UNIONI CIVILI/ ‘AVVENIRE’ MIRABOLANTE: INTERVENTO DI BAGNASCO? – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.or – 16 gennaio 2016

 

L’ Avvenire di sabato 16 gennaio ha in serbo una sorpresa mirabolante per i cattolici impegnati nella testimonianza pubblica dei valori della famiglia e contro la rivoluzione antropologica di cui ad esempio è permeato il disegno di legge Cirinnà sulle ‘unioni civili’. E’ una sorpresa che ha molto verosimilmente una spiegazione non scontata…

  

Di primo mattino…

Papà… papà… vieni!

Oeuhh, che c’è, figliolo?

Ho visto…

Hai visto cosa?Hai visto un re?

No, ho visto l’ Avvenire…

Perché di grazia di questi tempi mi vuoi rovinare subito  la giornata?

Ma ha la Manif del 30 gennaio in grande in prima pagina!

Ma nooo!

Ma sììì!

Possibile? Non è uno scherzo dei tuoi?

Nooo… vieni a vedere!

Vedere per credere: l’ ‘Avvenire’ di questa mattina, sabato 16 gennaio, ha la Manifdel 30 gennaio in prima pagina. Non come titolo principale, ma in ogni caso in bell’evidenza a centro pagina, su due righe con fotina. Non solo: all’interno, pagina sette è dominata dal grande titolo “In piazza per dare voce alle famiglie”, con sottotitolo “Il 30 gennaio manifestazione a Roma: ‘Evento aperto a tutti, sereno ma fermo”.

Chi ha un minimo di memoria si ricorderà che lo stesso ‘Avvenire’ aveva deciso di ignorare fino a un paio di giorni prima la Manifdel 20 giugno scorso sempre a piazza San Giovanni, riferendone poi il 21 con malcelata stizza, dandole uno spazio molto inferiore a quello degli altri quotidiani italiani e proseguendo in tale atteggiamento nei giorni seguenti anche nei numerosi richiami inseriti nelle risposte del direttore alle lettere inviate al giornale. Ciò in piena sintonia con l’ostilità alla Manif espressa verbalmente e nei fatti dal segretario generale della Cei, il vescovo Nunzio Galantino.

Non c’è poi chi non abbia bene in testa anche le ultime esternazioni di Galantino (fiancheggiato in particolare dal direttore dell’Ufficio per la pastorale della famiglia don Paolo Gentili e dal neo-presidente del Forum delle Famiglie Gigi de Palo): le abbiamo commentate nell’ultimo articolo in questo stesso sito (“Corrierone, unioni civili e Galantino: ci vuole un tiramisù”). Da esse si confermava la stizza galantiniana verso una probabile nuova Manif , espressa con algide annotazioni su eventuali vescovi partecipanti e l’equiparazione della testimonianza dei manifestanti di San Giovanni all’agitarsi dei fautori della nota lobby. Un paragone a dir poco vergognoso.

L’ Avvenire’ di questa mattina parla invece, con tutta evidenza, un altro linguaggio, dando ampio spazio alla  Manif del 30 gennaio. Che, qual novello Saulo, il segretario generale della Cei si sia convertito alla Manif  sulla via di San Giovanni? Onestamente sembra poco probabile. O forse il cardinale presidente è intervenuto presso Avvenire per richiedere un cambiamento di rotta? Forse che il cardinal Angelo Bagnasco – uomo quanto mai alieno dalla pubblicizzazione delle polemiche interne - non è più riuscito a trattenere il fastidio per la deriva galantiniana di ‘Avvenire’ in materia di unioni civili, sollecitato in tal senso anche dalle numerose e indignate proteste dentro e fuori la Cei? Forse che ha ritenuto inaccettabile il sostanziale disprezzo e la malcelata ostilità verso una parte importante anche numericamente (a San Giovanni a giugno erano in 400mila secondo la Questura) del popolo cattolico, impegnata in una pubblica testimonianza di fedeltà verso la dottrina sociale della Chiesa?

Sembra proprio questa l’ipotesi più probabile. L’intervento deve essere stato, secondo lo stile di Bagnasco, gentile nei modi ma fermo, molto fermo nella sostanza. Apprezzato sicuramente anche da quella parte di redazione che non ha digerito e non digerisce l’appiattimento del giornale sulla linea galantiniana in materia di valori non negoziabili. Dentro Avvenire è da tempo che c’è maretta, anche se fin qui non è apparsa pubblicamente.

Ciò considerato, nell’apprezzabile e largo spazio dato da Avvenire alla Manif del 30 gennaio, la linea galantiniana non è evidentemente scomparsa (né realisticamente forse si poteva pretendere in un colpo solo). Infatti il quotidiano insiste in prima pagina (nel titolo) sulla “piazza per tutti” e a pagina 7 (nel sottotitolo) sull’ “Evento aperto a tutti” e (nell’intertitolo) evidenzia che si va in piazza non per contestare, ma per includere, non certo dividere”.

Su quel “tutti” occorre però intendersi onde evitare equivoci. In piazza San Giovanni ci andranno tutti quelli che vogliono riaffermare il ‘sì’ alla famiglia e gridare un forte e chiaro ‘no’ al disegno di legge Cirinnà, chiedendo che venga affossato, senza se e senza ma. Tutti, indipendentemente dalla fede (anche gli atei) e dal colore politico: però tutti in pieno accordo sul ‘sì’ e sul ‘no’. Senza se e senza ma. Niente piccolo cabotaggio politico, ma ‘duc in altum’. Dunque i ‘cattolici poltronisti’ che siedono in governo e in Parlamento (e dalle poltrone non hanno la minima intenzione di scollarsi) se ne stiano a casa. Le ‘passerelle’ hanno fatto il loro tempo.