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IN MORTE DEL CARD. LOPEZ TRUJILLO: IL RICORDO DI GIUSEPPE RUSCONI - 'IL CONSULENTE RE' DI GIUGNO 2008

 

Quell'8 novembre del 2003...

Quando giovedì 3 aprile 2008 non l’abbiamo scorto all’apertura dei lavori della plenaria del ‘suo’ Pontificio Consiglio e abbiamo saputo dell’improvviso, urgente  ricovero del giorno prima, abbiamo sperato che potesse riprendersi, pur coscienti che la convalescenza sarebbe stata in ogni caso lunga. Invece il 19 aprile è sopraggiunta la sua morte. E’ una notizia che ci ha molto rattristato, poiché il settantaduenne porporato colombiano era un grande servitore della causa dell’umanità attraverso la fedeltà operosa al Papa e alla Chiesa, un combattente di grande levatura per una società che non voleva perdesse cognizione del valore unico e irripetibile della persona umana. E che strenuamente si batteva in nome del bene comune e dell’avvenire della comunità perché la famiglia naturale, patto d’amore sancito tra uomo e donna, non fosse considerata solo una fra tante forme possibili di unione, ma restasse anche legislativamente al centro della struttura sociale dei popoli. Avevamo già previsto con lui un’intervista per il 15 maggio, in cui si sarebbero affrontati i tanti temi spinosi riguardanti il concetto di famiglia nel mondo; siamo convinti che come sempre avrebbe avuto parole chiare (vedi anche l’impresa riuscita del Lexicon), inequivoche, dettate dalla preoccupazione di indicare la giusta via e insieme dall’amore per il progresso dell’umanità. Una delle interviste che gli avevamo fatto per “Il Consulente RE” era apparsa assai significativa anche per i tempi in cui si era sviluppata: avendo per argomento la rivoluzione culturale promessa e promossa dalla Spagna di Zapatero, l’intervista - fissata per venerdì 29 aprile 2005 a mezzogiorno- era stata rinviata di ventiquattr’ore perché papa Benedetto XVI – eletto da pochi giorni – aveva voluto chiamare in udienza il porporato colombiano. Nell’intervista (vedi “il Consulente RE” 4/2005) il cardinale Lopez Trujillo aveva poi invitato con energia i cattolici spagnoli a testimoniare: “La reazione non è facoltativa, non è un optional. La lotta, nel buon senso evangelico, non è facoltativa. Se non si sarà chiari e decisi – rilevava il porporato – nella società si imporrà una nuova e falsa cultura con queste leggi che sono una terribile violazione del diritto, fondate come sono su una menzogna, una finzione”. Del presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia ricordiamo anche di aver fatto da autisti in un’occasione particolare: era l’8 novembre 2003 (giorno del suo sessantottesimo compleanno) e per strane circostanze – cenere etnea su Catania - ci siamo ritrovati (lui e il suo segretario rumeno, io e mia moglie) dirottati all’aeroporto di Palermo per poi raggiungere Enna, dov’era stato organizzato un convegno da “Rinnovamento nello Spirito”. Noleggiammo un’auto; pranzammo con vista sul mare; il cardinale volle – come regalo di compleanno - ammirare gli splendidi mosaici del duomo di Monreale (e l’arcivescovo di allora, Pio Vittorio Vigo, si precipitò in chiesa, illustrando con sapienza l’opera d’arte); puntammo poi, scortati dalla polizia, verso Enna, evitando anche i blocchi di giornata a Termini Imerese. Insomma fu un’ avventura, che il cardinale visse con grande compartecipazione come sempre. Non abbiamo potuto partecipare ai suoi funerali in San Pietro, presieduti dal cardinale Sodano, presente anche il Papa che nella sua omelia alla fine della messa esequiale ha ricordato il porporato colombiano come il “difensore dei valori non negoziabili della vita e della famiglia”; però, il giorno prima, abbiamo vissuto con intensità una santa messa presieduta dal vescovo ausiliare di Medellin, con testi in spagnolo e musiche anche latinoamericane nella chiesetta di Santo Stefano degli Abissini dove riposava un cardinale che è stata parte non trascurabile della storia della Chiesa contemporanea. Non sarà facile sostituirlo in un compito oggi – in tempi di relativismo dilagante e nichilismo risorgente – quanto mai necessario da espletare, naturalmente con sapienza, con chiarezza e con passione per l’uomo.