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PENSIERI SUI NONNI DELL'ATTRICE MARY PETRUOLO - 'IL CONSULENTE RE' DI GIUGNO 2008

 

La gemma preziosa di un'esperienza donata

Anime sapienti, insegnanti di giochi sani, alberi dalle profonde e forti radici… Qualunque appellativo gli si voglia attribuire, i nonni restano un punto saldo e fondamentale nella formazione di un ragazzo. Lo accompagnano nel suo cammino, stringendo con le loro mani temprate dal lavoro le sue, spesso fragili… sorreggono sulle loro larghe spalle il peso dell’ingenuità di un nipote tanto amato, della sua inquietudine derivante da una vita priva di certezze.

Generazioni a confronto si susseguono secolo dopo secolo; si incontrano, si scontrano e vivono l’una dell’altra. Immaturità contro saggezza, dubbi contro certezza, incoscienza contro razionalità… è di questi binomi, del rapporto incontro-scontro, amore-odio, che si nutre uno degli affetti più profondi e sinceri. Nasce così un equilibrio fragile ma al contempo tanto forte da poter eliminare i famosi ‘scontri generazionali’ per far posto al solo amore.

Se fermo, per un attimo, la mia corsa folle verso la vita e ripenso alla mia infanzia, mi accorgo di come ogni giorno fosse pieno della presenza di mio nonno. Lui, milite instancabile, portava me (e la mia cartella!) a scuola, mi dava i ‘soldini’ per comprare le caramelle e non li dimenticava MAI. Veniva a prendermi il sabato, ed era sempre sulla porta: non mi lasciava ad aspettarlo, non mi faceva sentire abbandonata. La sera mi spingeva ad osservare la luna e mi rassicurava raccontandomi di un omino che viveva lì su e che vegliava sul mio sonno. Ancora oggi, nelle notti di nostalgia, alzo gli occhi al cielo e mi sembra di distinguere il suo volto nel gioco tra macchie e ombre.

Ho ascoltato la voce di mio nonno raccontarmi questa ed altre mille storie, ho sentito le sue mani accarezzare i miei capelli, i suoi passi avvicinarsi per controllare che il mio sonno fosse tranquillo. Ho ascoltato mio nonno parlare della guerra. Ho visto nei suoi occhi il dolore dei ricordi e il sollievo dato dalla consapevolezza del cambiamento. L’ho seguito con tanta attenzione che sembrava anche a me di udire il silenzio rotto solo dalla marcia dei soldati, ho provato con lui ebbrezza mista a terrore nel violare il coprifuoco e ho pianto di gioia all’arrivo degli americani. Oggi stringo a me mio nonno, lo osservo e mi sento più sicura.

Che grandi miracoli compie l’amore!... attraverso una simbiosi mentale impregnata d’affetto mi ha permesso di vivere molte più esperienze di quelle che il mio corpo possa raccontare. Grazie, nonno, per esserti donato a me senza limiti.