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LA MARIATHON MONDIALE DI RADIO MARIA – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 3 maggio 2013

A memoria nostra è stata la prima volta che, almeno a Roma, il mondo di Radio Maria ha organizzato una conferenza-stampa. Curiosi, ci siamo dunque ritrovati con alcuni colleghi a via Rusticucci, a pochi metri da piazza san Pietro, per ascoltare quanto avevano da comunicarci padre Francisco Palacios, coordinatore delle attività editoriali della World Family of Radio Maria e Luisa Bixio, responsabile dell’Area Comunicazione dello stesso ente. 

 

In particolare è stata pubblicizzata un’iniziativa singolare e di prevedibile grande impatto: la Mariathon che unirà le oltre 60 Radio Maria nel mondo per cercare di rispondere in modo adeguato al desiderio di cattolici di undici Paesi (fin qui non coperti) di allestire una Radio Maria locale. In Africa troviamo Guinea Equatoriale, Liberia, Madagascar, Mali, Nigeria, Repubblica di Guinea: sono Paesi in genere caratterizzati da una forte instabilità politica, da intolleranza religiosa, dalla povertà e dall’assenza di strutture sanitarie ed educative. In questi Paesi una Radio Maria locale potrebbe dare un sostegno alle comunità cattoliche laddove minacciate, promuovere in ogni caso valori di rispetto reciproco e di pace, stimolare i necessari programmi di alfabetizzazione, formazione professionale, formazione igienico-sanitaria, formazione ai valori educativi fondanti. Nell’America centrale la richiesta di una Radio Maria viene da cattolici di Haiti, Paese in cui la precarietà dovuta anche ai disastri naturali, persiste e anzi si accresce. In Asia ecco l’India dai molti problemi: lì si partirà con una web radio. Macao è considerata una porta d’ingresso nella Cina continentale; e a Macao una nuova Radio Maria cercherà di fare i primi passi per contribuire alla difficile evangelizzazione del colosso cinese. Anche in Europa è necessaria quasi dappertutto una ri-evangelizzazione: vedi in Irlanda, dove si patirà con una web radio. In Lettonia invece Radio Maria sosterrà la ‘primavera’ della comunità cattolica. Minoritaria ma in forte crescita.

Attraverso lo strumento radiofonico di Mariathon si cercheranno di raccogliere i tre milioni di euro necessari per l’allestimento delle nuove Radio Maria, che saranno dirette e gestite da persone del luogo ed avranno programmi di preghiera, formazione cristiana e formazione umana secondo le linee richieste a livello mondiale, non trascurando però l’aspetto dell’inculturazione. Mariathon sarà in onda dall’8 al 10 maggio su Radio Maria italiana (la prima, nata nel 1987 per merito di Emanuele Ferrario, odierno presidente della World Family of Radio Maria e diretta da padre Livio Fanzaga) e nelle altre emittenti nel mondo dal 10 al 12 maggio. Sono previsti momenti di condivisione mondiale come la celebrazione eucaristica multilingue coordinata da Radio Maria Malawi (venerdì 10 maggio alle ore 15) e il Rosario mondiale multilingue coordinato da Radio Maria Panama (sabato 11 maggio alle 15).

Durante la conferenza-stampa si è evidenziato che Radio Maria – che non ha pubblicità - non riceve contributi economici né da diocesi né da congregazioni e ordini religiosi, ma ha una gestione economica autonoma, che si fonda sulle offerte dei simpatizzanti. Un’impresa ardua, fin qui riuscita, quella di restare voce cristiana in un panorama massmediatico in cui prevalgono di gran lunga le voci secolarizzate.

Quali i rapporti di Radio Maria con le istituzioni ecclesiastiche? Chi dirige una Radio Maria è sempre un sacerdote, che dunque deve obbedire al suo ordinario diocesano. Una volta l’anno Radio Maria presenta quanto fatto al Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Sono frequenti i contatti con la diplomazia pontificia nel mondo: i nunzi apostolici vengono informati quando si vuole installare una nuova Radio Maria e talvolta è loro richiesta una collaborazione nella ricerca delle persone più adatte a dirigere e a gestire l’emittente. Le varie Radio Maria sono inoltre a disposizione per cooperare nella diffusione di iniziative e messaggi delle Chiese locali.