né confessionale: è una meta di civiltà. Ogni vita umana dev’essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto, in ogni circostanza della sua esistenza. Quando questa certezza si offusca, i più vulnerabili sono le prime vittime e la legge perde il suo significato più profondo: servire e proteggere ogni persona. Per questo, la grandezza morale di una nazione si manifesta, soprattutto, nella sua capacità di accompagnare, proteggere e amare quelle vite segnate da maggiore fragilità.

. (L’importanza della famiglia, fondamento naturale della comunità): In questo contesto riveste particolare importanza la famiglia, prima realtà umana e fondamento naturale della comunità. Nell’ambito familiare si intrecciano le generazioni e si trasmette una memoria viva che dà continuità interiore alla società. Laddove la famiglia è sostenuta, si rafforza anche la stabilità spirituale e sociale delle nazioni. La famiglia sarà sempre la prima scuola di umanità dove si impara, prima che in qualsiasi altro luogo, la grammatica elementare della convivenza: accogliere la vita, prendersi cura dell’altro, perdonare, servire e appartenere.

. (L’importanza della scuola e del diritto di scelta dei genitori): Anche le istituzioni educative rivestono un ruolo decisivo in questo compito. In esse, le nuove generazioni possono imparare a cercare e ad amare la verità, a interrogarsi sul senso della vita e sulla dignità di ogni persona. Perciò molti genitori, desiderosi che i propri figli imparino a relazionarsi con gli altri, a pensare con spirito critico e ad acquisire valori solidi, ripongono in esse grandi speranze, come preziose alleate nella loro educazione. Questa collaborazione deve sempre rispettare il “diritto primario e inalienabile” dei genitori di “scegliere il tipo di istruzione e di formazione da impartire ai figli, coerentemente alle proprie convinzioni morali, culturali e religiose” (cfr Magnifica humanitas, 143; Patto internazionale sui diritti civili e politici, art. 18.4).

. (La questione migratoria): L’affermazione della dignità umana non può rimanere astratta, quando tante persone sono costrette a lasciare tutto per cercare pace, sicurezza e futuro. Anche il tragico dramma migratorio interpella oggi la coscienza delle nazioni e il fondamento etico dell’ordine internazionale. Numerosi uomini, donne e bambini si trovano forzati, a causa di circostanze spesso drammatiche, a partire dalle loro comunità e lasciarsi alle spalle persone care, storie e legami. Questa realtà va oltre qualsiasi lettura puramente demografica o economica: costituisce una questione eminentemente morale e giuridica. Laddove una persona è discriminata per la sua origine nazionale, etnica, religiosa o linguistica, o per la sua condizione economica o sociale, viene gravemente violato il principio universale dell’uguale dignità di tutti gli esseri umani.

. (Il diritto a rimanere nella propria terra e il diritto a un’accoglienza rispettosa): La situazione dei migranti e dei rifugiati richiede una risposta che metta al centro le persone, affronti le cause che le costringono a partire e vada oltre la semplice gestione di flussi. Da qui nasce una duplice esigenza di giustizia sociale: offrire vie sicure e legali, un’accoglienza rispettosa e reali possibilità di integrazione; e promuovere, al tempo stesso, il diritto di rimanere nella propria terra, operando affinché nessuno debba abbandonare la propria casa per mancanza di pace, di sicurezza o di condizioni di vita dignitose, per le disuguaglianze economiche e gli effetti della crisi climatica (cfr Magnifica humanitas, 81).

. (Il riarmo? Non è una risposta quasi inevitabile. NdR: Che ne dicono i politici cosiddetti cristiani?): (…) E’ preoccupante che, in diverse parti del mondo, e anche in Europa, si presenti nuovamente il riarmo come risposta quasi inevitabile di fronte alla fragilità dello scenario internazionale. La vera sicurezza, invece, nasce dalla giustizia, dal dialogo paziente, dal rispetto del diritto internazionale e da una politica capace di anteporre la vita dei popoli agli interessi che traggono profitto dalla guerra. Anche lo sviluppo delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale in ambito militare richiede una rigorosa vigilanza etica, affinché le decisioni sulla vita e sulla morte non siano mai scaricate su automatismi né sottratte alla responsabilità morale della persona umana (cfr Discorso all’Università “La Sapienza, 14 maggio 2026).

. (La grandezza di una legge): Una legge non raggiunge la sua vera grandezza per il semplice fatto di essere stata formalmente approvata; la raggiunge quando, oltre ad essere valida nella forma, può presentarsi davanti alla dignità della persona e superare tale esame senza vergognarsi.

. (Un augurio per la Spagna): Possa questa nobile Nazione non perdere mai la memoria delle proprie radici né il coraggio di guardare al futuro. Che la Spagna continui ad essere terra di incontro, di cultura, di solidarietà e di speranza. E che la sua vita pubblica sappia sempre unire la fermezza delle convinzioni alla nobiltà del dialogo e alla grandezza del servizio.

 

PAPA LEONE XIV: INCONTRO CON LA COMUNITA’ DIOCESANA, Madrid, stadio Santiago Bernabeu, 8 giugno 2026

. Yo supongo que, para un jugador de fútbol, hacer un gol en este estadio es algo que le marca un poco la vida. Pero, don José (NdR: l’arcivescovo di Madrid, cardinale José Cobo Cano) ¡hoy la Iglesia de Madrid ha hecho un golazo para siempre! Gracias. (Ro0bert Francis Prevost tifa anche – oltre che per la Roma – anche per il Real Madrid, il cui storico presidente Florentino Perez gli ha regalato una maglia con il numero 1)

. (Nulla vi turbi, nulla vi spaventi!): Nulla vi turbi, allora, nulla vi spaventi! Insieme, come Chiesa diocesana, potete offrire la testimonianza evangelica che libera le migliori energie di un’umanità bombardata di immagini e di parole, ma affamata di giustizia e assetata di verità. Abbiate fiducia nel fatto, sempre più evidente, che si può tornare alla fede o conoscerla per la prima volta in età adulta. Disponetevi ad accogliere i nuovi inizi non come eccezione, ma come regola della missione. L’investimento sui consigli parrocchiali e diocesani non ha un obiettivo minore di questo: modificare la sensibilità di ciascuno grazie a un più profondo ascolto di ciò che lo Spirito dice alla Chiesa. È un peccato ridurli ad adempimenti burocratici. Sono luoghi di reciproco ascolto per l’esercizio del discernimento, senza il quale non solo ognuno va per la sua strada, ma rischiamo di non intendere dove il Signore ci vuole, in che cosa ci attende, a quali conversioni ci chiama. Quando questo avviene, allora il culto diventa vita e fra le persone sorgono legami di fraternità e progetti di solidarietà.

 

*****LA PARROCCHIA DI SANT’IPPOLITO A LOURDES*****

Dal 4 all’8 giugno la parrocchia romana di Sant’Ippolito (tante volte citata in questo blog) ha compiuto un pellegrinaggio a Lourdes. Una cinquantina i partecipanti, guidati dal parroco mons. Manlio Asta, a questa intensa espressione di fede e di crescita sociale come comunità. Ci piace citare qui, per la sua incisività pervasa di profonda spiritualità temprata da quasi trent’anni vissuti a Lourdes, anche la guida, il comasco Francesco Borsani (esperienza ciellina, oggi membro della ‘Casa di Maria’, fondata dal ciellino don Giacomo Martinelli e da suor Nicoletta Reschini negli Anni Ottanta). Un episodio simpatico: il boato con cui abbiamo accolto nella Basilica sotterranea la citazione della parrocchia di Sant’Ippolito tra i gruppi italiani presenti (gli altri si erano limitati ad applaudire compostamente…). A seguire una piccola galleria fotografica a ricordo del pellegrinaggio. 

Foto di gruppo
Foto di gruppo
Prima visione del Santuario
Prima visione del Santuario
Grande attenzione per l'introduzione della guida Francesco Borsani
Grande attenzione per l'introduzione della guida Francesco Borsani
Prima visione della Grotta di Massabielle
Prima visione della Grotta di Massabielle
Davanti alla quattordicesima stazione della Via Crucis
Davanti alla quattordicesima stazione della Via Crucis
Mons. Asta celebra la santa Messa nella cappella di san Gabriele
Mons. Asta celebra la santa Messa nella cappella di san Gabriele
Primo Rosario alla Grotta
Primo Rosario alla Grotta
Prima fiaccolata ( molto partecipata)
Prima fiaccolata ( molto partecipata)
L'intensità di una partecipazione
L'intensità di una partecipazione
nella basilica sotterranea, in attesa della Messa internazionale, incominciano a riempirsi i banchi di sant'Ippolito
nella basilica sotterranea, in attesa della Messa internazionale, incominciano a riempirsi i banchi di sant'Ippolito
Una presenza costante: i discendenti dei combattenti della guerra di Algeria
Una presenza costante: i discendenti dei combattenti della guerra di Algeria
La Messa internazionale si è conclusa con la processione del Corpus Domini
La Messa internazionale si è conclusa con la processione del Corpus Domini
Nel pomeriggio di domenica anche la processione con il Santissimo
Nel pomeriggio di domenica anche la processione con il Santissimo
La processione passa sul ponte sul fiume Gave
La processione passa sul ponte sul fiume Gave
Con la guida Francesco Borsani che accompagna anche i pellegrinaggi Rusconi...
Con la guida Francesco Borsani che accompagna anche i pellegrinaggi Rusconi...
Un bambino molto felice con la sua fiaccola
Un bambino molto felice con la sua fiaccola
La statua della Vergine torna in Basilica dopo l'ultima fiaccolata
La statua della Vergine torna in Basilica dopo l'ultima fiaccolata
Foto di gruppo davanti alla Basilica
Foto di gruppo davanti alla Basilica

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