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CARD. KOCH: E’ IL CONCLAVE CHE DECIDE, NON LA STAMPA – di GIUSEPPE RUSCONI – ‘CORRIERE DEL TICINO’ del 15 marzo 2013

 

Conscio di aver partecipato a una decisione storica e nel contempo rilassato dopo i giorni ardui delle Congregazioni e del Conclave, il cardinale Kurt Koch siede al tavolo della saletta del ‘Quartiere svizzero in Vaticano.

 

Cordiale come sempre risponde alle domande del ‘Corriere del Ticino’.

Eminenza, per la prima volta i cardinali elettori hanno scelto come Papa un gesuita. La sua appartenenza all’Ordine fondato da Ignazio di Loyola è entrata nelle conversazioni prima della decisione?

 

Secondo me il fatto di appartenere a un Ordine religioso o a un altro non è una questione prioritaria per i cardinali elettori: non costituisce dunque né un grande vantaggio né un forte svantaggio. Penso che fondamentalmente il Conclave scelga prioritariamente la persona, non l’appartenenza. Jorge Maria Bergoglio ho imparato a conoscerlo e ad apprezzarlo durante le Congregazioni generali pre-Conclave: è in quella sede che ci siamo tutti preparati con calma.

Su alcuni giornali il nuovo Papa viene definito “progressista”. Lei ritiene che sia così oppure che la definizione sia semplicista e perlomeno parziale?

 

‘Conservatore’, ‘progressista’…sono parole, parole buone giusto per cercare di classificare la persona. E’ evidente che ogni Papa deve avere due dimensioni nel suo servizio. Da una parte deve conservare quello che merita di essere conservato, proveniente dalla tradizione apostolica. Dall’altra deve fare quello che è necessario per far progredire la Chiesa. Dunque ogni Papa è naturalmente ‘conservatore’ e naturalmente ‘progressista’.

Eminenza, per settimane alcuni grandi massmedia hanno trasformato la scelta del nuovo Papa in una competizione a tinte forti: Scola in ‘pole position’, rimonta di Dolan nella notte, volata di Ouellet, spunta O’Malley. Ma alla fine nessun cosiddetto ‘papabile’ massmediatico è stato eletto…

 

L’esperienza insegna – e l’ha insegnato anche questa volta - che è il Conclave che decide. E’ la vecchia, collaudata saggezza che prevale, non la pressione della stampa e degli altri media.