FILETTINO/ POMPILI (CITTADINANZA) , PAGLIA (IA E PROGETTO ANZIANI) – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 3 settembre 2025
Nell’agosto di Filettino anche il conferimento della cittadinanza onoraria a mons, Domenico Pompili e la serata su intelligenza artificiale ed etica con mons. Vincenzo Paglia. Che in conclusione ha anche fatto un annuncio particolare su un progetto a favore di anziani e giovani dei comuni del Parco dei Monti Simbruini. Alla fine una galleria fotografica.
Come capita generalmente nelle località turistiche di montagna, il mese di agosto offre ai villeggianti un calendario ricco di appuntamenti, promossi da comuni, pro loco e associazioni diverse. Così è stato anche quest’anno per Filettino (perla laziale nel cuore dei Monti Simbruini). Due sono stati gli appuntamenti suscettibili di catturare in particolare l’attenzione dei lettori di Rossoporpora.org: il conferimento della cittadinanza onoraria a mons. Domenico Pompili (odierno vescovo di Verona) e la serata su Intelligenza artificiale e etica con mons. Vincenzo Paglia (che abbiamo condotto). Ridiamo qualche eco dei due appuntamenti, con il secondo che nella sua conclusione è stato caratterizzato dall’annuncio di mons. Paglia (da presidente della Commissione nazionale governativa per le politiche degli anziani) della concretizzazione di un progetto-pilota per l’assistenza alla Terza Età (con il coinvolgimento anche dei giovani sotto i trent’anni) relativo agli otto comuni del Parco dei Monti Simbruini.
MERCOLEDI’ 20 AGOSTO 2025: DON DOMENICO POMPILI, ORMAI FILETTINESE A TUTTI GLI EFFETTI – UN’OMELIA DA RICORDARE
Si è trasformata in una vera e gioiosa festa di popolo la mattinata del 20 agosto (comprendente anche una messa solenne) conclusasi con la consegna del diploma di cittadino onorario per mons. Domenico Pompili, originario di Acuto (presso Fiuggi), sessantaduenne vescovo di Verona che fin da quando era diacono ha intessuto rapporti fecondi con la comunità di Filettino. Vale la pena di ricordare che ‘don Domenico’ è stato tra l’altro segretario particolare del vescovo di Anagni-Alatri Luigi Belloli, parroco di Vallepietra e rettore del santuario della Santissima Trinità, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi e successivamente della Cei, vescovo di Rieti nel 2015, presidente della Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali della Cei, amministratore apostolico di Ascoli-Piceno, dal 2022 vescovo di Verona. Il suo legame con Filettino, ricambiato (in primo luogo con il suo mitico parroco don Alessandro De Sanctis – vedi anche https://www.rossoporpora.org/rubriche/cultura/1241-filettino-1-memoria-don-alessandro-de-sanctis-75-anni-da-pastore.html ) non si è mai allentato e lo si è potuto constatare anche il 20 agosto, già a partire dall’accoglienza in piazza Caraffa, con il parroco, il sindaco, la vicesindaco e le autorità militari a fare gli onori di casa in una bella cornice di folla. Poi la salita alla chiesa parrocchiale di santa Maria Assunta (quasi sul cocuzzolo del paese) in un corteo aperto dalla banda musicale di Trevi e dal gonfalone comunale.
Nella chiesa gremita, lo spostamento della statua dell’Immacolata Concezione (incoronata giusto vent’anni fa con un atto di affiliazione alla Basilica papale di Santa Maria Maggiore) a sinistra del presbiterio, la sua venerazione, l’Ave Maria di Bepi De Marzi intonata dal coro Monte Viglio, il saluto affettuoso del parroco don Pierluigi Nardi e l’inizio della santa messa presieduta da don Domenico. Il Gloria in excelsis Deo e, al Vangelo, un brano di Luca (11): “Una donna della folla alzò la voce e gli disse: ‘Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!”.
E’ da qui, nel giorno della festa del Cuore Immacolato di Maria, che ha preso le mosse l’omelia di don Domenico: “Quel che colpisce del breve frammento evangelico è il linguaggio schietto della donna che fa esplicito riferimento al corpo della madre: al suo grembo e al suo seno”. Ha rilevato l’odierno vescovo di Verona: “Si intuisce che il corpo da cui tutto ha avuto origine non è un semplice involucro, ma è la vita nella sua complessa evoluzione”. Idea controcorrente, perché “oggi si tende ad annullare la dimensione biologica e l’idea stessa di natura umana, abbandonando la fragilità della condizione attuale per aprirsi a un futuro nel quale un uomo nuovo (meglio, un oltre-uomo) sarà capace di riprogrammare sé stesso, radicalmente, anche a livello cerebrale. E’ l’era del cyborg (uomo-macchina) dove l’uomo e la donna sembrano essere ormai ‘antiquati’. Ma affidarsi alla tecnologia comporta anche dei pericoli di cui tutti devono essere avvertiti”.
Ha poi proseguito don Domenico: certo “combattere le malattie e avanzare nella salute sono obiettivi condivisibili, ma da qui a programmare l’uomo perfettamente efficiente ce ne corre! Talora si ha la sensazione che si recepisca l’idea dell’immortalità, dell’industria dell’immortalità: ma è una fatale illusione quella di sconfiggere la morte, alimentando un miraggio che nasconde interessi economici”. C’è altro da aggiungere: la felicità va cercata non ‘oltre’ i limiti dell’umano, ma dentro gli stessi, perché “l’uomo è imperfetto e non giungerà mai alla perfezione. Chesterton l’aveva scritto: “Ciò che rende la vita sempre romantica e piena di ardenti possibilità è l’esistenza di queste grandi ed evidenti limitazioni che costringono tutti noi ad affrontare cose che non amiamo o che non ci aspettiamo”. E Leopardi ci mostra che solo la siepe sull’ ‘ermo colle’ gli consente di riguadagnare l’infinito.
Si tratta di chiedersi, ha concluso don Domenico, “se vogliamo un mondo ‘senza limiti’ o se riconosciamo un mondo ‘di limiti’ che spinge a cercare insieme la via della pace, cioè del benessere più inclusivo e pervasivo per tutti”. Preghiamo dunque “con forza la Regina della Pace” in questo mondo di guerre. E insieme con San Bernardo (Paradiso, XXXIII) invochiamo “Vergine madre, figlia del tuo Figlio, umile e alta più che creatura…"
Il Credo, l’offerta dei doni, il Sanctus, la Consacrazione, il Pater noster cantato in latino, l’Agnus Dei, la Comunione (con il coro Monte Viglio a cantare Madre nostra fiducia), la preghiera (letta coralmente, momento molto intenso) di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria della comunità di Filettino. Una nipote di padre Tullio Veglianti - missionario filettinese del Preziosissimo Sangue scomparso qualche anno fa, uomo di fede, fine intellettuale ed educatore appassionato - ha poi ricordato lo zio, il cui calice della prima messa la famiglia ha voluto donare alla parrocchia nativa. A nome della comunità parrocchiale la maestra Carmela Tardiola ha tratteggiato un ritratto di don Domenico Pompili – elaborato con Paolo Ottaviani – che ha commosso visibilmente non solo i presenti ma anche il destinatario, di cui è stata evidenziata la vicinanza palesata in ogni occasione, a partire dall’affetto per don Alessandro, con il piccolo comune dei Monti Simbruini: “Ti salutiamo con un arrivederci a presto, in quanto – come filettinese – non avrai più bisogno di inviti… la nostra casa è la tua casa”. Tripudio di commozione.
Conclusa la parte religiosa con l’Ave Maria di don Alessandro De Sanctis, si è riformato il corteo che è approdato alla Sala della Cultura in largo Martino Filetico, in cui si è svolta la parte laica della mattinata. Lì il sindaco Paolo De Meis, affiancato dalla vicesindaco Alessia Pomponi, ha evidenziato come la cittadinanza onoraria a mons. Pompili sia stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale del 30 giugno scorso: “Oggi siamo qui per dire ‘grazie’ a un uomo di fede che negli anni trascorsi nel nostro territorio non è stato solo una guida spirituale, ma un autentico punto di riferimento per l’intera comunità di Filettino. Lei, vescovo Pompili, ha saputo incarnare i valori di compassione, dialogo e solidarietà che sono il fondamento di ogni società civile…. Il Suo impegno, la Sua generosità, il Suo amore per Filettino non sono passati inosservati, ma hanno lasciato un segno indelebile nei nostri cuori”. Dopo aver ricordato anche le figure di don Alessandro De Sanctis e di padre Tullio Veglianti, il sindaco ha consegnato il diploma a don Domenico, insieme con una chiave gigante tipo san Pietro “con tutti gli auguri che ne conseguono” (applauso). Nel suo ringraziamento il nuovo cittadino onorario ha di nuovo ricordato don Alessandro De Sanctis (“Ho imparato Filettino attraverso il suo sguardo… mi ha dato quel senso di comunità con cui ha ispirato per tanti anni la vita altalenante di Filettino”) e ha voluto ringraziare anche Paolo Ottaviani (forte applauso) per il grande lavoro di organizzazione.
DOMENICA 31 AGOSTO 2025: LA SERATA SU INTELLIGENZA ARTIFICIALE ED ETICA CON MONS. PAGLIA
C’era da essere pessimisti. Il rinvio del dibattito dal venerdì 29 alla domenica 31 agosto, con inizio alle sei del pomeriggio, con la concorrenza della sagra di Sant’Antonio e del Palio delle Contrade a Trevi. Eppure…. merito del tema, merito del conferenziere o di ambedue le cose … la Sala della Cultura di Filettino era piena per ascoltare le riflessioni di mons. Vincenzo Paglia su ‘Etica e Intelligenza artificiale’, a partire dall’elaborazione della “AI Rome Call on Ethics” presso la Pontificia Accademia per la Vita (di cui il presule ciociaro nato a Boville Ernica è stato presidente fino alla scadenza improrogabile degli 80 anni, compiuti il 21 aprile di quest’anno). Non solo piena la sala (con diverse persone che sono dovute restare in piedi), ma anche molto attenta per l’intera durata di un paio d’ore del dibattito. E pure assai stimolante nelle domande (poste tra gli altri da Leonardo, futuro liceale tredicenne) rivolte allo storico consigliere spirituale della Comunità di Sant’Egidio, già presidente anche del Pontificio Consiglio per la famiglia e precedentemente vescovo di Terni-Narni-Amelia.
Abbiamo moderato la serata, aperta dal benvenuto del sindaco di Filettino Paolo De Meis, chiedendo inizialmente a mons. Paglia se conoscesse Filettino. Risposta positiva: lo zio Giuseppe, arciprete di Boville Ernica, organizzava con i compagni di studi del Seminario di Anagni escursioni anche nel territorio dei Monti Simbruini, cui partecipava pure il piccolo Vincenzo. Che, cresciuto, ha conosciuto meglio Filettino, ne ha apprezzato la gastronomia, ha respirato l’aria buona di Campo Staffi, ha percorso anche il sentiero Giovanni Paolo II verso la Moscosa insieme con il suo pupillo don Matteo Zuppi.
La lettura ad alta voce di due capoversi del preambolo della Roma Call (“L’essere umano e la natura siano al centro dello sviluppo dell’innovazione digitale, sostenuti e non progressivamente sostituiti da tecnologie che si comportano come attori razionali, ma non sono in alcun modo soggetti umani”) ha preceduto il racconto da parte di mons. Paglia dell’origine del documento, elaborato in seno alla Pontificia Accademia per la Vita negli anni 2019-20 a seguito anche di una sorprendente proposta dell’allora presidente di Microsoft (e successore di Bill Gates) Brad Smith. Per chi volesse saperne di più Vincenzo Paglia rievoca telefonata da Seattle e incontro con il laicissimo Brad Smith nel suo “L’algoritmo della vita – Etica e intelligenza artificiale”, ed. Piemme, settembre 2024. Fino ad oggi la Roma Call è stata firmata, oltre che dai rappresentanti delle maggiori religioni mondiali, da diverse multinazionali del settore (altre sono alla finestra, in attesa, come Amazon), da centinaia di Università, da organizzazioni internazionali come la FAO, da qualche ministro.
Siamo poi passati alla riflessione su alcuni aspetti fondamentali del tema e abbiamo proposto a mons. Paglia un brano del discorso di papa Francesco alla sessione del G 7 di Borgo Egnazia (giugno 2024): “Quando i nostri antenati affilarono delle pietre di selce per costruire dei coltelli, essi li usarono sia per tagliare il pellame per i vestiti sia per uccidersi gli uni gli altri. L’intelligenza artificiale, però, è uno strumento più complesso. (…) Così, mentre l’uso di un utensile semplice (come il coltello) è sotto il controllo dell’essere umano che lo utilizza e solo da quest’ultimo dipende un suo buon uso, l’intelligenza artificiale, invece, può adattarsi autonomamente al compito che le viene assegnato e, se progettata con questa modalità, operare scelte indipendenti dall’essere umano per raggiungere l’obiettivo prefissato”. E qui il pensiero non poteva non andare all’utilizzo delle cosiddette “armi letali autonome”, sempre più diffuso nonostante esse siano oggettivamente criminali. Il punto è - come ha evidenziato per tutta la serata mons. Paglia rispondendo anche a domande in materia – che la politica palesa una grave debolezza, essendo succube di interessi economici prevaricanti. Perciò è impresa ardua, se non oggettivamente impossibile, addivenire a un accordo globale per regolamentare l’uso dell’IA in tale ambito: nessun governo vuole rinunciare alle proprie prerogative di difesa.
Tanti gli stimoli alla riflessione offerti durante l’incontro di Filettino. Si è parlato come detto dell’aspetto duale dell’IA e della differenza tra intelligenza umana e IA (partendo anche dalla Nota Antiqua et Nova sull’argomento elaborata da due dicasteri vaticani, quello della Dottrina della Fede e l’altro dell’Educazione e della Cultura, punto 61 sulle emozioni). Non bisogna dimenticare, ha rilevato qui mons. Paglia, che l’uomo è ‘relazione’, è un ‘noi’ a dispetto della cultura egocentrica che pervade l’odierna società… l’IA non può essere ‘noi’!). Tra gli aspetti trattati ancora qualche esempio: quelli del rapporto tra i giovani e gli studenti con l’intelligenza artificiale (per mons. Paglia la proibizione sarebbe controproducente), quello dell’utilizzo dell’IA nell’ambito medico (con il rischio di far prevalere la ‘cultura dello scarto’ se venisse a cadere il rapporto personale tra medico e paziente). E – altro aspetto molto importante ma poco citato – la lotta – con un utilizzo estremo dell’IA - per il possesso dello spazio, diviso tra le grandi potenze: “Sapete che già ora sopra le nostre teste viaggiano settemila satelliti… basterebbe che qualcuno fosse mal programmato per distrazione o volontà per portare distruzione sulla Terra!”. Che cosa possiamo fare noi per evitare una deriva anti-umana? è stata una delle domande più ricorrenti (purtroppo non c’è al momento una risposta soddisfacente sotto il profilo dell’incisività). E c’è stato anche chi ha invitato a non essere catastrofisti a priori: l’IA resta fondamentalmente uno strumento molto positivo per il progresso dell’umanità.
UN ANNUNCIO PARTICOLARE DI PAGLIA: PROGETTO-PILOTA PER GLI ANZIANI DEI COMUNI DEI MONTI SIMBRUINI (CON COINVOLGIMENTO GIOVANILE)
Come alcuni lettori sapranno mons. Vincenzo Paglia nel 2020 è stato chiamato dall’allora ministro Speranza a presiedere la Commissione nazionale per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana. Oggi tale Commissione è stata sostituita da quella per le politiche in favore degli anziani, voluta dal Governo Meloni e dal ministro Schillaci, sempre presieduta da Vincenzo Paglia. L’obiettivo della nuova Commissione è quello di applicare la Legge 33/2023, di cui è conseguenza il decreto legislativo 15 marzo 2024: si tratta ormai di rendere vivibile nella concretezza quotidiana quanto è stato votato dal Parlamento in relazione alla condizione degli anziani nella nostra società. Due i progetti pilota: il primo da sperimentare nella periferia romana di Tor Bella Monaca, il secondo negli otto comuni di montagna facenti parte del Parco dei Monti Simbruini. Mons. Paglia ha voluto annunciare la concretizzazione del progetto ‘montano’ proprio in occasione della serata di Filettino sull’intelligenza artificiale, alla presenza sia del sindaco di Filettino che di quelli di Vallepietra, Daniele Mioni e in extremis causa Palio delle Contrade, di Trevi Silvio Grazioli.
Il titolo del “Progetto Anchise nelle aree interne: anziani, giovani e territorio” (a cura del segretario della Commissione, il rettore Leonardo Palombi) è accompagnato subito da una riflessione sull’obiettivo da raggiungere: “I vecchi da problema a chance di sviluppo inclusivo nei Comuni del Parco Regionale dei monti Simbruini”. Come ha spiegato mons. Paglia, il progetto è di urgenza palese (considerato l’invecchiamento della popolazione del territorio della sperimentazione e la fuga dei giovani – per mancanza di lavoro - verso la città o il litorale laziale) e di grande valenza sociale, prevedendo una collaborazione intergenerazionale che consenta agli anziani di vivere meglio anche nelle piccole necessità quotidiane e ai giovani di trovare un lavoro con stipendio che permetta loro di restare nei comuni di origine (vedi anche https://www.rossoporpora.org/rubriche/cultura/1242-filerttino-2-giovani-gloria-e-il-sindaco.html ).
Il progetto prevede la costituzione di un centro di formazione per caregiver di comunità e l’istituzione del relativo corso per giovani che non studiano e non lavorano (NEET) tra i 18 e i 30 anni. Inoltre la realizzazione di un programma di valutazione, monitoraggio e attività di rete per tutti gli anziani ultraottantenni dell’area, che sarà gestito da un gruppo di giovani formati. Poi la realizzazione di una gestione informatica e sociosanitaria attraverso unità mobili e squadre di infermieri di comunità e operatori socio-sanitari. Si prevede infine l’inclusione di vari enti (come Poste, farmacie, ecc…) per la realizzazione di servizi di logistica dedicati agli anziani, attività legate all’ospitalità e al turismo lento, valorizzazione del patrimonio dei centri e delle bellezze naturalistiche dell’area dei Monti Simbruini.
Il sindaco di Filettino De Meis e il sindaco di Vallepietra Mioni hanno commentato molto positivamente quanto si concretizzerà a proposito di anziani e collaborazione intergenerazionale per evitare lo spopolamento del territorio e sottrarre i giovani rimasti alle tentazioni insidiose della noia, della depressione, di comportamenti estremi e della droga.
La vicesindaco di Filettino Alessia Pomponi ha concluso la serata, ultima dell’agosto filettinese 2025, ringraziando per la grande partecipazione e la Pro Loco per la collaborazione (in particolare noi siamo grati al vicepresidente Angelo Petrignani per il gran lavoro svolto).
P.S. Nella galleria fotografica immagini del conferimento della cittadinanza onoraria di Filettino a mons. Domenico Pompili e della serata sull’intelligenza artificiale con mons. Vincenzo Paglia.














