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    LEONE XIV: NON CREDERE A CHI DICE CHE IL RIARMO E' NECESSARIO

    LEONE XIV: NON CREDERE A CHI DICE CHE IL RIARMO E’ NECESSARIO - di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 23 dicembre 2025

    Nel Messaggio per la LIX Giornata mondiale della pace (primo gennaio 2026), Leone XIV lancia un messaggio inequivocabile: i cristiani resistano alla psicosi della guerra inevitabile, creata da chi la alimenta anche per motivi di interessi economici. Tra i politici europei (pure italiani) ‘cristiani’ l’appello papale viene ignorato e de facto contrastato (vedi ad esempio l’affossamento dell’art. 11 della Costituzione italiana e le ambiguità e le bugie sulle armi all’Ucraina)

     

    ***A chi ci legge i nostri auguri più vivi per un Natale - malgrado tutto - sereno e fecondo di speranza e un Anno nuovo all’insegna della profonda riflessione di papa Pio XII (poi ripresa dai successori), contenuta nel Radiomessaggio del 24 agosto 1939: “Nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la guerra” ***

     

    PAPA LEONE XIV: DAL MESSAGGIO PER LA LIX GIORNATA MONDIALE DELLA PACE, IL PRIMO GENNAIO 2026 (in data 8 dicembre 2025, pubblicizzato il 18 dicembre 2025)

    . (Tenebre e luce). Il contrasto fra tenebre e luce, infatti, non è soltanto un’immagine biblica per descrivere il travaglio da cui sta nascendo un mondo nuovo: è un’esperienza che ci attraversa e ci sconvolge in rapporto alle prove che incontriamo, nelle circostanze storiche in cui ci troviamo a vivere. Ebbene, vedere la luce e credere in essa è necessario per non sprofondare nel buio. (…). La pace ha il respiro dell’eterno: mentre al male si grida “basta”, alla pace si sussurra “per sempre”. In questo orizzonte ci ha introdotti il Risorto. In questo presentimento vivono le operatrici e gli operatori di pace che, nel dramma di quella che Papa Francesco ha definito “terza guerra mondiale a pezzi”, ancora resistono alla contaminazione delle tenebre, come sentinelle nella notte.

    . (Riarmo definito necessario, la ‘colpa’ di dissentire): Quando trattiamo la pace come un ideale lontano, finiamo per non considerare scandaloso che la si possa negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace. Sembrano mancare le idee giuste, le frasi soppesate, la capacità di dire che la pace è vicina. Se la pace non è una realtà sperimentata e da custodire e da coltivare, l’aggressività si diffonde nella vita domestica e in quella pubblica. Nel rapporto fra cittadini e governanti si arriva a considerare una colpa il fatto che non ci si prepari abbastanza alla guerra, a reagire agli attacchi, a rispondere alle violenze. Molto al di là del principio di legittima difesa, sul piano politico tale logica contrappositiva è il dato più attuale in una destabilizzazione planetaria che va assumendo ogni giorno maggiore drammaticità e imprevedibilità. Non a caso, i ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentati da molti governanti con la giustificazione della pericolosità altrui. Infatti, la forza dissuasiva della potenza, e, in particolare, la deterrenza nucleare, incarnano l’irrazionalità di un rapporto tra popoli basato non sul diritto, sulla giustizia e sulla fiducia, ma sulla paura e sul dominio della forza.

    . (Spese militari in aumento continuo) Nel corso del 2024 le spese militari a livello mondiale sono aumentate del 9,4% rispetto all’anno precedente, confermando la tendenza ininterrotta da dieci anni e raggiungendo la cifra di 2.718 miliardi di dollari, ovvero il 2,5% del PIL mondiale.

    . (La perversione del bellicismo educativo): Per di più, oggi alle nuove sfide pare si voglia rispondere, oltre che con l’enorme sforzo economico per il riarmo, con un riallineamento delle politiche educative: invece di una cultura della memoria, che custodisca le consapevolezze maturate nel Novecento e non ne dimentichi i milioni di vittime, si promuovono campagne di comunicazione e programmi educativi, in scuole e università, così come nei media, che diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza.

    . (Uso disumano dell’IA, spirale distruttiva senza precedenti): Constatiamo come l’ulteriore avanzamento tecnologico e l’applicazione in ambito militare delle intelligenze artificiali abbiano radicalizzato la tragicità dei conflitti armati. Si va persino delineando un processo di deresponsabilizzazione dei leader politici e militari, a motivo del crescente “delegare” alle macchine decisioni riguardanti la vita e la morte di persone umane. È una spirale distruttiva, senza precedenti, dell’umanesimo giuridico e filosofico su cui poggia e da cui è custodita qualsiasi civiltà. Occorre denunciare le enormi concentrazioni di interessi economici e finanziari privati che vanno sospingendo gli Stati in questa direzione; ma ciò non basta, se contemporaneamente non viene favorito il risveglio delle coscienze e del pensiero critico.

     

    COME NON POCHI POLITICI ‘CRISTIANI’ ACCOLGONO LE ESORTAZIONI PAPALI (ANCHE QUELLE PRECEDENTI). QUALCHE ESEMPIO

    * Ursula von der Leyen (presidente della Commissione europea, membro dell’Unione cristiano-democratica tedesca/CDU), 4 marzo 2025, presentazione del piano ReArm Europe di quasi 800 miliardi di euro

    . Nei vari incontri delle scorse settimane, l’ultimo dei quali a Londra, la risposta delle capitali europee è stata tanto clamorosa quanto chiara: siamo in un’era di riarmo e l’Europa è pronta ad aumentare massicciamente la spesa per la difesa, sia per l’urgenza di agire a breve termine (‘aiuti immediati’) e per sostenere l’Ucraina sia per affrontare l’esigenza a lungo termine di assumerci maggiori responsabilità per la nostra sicurezza europea. (…) Viviamo in tempi pericolosi, la sicurezza dell’Europa è minacciata in modo serio, la questione ora è se saremo in grado di reagire con la rapidità necessaria. 

    * Parlamento europeo: risoluzione del 2 aprile 2025 su sicurezza e difesa comune, votata dal partito di maggioranza relativa, il partito popolare europeo (con molti parlamentari ‘cristiani’), da liberali e socialisti . E’ stata votata anche dagli europarlamentari del Pd – salvo due ‘indipendenti’, Marco Tarquinio e Cecilia Strada - e da quelli di Forza Italia, membri del partito popolare europeo. Paragrafo: Difesa e società, preparazione e prontezza civile e militare

    . (il Parlamento Europeo) - punto 164. sottolinea che è necessaria una comprensione più ampia, tra i cittadini dell’UE, delle minacce e dei rischi per la sicurezza al fine di sviluppare una comprensione condivisa e un allineamento delle percezioni delle minacce in tutta Europa (…); sottolinea altresì che garantire un sostegno da parte delle istituzioni democratiche e, di conseguenza, dei cittadini è essenziale per sviluppare una difesa dell’UE efficace e coerente a lungo termine, cosa che richiede un consenso pubblico informato; invita l’Ue e i suoi Stati membri a mettere a punto programmi educativi e di sensibilizzazione, in particolare per i giovani, volti a migliorare le conoscenze e a facilitare i dibattiti sulla sicurezza, la difesa e l’importanza delle forze armate, e a rafforzare la resilienza e la preparazione delle società alle sfide in materia di sicurezza. (NdR: Papa Leone XIV: Oggi alle nuove sfide pare si voglia rispondere, oltre che con l’enorme sforzo economico per il riarmo, con un riallineamento delle politiche educative: invece di una cultura della memoria, che custodisca le consapevolezze maturate nel Novecento e non ne dimentichi i milioni di vittime, si promuovono campagne di comunicazione e programmi educativi, in scuole e università, così come nei media, che diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza.

    *Sergio Mattarella (presidente della Repubblica italiana, di lunga tradizione democristiana), 19 dicembre 2025, cerimonia per lo scambio di auguri di fine anni con i “rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche e della società civile”

    . Richiede uno sforzo convergente anche la definizione compiuta di una strategia di sicurezza nazionale, in un tempo in cui siamo costretti a difenderci da nuovi rischi che, senza infondati allarmismi, sono concreti e attuali.

    . La spesa per dotarsi di efficaci strumenti che garantiscano la sicurezza collettiva è sempre stata comprensibilmente poco popolare. Anche quando, come in questo caso, si perseguono finalità di tutela della sicurezza e della pace, nel quadro di una politica rispettosa del diritto internazionale. E tuttavia, poche volte come ora, è necessario. Anche per dare il nostro decisivo contributo alla realizzazione della difesa comune europea, strumento di deterrenza contro le guerre e, insieme, salvaguardia dello spazio condiviso di libertà e di benessere. (NdR. Papa Leone XIV: Quando trattiamo la pace come un ideale lontano, finiamo per non considerare scandaloso che la si possa negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace. Sembrano mancare le idee giuste, le frasi soppesate, la capacità di dire che la pace è vicina. (…) Nel rapporto fra cittadini e governanti si arriva a considerare una colpa il fatto che non ci si prepari abbastanza alla guerra, a reagire agli attacchi, a rispondere alle violenze (…) Non a caso, i ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentati da molti governanti con la giustificazione della pericolosità altrui.)   

     

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