PRIMA USCITA PUBBLICA PER GLI  “AMICI DI PAPA FRANCESCO” – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 12 novembre 2014

 

A Borgo Pio, nella festa di San Martino di Tours, si sono presentati ufficialmente con una serata post-sinodale gli “Amici di papa Francesco”riuniti in un “Cenacolo” di riflessione, coordinato dal vaticanista Raffaele Luise – Per il card. Kasper papa Francesco “non è un progressista”, ma piuttosto “un conservatore intelligente”.  Per il card. Coccopalmerio si può sperare in un ampio consenso nel prossimo Sinodo: “Lo Spirito Santo renderà più tenero il nostro cuore”. 

 

 

Il nome “Francesco” richiama ormai un po’ in tutto il mondo, oltre a san Francesco d’Assisi, papa  Francesco. Non intendiamo essere irriverenti se notiamo che, proprio a Roma, tiene bene anche il sempreverde simbolo giallorosso Francesco Totti, ‘core della città’. Martedì 11 novembre però sarebbe stato difficile nutrire dei dubbi sul Francesco cui si riferivano i membri del ‘Cenacolo degli amici di Francesco” che hanno promosso a due passi dalle mura vaticane, a Borgo Pio, una serata post-sinodale.

CHI SONO, CHE COSA SI PROPONGONO GLI ‘AMICI DI PAPA FRANCESCO’?

Come ha detto con chiarezza in una introduzione corposa il coordinatore del ‘Cenacolo’, Raffaele Luise, il gruppo è costituito da “persone che condividono profondamente un pontificato che, fin dal primo momento, le ha stupite e le ha attratte””. In effetti, ha continuato il noto vaticanista, “ci si trova di fronte a un pontificato e a un uomo straordinario che riprendono quella primavera che era sfiorita negli ultimi cinquant’anni. Vanno anche oltre, alle fonti del cristianesimo, a Gesù”. Non è un caso se proprio papa Francesco, ha poi rilevato Luise con riferimento forse polemico, “Gesù lo fa vedere, non ne fa un’esegesi”. Il messaggio di papa Francesco mira a “riformare in profondità 1700 anni di Chiesa costantiniana”, afflitta da “giuridismo e devozionismo, collaterale ai poteri mondani”. Naturalmente – ha evidenziato Luise – il pontificato di papa Francesco “crea grandissimi problemi, dentro e fuori la Chiesa, ma soprattutto dentro”. Jorge Mario Bergoglio “ha un’enorme empatia, una parola e un gesto folgoranti”: è un uomo “provvidenzialmente” venuto dal Sud, che ha “una struttura intellettuale fortissima” (ha osservato qui il coordinatore: “Pensate che dicono che è un Papa ignorante…”) e “non fa il piacione come si sente dire in giro”.  Certo, ha ammonito Luise, il recente Sinodo sulla famiglia ha registrato forti divergenze tra i partecipanti. E, “se alla fine dell’intero processo sinodale, il Papa non dovesse riuscire a mettere un paletto preciso nel senso delle riforme nella Chiesa”, si dovrebbe a giusta ragione essere preoccupati. Il compito che il “Cenacolo” si propone è dunque quello di “far comprendere il senso autentico del Pontificato, in qualche modo custodendolo ed aiutandolo”.

KASPER, IL ‘LUMEN EVANGELII’ NON E’ COME UN FARO, MA COME UNA FIACCOLA

Luise ha quindi passato la parola a “un grandissimo ispiratore del Sinodo, un protagonista importante”, il cardinale Walter Kasper. Alla ventina di presenti nella sala del Centro Russia ecumenica il porporato tedesco ha fatto dono di una sua definizione di papa Francesco: “Non è un progressista, non è un conservatore, si può forse dire che è un conservatore intelligente”, che “va inserito in una precisa tradizione cattolica”. Quella che “punta a un Vangelo sine glossa, nella continuità della Chiesa”. Come del resto anche Benedetto XVI, “molto più aperto di alcuni dei suoi seguaci meno intelligenti”. Riferendosi al recente Sinodo, il cardinale Kasper ha detto di “non essere scontento, neanche entusiasta”. L’assemblea dei vescovi è stata in ogni caso connotata da un aspetto molto positivo: “la libertà di parola”, nel segno della “parresia”, un po’ come accadde anche nel primo “Sinodo degli Apostoli, in cui sorse una grande discussione”.

Il tempo che ci attende prima del Sinodo 2015 va utilizzato per una grande discussione sulla famiglia. Che non va ridotta ai pochi, noti punti: “Quello della riammissione ai sacramenti dei divorziati risposati non è l’unico problema”. Ce ne sono altri, di grande importanza: particolarmente urgente è la constatazione che “la gente non vuole più sposarsi né religiosamente né civilmente”. Occorre perciò nuovamente evidenziare “la bellezza del matrimonio e della famiglia”.

Il cardinale Kasper ha poi contestato la lettura ‘politica’ del Sinodo, considerato come un Parlamento diviso in fazioni: non è così, “perché il processo decisionale non è democratico, ma ecclesiale, spirituale”, dato che “si tratta di raggiungere un consenso derivato dal camminare insieme” e fondato “su un compromesso, che non sempre è cattivo”. L’importante è “convenire su ciò che è essenziale”. Non bisogna avere quelle “paure” di cui si sente parlare. E in questo è d’aiuto “il lumen Evangelii, che non è come un faro, ma come una fiaccola che dà luce ai nostri passi”.

COCCOPALMERIO, FIDUCIOSO IN UN AMPIO CONSENSO

Il cardinale Francesco Coccopalmerio, “altro grande protagonista del Sinodo”, ha subito ribadito che l’Assemblea “non doveva necessariamente riproporre la dottrina sulla famiglia, ma illuminarla nelle situazioni concrete in cui si trovano oggi sia il popolo cattolico che l’intera società”. Qui torna l’immagine della fiaccola/lucerna che consente di individuare i casi di sofferenza, con cui “sporcarsi le mani”, un comportamento “condiviso da molti nel Sinodo”.

Anche il presidente del Pontificio Consiglio dei Testi legislativi è ottimista sul raggiungimento di un ampio consenso nel Sinodo 2015: “Ci dovremo confrontare senza inquietarsi, saper ascoltare con umiltà e apertura, sotto la guida del Papa che è centro dell’ortodossia”. Del resto non dobbiamo dimenticare l’ azione dello Spirito Santo, che “ci aprirà la mente e renderà più tenero il nostro cuore”.

Nel Sinodo appena concluso si è posta “molta attenzione” sugli elementi positivi che ci sono anche nelle coppie ‘non regolari’. Forse sarebbe stato il caso di “invitarne qualcuna” già nello scorso ottobre, ma si potrà magari ‘recuperare’ nella prossima occasione.

Molte le domande poste dai presenti ai due cardinali che Raffaele Luise ha ancora definito “nobili e lungimiranti”. In particolare Walter Kasper ha rilevato che la richiamata prassi ortodossa nell’ambito matrimoniale “non è del tutto chiara”, anche “per le diversità di interpretazione tra gli stessi ortodossi”. Lo stesso porporato ha osservato inoltre che la “Chiesa eurocentrica è finita”: certo l’Europa resta fondamentale, “ma la sua debolezza è un problema sia per lei stessa che per il mondo intero”. Infine Francesco Coccopalmerio ha voluto evidenziare che il Sinodo “non ha mai avuto nessuna intenzione di cambiare la dottrina della Chiesa sul matrimonio, ma solo di chinarsi sulle ferite cercando di sanarle”.