NOTE SPARSE E UNA LUCIDA E AMARA INTERVISTA DI MARCELLO PERA – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 18 luglio 2017

 

 

Mentre la situazione di confusione nel mondo cattolico si aggrava di giorno in giorno (basti pensare ad esempio all’approccio di ‘Avvenire’ sul tema dei migranti o al triste caso dell’Agesci di Staranzano, del vice-parroco e dell’arcivescovo di Gorizia), una bella occasione di riflessione seria è offerta dall’ampia intervista rilasciata dall’ex-presidente del Senato, il laico cristiano Marcello Pera, a “Il Mattino” di Napoli su papa Bergoglio in veste di politico a trecentosessanta gradi.

 

 

Prima di proporre alcuni passi di un’intervista tanto lucida quanto amara rilasciata dall’ex-presidente del Senato italiano Marcello Pera a “Il Mattino” di Napoli del 9 luglio, soffermiamoci brevemente su qualche notizia significativa di questi ultimi giorni.

‘Caso’ Charlie Gard – Al momento in cui scriviamo il piccolo inglese di 11 mesi vive ancora, sicuramente grazie alla grande mobilitazione del popolo cattolico (che ha trascinato con sé anche quella di alcuni ‘Grandi’, compreso papa Francesco, costretto dalla pressione della base - come abbiamo già riferito - a intervenire prima con un misero e anonimo tweet, poi attraverso una dichiarazione rilasciata dal portavoce della Santa Sede Greg Burke). E’ stato coinvolto anche l’Ospedale vaticano del Bambin Gesù di Roma. Ora il professor Hirano, lo specialista di malattie mitocondriali cui si sono rivolti i genitori di Charlie, è giunto a Londra per un consulto di speranza con altri colleghi. La decisione definitiva del giudice Francis (un vero obbrobrio giuridico) potrebbe cadere il 25 luglio.

‘Caso’ Staranzano (diocesi di Gorizia) – In queste ore si sono saputi altri particolari sulla vicenda – anche qui ne abbiamo riferito – di Marco Di Just, il capo-scout dell’Agesci di Staranzano, che si è “unito civilmente”, pubblicamente, con la ‘benedizione’ del vice-parroco e “assistente ecclesiastico” don Eugenio Biasiol  con il compagno di vita, mentre l’arcivescovo Carlo Maria Redaelli si è rifiutato di sanzionare il grave comportamento, invitando pilatescamente la comunità al “discernimento”. Domenica 4 giugno, il giorno dopo il “matrimonio”, scrive tra gli altri una mamma a “La Nuova Bussola Quotidiana”, “c’è stata la chiusura dell’attività scout a cui io ho assistito con tanti altri genitori. La celebrazione eucaristica, limitata certamente dalle circostanze perché ci trovavamo in un boschetto all’aperto, non ha avuto il Gloria, né il Credo né il Santo (ma le celebrazioni scout sono sempre così?). Poi, al momento della comunione, il capo scout e il suo compagno, ormai agli occhi di tutti uniti civilmente, hanno ricevuto dalle mani dell’assistente ecclesiastico il Corpo di Cristo”. Ribadiamo: ma l’Agesci è ancora un’associazione di scout cattolici… oppure di catto-fluidi, per cui meglio trovar riparo sotto le ali dell’Associazione Scout e Guide d’Europa (di certo cattolica)?

‘Caso’ migranti – L’Avvenire di questa mattina esprime in prima pagina tutta la sua delusione e il suo dispetto per il rinvio dell’esame della sciagurata proposta di legge sullo ius soli ‘temperato’ o ius culturae che dir si voglia. Interviene il bravaccio di turno, addirittura il direttor galantino (in questa circostanza altrettanto ‘lamentino’) per piangere lacrime amare e rivendicare: “Questa legge s’ha da fare”.  Marco Tarquinio annota indignato che questo “è il risultato amaro della propaganda meschina e a tratti odiosa che nei mesi scorsi è stata scatenata sul piano politico e mediatico contro una normativa” sana e ragionevole. Dopo aver attaccato velenosamente il centrino di Alfano, “Alternativa popolare” - che “appare divisa alla faccia della sua rivendicata indole moderata e ispirazione cristiana, tra un mediocre ‘nì’ e un cinico ‘no’ – il direttor galantino, qual novello Geremia, si erge contro il rifiuto della legge (NdR: è un rifiuto ben motivato dalle attuali circostanze), considerandolo “un’autentica bestemmia contro l’Italia”. Lasciamo a chi ci legge il doveroso apprezzamento di prammatica.

Veniamo allora, con un'ulteriore premessa per meglio inquadrare la situazione, all’intervista a Marcello Pera, pubblicata su Il Mattino di Napoli del 9 luglio sotto il titolo: “Bergoglio vuole fare politica, il Vangelo non c’entra nulla”. Sono passati ormai alcuni giorni dalla pubblicazione, ma non per questo l’intervista ha perso in valore e nemmeno in attualità (pur se i turiferari carroniani del Sussidiario la definiscono “piena di livore”).

 

Papa Francesco e la politica. Ricordate qualche esempio in materia?

Intervista a padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica, 19 settembre 2013: “Sì, posso forse dire che sono un po’ furbo, so muovermi, ma è vero che sono anche un po’ ingenuo. (…) Ecco, no, non sono stato certo come la beata Imelda, ma non sono mai stato di destra. È stato il mio modo autoritario di prendere le decisioni a creare problemi».

Conferenza-stampa sul volo Ciudad Juarez-Roma, 18 febbraio 2016, su famiglia e unioni civili. "Io non so come stanno le cose nel Parlamento: il Papa non si immischia nella politica italiana" (…) "Ho detto ai vescovi: il Papa è per tutti e non può mettersi in politica"

Udienza generale del 21 giugno 2017: Vorrei cogliere questa occasione della Giornata (NdR: mondiale del Rifugiato) di ieri per esprimere il mio sincero apprezzamento per la campagna per la nuova legge migratoria: “Ero straniero - L’umanità che fa bene”, la quale gode del sostegno ufficiale di Caritas italiana, Fondazione Migrantes ed altre organizzazioni cattoliche”. Da notare che la proposta di legge (iniziativa popolare) “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari” - promossa dai Radicali Italiani (Emma Bonino, ormai molto gradita a tanti vescovoni, in testa) insieme con numerose organizzazioni impegnate sul fronte immigratorio - propone ad esempio l’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo per ricerca di occupazione e la regolarizzazione individualizzata degli stranieri irregolari, anche a chi è stata rifiutata la domanda d’asilo, “qualora sia dimostrabile l’esistenza in Italia di un’attività lavorativa o di formazione, di legami familiari”.

Intervista a Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica, 9 giugno 2017. Scrive Scalfari che, chiamato a mezzogiorno del giovedì precedente 7 giugno dal Papa che si voleva informare sulla sua salute, ha colto l’occasione per chiedergli di incontrarlo… richiesta esaudita a velocità supersonica (Scalfari non è un qualsiasi cardinale dei Dubia) … e meno di quattro ore dopo già i due erano a colloquio a Santa Marta: “Papa Francesco mi ha detto di essere molto preoccupato per il vertice del G20: Temo che ci siano alleanze assai pericolose tra potenze che hanno una visione distorta del mondo: America e Russia, Cina e Corea del Nord, Putin e Assad nella guerra di Siria". (…) “Il pericolo riguarda l’immigrazione”(…) “Ecco perché il G20 mi preoccupa: colpisce soprattutto gli immigrati di Paesi di mezzo mondo e li colpisce ancora di più col passare del tempo”. (NdR: che papa Bergoglio preferisca la guerra fredda tra America e Russia? E si sarà informato sulla situazione in Siria, in cui i cristiani sono grati ad Assad per averli protetti?)

La lista delle citazioni in materia sarebbe lunga (basti pensare a quelle riguardanti la situazione in Venezuela o in Colombia), ma quanto riprodotto pensiamo dia già un’idea dell’approccio singolare di papa Francesco al tema della politica. Lasciamo allora la parola a Marcello Pera e alla sua ampia intervista a “Il Mattino”. Filosofo socialista, poi tra i primi intellettuali aderenti a Forza Italia, è stato senatore dal 1996 al 2013, presiedendo il consesso tra il 2001 e il 2006. Da ‘non credente’ si avvicina al cattolicesimo e intesse un’amicizia feconda con il cardinale Joseph Ratzinger, poi papa Benedetto XVI (vedi anche i libri “Senza radici” del 2004 sulle radici cristiane d’Europa e “Perché dobbiamo dirci cristiani” del 2008) soprattutto intorno ai temi del tramonto della civiltà occidentale, rosa dalla dittatura del relativismo e da un malinteso multiculturalismo. Dell’intellettuale toscano vedi anche, in questo sito www.rossoporpora.org, l’ampia intervista “Marcello Pera: il mio amico Joseph Ratzinger” (19 giugno 2014, rubrica: “Interviste a personalità”).

 

MARCELLO PERA: UN INTELLETTUALE LAICO E CRISTIANO CHE NON SI LASCIA INTIMORIRE DAI TURIFERARI

Dell’intervista a Il Mattino riportiamo alcuni tra i passi più significativi riguardo al tema dell’approccio politico di papa Bergoglio.

. Migranti 1 (NdR: in tale ambito Francesco ha a volte anche ‘frenato’ in nome della sicurezza e identità nazionale – come in occasione della presentazione degli auguri del Corpo diplomatico - a più spesso chiesto un’accoglienza a tutto campo). Francamente questo Papa non lo capisco; quanto dice è al di fuori di ogni comprensione razionale. E’ evidente a tutti che un’accoglienza indiscriminata non è possibile: c’è un punto critico che non può essere superato. Se il papa non fa riferimento a questo punto critico, se insiste su un’accoglienza massiccia e totale, mi pongo la domanda: perché lo dice? Qual è il fine vero delle sue parole’ Perché manca di un minimo di realismo, di quel poco che è richiesto a chiunque?La risposta che posso darmi è una sola: il Papa lo fa perché detesta l’occidente, aspira a distruggerlo e fa di tutto per raggiungere questo fine. Così come aspira a distruggere la tradizione cristiana, il cristianesimo così come si è stori8camente realizzato.

. Migranti 2: quanto c’entra il Vangelo negli interventi di papa Bergoglio? Così come non ci sono motivazioni razionali, non ci sono nemmeno considerazioni evangeliche che spieghino quel che il Papa dice. D’altronde, questo è un Papa che, sin dal giorno del suo insediamento, fa solo politica. Cerca l’applauso facile facendosi ora segretario generale dell’ONU, ora capo di governo, persino sindacalista quando interviene nelle vicende contrattuali di un’azienda come Mediaset. E la sua visione è quella sudamericana del giustizialismo peronista, che non ha nulla a che vedere con la tradizione occidentale delle libertà politiche e con la sua matrice cristiana. Il cristianesimo del Papa è di altra natura. Ed è cristianesimo politico, integralmente.

. Jorge Mario Bergoglio: politica e cristianesimo. Bergoglio è poco o per niente interessato al cristianesimo come dottrina, all’aspetto teologico. E questa è senza dubbio una novità. Questo Papa ga preso il cristianesimo e lo ha volto in politica. Apparentemente le sue affermazioni sono basate sulla Scrittura, in realtà sono fortemente secolariste. Bergoglio non è preoccupato della salvezza delle anime, ma solo della sicurezza e del benessere sociale. E questo è un fatto preliminare. Se poi si entra nel merito delle cose che dice, non si può non osservare con preoccupazione che le sue affermazioni rischiano di scatenare in modo incontrollabile una crisi politica e una crisi religiosa. Dal primo punto di vista, egli suggerisce ai nostri Stati di suicidarsi, invita l’Europa a non essere più se stessa. Dal secondo punto di vista non posso non osservare che è in atto uno scisma nascosto nel mondo cattolico e che esso è perseguito da Bergoglio con ostinazione e determinazione e, da parte dei suoi collaboratori, persino con cattiveria.

. Il peso drammatico del Concilio. Si dimentica che il Concilio precedette temporalmente la rivoluzione studentesca, quella sessuale, quella dei costumi e dei modi di vivere. La anticipò e, in qualche modo, la provocò. L’aggiornamento del cristianesimo laicizzò allora fortemente la Chiesa, innescò un cambiamento che fu molto profondo anche se esso (…) fu governato e tenuto a bada negli anni successivi. Paolo Vi lo assecondò, ma me rimase infine vittima. I due grandissimi Papi che succedettero a lui erano consapevoli perfettamente delle conseguenze innescate, ma tentarono di contenerle e governarle (…) cercarono di mediare il nuovo con la tradizione. Lo fecero in modo eccelso. Avevano fatto una marcia indietro, ma ora quelle briglie sono sciolte: la società e non la salvezza, l’agostiniana città terrena e non quella divina sembra essere l’orizzonte di riferimento della gerarchia cattolica dominante. I diritti dell’uomo, tutti e senza esclusione, sono diventati il riferimento ideale e la bussola per la Chiesa, per i diritti di Dio e della tradizione non c’è più quasi spazio. Almeno apparentemente.

. Apparentemente? La realtà turiferaria inganna… Dietro la vetrina e gli applausi, non è tutto oro quel che luccica. Non ci sono solo gli applausi al Papa in piazza San Pietro. Io che vivo in provincia, mi rendo conto che una parte del clero, soprattutto e a sorpresa quello più giovane, rimane stupito e sconcertato da certe affermazioni del Papa. Per non dire delle tante persone semplici che già oggi vivono i problemi di sicurezza che i migranti creano nelle nostre periferie e che provano irritazione a sentir parlare di accoglienza senza condizioni.

. Un augurio finale. Mi auguro un Papa che prenda in mano la croce dell’Occidente, dei suoi valori. Che non sogni un Occidente pauperizzato.

 

Insomma, anche per oggi di materia di riflessione non turiferaria (lucidissima, illuminante, da incorniciare) ce n’è ad abundantiam. Chi vuole ne approfitti.

P.S. A seguito del nostro articolo il presidente emerito del Senato italiano ci ha proposto una riflessione ulteriore sull'argomento trattato. Ne diamo qui volentieri conto: "Non sono solo amareggiato, sono anche assai preoccupato del nostro futuro. E più ancora del conformismo che dentro la Chiesa (soprattutto le gerarchie) sta prendendo piede, e che a questo futuro non pensa. Il giorno in cui il cristianesimo sarà ridotto ad una dottrina che parla di giustizia sociale, poveri, immigrati, lavoro, ambiente, sindacati, costituzioni politiche, eccetera, la Croce sarà definitivamente ammainata davanti allo spirito dei tempi. Certamente la bella sposa di Cristo non scomparirà, ma si dovrà attendere a lungo per vedere la fine dei guasti che oggi si stanno compiendo".